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La guarigione della Famiglia: “il nostro corpo, il sapersi accettare”
Carissimi ascoltatori, ben ritrovati a tutti. Siamo
lieti di essere qui a dialogare con voi attraverso Radio Mater. Vogliamo
vivere quest’ora in comunione con voi e rendere grazie al Signore delle
meraviglie che compie servendosi di tutti noi, di tutti, anche della
nostra umanità, dei nostri errori, per trasmetterci la sua pace, la sua
tenerezza, la sua misericordia, il suo amore, la sua alleanza con ognuno
di noi, nessuno escluso.
Con l’intercessione di Maria, affidiamo allo Spirito
Santo questa trasmissione,
questa ora che trascorreremo insieme, affinché sia Lui a preparare i
nostri cuori, li renda docili e dopo averli guariti col balsamo del suo
amore, porti a compimento l’opera che ha iniziato in ciascuno di noi.
Siamo Rossana e Piero e ci inoltriamo con voi, cari
ascoltatori, ancora una volta sul tema della
Guarigione della Famiglia e
ci poniamo da subito alcune domande a cui risponderemo tutti con
sincerità di cuore:
-
Può una persona
amare Dio con tutta la sua mente quando questa è piena di pensieri,
spesso peccaminosi, di superficialità, di malvagità, di tensioni, di
incapacità di perdono, di rancori, di giudizi, di pettegolezzi?
-
Credi che possa
esserci un posto nel tuo cuore, allo stesso tempo sia per Gesù sia per
il mondo?
-
Ti senti bene quando
vuoi concentrarti in qualcosa e hai altri pensieri che ti distolgono la
mente?
Noi pensiamo (e crediamo che valga anche per ognuno
di voi cari ascoltatori) che quando la nostra mente è occupata da altri
pensieri è impossibile che si possa pensare anche a Dio. Può accadere
che pensiamo a Dio ma lo poniamo in secondo piano. Egli invece ci chiede
di essere sempre al primo posto e desidera che lo amiamo con tutta la
nostra mente e che gli affidiamo tutti i nostri pensieri, i nostri
limiti, le nostre amarezze, i nostri fallimenti, tutto il nostro corpo.
A volte diciamo: “Io amo Dio con tutto il mio cuore”
però nello stesso tempo conserviamo nel cuore desideri insani,
risentimenti, odi, meschinità.
Non è vero che la gente dice: “Dio chiede molto”. No,
Dio chiede tutto!
Tutti i pensieri che non vengono da Gesù, devi
offrirli a Lui ed Egli li purificherà con il suo Spirito a tal punto che
il tuo sentire come il tuo operare saranno i suoi.
Quante volte siamo tentati di reagire contro alcune
persone che ci hanno umiliato, ferito, offeso e spesso sono le stesse
persone che amiamo, marito, moglie, figli, fratelli, sorelle, amici.
Ma quale meraviglia è il nostro corpo! Dio ci ha
fatto poco meno degli Angeli, di onore e di gloria ci ha coronati. Ma
dal nostro corpo, fatto a immagine di Dio, però può uscire anche tanto
male, di cui noi dobbiamo accorgercene per
vincerlo.
In queste occasioni impariamo a fermarci un momento,
a non lasciarci prendere
dall’impulso e impariamo ad affidare a Gesù, in
silenzio, ogni nostra parte del nostro corpo.
La tua mente:
ringrazia il Signore per essa. Offrigliela e chiedigli che la riempia
dei suoi pensieri divini. Chiedigli perdono per non averla saputa usare
come lui desiderava che tu facessi.
I tuoi occhi:
Dio te li ha donati. Chiedigli perdono
per i peccati commessi con essi e chiedigli che ti aiuti a vedere con i
suoi occhi divini.
Le tue orecchie.
Le ricevesti per ascoltare. Pensa a quelle volte che le hai utilizzate
male, perché quello che ascoltavi ti allontanava da Dio. Chiedigli
perdono e offrigliele affinché Egli ti conceda la grazia di poterlo
ascoltare in ogni momento.
La tua bocca:
come sei fortunato! Puoi parlare, molte volte hai perso l’opportunità di
raccontare ad altri che il Signore esiste ed è meraviglioso. Sei ancora
in tempo per farlo, donagliela, chiedigli che ti aiuti ad usarla e
chiedigli perdono per i peccati che hai commesso con essa.
Il tuo cuore:
mai stanco di battere, è il motore che da la spinta al tuo quotidiano
esistere. E’ possibile che in lui abbiano albergato desideri impuri,
condanne, giudizi. Chiedi a Gesù che abbia misericordia di te, che ti
aiuti a donarglielo affinché possa diventare uno strumento per la sua
gloria.
Le tue mani: te
le ha date Dio affinché con esse tu possa far risplendere il suo potere
in tutto ciò che tocchi. Non hai saputo usarle bene, però guarda quanto
è grande il Signore. Prende le tue mani, le benedice, ti benedice e ti
chiede di portare questa benedizione ad altri.
I tuoi piedi:
la tua missione è portare la pace ed essere portatore del suo Vangelo.
Non lo hai realizzato, tuttavia ti dà ancora l’opportunità di farlo. E’
paziente con te, ti sta aspettando. Donagli i tuoi piedi e lascia che li
trasformi nei suoi, e ti aiuti da oggi in poi ad essere felice,dove Egli
vuole che tu vada con amore e pieno d’amore
Tutto il tuo corpo:
è la sua più bella dimora. Dio permette che gli uomini si fabbrichino
case ed edifici meravigliosi. Ma egli cerca te: vuole vivere in te, sei
il suo capolavoro. Invitalo ad entrare in te, che faccia di te il suo
tempio, secondo il suo volere divino e compia in te meraviglie.
Chiedigli il suo Spirito e stai certo che Egli prenderà possesso di te.
Rallegrati! Sei di Gesù e Gesù è tuo.
Impariamo carissimi ascoltatori tutti ad affidarci
totalmente a Gesù, ripetiamo più e più volte nella nostra giornata il
nome di Gesù. Egli ci farà trionfare sulla nostra mente, sul nostro
cuore. Guarirà questo nostro cuore, è il nostro amico da sempre e per
sempre: è il nostro Salvatore.
Tutto questo è fondato sulla Parola, da
San Paolo ai Corinzi (1 Cor. 1°,13):
“Dio è
fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con
la tentazione vi darà anche la via di uscita e la forza di sopportarla”
Ed ancora ai Romani (10,13):
“Chiunque
invocherà il nome del Signore sarà salvato”
STACCO
MUSICALE
Amare il prossimo: parola incomprensibile per molti,
se non addirittura quasi impossibile per altri. Ama Dio e il prossimo
come ami te stesso.
Questo comandamento nuovo richiede di amare me stesso
se davvero voglio amare il mio prossimo. Vogliamo forse accettare di
amare il prossimo senza prima aver accettato di amare noi stessi?
Amare me stesso
non vuol dire amare quello che non sono o amare quello che mi piacerebbe
essere; al contrario significa: amarmi così come sono; riconoscere
che tutto quello che di buono vi è in me è dono di Dio; donagli tutti i
tuoi limiti e i tuoi difetti affinché sia Lui a correggerli.
Carissimi ascoltatori tutti:
-
Crediamo che il
Signore ci vuole felici?
-
Ci sforziamo di
capire in che modo il Signore ci vuole vedere felici?
-
Tutti vogliono
essere felici, ma come riuscirci?
Spesso siamo noi che non accettiamo noi stessi:
Spesso siamo troppo esigenti e non ci perdoniamo gli
errori.
Se nei momenti di silenzio
ci affidiamo al Signore
scopriremo, un po’ alla volta e per sua bontà, che Dio ci ama in modo
del tutto personale: ci ha dato la vita; ce l’ha custodita sino ad ora;
ci ha dato una famiglia, una educazione, delle amicizie ed un numero
infinito di cose.
Non pensiamo sempre che siamo stati noi a meritare
tutto questo, impariamo a risalire con gratitudine alla fonte di questi
doni e il nostro cuore uscirà dalla malinconia, dalla tristezza, dal
lasciarci cadere le braccia, per riscoprire che siamo amati da sempre,
che siamo importanti e preziosi ai suoi occhi.
Immagina, caro ed amato ascoltatore di Radio Mater,
di stare di fronte a Gesù che davvero ti ama e si prende cura di te e
pensa a tutto ciò che di buono c’è in te e troverai innumerevoli motivi
di gratitudine e saprai amare ciò che Dio ama in te.
-
la tua vita: Avresti
potuto non esistere: essa è un dono. Egli ti rese umano, vale a dire
intelligente e capace di decidere, di realizzare una bella missione;
-
il tuo battesimo, il
tuo essere cristiano;
-
la tua educazione:
capisci, leggi, puoi condividere ed aiutare gli altri;
Sorridi con gratitudine all’Autore di tanto bene.
Rallegrati, rinasci, approfitta, irradia tutto ciò che hai ricevuto.
Sorridi a Colui che in tutto ti dimostra il suo sorriso “di amore e di
tenerezza”. (Salmo 103)
Pensa che Dio ti ama e gli piaci così come sei, con
ciò che possiedi o che ti manca, con quello che puoi o non puoi fare.
Se Lui ti ama e ti accetta, perché tu no? Inizia ad
amare e ad accettare ciò che Dio ama e accetta in te.
Chiedi in questo momento al Signore di perdonarti:
-
il rifiuto a volte
di te stesso;
-
il tuo poco
interesse per la vita;
-
il non averlo
conosciuto e riconosciuto in essa;
-
la tua cecità che ti
ha indotto a non fare quello che Lui desiderava da te, per te;
-
il non esserti
lasciato amare da Lui e non aver ricevuto il suo amore per
ricambiarglielo.
Chiudi gli occhi per un momento e abbandonati nelle
sue mani: dona al Signore tutto quello o quelli che ti hanno aiutato nel
pellegrinaggio della vita ad essere felice e ad usufruire del suo Amore.
Fermati alcuni istanti. Lascia che Gesù ti porti nel suo cuore. Lì
riceverai la pace e il perdono. Gioisci nella sua tenerezza, nel suo
amore.
STACCO
MUSICALE
Accettazione del coniuge e della sua famiglia.
Quando parliamo di matrimonio, generalmente pensiamo
di riferirci a due persone: lui e lei. Tuttavia questa idea è inesatta e
qualcuno dice: “quando due si sposano e formano una nuova famiglia, non
sono solo in due, come pensiamo, ma sono molti di più: lui, lei, i
genitori dell’uno e dell’altra, alcune volte i fratelli, le sorelle
ecc.”.
Ci troviamo di fronte a due problemi reali:
-
quello degli sposi
che durante il periodo di fidanzamento non hanno conosciuto i
familiari del loro coniuge;
-
quello di coloro che
li hanno conosciuti, ma non accettati. E ancora, quando hanno
scoperto l’incompatibilità (per differenze di famiglia, di educazione,
di abitudini) e si sono limitati a dire: “che cosa importa, infine non
sposerò loro”
Questi atteggiamenti tanto freddi conducono, col
tempo, a sorprese molto dolorose.
Non si sono sposati con loro ma sono costretti a
vivere con loro, a volte per un certo periodo a volte, purtroppo,
definitivamente con i suoceri, a volte per la morte di uno di loro o
perché sono anziani e non possono “vivere da soli” e bisognerà
accettarli in casa.
La situazione peggiore, tuttavia, è quella che lui e
lei vanno vivere lontano proprio per evitare volutamente ogni contatto
con i suoceri, quindi il rifiuto. Ma il risultato
è che prima o poi la coppia cominci a ferirsi
reciprocamente nel richiamarsi le colpe nei confronti dei genitori.
Queste ferite sanguinano e fanno tanto male fino a
diventare insopportabili e a minacciare seriamente la solidità del
matrimonio.
Sebbene non convivono con i suoceri, la loro
situazione è molto difficile: si accusano e si tormentano continuamente
per i loro malcontenti interiori. Tutto perché prima del matrimonio non
hanno accettato sinceramente la situazione familiare.
Accettazione reciproca.
E’ molto importante accettarci così come siamo. Non
solo nei fidanzati ma anche nel caso degli sposi spesso accade di non
riuscire a conoscersi a fondo. anche dopo anni.
Questo accade per immaturità, per fretta, o perché si
da peso a cose superficiali come l’aspetto fisico, il denaro, la
posizione sociale, la professione,la casa,l’automobile ecc
Purtroppo non ci si concentra in profondità sulla
persona stessa. Questo è importante, non solo nel fidanzamento quanto
anche dopo anni di matrimonio, dedicare spazio alla conoscenza sempre
più profonda e alla reciproca accettazione, così come alla guarigione
interiore.
Spesso le coppie, fin
dal primo anno di matrimonio, si lamentano per non aver
conosciuto bene prima il proprio coniuge!
Molti si separano: perché?
Perché troppo spesso quello che meno si fa è vedere:
-
se hanno gli stessi
valori, soprattutto cristiani;
-
se ci sono punti di
intesa;
-
se sono capaci di
convivere con i difetti o con le cattive abitudini dell’altro;
-
se sono disposti a
lasciarsi aiutare per cambiare;
-
se accettano che
tutti possono commettere errori e che solo Dio può renderci migliori;
-
Se accettano la
famiglia dell’altro.
Quando incominciamo a conoscere una persona è
indispensabile sapere che non è perfetta; che ha sì molte cose buone e
belle, molti pregi, ma ha anche dei difetti involontari e sconosciuti.
Inoltre, quando si vive insieme, ci rendiamo conto di quanto essa soffra
per i propri limiti e del desiderio che ha di cambiare.
La reciproca accettazione
vale per tutto il periodo del matrimonio.
Comprende:
·
Sincera umiltà *
amabilità, bontà, fiducia da entrambe le parti * pazienza e forza *
apertura positiva per aiutare e lasciarsi aiutare *
guardare il lato positivo dell’altro * camminare insieme al
coniuge * mai stancarsi di perdonare * tendere sempre la mano per primi
* riconoscere che la perfezione non si raggiunge in un solo giorno, ma
che richiede sempre una lotta permanente * dare gioia e speranza.
Dice San Paolo ai Galati: (6, 1-2)
“Fratelli
qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito
correggetelo con dolcezza. E vigila su te stesso, per non cadere in
tentazione.
Portate i
pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo”
Se ci abbandoniamo completamente nelle mani di Gesù,
scopriremo quanto ci ami.
Lo stesso Signore, nella sua misericordia, guarisce
giorno dopo giorno le profonde ferite che nel corso degli anni gli sposi
e i figli si sono inflitti scambievolmente.
Noi possiamo e vogliamo testimoniare con forza questa
guarigione che Gesù ha operato in noi e ancora oggi continua ad operare
nella nostra famiglia.
Siamo certi che in tante e tante altre famiglie
cristiane, e sicuramente anche tra voi cari ascoltatori, Gesù, col suo
amore e con la sua misericordia, può e vuole far diventare le nostre
famiglie oasi di pace, di serenità e di armonia.
Dopo lo stacco musicale apriremo i microfoni per dare
voce ai vostri graditi interventi, ringraziandovi già da ora per quanto
saprete arricchire questa trasmissione con le vostre esperienze e
testimonianze, per dare una rinnovata fiducia e speranza a tante
famiglie di oggi.
Il Signore vi benedica.
STACCO
MUSICALE IN ATTESA DI TELEFONATE
Ecco cari ascoltatori, siamo giunti termine di questa
trasmissione “Famiglie che parlano ad altre famiglie”. Vi lasciamo con
un pensiero di Papa Giovanni Paolo II°
“Voluti da Dio con la stessa creazione, matrimonio
e famiglia sono intimamente ordinati a realizzarsi in Cristo e hanno
bisogno della sua grazia per essere guariti a “suo principio”, vale a
dire alla conoscenza piena e alla realizzazione integrale del disegno di
Dio”
Ed ancora dalla “Familiaris Consortio” al N 3
“In un momento storico del quale la famiglia è
oggetto di molte forze che cercano di distruggerla o deformarla,
la Chiesa, cosciente che il bene della società e di se
stessa è profondamente vincolato al bene della famiglia, sente in un
modo più vivo e più forte la sua missione di mostrare a tutti il disegno
di Dio sul matrimonio e sulla famiglia, assicurando la sua piena
vitalità, così come il suo
progresso umano e cristiano, contribuendo in questo modo al rinnovamento
della società e dello stesso Popolo di Dio”
Grazie.
Da
Rossana e Piero un grande ed affettuoso abbraccio a tutti.
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