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Carissimi ascoltatori di radio Mater buona sera a tutti voi da Luigi e
Susanna.
Siamo
nel mese di maggio, a noi particolarmente caro, per l’incontro speciale
che facciamo proprio in qs periodo dell’anno con Maria, la mamma a cui
spesso affidiamo tutte le ns preghiere, le ns invocazioni, le ns gioie,
le ns fatiche e i ns successi di ogni giorno.
Vivere
qs serata qui con voi, nella grande famiglia di radio Mater, acquista
per noi un significato ancora più particolare. Grazie per la speciale
testimonianza d’amore per Maria che ci donate.
Noi
abbiamo incontrato di persona la ns cara mamma quando abbiamo iniziato
a fare un cammino di fede più profondo, circa trentanni fa, nel
movimento a cui apparteniamo ancora oggi.
Conoscendo il dono dello Spirito Santo, abbiamo gustato la presenza di
Maria nella ns vita, come portatrice di qs dono, da cui è nato Gesù.
Abbiamo iniziato a recitare il santo Rosario con più convinzione, meno
meccanicamente, gustando la bellezza dei misteri proposti.
La
preghiera del santo Rosario ci ha tenuto compagnia anche in molte sere
della ns vita familiare per accompagnare il ritorno a casa dei ns figli
più grandi usciti per andare a qualche festa. Più volte ci ha
accompagnato, anche di notte, nei momenti in cui le vicissitudini della
vita si facevano più tormentose e la ns mente non era in grado di
formulare delle preghiere particolarmente carismatiche, perchè
sopraffatti dai ns pensieri.
Molti
dei ns rosari si sono consumati così, nelle ns mani, fra le lenzuola del
letto di casa e molti bracciali del rosario si sono spezzati così nel
girarci durante il sonno notturno.
Lì, in
quei momenti di abbandono totale alla sua volontà, spesso impotenti
nell’affrontare le ns difficoltà, abbiamo trovato una via aperta
dall’intercessione della ns cara mamma a Gesù.
Qs
preghiera ci ha donato sempre tanta pace e tanta serenità e ci ha donato
la forza di affrontare tutti i ns problemi con più fiducia e speranza.
La
Mamma ci consola così, facendoci ripetere continuamente l’Ave Maria, per
trovare in qs ripetizione la sua rassicurazione , la sua vicinanza, la
comprensione dei ns bisogni più profondi.
A due
giorni dalla festa della mamma, desideriamo augurare a tutti noi
genitori la capacità di essere mamma, come lo è stata lei, premurosa
nell’indicare a tutti la via da seguire: GESU’.
A lei
qs sera affidiamo il momento particolare che la famiglia sta vivendo
oggi, incoraggiati anche dalle parole del santo Padre Benedetto XVI che
continua a invitarci a credere nella famiglia cristiana e ad indicarla
ai ns giovani come una piena via di realizzazione.
Molti
ns fratelli, da tutta Italia, all’alba partiranno per Roma per
partecipare alla grande manifestazione per difendere i diritti della
famiglia chiamata Family Day.
Chiediamo a Maria Santissima una protezione particolare per qs fedeli
coraggiosi che partono non per fare una protesta ma per testimoniare
una promessa, qs: “in un tempo segnato dal vuoto dei forti ideali, ci
diciamo pronti a sostenere in ogni forma e luogo possibile la profezia
della famiglia, sempre più offesa e vituperata da rigurgiti ideologici e
dal lassismo corrente. Noi non vogliamo correre il rischio di abdicare
ad altri il ns impegno, così da non occupare gli ampi spazi di dialogo e
formazione delle coscienze che si aprono davanti a noi. Il Manifesto Più
Famiglia non è pensato contro qualcuno, semmai a favore di noi tutti per
la tutela del futuro di tutti. Ci muove la passione per la vita, per
l’uomo, per la stabilità inalterabile dell’amore sponsale,per la
fecondità familiare, come ricchezza sociale e spirituale incomparabili.”
Ma
fermiamoci ora ad osservare il disegno che è stato riportato come icona
del Manifesto e di tutti i volantini che promuovono qs manifestazione.
E’ il
disegno elaborato da un bambino a cui è stato chiesto di raffigurare la
famiglia.
Il
disegno originale, poi standardizzato, è semplice e rappresenta il papà,
la mamma e i figli di cui uno in una carrozzina, una grande sole
sorridente e luminoso alle loro spalle, un cielo azzurro e una strada
asfaltata con tracciata una carreggiata.
In qs
raffigurazione troviamo rappresentata l’immagine della famiglia che i ns
bambini hanno in mente, che desiderano e che forse vorrebbero sempre
vedere costituita, il nucleo essenziale che
costituisce il patrimonio genetico dell’umanità, il DNA di ogni società
che è naturalmente iscritto nel cuore dell’uomo
Da qs
disegno desideriamo far partire la ns specifica conversazione di qs
sera, quella riguardante l’argomento per il quale siamo qui: rapporto
genitori-figli, .
Qs
disegno non è solo un disegno, ma esprime un concetto, un sentimento, un
emozione,una verità.
Ha dei
tratti e dei colori che non sono messi a caso seppur elaborati con
spontaneità senza una particolare razionalizzazione.
Qs
disegno ci invia dei messaggi e ci comunica qualcosa di molto importante.
L’adulto lo guarda, lo osserva e se lo sa accogliere per quello che è
veramente, un disegno di un bambino, può trarne un profondo insegnamento
e ne può fare tesoro per meglio comprendere i sentimenti e le emozioni
che fin da piccolo il ns uomo sa esprimere.
Apriamo qs sera gli occhi su una tematica estremamente combattuta nel
settore educativo ma di grande attualità: si possono educare i
sentimenti e le emozioni o farlo è come tradirli perché li si inquina
con il ns intervento limitativo?
Cari
amici, anche i sentimenti e l’emozioni vanno educati, perché il ns
bambino ha bisogno di qs, per imparare a controllarli e crescere anche
affettivamente maturo.
Quanti
uomini oggi sono adulti capaci ed intelligenti, ma immaturi
affettivamente?
L’età
scolare è l’età della nascita dell’arte del desiderare ed è proprio in
qs periodo che il genitore si deve impegnare a portare il bambino
dall’istinto al desiderio e dal desiderio al controllo degli impulsi
attraverso un cammino che lo rende capace di esperienza e lo abilita ad
integrare le parti del sé. Ciò avviene grazie al sostegno emotivo
familiare, grande risorsa ed antidoto alla modalità conformistica di
rispondere ai bisogni.
Sostegno emotivo, ecco il forte richiamo che vogliamo promuovere oggi
nel ns cammino verso una genitorialità responsabile.
Sostegno emotivo che vuol dire accogliere i sentimenti del bambino, non
necessariamente approvandoli o legittimandoli. Accogliere infatti vuol
dire accorgersi serenamente che ci sono e non c’è genitore così potente
da far sì che ciò che c’è non ci sia. Le emozioni sono dei punti di
partenza di cui non si può fare a meno. Quando un bambino parla, sia
pure in modo improprio, dei sentimenti che lo agitano, si può stare
sicuri che sta facendo un regalo ad un adulto del quale si fida. Il
bambino che non dice mai niente è un bambino che ha fatto un bilancio un
po’ depressivo: quando mi sono fidato, non sono stato accolto; meglio
non fidarsi. Qs atteggiamento che da un lato può far comodo è pericoloso
perché a poco a poco l’attenzione del ns bambino sarà rivolta a dei
mezzi di comunicazione apparentemente più attraenti, ma sicuramente più
condizionanti se non controllati dagli adulti.
Nel
nostro precedente incontro,abbiamo riportato alcuni pensieri del nostro
Papa riguardo all’ uso dei mass media. Cari bambini, “imparate a usare
i mass media senza lasciarvi usare da loro” “chiedete con fiducia agli
adulti , prima di tutto ai vostri genitori” “confrontatevi , parlate con
loro”.
Qs
sera cari amici, desideriamo completare a ns riflessione riguardo
all’argomento che a suo tempo abbiamo solo introdotto.
Che ai
bambini piaccia guardare la televisione lo sanno tutti, la cosa meno
nota è che i bambini frequentano il teleschermo soprattutto la sera,
fino a tardi, dedicando ad altro il pomeriggio. Qualche tempo fa, l’
Università di Udine ha domandato a 1212 scolari di Sicilia, Toscana,
Abruzzo, Veneto e Friuli Venezia Giulia, quale fosse il loro programma
preferito, l’80% ha risposto indicando programmi per adulti, solo il
cartone animato Simpson ha riscosso consensi nelle graduatorie dei ns
ragazzi e solo una percentuale inferiore al 20% dichiara di gradire il
TG Ragazzi. Ormai la produzione televisiva per l’ infanzia , si rivolge
a una fascia d’età di piccolissimi, tra i 4 e i 6 anni , e non c’è
proprio da stupirsi che i bambini più grandi, ignorati, si rivolgano
altrove.
Chi fa
televisione , sa benissimo che i programmi preferiti dai ragazzi sono
quelli che si basano sullo scherzo, l’ immaturità, i tormentoni ,
pensando che il contenuto che viene proposto non possa incidere sul
giovane o l’ adulto che vedono e ascoltano.
Quanto
a me , se ripenso al mio passato, a quand’ ero ragazzino, mi ricordo
che venivo colpito dai messaggi che attraverso le trasmissioni di allora
mi giungevano. Il mio animo non rimaneva insensibile davanti a certe
pubblicità, a certe notizie, davanti a certe immagini, ora gioivo, ora
mi rattristavo, ora mi commuovevo.
Penso
a quei ragazzi che hanno frequentato pochissimo l’ oratorio, che al
massimo hanno ricevuto il sacramento della Cresima dopo un rapido
cammino di preparazione, che non sono inseriti in alcuna associazione ,
che a Messa vanno forse qualche volta all’ anno , e che però sono
spettatori assidui dei programmi che abbiamo sopra detto. Che ideali si
possono immaginare?
Io a
messa da ragazzo andavo ogni domenica con i miei genitori, e con il
senno di poi, questa fedeltà all’ appuntamento settimanale con la
S.Messa è stata la mia salvezza, perché poi, quando sono stato più
grande e quando mi stavo allontanando dalla fede perché non trovavo più
gioia ed entusiasmo in quello che vivevo ogni giorno della mia vita,
quando i miei modelli di vita, mano a mano che il tempo passava, erano
diventati tutto ciò che era gradevole alla vista e che mi poteva rendere
umanamente felice e furbo, ma nonostante ciò non ero pienamente felice,
mi sono ricordato nel profondo del mio cuore di come stavo bene quando
ascoltavo la Parola di Dio ,di quanta pace e serenità provavo, e questo
continuo dolce richiamo ha fatto sì che poi chiedessi di partecipare
alla comunità operante di S. Rita.
La mia
salvezza è stata che nei momenti di insofferenza per come stavo
vivendo, mi sono stretto al Signore, pietra viva, rigettata dagli
uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, così che giorno dopo giorno,
nonostante le mie difficoltà , sono stato impiegato come pietra viva per
la costruzione del mio edificio spirituale, per poi con Susanna, la mia
sposa, impostare la nostra vita per un sacerdozio santo, per offrire
sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
Sin da
ragazzino ho creduto che nella Parola di Gesù c’era la Verità e la
libertà per la mia vita e per questo non sono rimasto confuso
nonostante le mie innumerevoli cadute! E quando il mio cuore gioiva per
la ritrovata serenità , ho iniziato a proclamare le opere meravigliose
di Lui, che mi ha chiamato dalle tenebre alla Sua ammirabile luce.
Questa
è stata la mia esperienza di vita che traggo dalla Parola del Signore,
dalla prima lettera di S. Pietro apostolo al Cap.2 , 4-9 .
Molti
giovani arrivano da grandi a fare scelte di vita che li portano a non
camminare più ogni giorno con Gesù , perché arrivano al punto che non lo
riconoscono più il Signore della loro vita !
Purtroppo arrivano dopo un percorso di vita che li porta a considerare
solo il piacere, il denaro e la carriera , i valori primari per la loro
vita, ma a tanto si arriva dopo aver acquisito giorno dopo giorno ,
ciò che in famiglia e attorno ad essa gravita quanto a modelli ed
aspirazioni.
Attraverso i programmi televisivi arrivano nelle case infiniti messaggi,
valori e stili di vita che , come la goccia che scava la roccia ,
influiscono sulle idee e sui comportamenti degli spettatori soprattutto
dei più giovani , soprattutto nelle coscienze di chi è più debole ed
indifeso.
Un bel
voto fa guadagnare la visione di programmi alla TV di loro
insindacabile gradimento ,oppure ore di playstation!Un’ interrogazione
pessima prevede una punizione televisiva!Il cellulare è il regalo per il
compleanno , magari illudendosi di poterli più facilmente controllare!
Un
panorama in grande crescita è quello della “Tv autoprodotta” spesso
tramite mini –videocamere di cellulari. Siti internet traboccano di
filmati amatoriali e le agenzie di stampa sono pronte ad acquistare i
più interessanti. Senza parlare dei filmini esibizionistici e violenti
che sempre più spesso , bande giovanili mettono in rete a documentare le
lori discutibili imprese.
Ma a
queste pericolose esperienze i ns ragazzi ci arrivano a causa di una
grande inquietudine provocata molto spesso da irritazione e
nervosismo , perché non sentono al loro fianco la fermezza del
genitore!E’ necessario che alla tavola familiare ciascuno si scopra il
più importante , si scopra accettato così come è , e scopra che i
genitori hanno un desiderio di bene per lui !
Accogliere , significa accorgersi serenamente che il figlio c’è e che
è diverso da me !
Ma
insieme all’ accoglienza occorre avere ben chiaro dove si vuole portare
il bambino . Il compito del genitore non è quello di aiutarlo a sentire
qualcosa di diverso , ma di agire in modo da accettare coscientemente la
nuova situazione , senza chiudere il cuore a nuove esperienze . Ma
allora quali sono le esperienze a cui dobbiamo essere aperti , per il
bene di nostro figlio?
Innanzi tutto , sin dalla tenera età noi genitori dobbiamo distinguere
in nostro figlio la distinzione tra pulsione e desiderio. La pulsione lo
attira quasi indipendentemente da lui ! Le pulsioni possono essere anche
potentemente distruttive , non solo buone, per cui il bambino
sperimenta l’ ambivalenza, che dovrà imparare a gestire correttamente,
mettendo in atto le riparazioni buone rispetto agli impulsi distruttivi
.Se l’ adulto di riferimento rimane indenne, cioè non si lascia
attaccare dalle pulsioni del bambino , allora il bambino imparerà a
governare i suoi impulsi a trasformarli in desideri : e qs è per lui un
processo di capitale importanza!
Il
desiderio infatti , bussa alla porta dell’ altro, ma ben lungi dal
pretendere, attende. Il primo frutto del desiderio è la possibilità di
controllo degli impulsi ! Il che significa imparare a venire a patti,
diventare a poco a poco capaci nell’ arte di tranquillizzare se stessi e
del riparare se necessario.
Un
bambino che sa tranquillizzarsi è un bambino capace di esperienza. Fare
esperienza significa infatti saper capitalizzare i risultati che
orientano i passi futuri.
Se il
ragazzino di 7 e 10 anni non è allenato al controllo degli impulsi, la
tempesta dell’ adolescenza, anche ormonale, lo troverà impreparato e si
metterà in situazioni di rischio. Naturalmente , nessuno diventa capace
di esperienza se non per prove ed errori, perché questo fa parte dell’
essere umano.
Qui è
indispensabile il sostegno buono del genitore. Di fronte all’ errore del
figlio ad esempio per aver speso tutta la paghetta per una cosa che lo
attirava molto, due sono gli errori che lo danneggerebbero ; il
rimprovero fine a se stesso, “ sei uno sciocco” oppure di fronte ai
pianti del figlio , dirgli “ti ridò i soldi per questa volta” Così
facendo il genitore ripara il proprio sè , ma non è attento al bene del
figlio! Così facendo il figlio non imparerà a controllare i propri
impulsi, non troverà nulla di piacevole nell’ aspettare e imparerà che
il tempo è suo nemico .Imparerà e si convincerà di volere tutto e
subito !
Quanto
ai valori negativi che sono stazionati nel nostro cuore, S. Giovanni
al Cap. 2 ci riporta la Parola di Gesù: “Distruggete questo tempio e in
tre giorni lo farò risorgere” Gesù parlava del tempio del suo corpo !
Noi
siamo il tabernacolo di Gesù e Lui non può stare dove c’è ipocrisia,
dove si fa mercato delle cose del Padre Suo ! Quindi è bene per noi che
questo tempio che ci siamo costruiti sin da ragazzi, che abbiamo reso
luogo di mercato , dove barattare la nostra vita per cose umane, venga
distrutto dallo zelo di Gesù ! Nella misura in cui , ragazzi e
genitori, lasceremo che la Grazia di Gesù rovesci i banchi di vendita
che ci siamo costruiti dentro di noi , entrambi vivremo una nuova vita
e il male non potrà avere il sopravvento su di noi
Ma noi
papà e mamme abbiamo le idee chiare sui momenti “tecnologici “ dei
nostri figli e sulla loro qualità? Sappiamo innanzi tutto , noi per
primi viverli coscientemente e utilizzarli con discrezione ? Come e
quando educhiamo i nostri figli al corretto uso di questi strumenti?
Che alternative proponiamo loro?
Quindici aziende telefoniche europee hanno sottoscritto l’ impegno a
darsi un “codice di autoregolamentazione” che stabilisca come migliorare
i ” filtri” degli apparecchi cellulari e come organizzare una corretta
informazione alle famiglie. Questa è una buona notizia che ci giunge
dalla Unione Europea ! L’ obiettivo è quello di evitare che contenuti
indesiderabili e inappropriati entrino nei telefonini di bambini e
ragazzi, spesso sostenuti da forti interessi economici.
Certo
non bastano le promesse di alcuni fornitori di apparecchi e di servizi
telefonici , perché anche volendo non potrebbero filtrare tutte le
proposte , quelle negative, offensive, violente e dalle immagini
sconvenienti!
Dipende da che valori siamo animati noi genitori , prima di tutto! Da
quali scelte di vita noi papà e mamme abbiamo fatto e continuiamo a fare
ogni giorno, dipende se noi riteniamo prioritario stare con i nostri
figli e non pensare invece alla TV come a un self-service, da accendere
e guardare quando se ne ha voglia.
Lodevole è l’ iniziativa delle famiglie di uno dei quartieri più
difficili di una delle città più importanti del sud che per capire la TV
e i suoi meccanismi, l’ hanno osservata da dentro , facendola in prima
persona, realizzando un programma televisivo, diventando attori oltre
che spettatori !E’ stata una esperienza entusiasmante, perché per due
anni mamme papà e ragazzi hanno lavorato sodo insieme con un entusiasmo
incredibile, imparando a conoscersi meglio!
I
piccoli hanno imparato ad esempio , a tener fede al patto di fiducia con
i propri genitori circa l’ ingresso nei telefonini di ciò che insieme si
è deciso di ospitare nel proprio terminale !
Hanno
imparato ad usare il telefonino solo per quello che è, cioè uno
strumento di comunicazione, non un passatempo né un gioco. Hanno
imparato ad usarlo per la vera necessità e per il tempo strettamente
necessario. Hanno imparato a spegnere il cellulare a scuola, in
biblioteca, in chiesa, e di non tenerlo acceso la notte. Hanno imparato
a dire subito ai genitori se si sono ricevute telefonate o sms
fastidiosi o che fanno sentire a disagio o impauriti.
Grandi
e piccoli hanno incontrato altri mondi possibili: la stilista o il
tecnico del suono, hanno conosciuto nuove realtà che solitamente sono
chiuse a chi non è del settore , ai quali non è permesso avvicinarsi .
Soprattutto i genitori , hanno sperimentato modi diversi di stare al
mondo, così da allargare gli orizzonti di tutta la famiglia! E per tutti
la soddisfazione è stata anche quella che il cortometraggio è stato
selezionato per essere presentato a un convegno mondiale sulle
tecnologie in Sudafrica .
Cari
genitori, forse proprio in qs esperienza, un po’ al limite delle ns
possibilità, sta la chiave di svolta del ns modo di accompagnare i ns
figli oggi che è quello di entrare un po’ più a fondo nella conoscenza
del loro mondo e dei mezzi che il mondo oggi ci dona per comunicare con
loro. Guardando tutto dal di dentro si può fare un’esperienza educativa
rivoluzionaria che coinvolge e fa crescere loro ma anche noi.
Grazie
al ns Dio che ci apre nuove strade e al suo Spirito che ci guida alla
verità tutta intera!
Apriamo ora i ns telefoni per condividere insieme le ns esperienze di
vita a riguardo dell’argomento trattato.
Vi
chiediamo di essere pertinenti e brevi per essere così più utili a noi
stessi e agli altri che ci ascoltano.
Grazie
cari amici per essere intervenuti e per averci ascoltato, vi rimandiamo
alla prossima trasmissione della ns rubrica che sarà tra quindici giorni
venerdì 25 maggio con Maria Grazia e Renato e il loro tema di attualità
sempre molto interessante.
Buon
mese di maggio e buona festa della mamma a tutti!
Il prossimo appuntamento di qs rubrica
sarà venerdì 25 Maggio con Maria Grazia e Renato e il loro tema di
attualità |