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“Maria:
grazia e speranza in Cristo”: è questo il titolo di un documento
comune raggiunto dalla Commissione internazionale Anglicana e
Cattolico - Romana sulla Madonna.
La Commissione è stata nominata dalle due Chiese ed è
pertanto un organismo ufficiale.
Il documento segna la conclusione
di un lungo lavoro. Non ha ancora carattere normativo, perché dovrà
essere ratificato dalle due Chiese che hanno istituito la Commissione.
E’ comunque un significativo passo
in avanti verso l’unità ed un contributo, anche se non ancora
definitivo, per ilsuperamento di differenze dottrinali che nel passato
hanno generato contrasti e polemiche.
In ogni
Gruppo perciò loderemo e ringrazieremo, ricolmi di gioia, lo Spirito
Santo che ha guidato le menti ed i cuori degli estensori della
dichiarazione che costituisce un pilastro di convergenza e di unità,
sulla figura e sul culto di Maria, Madre del Signore nostro Gesù
Cristo.
Riportiamo,
qui di seguito, i paragrafi conclusivi del documento ( n. 77 e n. 79)
Chi volesse conoscere l’intero
documento segnaliamo che è stato pubblicato, in lingua italiana, sul n.11
della Rivista “ Il Regno” che si può richiedere presso ogni libreria
cattolica.
Il testo ufficiale, in lingua
inglese, è rintracciabile sul sito Internet
www.vatican.va.
CONCLUSIONI
DEL DOCUMENTO “MARIA : GRAZIA E SPERANZA IN CRISTO”
78. Come risultato del nostro
studio, la Commissione offre gli accordi che seguono che, secondo noi,
fanno significativamente progredire il nostro consenso riguardo a Maria.
Affermiamo insieme:
-
l’insegnamento che Dio ha preso nella sua gloria la beata vergine
Maria nella pienezza della sua persona è in consonanza con la Scrittura
e che ciò può essere compreso solo alla luce della Scrittura;
-
che in vista della sua vocazione a essere la madre del
Santo, l’opera di redenzione di Cristo ha raggiunto Maria “fino in
fondo”, nell’intimo del suo essere e nei suoi primissimi momenti di
vita (n. 59);
-
che l’insegnamento riguardo a Maria nelle due definizioni dell’assunzione
e dell’immacolata concezione, compreso all’interno del modello
biblico dell’economia della speranza e della grazia, può dirsi
consonante con l’insegnamento delle Scritture e le antiche tradizioni
comuni ;
-
che tale accordo, qualora venisse accettato dalle nostre due
comunioni, collocherebbe in un nuovo contesto ecumenico le questioni
riguardo all’autorità che sorgono dalle due definizioni del 1854 e del
1950;
-
che Maria ha un permanente ministero a servizio del ministero di
Cristo, nostro unico mediatore, che Maria e i santi pregano per tutta la
Chiesa e che la prassi di chiedere a Maria e ai santi di pregare per noi
non è divisiva della comunione.
79. Siamo d’accordo che non si
possono dire rivelate da Dio né considerare insegnamento della Chiesa
quelle dottrine e quelle devozioni che sono contrarie alla Scrittura.
Siamo d’accordo che quelle dottrine e quelle devozioni che sono
incentrate su Maria, comprese le pretese “rivelazioni private”,
devono essere moderate attraverso norme che assicurino il posto
centrale e unico di Gesù nella vita della Chiesa e che nella Chiesa
solo Cristo insieme con il Padre e con lo Spirito Santo,, va adorato.
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A conclusione di questa
testimonianza e documentazione riportiamo le parole con cui i due
copresidenti, l’anglicano Peter Carnley, Vescovo di Perth, ed il
cattolico Alexander Brunett, Arcivescovo di Seattle, hanno concluso la
Prefazione al documento:
Le nostre due tradizioni
condividono molte delle feste stesse legate a Maria. La nostra
esperienza ci ha fatto capire che è nell’ambito del culto che
realizziamo la più profonda convergenza, allorché rendiamo grazie a Dio
per la madre del Signore, che è una cosa sola con noi in quella
sterminata comunità di amore e di preghiera che chiamiamo comunione dei
santi”.
Ci
sembra che non poteva essere trovata conclusione più adatta di questa
che richiama tutti i credenti cristiani a quell’ecumenismo spirituale al
quale, con le loro esortazioni, ci ha indirizzato più volte Giovanni
Paolo II ed ora ci sollecita Benedetto XVI.
Dobbiamo veramente sentirci uniti
alla sterminata e partecipi della sterminata comunità di amore e di
preghiera della quale fanno parte tutti coloro che vivono nella grazia,
che nostro Signore ci dona esclusivamente per amore. |