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73. EDUCAZIONE AI
MEDIA E ATTRAVERSO I MEDIA
Il lettore, il telespettatore, il
radioascoltatore, il navigatore della rete internet è il vero
protagonista della comunicazione. Chi fruisce dei prodotti mediali può
sancirne il successo o il fallimento. Su di essi, con l’obiettivo di
affinarne le capacità critiche e le aspettative culturali, occorre
intervenire per migliorare la qualità dei media e la loro corretta
fruizione. Tutti, e in particolare le nuove generazioni, dovranno essere
in grado di interagire con l’universo dei media in modo critico e creativo,
acquisendo una nuova “competenza mediale” per essere a pieno
titolo cittadini di questo tempo. Ogni agenzia educativa dovrà farsi
carico di questo compito: la famiglia, la parrocchia, la scuola, le
associazioni. La Chiesa ha raccomandato con insistenza l’educazione ai
media a partire dal decreto conciliare Inter mirifica: «Poiché
il retto uso degli strumenti della comunicazione sociale, che sono a
disposizione di recettori di ogni età e preparazione culturale, esige
una loro adatta e specifica preparazione teorica e pratica, le
iniziative atte a questo scopo – soprattutto se destinate ai giovani –
siano favorite e largamente diffuse nelle scuole cattoliche di ogni
grado, nei seminari e nelle associazioni dell’apostolato dei laici, e
vengano ispirate ai principi della morale cristiana».
74. VERSO NUOVI PROCESSI FORMATIVI INTEGRATI
Aquesta responsabilità educativa non è legittimo
sottrarsi. Lo sviluppo delle tecnologie comunicative comporta nuove
competenze critiche ed esige una reale partecipazione democratica.
Diviene sempre più urgente formare
sia i destinatari che i comunicatori sulla base dei principi cristiani.
In particolare «le università, i collegi, le scuole e i programmi educativi cattolici a
tutti i livelli dovrebbero offrire corsi a vari gruppi, seminaristi,
sacerdoti, religiosi e religiose o animatori laici […], insegnanti,
genitori e studenti, così come una formazione più avanzata in tecnologia,
gestione, etica e politica delle comunicazioni a coloro che si preparano
a operare nell’ambito dei mezzi di comunicazione sociale o a svolgere
ruoli decisionali, inclusi quanti operano nel campo delle comunicazioni
sociali della Chiesa». È fondamentale, inoltre, che nelle
istituzioni formative cattoliche ci siano sempre più ricercatori e
studiosi che sappiano affrontare e approfondire tematiche inerenti le
questioni culturali legate all’incidenza dei media e delle nuove
tecnologie. |