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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 13 aprile 2007 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS:Famiglia Canziani

 

La guarigione della Famiglia:  “La difesa dei figli e della famiglia”

Carissimi ascoltatori di Radio Mater, un cordiale e gioioso saluto a tutti voi. E’ appena passata la Santa Pasqua di resurrezione. Gesù è risorto per tutti noi, per coloro che hanno vissuto nell’attesa, tesi con tutte le nostre forze all’incontro personale con Lui, pieni di una speranza nuova, una speranza che non delude.

Ma soprattutto Gesù è risorto per i dubbiosi, per gli scoraggiati, i tristi, i disperati e per tutti coloro che sono tanto malati nel corpo e nello spirito, che hanno perso la speranza.

Gesù risorto vuole raggiungere tutte queste persone per toccarle nel più profondo e desidera sanare tutto ciò che è malato. Basta una invocazione e Lui è lì pronto ad intervenire con tutto il suo amore, la sua bontà, la sua tenerezza infinita.

Si, carissimi ascoltatori, Gesù desidera invadere il nostro cuore con tutto il suo amore: le nostre famiglie si salvano solo con l’amore, l’amore potente di Gesù crocifisso e risorto.

Padre Pio diceva: “Il mondo si salva solo con l’amore !”

Chiediamo la fede per credere fortemente a questo stupendo miracolo: Dio è con noi sempre, per donarci tutto se stesso, cioè la pienezza dell’amore.

Quanto bisogno abbiamo tutti di sentirci amati e di dare a nostra volta amore! ma quanta fatica facciamo! Dobbiamo fare i conti con la nostra fragilità e con tutto il nostro tremendo orgoglio.

Siamo Rossana e Piero, oggi approfondiremo questo tema, c’è una speranza per te che ascolti. Una speranza che passa attraverso l’abbandono in Lui che ci guarisce

Gesù è li accanto a te, a me, a tutti, teneramente e, come ha fatto con la Maddalena e con tutti i peccatori (e lo siamo tutti!), pronto a tenderci la mano, a risollevarci e a dirci: “non temere figlio/a non ti abbandonerò mai, credi e confida in me e vedrai meraviglie”

Riprendiamo a trattare, carissimi ascoltatori, l’argomento della guarigione della famiglia. Per fare questo partiamo sempre dalla Parola che ci viene in aiuto ma che ci interpella seriamente.

Operando secondo il consiglio di san Paolo ai colossesi (cap. 3, 18-21) possiamo essere modello tra di noi, con i nostri figli e saremo in grado di compiere esattamente la nostra missione.

San Paolo dice:

“Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore;

  Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse;

  Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto, ciò è gradito al Signore;

  Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino”

Analizziamo e interroghiamoci su ogni punto:

 

MOGLIE.

Quello che ti chiede il Signore è che tu ti sottometta a tuo marito, questo vuol dire: rispettalo, obbediscilo. E’ facile rispettare e obbedire colui che amiamo, anche se è pieno di difetti e limiti. Perché? Semplicemente perché l’amore lo rende possibile.

Non sempre si accetta o si è d’accordo su tutto quello che il marito pensa e con tutte le sue decisioni. Alla moglie l’unica cosa che le permette di vivere in pace e in armonia è offrire il marito a Dio perchè Dio lo ha benedetto nel matrimonio e attraverso di lui ha benedetto anche ogni membro della famiglia.

Chiediamo al Signore di aiutare il nostro marito, di aiutarlo in tutto ciò che Lui ritiene necessario cambiare per il suo bene, per la gloria di Dio e per il bene della nostra famiglia. Nessuno di noi è perfetto e  dove abbonda il peccato (dice san Paolo) sovrabbonda la sua grazia: dove c’è Gesù niente è impossibile!

Impariamo a guardare gli altri con gli occhi di Gesù, con lo sguardo pieno di compassione e di misericordia. Proviamo a pensare come Gesù guardasse i suoi apostoli quando andavano da Lui, dopo aver commesso qualche errore.

Se così faremo la nostra vita certamente cambierà a tal punto che anche se a volte perdiamo l’equilibrio e cadiamo, impariamo a rialzarci subito perchè Gesù è con noi.

A volte è difficile, chiediamo allora subito preghiera e aiuto e  il Signore  si renderà presente nella nostra vita e ci regalerà la sua Pace e il suo Amore in un modo tale che sentiremo la necessità di condividere questo suo amore, primo fra tutti con il marito e poi gioiosamente con tutti gli altri.

 

MARITI

Non litigate con le vostre mogli e non inaspritevi con esse, dice san Paolo.

Un nostro amico consacrato ci confidava che a volte in alcune famiglie marito e moglie non si parlavano, pur a modo loro amandosi, perché ognuno di loro non perdonava l’altro o non si sentiva perdonato dall’altro. Non c’era dialogo tra loro, erano bloccati e pur volendosi bene non riuscivano ad esternare fino in fondo questo amore perché non c’era umiltà nel chiedersi reciprocamente perdono, anche nei piccoli gesti di mancanza di carità. Vivevano insieme nella stessa casa e si continuava a ricevere favori reciproci, come preparare il cibo, lavare la biancheria, stirare, fare pulizia ecc.) ma è come se il loro cuore si stesse “prosciugando” di giorno in giorno.

Dobbiamo interrogarci umilmente come fossimo davanti a Gesù, che non ci vuole condannare ma vuole che esprimiamo, con rammarico e sofferenza, il nostro errore o il nostro peccato. Forse abbiamo offeso nostra moglie, è triste, si sente disprezzata, sola, ferita nel profondo del suo essere, forse l’abbiamo delusa perché per lei rappresentavamo tutto!

Gesù, ne siamo certi, se lo vogliamo e lo desideriamo, è vicino a noi in questi momenti e come ci dicesse dolcemente e con tanta tenerezza:

“Sono con te, so che hai sbagliato, non potevi immaginare tutto il dolore che le avresti causato. Non sono venuto a rimproverarti, sono venuto a chiederti di avere fiducia in Me. Donami tutti i tuoi problemi, perché voglio donarti con il mio perdono, la mia pace e il mio amore. Ti perdono di esserti allontanato da Me e di aver cercato altrove una soluzione ai tuoi problemi, alla tua sofferenza, alla tua solitudine. Mi accetti nella tua vita? Insieme compiremo prodigi che non sai immaginare 

Solo così se saremo capaci di accettare Gesù nella nostra vita, guariremo fino al profondo del nostro essere e saremo capaci di condividere tutto con nostra moglie e ricominciare a riscoprire l’importanza reciproca dell’uno per l’altra.

Quando Gesù viene, se fermamente invocato, ci perdona sempre, cancella tutti gli errori e guarisce tutte le ferite che ci siamo o abbiamo procurato.

Ma ci chiede anche di avere pazienza e che lo lasciamo operare nella nostra vita.

Qualunque cosa accada, se siamo con Gesù, il matrimonio è una felicità che giorno dopo giorno possiamo costruire.

Nelle nostre difficoltà di marito e di moglie, rivolgiamoci con fiducia prima e sempre a Gesù. In Lui tutto si ricostruisce, con Lui possiamo transitare per tutti i cammini per quanto difficili siano. Egli è l’unico che ci concilia interiormente e rasserena le nostre  relazioni.

 

STACCO    MUSICALE

 

FIGLIO

Questa parola di San Paolo: “figli, obbedite ai vostri genitori in tutto” ci interpella.

Non importa a quale vocazione sei stato chiamato. Domandati oggi:

-         Ho messo in pratica questa Parola del Signore?

-         Da singolo/a ho rispettato e obbedito ai miei genitori?

-         Li ho apprezzati ed amati?

-         Ho pensato quanto sia difficile per loro darmi la vita e aiutarmi a crescere?

-         Ho mai pensato quali difficoltà hanno dovuto affrontare (problemi/malattie)?

-         Forse non hanno ricevuto né affetto né amore e per questo ebbero  molto poco da darmi

-         Ho preteso l’amore che loro non hanno mai ricevuto? Ho dato loro la colpa per tutto ciò che mi è successo? Provo risentimento nei loro confronti?

-         Mi rendo conto che posso renderli felici attraverso il perdono e donargli la pace di Gesù?

-         Come figlio, cosa debbo fare per ricevere la pace e per poterla trasmettere?

 

Pensa a Gesù: come Figlio si dimenticò di tutto quanto gli apparteneva. Pur essendo Dio, si umiliò, si fece uomo in tutto, perché sapeva che tu avresti sofferto, che il tuo peccato ti avrebbe allontanato dal Padre.

Conosceva tutta la tua situazione familiare e non fu capace di lasciarti soffrire e di permettere che ti allontanassi da Lui. Venne a morire per te, per me, per i tuoi, per tutti. Perché? Per perdonarti e perdonarci, per risollevarti da questa solitudine e da questa angoscia nella quale sei sommerso.

Oggi ti cerca, ti vuole e ti dice:

“Vieni tra le mie braccia, affida tutto a Me. Io ti comprendo, conosco la tua storia, ti credo, affidami tutto, non temere. Accettami come io ti ho accettato, credi in Me come io ti ho creduto e ricevi la mia pace, come io mi sono fatto carico del tuo peso. Ti amo molto. Più di quanto tu possa immaginare”

Fermati un attimo, o figlio carissimo, e pensa come il Signore, tuo vero Padre, ti tiene fra le sua braccia e lì ti da il suo Amore, ti accarezza come fa una madre con il suo bambino. Chiudi gli occhi un momento e gioisci del suo Amore.

 

GENITORI

Quante famiglie vivono nell’amarezza perché i figli stanno pagando le conseguenze degli errori di coloro che gli hanno dato la vita!

Ma “niente è impossibile a Dio” (LC. 1,37) “Egli fa nuove tutte le cose” (AP. 21,5)

La riconciliazione dei genitori con i figli e di costoro con i loro genitori, è bellissima…! Noi siamo sicuri che se come padre/madre ti umili dinanzi ai tuoi figli, gli chiedi perdono e a tua volta li perdoni, tutto si risolverà felicemente come la parabola del figlio prodigo.

Chiediamo a Dio Padre che in unione con Gesù e con il potere dello Spirito Santo, ci aiuti ad andare incontro a questo figlio o figlia che erano perduti…

Gesù non si fa aspettare.  Sarà Lui a dare al figlio la grazia di riconoscere il suo errore  di pentirsi e di ritornare a casa.

Tu padre o madre, avrai la gioia di perdonare, di andare incontro, di abbracciare, di festeggiare tuo figlio che, come dice la parabola, “era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. (LC. 15,11-32)

E’ straordinario incontrare mogli, che prima disperate, dopo aver incontrato il Signore ed aver posto le loro vite e quelle dei loro mariti in Cristo, hanno visto diventare realtà il consiglio di San Pietro nella sua 1° lettera (cap. 3, 1-2):

“Voi, mogli, state sottomesse ai mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla Parola, vengano dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, conquistati considerando la vostra condotta casta e rispettosa….” 

In molte famiglie, quando la moglie comincia a cambiare, la maggior parte delle volte si scatena un’ondata di aggressività da parte del marito e c’è una grande battaglia.

Ci sarebbe di aspettarsi che la lotta fosse cruenta e senza quartiere, invece, è il contrario. Quelle che hanno vissuto il consiglio ispirato da san Pietro con la “parola di Dio come spada” hanno ottenuto il trionfo.

Ma anche per i mariti  la stessa parola di San Pietro li richiama con forza, ma con altrettanta certezza di un bene ancora più grande:

“E ugualmente voi mariti trattate con riguardo le vostre mogli perché il loro corpo è più debole e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita e siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi e umili”

Conosciamo più di una coppia, ma una in particolare, dove il loro matrimonio era un disastro: entrambi si ferivano senza compassione. Ma quando la moglie fece sue le parole dal Vangelo di Matteo, 5, 39 “Non resistete ai violenti”, smise di rispondere in modo implacabile, anche se spesso a giusto motivo. Al principio sembrava che questo suo atteggiamento scatenasse più ira, ma oggi, per bontà del Signore, entrambi sono  molto vicini al cuore di Gesù.

In questa famiglia (ci siamo dentro anche noi!) ci sono ancora lotte ma non più battaglie: entrambi lottano per la pace con Gesù che vince sempre e non c’è nessun sconfitto e nessun nemico.

Con Gesù il trionfo è totale e la vittoria è sempre sua.

Decidiamoci, cominciamo oggi, ora!

 

STACCO   MUSICALE

 

Ci verifichiamo e insieme approfondiamo, ora, un altro capitolo di questo incontro con voi, carissimi ascoltatori di Radio Mater: La difesa dei figli e della famiglia.

*Accoglierli non cacciarli via (che siano o no dello stesso sangue)

Molte famiglie sono ferite per ragioni diverse. Una delle ferite più forti è rappresentata dalla scoperta, da parte dei figli, del rifiuto dei loro genitori.

Leggiamo nelle Scritture che i figli sono un regalo del cielo. Sono come un seme piantato nel ventre della madre, che deve crescere e dare frutti abbondanti (Sl 127,3)

Alcuni genitori credono che i loro figli sono nati per errore: che siano degli intrusi e che siano venuti al mondo nel momento meno opportuno.

Dimenticano che i figli sono un dono di Dio e che nell’unirsi in matrimonio (religioso) promisero di generare figli per il cielo.I figli non chiesero di voler nascere!

A volte i genitori pensando di pianificare la loro vita, sbagliano i loro piani e dimenticano che tutti veniamo da Dio e a Lui dobbiamo ritornare. Nasciamo da un uomo e da una donna, ma solo per il volere di Dio, poiché senza di Lui non c’è vita.

A volte per errori di gioventù, per inesperienza o per altri problemi, un uomo e una donna, mettono al mondo i figli in circostanze difficili. Questi figli dovranno affrontare dolorosamente la vita e soffrirne le conseguenze, senza aiuto da parte dei loro genitori.

Infine non dobbiamo dimenticare che il padre e la madre devono sempre accogliere i figli anche nel caso in cui non abbiano loro trasmesso la vita materiale.

Spieghiamo: a volte si incontrano sposi che non hanno potuto avere dei figli  e si domandano il perché senza trovare alcuna risposta.

Quando si sposarono, avere dei figli era il loro più grande desiderio: avevano tanto amore da dare, una buona situazione economica ecc. ecc. Al contrario, ci sono altre famiglie dove vi sono tanti bambini che è quasi impossibile educarli, soffrono, manca l’indispensabile. Perché? e ci chiediamo, perchè Dio non li distribuisce meglio, se non gli costa niente?

A questo punto potremmo porci molte altre domande, ma siamo sicuri che mai riusciremo a trovare delle esaurienti risposte senza la fede. Gli eventi si realizzano come Lui, il Signore, li permette. Perché quindi non pensare ad una adozione?

 

*Lasciare liberi di essere, donare, non rendere prigionieri.

Molti sono gli spunti presi dalla Familiaris Consortio per questa trasmissione,, cari ascoltatori, ma un punto particolare, al N.ro 14,  lo riportiamo:

“Nel momento in cui diventano genitori, gli sposi ricevono da Dio il dono di una nuova responsabilità. L’amore dei genitori è chiamato ad essere per i figli il segno visibile dello stesso amore di Dio, dal quale proviene tutta la paternità nel cielo e sulla terra”

Se prendiamo coscienza e pensiamo seriamente, arriviamo alla conclusione che i figli sono di Dio. Egli nella sua bontà immensa ci ha permesso che l’aiutassimo a dargli la vita, a curarli, allevarli per Lui, perché un giorno arrivino al cielo.

Purtroppo l’idea che i figli sono di Dio è sconosciuta per molti genitori!

Molti credono che i figli sono una proprietà e che unicamente essi hanno il dominio e la autorità su di loro e, purtroppo, anche per questo motivo i genitori spesso sono angosciati per la situazione dei loro figli, piangono, si disperano e non si rendono conto che per quanto possano insistere non fanno altro che arrecare danno a loro stessi e a quanti li circondano.

Si dice spesso che quando un albero cresce storto è molto difficile da raddrizzare; noi diciamo che è impossibile senza l’aiuto di Dio!

Purtroppo molti genitori non sanno educare i loro figli: i bambini crescono, i giovani si allontanano dalle loro famiglie e iniziano una loro vita; sono padroni di se stessi e come persone esigono rispetto.

Ci sono genitori possessivi: iperproteggono i loro figli, pensando così di educarli bene, gli stanno sempre addosso, per questo i figli non imparano ad essere responsabili, ad agire da soli, ne a prendere decisioni. In breve, non li lasciano vivere.

Ma se siamo convinti che i figli sono di Dio, perché ci angosciamo e non diamo invece  veramente la possibilità al Padre celeste: chiamandolo, tenendolo al corrente, consultandolo, chiedendogli il necessario per la cura del figlio?

Per esperienza vi confermiamo che quando un padre o una madre comprendono di dover rimettere al Signore i loro figli, questi terminano di essere l’incubo della casa e diventano benedizioni.

E’ normale che una persona in età di sviluppo attraversi tappe difficili. Sarebbe strano che non la lasciassimo vivere le proprie esperienze e chiedessimo di vivere al posto suo: l’esperienza è personale!

La cosa migliore che puoi fare come padre o madre è quella di affidare a Dio ciò che Lui ti ha dato e chiedergli umilmente di aiutarti a vivere ogni cosa al momento opportuno. Sperare in Dio è la cosa più saggia. Nella sua saggezza divina Egli ha la giusta soluzione per ogni problema. Solo coloro che sperano in Lui, trionfano.

 

Impariamo a ringraziare Dio per le benedizioni che abbiamo ricevuto. Ognuno dei nostri figli è prezioso davanti ai suoi occhi ed è stato creato a sua immagine e somiglianza. Accettiamolo come un regalo. Cerchiamo di comprenderlo e  incoraggiamolo nei momenti di prova e insegniamogli che Dio può tutto e che è sempre disposto ad accompagnarlo e ad aiutarlo.

Alcuni genitori sono perseguitati dal ricordo dei figli assenti, tanto più se attraversano pesanti difficoltà: carcere, droga, vita spericolata ecc. Alcuni genitori, invece, hanno imparato ad affidarli a  Dio, allora:

-         il loro ricordo si converte in benedizione;

-          sono guariti dalle loro ferite;

-          apprendono a sperare in Dio;

-          riscoprono la loro pace e quella delle loro famiglie;

-          fermi nella fede sanno che il Signore Gesù, nella sua misericordia, trasformerà quegli esseri quasi distrutti, in figli del suo amore e in esseri felici.

Siamo certi perché questo è quanto fa il Signore, un vero e ripetuto miracolo, oggi e per sempre, perché la sua fedeltà e la sua alleanza con noi, dura in eterno

Ricordiamo: “Nulla è impossibile a Dio” (LC. 1, 37)

 

Dopo lo stacco musicale apriremo i telefoni alle vostre chiamate e già da ora vi ringraziamo, carissimi ascoltatori, per il contributo che darete con le vostre proposte e testimonianze per arricchire questo momento di condivisione.

Il Signore Gesù vi benedica!

 

STACCO      MUSICALE

 

Arrivederci, carissimi ascoltatori; vi diamo appuntamento al prossimo incontro di “Famiglie che parlano ad altre famiglie” il 27 aprile, insieme con Franco e Rita.

 

 
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