Home   Organismi   Gruppi   Ministeri   Formazione   Agenda  Comunicazioni  Mappa  
Dio ti Ama adesso!
Ecumenismo

Giornata dei Ministeri del RnS della Lombardia
27 Novembre 2004 - Caravaggio

Dichiarazione congiunta sulla "Dottrina della Giustificazione"

Documento della Commissione internazionale Anglicana e Cattolico Romana sulla Madonna

Giornata ecumenica del
5 Giugno 2005

Sintesi della giornata del 5/6

Storia del Ministero per l’ecumenismo del RnS della Lombardia

Agenda incontri

Giornata Ministeriale a Caravaggio: 28/11/2004

Giornata del 17/10/04

Cammino ecumenico di pace a Gerusalemme dal 17 al 24/6/04: testimonianza

Giornata di riflessione 4/10/03

 La teologia ecumenica del XX secolo

Sintesi dell’insegnamento tenuto da Luigi Pietripaoli agli incaricati diocesani della Lombardia del Ministero dell’ecumenismo

Saranno indicati i passaggi essenziali di tre teologi del secolo scorso: Congar, Rahner e Neuner.

Yves Congar (1904-1995)

Congar, Sacerdote cattolico, dell’Ordine domenicano, teologo, prigioniero in Germania durante la Seconda guerra mondiale, trascorre due anni a Gerusalemme (1953-54), dal 1955 insegna teologia all’Università di Strasburgo, è nominato perito al Concilio Vaticano II.

Di questo fondamentale evento della Chiesa, scrive:
Ma i due grandi fatti, che soprattutto incidono già ed incideranno sul clima della vita ecclesiale sono:

- un’ecclesiologia del popolo di Dio
- e l’ecumenismo.

Per Congar l’ecumenismo è in primo luogo un’esperienza di vita e di abbandono allo Spirito Santo che guida la storia.

Il cammino teologico del teologo francese può essere riassunto dai titolo di tre dei suoi libri:

  • - Cristiani disuniti del 1937;
  • - Cristiani in dialogo – Contributi cattolici all’ecumenismo del 1964;
  • - Diversità e comunione del 1982.

Il problema di fondo per Congar è quello di sapere fino a che punto l’unità ammette la diversità.

In altri termini : quali diversità possono essere considerate legittime in una Chiesa riunificata.

La risposta è che il modello da perseguire nella teoria e nella pratica è quello della completa unità nella fede e della possibile unità/diversità nelle sue formulazioni. In questo la sua posizione sembra sostanzialmente coincidente con quella di S. Agostino il quale affermava che occorre l’unità nelle cose essenziali, nelle altre è possibile la libertà, ma sempre è necessaria la carità.

Per Congar due vie sono da considerare escluse:

- quella del puro e semplice ritorno delle altre Chiese in quella Cattolica, via interpretata come integrismo ecumenico;

- quella del differimento dell’unità al tempo dell’escatologia, via definita come pessimismo ecumenico.

Non rimane altra strada che quella indicata dal Documento conciliare “Unitatis redintegratio”

per la quale il cammino ecumenico è visto come compito storico per le Chiese cristiane.

In “Conversazioni d’autunno” del 1987 il teologo francese così sintetizza il suo cammino ed il suo pensiero:

“ Ho incominciato con affermazioni solide: con l’idea di cattolicità che all’epoca mi pareva comprendere la diversità; oggi sono più sensibile alle diversità (….).

Raccomando un riferimento comune alle nostre origini”.

Occorre tener presente quest’ultima frase mentre ci accingiamo ad esaminare il pensiero teologico di

Karl Rahner (1904 – 1984)

Rahner, Gesuita, è un teologo che noi del RnS dovremmo considerare come punto di riferimento non solo per il suo libro “Teologia dall’esperienza dello Spirito” del 1975,ma soprattutto per l’approccio metodologico.Come annota infatti Gibellini in “La teologia del XX secolo”- secondo Rahner “al metodo scolastico che procede dall’alto delle formulazioni ed opera per indottrinamento si deve passare al metodo antropologico che procede dal basso ed opera una corrispondenza tra vita e verità, tra esperienza e concetto”.

Il teologo tedesco si laurea nel 1932 in filosofia e nel 1936 in teologia. L’anno successivo ottiene l’abilitazione all’insegnamento universitario, ma il regime nazista non gli consente di esercitare la sua attività didattica.

Dopo la guerra insegna in varie Università ed è Perito al Concilio.Tra le sue opere, numerosissime, spicca per la sua importanza, il “Corso fondamentale sulla fede” del 1976.

Due passaggi di questo testo sono di particolare importanza per comprendere il suo pensiero in tema di ecumenismo.

1- LA CHIESA DI GESU’ CRISTO DEVE ESSERE UNA

Se,infatti, la Chiesa proviene da Cristo non può che presentarsi come la rappresentazione della sua persona nel perdurare della storia della salvezza. In questo senso il N.T. esige e presuppone l’unità della Chiesa e la realtà delle varie Chiese, che celebrano la Sacra Cena, che battezzano, che nello Spirito Santo annunciano la Parola, “non esclude, ma anzi include che esiste una sola Chiesa”

Nonostante queste affermazioni, rimangono aperte tre questioni:

a- in che cosa debba consistere tale unità;

b- dove esiste una simile Chiesa capace di richiamarsi legittimamente a Cristo;

c- se le varie comunità cristiane, di fatto esistenti, non siano già adesso unite tra di loro, fino a formare una sola Chiesa.

Di fatto è diffusa la convinzione che deve esserci un’unica Chiesa, ma che la situazione è tale che oggi ancora non è realizzata in misura adeguata questa unità voluta da Cristo.

.Nonostante ciò, l’affermazione di principio è che “deve esistere una sola Chiesa, perché solo così si soddisfa realmente la natura del Cristianesimo”

2- NO AL RELATIVISMO ECCLEESIOLOGICO

Secondo Rahner il relativismo ecclesiologico porta all’una o all’altra delle seguenti inaccettabili conclusioni:

- o la Chiesa di Gesù, quale è stata da lui voluta, non esiste affatto

- oppure, nonostante le divisioni, esiste in modo tale da non aver bisogno di essere ristabilita.

Da queste affermazioni ne conseguirebbe che tutte le aspirazioni ecumeniche sarebbero in partenza superflue.

Al contrario, per sapere se di fronte ad una determinata istituzione ecclesiale possiamo affidarci come alla Chiesa di Cristo, dobbiamo tener presenti i seguenti tre principi:

- Questa istituzione deve presentare una continuità storica, la più concreta possibile, con la Chiesa del Cristianesimo originario.

- La sostanza fondamentale del Cristianesimo non deve essere negata da questa Chiesa concreta.

- Questa comunità deve essere Chiesa nel senso di essere indipendente dalla mia soggettività.

Rahner conclude affermando che se ammettiamo che l’altro cristiano vive nella Grazia di Dio, è ripieno di Spirito Santo, è giustificato, è figlio di Dio, è unito a Gesù Cristo e, sotto moltissimi aspetti, è unito a tutti gli altri cristiani, allora dobbiamo riconoscere che CI UNISCE QUALCOSA DI PIU’ FONDAMENTALE DI QUELLO CHE CI SEPARA.

Altro elemento da considerare è il contenuto del Piano FRIES-RAHNER (del 1983) che risponde alla seguente domanda: quale pluralità è possibile tra le Chiese che fanno parte di una Chiesa unita?

La risposta è espressa in due tesi:

1- E’ possibile una comunione delle Chiese sulla base della comune fede e delle verità fondamentali del Cristianesimo espresse nella Sacra Scrittura, nel Simbolo Apostolico ed in quello Niceno-costantinopolitano che sono vincolanti per tutte le Chiese parti dell’unica Chiesa futura.

2- In nessuna Chiesa particolare può essere rigettata una frase che è dogma vincolante in una delle altre Chiese particolari.

Questa tesi può essere anche espressa come l’astensione dal giudizio negativo.

Peter Neuner (1941)

Quest’ultimo teologo, evangelico, è stato docente di teologia fondamentale all’Università di Passau e dal 1985 insegna teologia dogmatica all’Università di Monaco di Baviera.

Nel 1986 ha pubblicato “Breve manuale dell’ecumenismo” e nel 1997 “Teologia ecumenica”.

In quest’ultimo libro Neuner parte da una affermazione che pone a fondamento del suo pensiero.

Per lui l’ecumenismo non può essere una materia riservata ai soli teologi, ma deve diventare un cammino per le Comunità e le Chiese considerate nella loro interezza.

Il pericolo, che denuncia, è infatti quello che altrimenti nessuno si sente responsabile in prima persona. Ed inoltre si corre il rischio che dell’ecumenismo se ne parli in molti contesti ed occasioni, ma che non sia quasi mai affrontato e vissuto nella sua totalità.

E’ pertanto importante che l’ecumenismo spirituale sia vissuto come un cammino alla cui base vi è un atteggiamento positivo delle Chiese e dei singoli cristiani.

Nel libro “Teologia ecumenica” Neuner, prima ancora di elaborare teorizzazioni teologiche, vuole mostrare la storia delle divisioni tra le Chiese per indicare i tentativi effettuati, o effettuabili, per superarle: si pone pertanto da un punto di vista storico per comprendere come si sono svolti i fatti e quali affermazioni o atteggiamenti sono stati motivi di divisioni e scissioni.

Lo stesso metodo storico è usato per prendere conoscenza e coscienza del contributo all’ecumenismo offerta dalle varie Chiese.

Successivamente vengono affrontati i problemi teologici di fondo, con una attitudine ed una attenzione particolari per indicare soluzioni accettabili.

Per avere un’idea del modo di procedere di Neuner possiamo prendere ad esempio alcuni temi scottanti.

1- Scrittura e tradizione

Per questo autore il “sola scriptura” di Lutero e la posizione delle Chiese Riformate deve essere interpretata non come un ripudio della tradizione nella sua interezza, ma più limitatamente come una non accettazione di quelle tradizioni in contrasto con chiare affermazioni della Scrittura.

In questo modo, i dissensi vengono circoscritti ad alcuni temi specifici e non viene coinvolto il patrimonio di tradizione nel suo complesso.

2- Successione apostolica

Neuner si pone la domanda, cruciale per molti aspetti ecclesiologici, tra i quali quello del ministero validamente ordinato, sostenendo che si dovrebbe fare una distinzione tra successione come fatto meccanico ed identità con la dottrina degli Apostoli.

3- Il Papato

Di fronte a questo problema, che è fonte di divisione tra la Chiesa Cattolica e tutte le altre Chiese, da quelle Ortodosse a quelle Evangeliche, Giovanni Paolo II nella sua Enciclica “Ut unum sint” ha invocato lo Spirito Santo affinché “ci doni la sua luce e illumini tutti i pastori e i teologi delle nostre Chiese, affinché possiamo cercare, evidentemente insieme, le forme nelle quali questo ministero possa realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri”.

Su questo tema Neuner afferma che se il Papa assumerà come compito del suo ministero quello di promuovere l’unificazione delle varie Chiese nella Koinonia della Chiesa universale, potrà ottenere nell’ambito ecumenico una importanza non ancora valutabile.

Questo autore evangelico è stato presentato non solo per mostrare anche il punto di vista di un non cattolico, ma per prendere coscienza come i l cammino verso l’unità sia preso seriamente in considerazione dai fratelli di altre confessioni cristiane ed implichi un cammino lungo e faticoso, illuminato dallo Spirito Santo, affinché i Cristiani ritrovino, prima o poi,la piena unità.

Noi del Rinnovamento nello Spirito Santo non dobbiamo dimenticare che questa è la prima intenzione che il Papa ci ha dato per il Roveto ardente.

xxxxxxx

L’insegnamento, che ci viene questi tre autori, dalla citazione di Sant’Agostino, dagli scritti e dagli esempi del Papa nonché dalle intenzioni che ci ha dato per il Roveto ardente, è che bisogna essere uomini e donne di unità, sempre ed in ogni circostanza.

Dobbiamo essere testimoni di unità e di amore nel nostro rapporto con il Signore, in noi stessi, nelle nostre famiglie, nei posti di lavoro, con le persone che frequentiamo, con i fratelli delle altre Chiese cristiane che potremo incontrare.

   
 
 
Accedi alla libreria online... Segreteria Regionale
RnS Lombardia

scrivici Scrivici...