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143.
PROGETTARE LA PASTORALE CON I MEDIA - VALUTAZIONE DELLE
OPPORTUNITÀ
Impossibile
fare pastorale oggi sottovalutando l’impatto dei mezzi della
comunicazione sociale e ignorandone i linguaggi.
Un loro uso al tempo stesso avveduto e coraggioso è condizione
imprescindibile per parlare di Dio all’uomo contemporaneo. Nella
nuova cultura mediale è necessario un attento discernimento, sia
su come trattare i temi religiosi nei media laici, sia sulla
presenza autonoma della Chiesa nel mondo dei media. Non tutte le
iniziative o le presenze sono di per sé valide e coerenti con le
finalità della Chiesa.
Né
si possono trascurare i segnali di degrado che emergono nei vari
media a causa della ricerca ossessiva degli ascolti, con la
conseguente tendenza alla spettacolarizzazione forzata e alla
fatale caduta di qualità. È per questo che «nell’impiego
e nella ricezione degli strumenti di comunicazione urgono sia
un’opera educativa al senso critico, animato dalla passione per la
verità, sia un’opera di difesa della libertà, del rispetto alla
dignità personale, dell’elevazione dell’autentica cultura dei
popoli, mediante il rifiuto fermo e coraggioso di ogni forma di
monopolizzazione e di manipolazione».
144. I MEDIA E LA REALTÀ SOCIALE DEL
PAESE
Ruolo e controllo dei media sono diventati decisivi
anche per gli assetti sociali e civili del Paese e per lo sviluppo
della democrazia. È necessario che ai vari livelli, nazionale e
internazionale, si definisca un sistema compiuto di regole in
grado di garantire il pluralismo e un corretto rapporto con la
politica e l’economia, nello spirito di un autentico servizio al
bene comune. In questo quadro, «le
autorità pubbliche e le associazioni per la tutela degli
spettatori sono chiamati ad operare, secondo le proprie competenze
e responsabilità, affinché i media conservino alta la loro
finalità primaria di servizio alle persone e alla società.
L’assenza di controllo e di vigilanza non è garanzia di libertà,
come molti vogliono far credere, e finisce piuttosto per favorire
un uso indiscriminato di strumenti potentissimi che, se mal
utilizzati, producono effetti devastanti nelle coscienze delle
persone e nella vita sociale. In un sistema di comunicazioni
sempre più complesso e ad estensione planetaria, servono anche
regole chiare e giuste a garanzia del pluralismo, della libertà,
della partecipazione e del rispetto degli utenti».
145. VIGILANZA E RESPONSABILITÀ
La comunità ecclesiale deve quindi adoperarsi
affinché nel campo della comunicazione sociale venga esercitata la
stessa vigilanza e la stessa funzione di stimolo e di proposta
ordinariamente svolta in altri ambiti, come la tutela della vita
umana, le politiche familiari, sociali e scolastiche. I media «non
sono forze cieche della natura che sfuggono al controllo umano».
Dietro a ogni medium ci sono autori, produttori, interessi
economici, politici e ideologici. I media sono espressione della
grande capacità di relazione dei singoli e della società nel suo
insieme. Riflettono, per molti versi, il grado di civiltà e di
sviluppo di un popolo. L’interesse della Chiesa per i media non
nasce primariamente dalla ricerca di spazi per la comunicazione
religiosa, ma piuttosto dalla responsabilità di fronte a mezzi
tanto potenti, capaci di influenzare, fino a determinarli, i
modelli di pensiero e gli stili di vita.
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