Home   Organismi   Gruppi   Ministeri   Formazione   Agenda  Comunicazioni  Mappa  
 Organismi
Programma 2005
Communio et Progressio
Decreto Inter Mirifica
Comunicazione e Missione
(CEI - Direttorio sulle Comunicazioni Sociali)
Presentazione
Le parole del Papa
Decreto
Comunicare il Vangelo nella cultura mediale
Le comunicazioni sociali crocevia del cambiamento
Da cristiani nella cultura dei media
Integrare il messaggio cristiano nella cultura dei media
Educare a fare cultura nella socitá mediatica
Percorsi e iniziative pastorali
Per una pastorale organica delle comunicazioni sociali
L'animatore della comunicazione e della cultura
I media nella missione della Chiesa
Responsabilitá, strutture e organismi
 
   
   
   
   
Dio ti Ama adesso!
Comunicazioni Sociali
 

LA SOLLECITUDINE PASTORALE NEL TEMPO DEI MEDIA

 

93. LE COMUNICAZIONI SOCIALI NELLA PASTORALE DELLA CHIESA

La comunicazione sociale è una componente essenziale della nuova evangelizzazione. È perciò un diritto-dovere della Chiesa adoperarsi affinché la comunicazione sociale sia più autentica, rispettosa della verità, attenta alla dignità della persona, nella consapevolezza che la comunicazione della fede passa in larga misura anche attraverso di essa. In tutta l’azione della Chiesa è richiesta una maggiore attenzione per un ricorso sapiente e originale ai media, nel quadro di una pastorale organica delle comunicazioni sociali. Infatti, per situarsi nel cuore del progresso umano cercando di capirlo ed interpretarlo e per affrontare i problemi della comunicazione della fede nella società dominata dai media, non basta affinare gli strumenti o affidarsi alle nuove tecnologie; è indispensabile cogliere le sfide culturali lanciate alla società e alla Chiesa dal nuovo orizzonte comunicativo.

94. PROMUOVERE IN OGNI DIOCESI UNA PASTORALE ORGANICA

Servono a poco le iniziative estemporanee ed episodiche. È urgente, piuttosto, sviluppare una progettazione pastorale coerente e incisiva. Numerose sono state sino ad oggi le indicazioni del Magistero che dal Concilio Vaticano II non ha perso occasione per sottolineare il nesso profondo tra la missione della Chiesa e le comunicazioni sociali. Una significativa presa di coscienza in merito è emersa per la Chiesa in Italia al Convegno ecclesiale di Palermo, come testimoniano gli impegni poi assunti dall’episcopato: «Intendiamo promuovere in ogni diocesi una pastorale organica della comunicazione sociale, con ufficio diocesano adeguato e animatori ben preparati, per curare la formazione dei sacerdoti, dei comunicatori e degli utenti».

95. RENDERE PIÙ INCISIVA L'AZIONE DELLA CHIESA

Nell’ottica di una pastorale integrata occorre prevedere un percorso di educazione alla comunicazione, propositiva e critica nei confronti dei media e nello stesso tempo attenta all’evoluzione dei suoi linguaggi. Ogni progetto pastorale deve tener conto dei rapporti tra linguaggio della fede e nuovi linguaggi mediali. È la logica degli stessi orientamenti pastorali per il primo decennio del Duemila, che della comunicazione fanno una prospettiva specifica con cui deve coniugarsi l’evangelizzazione: «Le iniziative avviate in questi anni dalla Chiesa in Italia per raccordare e promuovere la comunicazione in campo ecclesiale e per rendere più incisiva la presenza della Chiesa nei media dovranno trovare in questo decennio un’ulteriore realizzazione nel quadro di un’organica pastorale delle comunicazioni sociali e nella prospettiva del progetto culturale».

96. UN COSTANTE PROCESSO DI RINNOVAMENTO PER INTERCETTARE LA CULTURA MEDIALE

Come può operare la Chiesa all’interno della nuova cultura? Ad un contesto sempre più complesso, segmentato e pluralistico, si aggiunge il profilo multietnico e multireligioso. Quali forme e indirizzi devono assumere l’evangelizzazione, la catechesi e la formazione? Nell’individuare le risposte, la Chiesa è consapevole che la sua vita di comunione, come la sua capacità di rispondere alle domande, cresce anche per l’apporto prezioso delle comunicazioni sociali. Pertanto tutti i suoi membri devono familiarizzare con gli strumenti mediatici e in particolare con i nuovi media.

97. CON IL COINVOLGIMENTO DI TUTTA LA COMUNITÀ ECCLESIALE

Una tale prospettiva di impegno comporta la ridefinizione del profilo di tutta l’azione pastorale, compito che non può essere affidato esclusivamente ad alcuni esperti o ai soli addetti del settore. Sono coinvolte l’intera comunità ecclesiale e la responsabilità dei suoi pastori. L’analisi e il progetto riguardano tutte le componenti della comunità ecclesiale. Non si tratta tanto di inventare cose nuove, quanto di cominciare a dare nuovo vigore a ciò che in molti casi già esiste, ma nei confronti della nuova cultura si trova impotente, spuntato, afono. Il nodo del problema risiede nel legame tra cultura e i mezzi di comunicazione: «L’evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in larga parte dal loro influsso. […] Occorre integrare il messaggio stesso in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna». Si tratta di una missione che orienta tutta la comunità a ridefinire il rapporto tra cultura e comunicazione in ordine alla pastorale: «Se la Chiesa deve sempre comunicare il suo messaggio in modo adeguato a ciascuna epoca e alle culture delle nazioni e dei popoli specifici, deve farlo soprattutto oggi nella cultura e per la cultura dei nuovi media».

98. DISCERNIMENTO CULTURALE E CREATIVITÀ PASTORALE

L’orizzonte tracciato dal binomio comunicazione e cultura è così vasto e complesso da esigere da tutti i membri della comunità cristiana, ma in modo particolare dagli animatori pastorali, nuove attitudini e originali capacità di discernimento. Nello stesso tempo dovrà ispirare nuovi percorsi pastorali, in grado di manifestare la Chiesa come luce delle genti e vera via di salvezza per un’umanità disorientata. Dovrà farlo attraversando i luoghi e i tempi della vita ordinaria: famiglia, scuola, lavoro, sport, arte… L’esigenza è di riformulare l’azione pastorale, senza stravolgimenti, ma con chiarezza e lungimiranza. In questo senso la pastorale tradizionale e ordinaria necessita di un forte slancio di creatività, che l’induca a intraprendere con coraggio i percorsi della cultura e della comunicazione. Il Papa ci ha ricordato che questo «non è il tempo della semplice conservazione, ma della missione». Nel nuovo slancio missionario può essere coinvolto chi, pur credente e motivato, normalmente non ruota attorno alla realtà parrocchiale né si trova direttamente impegnato nell’azione pastorale, e le cui competenze in questo ambito potrebbero essere adeguatamente valorizzate.

 

 

 

Segue (99-101)  

 
 
Accedi alla libreria online... Segreteria Regionale
RnS Lombardia

scrivici Scrivici...