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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 11 maggio 2007 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

Carissimi ascoltatori di radio Mater buona sera a tutti voi da Luigi e Susanna.

Siamo nel mese di maggio, a noi particolarmente caro, per l’incontro speciale che facciamo proprio in qs periodo dell’anno con Maria, la mamma a cui spesso affidiamo tutte le ns preghiere, le ns invocazioni, le ns gioie, le ns fatiche e i ns successi di ogni giorno.

Vivere qs serata qui con voi, nella grande famiglia di radio Mater, acquista per noi un significato ancora più particolare. Grazie per la speciale testimonianza d’amore per Maria che ci donate.

Noi abbiamo incontrato di persona  la ns cara mamma quando abbiamo iniziato a fare un cammino di fede più profondo, circa trentanni fa, nel movimento a cui apparteniamo ancora oggi.

Conoscendo il dono dello Spirito Santo, abbiamo gustato la presenza di Maria nella ns vita, come portatrice di qs dono, da cui è nato Gesù.

Abbiamo iniziato a recitare il santo Rosario con più convinzione, meno meccanicamente, gustando la bellezza dei misteri proposti.

La preghiera del santo Rosario ci ha tenuto compagnia anche in molte sere della ns vita familiare per accompagnare il ritorno a casa dei ns figli più grandi usciti per andare a qualche festa. Più volte ci ha accompagnato, anche di notte, nei momenti in cui le vicissitudini della vita si facevano più tormentose e la ns mente non era in grado di formulare delle preghiere particolarmente carismatiche, perchè sopraffatti dai ns pensieri.

Molti dei ns rosari si sono consumati così, nelle ns mani, fra le lenzuola del letto di casa e molti bracciali del rosario si sono spezzati così nel girarci durante il sonno notturno.

Lì, in quei momenti di abbandono totale alla sua volontà, spesso impotenti nell’affrontare le ns difficoltà, abbiamo trovato una via aperta dall’intercessione della ns cara mamma a Gesù.

Qs preghiera ci ha donato sempre tanta pace e tanta serenità e ci ha donato la forza di affrontare tutti i ns problemi con più fiducia e speranza.

La Mamma ci consola così, facendoci ripetere continuamente l’Ave Maria, per trovare in qs ripetizione la sua rassicurazione , la sua vicinanza, la  comprensione dei ns bisogni più profondi.

A due giorni dalla festa della mamma, desideriamo augurare a tutti noi genitori la capacità di essere mamma, come lo è stata lei, premurosa nell’indicare a tutti  la via da seguire: GESU’.

A lei qs sera affidiamo il momento particolare che la famiglia sta vivendo oggi, incoraggiati anche dalle parole del santo Padre Benedetto XVI che continua a invitarci a credere nella famiglia cristiana e ad indicarla ai ns giovani come una piena via di realizzazione.

Molti ns fratelli, da tutta Italia, all’alba partiranno per Roma per partecipare alla grande manifestazione per difendere i diritti della famiglia chiamata Family Day.

Chiediamo a Maria Santissima una protezione particolare per qs fedeli coraggiosi che partono non  per fare una protesta ma per testimoniare una promessa, qs: “in un tempo segnato dal vuoto dei forti ideali, ci diciamo pronti a sostenere in ogni forma e luogo possibile la profezia della famiglia, sempre più offesa e vituperata da rigurgiti ideologici e dal lassismo corrente. Noi non vogliamo correre il rischio di abdicare ad altri il ns impegno, così da non occupare gli ampi spazi di dialogo e formazione delle coscienze che si aprono davanti a noi. Il Manifesto Più Famiglia non è pensato contro qualcuno, semmai a favore di noi tutti per la tutela del futuro di tutti. Ci muove la passione per la vita, per l’uomo, per la stabilità inalterabile dell’amore sponsale,per la fecondità familiare, come ricchezza sociale e spirituale incomparabili.”

Ma fermiamoci ora ad osservare il disegno che è stato riportato come icona del Manifesto e di tutti i volantini che promuovono qs manifestazione.

E’ il disegno elaborato da un bambino a cui è stato chiesto di raffigurare la famiglia.

Il disegno originale, poi standardizzato, è semplice e rappresenta il papà, la mamma e i figli di cui uno in una carrozzina, una grande sole sorridente e luminoso alle loro spalle, un cielo azzurro e una strada asfaltata con tracciata una carreggiata.

In qs raffigurazione troviamo rappresentata l’immagine della famiglia che i ns bambini hanno in mente, che desiderano e che forse vorrebbero sempre vedere costituita,   il nucleo essenziale che

costituisce il patrimonio genetico dell’umanità,  il DNA di ogni società che è naturalmente iscritto nel cuore dell’uomo

Da qs disegno desideriamo far partire la ns specifica  conversazione di qs sera, quella riguardante l’argomento per il quale siamo qui: rapporto genitori-figli, .

Qs disegno non è solo un disegno, ma esprime un concetto, un sentimento, un emozione,una verità.

Ha dei tratti e dei colori che non sono messi a caso seppur elaborati con spontaneità senza una particolare razionalizzazione.

Qs disegno ci invia dei messaggi e ci comunica qualcosa di molto importante.

L’adulto lo guarda, lo osserva e se lo sa accogliere per quello che è veramente, un disegno di un bambino, può trarne un profondo insegnamento e ne può fare tesoro  per meglio comprendere i sentimenti e le emozioni che fin da piccolo il ns uomo sa esprimere.

 

Apriamo qs sera gli occhi su  una tematica estremamente combattuta nel settore educativo ma  di grande attualità: si possono educare i sentimenti e le emozioni o farlo è come tradirli perché li si inquina con il ns intervento limitativo?

Cari amici, anche i sentimenti e l’emozioni vanno educati, perché il ns bambino ha bisogno di qs,  per imparare a controllarli e crescere anche affettivamente maturo.

Quanti uomini oggi sono adulti capaci ed intelligenti, ma immaturi affettivamente?

L’età scolare è l’età della nascita dell’arte del desiderare ed è proprio in qs periodo che il genitore si deve impegnare a portare il bambino dall’istinto  al desiderio e dal desiderio al controllo degli impulsi attraverso un cammino che lo rende capace di esperienza e lo abilita ad integrare le parti del sé. Ciò avviene grazie al sostegno emotivo familiare, grande risorsa ed antidoto alla modalità conformistica di rispondere ai bisogni.

Sostegno emotivo, ecco il forte richiamo che vogliamo promuovere oggi nel ns cammino verso una genitorialità responsabile.

Sostegno emotivo  che vuol dire accogliere i sentimenti del bambino, non necessariamente approvandoli o legittimandoli. Accogliere infatti vuol dire  accorgersi serenamente che ci sono e non c’è genitore così potente da far sì che ciò che c’è non ci sia. Le emozioni sono dei punti di partenza di cui non si può fare a meno. Quando un bambino parla, sia pure in modo improprio, dei sentimenti che lo agitano, si può stare sicuri che sta facendo un regalo ad un adulto del quale si fida. Il bambino che non dice mai niente è un bambino che ha fatto un bilancio un po’ depressivo: quando mi sono fidato, non sono stato accolto; meglio non fidarsi. Qs atteggiamento che da un lato può far comodo è pericoloso perché a poco a poco  l’attenzione del ns bambino sarà rivolta a dei mezzi di comunicazione apparentemente più attraenti, ma sicuramente più condizionanti se non controllati dagli adulti.

Nel nostro precedente incontro,abbiamo riportato alcuni pensieri del nostro Papa riguardo all’ uso dei mass media.  Cari bambini, “imparate a usare i mass media senza lasciarvi usare da loro”   “chiedete con fiducia agli adulti , prima di tutto ai vostri genitori” “confrontatevi , parlate con loro”.

Qs sera cari amici, desideriamo completare a ns riflessione riguardo all’argomento che a suo tempo abbiamo solo introdotto.

Che ai bambini piaccia guardare la televisione lo sanno tutti, la cosa meno nota è che i bambini frequentano  il teleschermo soprattutto la sera, fino a tardi, dedicando ad altro il pomeriggio. Qualche tempo fa,  l’ Università di Udine ha domandato a 1212 scolari di Sicilia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Friuli Venezia Giulia, quale fosse il loro programma preferito, l’80% ha risposto indicando programmi per adulti, solo il cartone animato Simpson ha riscosso consensi nelle graduatorie dei ns ragazzi  e solo una percentuale inferiore al 20%  dichiara di gradire il TG Ragazzi. Ormai la produzione televisiva per l’ infanzia , si rivolge a una fascia d’età di piccolissimi, tra i 4 e i 6 anni , e non c’è proprio da stupirsi che i bambini più grandi, ignorati, si rivolgano altrove.

Chi fa televisione , sa benissimo che i programmi preferiti dai ragazzi  sono quelli che si basano sullo scherzo, l’ immaturità, i tormentoni , pensando che il contenuto  che viene proposto non possa incidere sul giovane o l’ adulto che vedono e  ascoltano.

Quanto a me , se ripenso al mio passato,  a quand’ ero ragazzino, mi ricordo che venivo colpito dai messaggi che attraverso le trasmissioni di allora mi giungevano. Il mio animo non rimaneva insensibile davanti a certe pubblicità, a certe notizie, davanti a certe immagini, ora gioivo, ora mi rattristavo, ora mi commuovevo.

Penso a quei ragazzi che hanno  frequentato pochissimo l’ oratorio, che al massimo hanno ricevuto il sacramento della Cresima  dopo un  rapido  cammino di preparazione, che non sono inseriti in alcuna associazione , che a Messa vanno forse qualche volta all’ anno ,  e che però sono spettatori assidui dei programmi che abbiamo sopra detto. Che ideali si possono immaginare?

Io a messa da ragazzo andavo ogni domenica con i miei genitori, e con il senno di poi, questa fedeltà all’ appuntamento settimanale con la S.Messa è stata la mia salvezza, perché poi,  quando sono stato più grande  e quando mi stavo allontanando dalla fede perché non trovavo più  gioia ed entusiasmo in quello che vivevo ogni giorno della mia vita, quando i miei modelli di vita, mano a mano che il tempo passava, erano diventati tutto ciò che era gradevole alla vista e che mi poteva rendere umanamente felice e furbo, ma nonostante ciò non ero pienamente felice,  mi sono ricordato nel profondo del mio cuore di come stavo bene quando ascoltavo la Parola di Dio ,di quanta pace e serenità provavo, e questo continuo dolce richiamo ha fatto sì che poi chiedessi di partecipare alla comunità operante di S. Rita.

La mia salvezza è stata che  nei momenti di insofferenza  per come stavo vivendo,  mi sono stretto al Signore, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, così che giorno dopo giorno, nonostante le mie difficoltà , sono stato impiegato come pietra viva per la costruzione del  mio edificio spirituale, per poi con Susanna, la mia sposa,  impostare la nostra vita per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a  Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Sin da ragazzino ho creduto che nella Parola di Gesù c’era la Verità e la libertà per la mia vita  e per questo non sono rimasto confuso nonostante le mie innumerevoli cadute! E quando il mio cuore gioiva per la ritrovata serenità , ho iniziato a proclamare le opere meravigliose di Lui, che mi ha chiamato dalle tenebre alla Sua ammirabile luce.

Questa è stata la mia esperienza di vita  che traggo  dalla Parola del Signore, dalla prima lettera di S. Pietro apostolo al Cap.2 , 4-9 .

 

Molti giovani arrivano da grandi a fare scelte di vita che li portano a non camminare più ogni giorno con Gesù , perché arrivano al punto che non lo riconoscono più il Signore della loro vita !

Purtroppo  arrivano  dopo un percorso di vita che li porta a considerare solo il piacere, il denaro e la carriera , i valori primari per la loro vita,  ma  a tanto si arriva dopo aver acquisito giorno dopo giorno , ciò che in famiglia e attorno ad essa gravita quanto a modelli ed aspirazioni.

Attraverso i programmi televisivi arrivano nelle case infiniti messaggi, valori e stili di vita che , come la goccia che scava la roccia , influiscono sulle idee e sui comportamenti degli spettatori soprattutto dei più giovani , soprattutto nelle coscienze di chi è più debole ed indifeso.

Un bel voto fa guadagnare la visione di programmi alla TV di  loro  insindacabile gradimento ,oppure ore di playstation!Un’ interrogazione pessima prevede una punizione televisiva!Il cellulare è il regalo per il compleanno , magari illudendosi di poterli più facilmente controllare!

Un panorama in grande crescita è quello della “Tv autoprodotta” spesso tramite mini –videocamere di cellulari. Siti internet traboccano di filmati amatoriali e le agenzie di stampa  sono pronte ad acquistare i più interessanti. Senza parlare dei filmini esibizionistici e violenti che sempre più spesso , bande giovanili mettono in rete a documentare le lori discutibili imprese.

Ma a queste pericolose esperienze i ns ragazzi ci arrivano a causa di una grande inquietudine  provocata  molto spesso da  irritazione e nervosismo , perché non sentono al loro fianco la fermezza del genitore!E’ necessario che alla tavola familiare ciascuno si scopra il più importante , si scopra  accettato così come è , e scopra che i genitori hanno un desiderio di bene per lui !

Accogliere , significa accorgersi  serenamente  che il figlio c’è  e che è diverso da me !

Ma insieme all’ accoglienza  occorre avere ben chiaro dove si vuole portare il bambino . Il compito del genitore non è quello di aiutarlo a sentire qualcosa di diverso , ma di agire in modo da accettare coscientemente la nuova situazione , senza chiudere il cuore a nuove esperienze . Ma allora quali sono le esperienze a cui dobbiamo essere aperti , per il bene di nostro figlio?

Innanzi tutto , sin dalla tenera età noi genitori dobbiamo distinguere in nostro figlio la distinzione tra pulsione e desiderio. La pulsione lo attira quasi indipendentemente da lui ! Le pulsioni possono essere anche potentemente distruttive , non solo buone, per cui il  bambino sperimenta l’ ambivalenza, che dovrà imparare a gestire correttamente, mettendo in atto le riparazioni buone  rispetto agli impulsi distruttivi .Se l’ adulto di riferimento rimane indenne, cioè non si lascia attaccare dalle pulsioni del bambino  , allora il bambino imparerà a governare i suoi impulsi a trasformarli in desideri : e qs  è per lui un processo di capitale importanza!

Il desiderio infatti , bussa alla porta dell’ altro, ma ben lungi dal pretendere, attende. Il primo frutto del desiderio è la possibilità di controllo degli impulsi ! Il che significa imparare a venire a patti, diventare a poco a poco capaci nell’ arte di tranquillizzare se stessi e del riparare se necessario.

Un bambino che sa tranquillizzarsi è un bambino capace di esperienza. Fare esperienza significa infatti saper capitalizzare i risultati che orientano i passi futuri.

Se il ragazzino di 7 e 10 anni  non è allenato al controllo degli impulsi, la tempesta dell’ adolescenza, anche ormonale, lo troverà impreparato e si metterà in situazioni di rischio. Naturalmente , nessuno diventa capace di esperienza se non per prove ed errori, perché questo fa parte dell’ essere umano.

Qui è indispensabile il sostegno buono del genitore. Di fronte all’ errore del figlio ad esempio per aver speso tutta la paghetta per una cosa che lo attirava molto,  due sono gli errori che lo danneggerebbero ; il rimprovero fine a se stesso, “ sei uno sciocco” oppure di fronte ai pianti del figlio , dirgli “ti ridò i soldi per questa volta” Così facendo il genitore ripara il proprio sè  , ma non è attento al bene del figlio! Così facendo il figlio non imparerà a controllare i propri impulsi, non troverà nulla di piacevole nell’ aspettare e imparerà che il tempo è suo nemico .Imparerà  e si convincerà  di  volere tutto e subito !  

Quanto ai valori negativi che sono stazionati nel nostro cuore,   S. Giovanni  al  Cap. 2 ci riporta la Parola di Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” Gesù parlava del tempio del suo corpo !

Noi siamo il tabernacolo di Gesù e Lui non può stare dove c’è ipocrisia, dove si fa mercato delle cose del Padre Suo ! Quindi è bene per noi che questo tempio che ci siamo costruiti sin da ragazzi, che abbiamo reso luogo di mercato , dove barattare la nostra vita per cose umane, venga distrutto dallo zelo di Gesù ! Nella misura in cui ,  ragazzi  e  genitori,   lasceremo che la Grazia di Gesù rovesci i banchi di vendita che ci siamo costruiti dentro di noi , entrambi vivremo una nuova vita  e il male non potrà avere il sopravvento su di noi

 

Ma noi  papà e mamme  abbiamo le idee chiare sui momenti “tecnologici “ dei nostri figli e sulla loro qualità? Sappiamo innanzi tutto , noi per primi viverli coscientemente  e utilizzarli con discrezione ? Come e quando  educhiamo i nostri figli al corretto uso di questi strumenti? Che alternative proponiamo  loro?

Quindici aziende telefoniche europee hanno sottoscritto l’ impegno a darsi un “codice di autoregolamentazione” che stabilisca come migliorare i ” filtri” degli apparecchi cellulari e come organizzare una corretta informazione alle famiglie. Questa è una buona notizia che ci giunge dalla Unione Europea ! L’ obiettivo è quello di evitare che contenuti indesiderabili e inappropriati entrino nei telefonini di bambini e ragazzi, spesso sostenuti da forti interessi economici.

Certo non bastano le promesse di alcuni fornitori di apparecchi e di servizi telefonici , perché anche volendo non potrebbero filtrare tutte le proposte , quelle negative, offensive, violente e dalle immagini sconvenienti!

Dipende  da che valori siamo animati noi genitori , prima di tutto! Da quali scelte di vita noi papà e mamme abbiamo fatto e continuiamo a fare ogni giorno, dipende se noi riteniamo prioritario stare con i nostri figli e non pensare invece alla TV come a un self-service, da accendere e guardare quando se ne ha voglia.

Lodevole è l’ iniziativa delle famiglie di uno dei quartieri più difficili di una delle città più importanti del sud che per capire la TV e i suoi meccanismi, l’ hanno osservata da dentro , facendola in prima persona, realizzando un programma televisivo, diventando attori oltre che spettatori !E’ stata una esperienza entusiasmante, perché per due anni mamme papà e ragazzi hanno lavorato sodo insieme con un entusiasmo incredibile, imparando a conoscersi meglio!

I piccoli hanno imparato ad esempio , a tener fede al patto di fiducia con i propri genitori circa l’ ingresso nei telefonini di ciò che insieme si è deciso di ospitare nel proprio terminale !

Hanno imparato ad usare il telefonino solo per quello che è, cioè uno strumento di comunicazione, non un passatempo né un gioco. Hanno imparato ad usarlo per la vera necessità e per il tempo strettamente necessario. Hanno imparato a spegnere il cellulare a scuola, in biblioteca, in chiesa, e di non tenerlo acceso la notte. Hanno imparato a dire subito ai genitori se si sono ricevute telefonate o sms fastidiosi o che fanno sentire a disagio o impauriti.

Grandi e piccoli hanno incontrato altri mondi possibili: la stilista o il tecnico del suono, hanno conosciuto nuove realtà che solitamente sono chiuse a chi non è del settore , ai quali non è permesso avvicinarsi . Soprattutto i genitori , hanno sperimentato modi diversi di stare al mondo, così da allargare gli orizzonti di tutta la famiglia! E per tutti la soddisfazione è stata anche quella che il cortometraggio è stato selezionato per essere presentato  a un convegno mondiale sulle tecnologie in Sudafrica .

Cari genitori, forse proprio in qs esperienza, un po’ al limite delle ns possibilità, sta la chiave di svolta del ns modo di accompagnare i ns figli oggi che è quello di entrare un po’ più a fondo nella conoscenza del loro mondo e dei mezzi che il mondo oggi ci dona per comunicare con loro. Guardando tutto dal di dentro si può fare un’esperienza educativa rivoluzionaria che coinvolge e fa crescere loro ma anche noi.

Grazie al ns Dio che ci apre nuove strade e al suo Spirito che ci guida alla verità tutta intera!

Apriamo ora i ns telefoni per condividere insieme le ns esperienze di vita a riguardo dell’argomento trattato.

Vi chiediamo di essere pertinenti e brevi per essere così più utili a noi stessi e agli altri che ci ascoltano.

Grazie cari amici per essere intervenuti e per averci ascoltato, vi rimandiamo alla prossima trasmissione della ns rubrica che sarà tra quindici giorni venerdì 25 maggio con Maria Grazia e Renato e il loro tema di attualità sempre molto interessante.

Buon mese di maggio e buona festa della mamma a tutti!

 

Il prossimo appuntamento di qs rubrica sarà venerdì 25 Maggio con Maria Grazia e Renato e il loro tema di attualità

 
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