|
La guarigione della Famiglia:
“La difesa dei figli e della famiglia”
Carissimi ascoltatori di Radio Mater, un cordiale e
gioioso saluto a tutti voi. E’ appena passata la Santa Pasqua di
resurrezione. Gesù è risorto per tutti noi, per coloro che hanno vissuto
nell’attesa, tesi con tutte le nostre forze all’incontro personale con
Lui, pieni di una speranza nuova, una speranza che non delude.
Ma soprattutto Gesù è risorto per i dubbiosi, per gli
scoraggiati, i tristi, i disperati e per tutti coloro che sono tanto
malati nel corpo e nello spirito, che hanno perso la speranza.
Gesù risorto vuole raggiungere tutte queste persone
per toccarle nel più profondo e desidera sanare tutto ciò che è malato.
Basta una invocazione e Lui è lì pronto ad intervenire con tutto il suo
amore, la sua bontà, la sua tenerezza infinita.
Si, carissimi ascoltatori, Gesù desidera invadere il
nostro cuore con tutto il suo amore: le nostre famiglie si salvano solo
con l’amore, l’amore potente di Gesù crocifisso e risorto.
Padre Pio diceva: “Il mondo si salva solo con l’amore
!”
Chiediamo la fede per credere fortemente a questo
stupendo miracolo: Dio è con noi sempre, per donarci tutto se stesso,
cioè la pienezza dell’amore.
Quanto bisogno abbiamo tutti di sentirci amati e di
dare a nostra volta amore! ma quanta fatica facciamo! Dobbiamo fare i
conti con la nostra fragilità e con tutto il nostro tremendo orgoglio.
Siamo Rossana e Piero, oggi approfondiremo questo
tema, c’è una speranza per te che ascolti. Una speranza che passa
attraverso l’abbandono in Lui che ci guarisce
Gesù è li accanto a te, a me, a tutti, teneramente e,
come ha fatto con la Maddalena e con tutti i peccatori (e lo siamo
tutti!), pronto a tenderci la mano, a risollevarci e a dirci: “non
temere figlio/a non ti abbandonerò mai, credi e confida in me e vedrai
meraviglie”
Riprendiamo a trattare, carissimi ascoltatori,
l’argomento della guarigione della famiglia. Per fare questo partiamo
sempre dalla Parola che ci viene in aiuto ma che ci interpella
seriamente.
Operando secondo il consiglio di san Paolo ai
colossesi (cap. 3, 18-21) possiamo essere modello tra di noi, con i
nostri figli e saremo in grado di compiere esattamente la nostra
missione.
San Paolo dice:
“Voi, mogli,
state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore;
Voi,
mariti, amate le vostre
mogli e non inaspritevi con esse;
Voi,
figli, obbedite ai genitori
in tutto, ciò è gradito al Signore;
Voi,
padri, non esasperate i
vostri figli, perché non si scoraggino”
Analizziamo e interroghiamoci su ogni punto:
MOGLIE.
Quello che ti chiede il Signore è che tu ti
sottometta a tuo marito, questo vuol dire: rispettalo, obbediscilo. E’
facile rispettare e obbedire colui che amiamo, anche se è pieno di
difetti e limiti. Perché? Semplicemente perché l’amore lo rende
possibile.
Non sempre si accetta o si è d’accordo su tutto
quello che il marito pensa e con tutte le sue decisioni. Alla moglie
l’unica cosa che le permette di vivere in pace e in armonia è offrire il
marito a Dio perchè Dio lo ha benedetto nel matrimonio e attraverso di
lui ha benedetto anche ogni membro della famiglia.
Chiediamo al Signore di aiutare il nostro marito, di
aiutarlo in tutto ciò che Lui ritiene necessario cambiare per il suo
bene, per la gloria di Dio e per il bene della nostra famiglia. Nessuno
di noi è perfetto e dove
abbonda il peccato (dice san Paolo) sovrabbonda la sua grazia: dove c’è
Gesù niente è impossibile!
Impariamo a guardare gli altri con gli occhi di Gesù,
con lo sguardo pieno di compassione e di misericordia. Proviamo a
pensare come Gesù guardasse i suoi apostoli quando andavano da Lui, dopo
aver commesso qualche errore.
Se così faremo la nostra vita certamente cambierà a
tal punto che anche se a volte perdiamo l’equilibrio e cadiamo,
impariamo a rialzarci subito perchè Gesù è con noi.
A volte è difficile, chiediamo allora subito
preghiera e aiuto e il
Signore si renderà presente
nella nostra vita e ci regalerà la sua Pace e il suo Amore in un modo
tale che sentiremo la necessità di condividere questo suo amore, primo
fra tutti con il marito e poi gioiosamente con tutti gli altri.
MARITI
Non litigate con le vostre mogli e non inaspritevi
con esse, dice san Paolo.
Un nostro amico consacrato ci confidava che a volte
in alcune famiglie marito e moglie non si parlavano, pur a modo loro
amandosi, perché ognuno di loro non perdonava l’altro o non si sentiva
perdonato dall’altro. Non c’era dialogo tra loro, erano bloccati e pur
volendosi bene non riuscivano ad esternare fino in fondo questo amore
perché non c’era umiltà nel chiedersi reciprocamente perdono, anche nei
piccoli gesti di mancanza di carità. Vivevano insieme nella stessa casa
e si continuava a ricevere favori reciproci, come preparare il cibo,
lavare la biancheria, stirare, fare pulizia ecc.) ma è come se il loro
cuore si stesse “prosciugando” di giorno in giorno.
Dobbiamo interrogarci umilmente come fossimo davanti
a Gesù, che non ci vuole condannare ma vuole che esprimiamo, con
rammarico e sofferenza, il nostro errore o il nostro peccato. Forse
abbiamo offeso nostra moglie, è triste, si sente disprezzata, sola,
ferita nel profondo del suo essere, forse l’abbiamo delusa perché per
lei rappresentavamo tutto!
Gesù, ne siamo certi, se lo vogliamo e lo
desideriamo, è vicino a noi in questi momenti e come ci dicesse
dolcemente e con tanta tenerezza:
“Sono con te, so che hai sbagliato, non potevi
immaginare tutto il dolore che le avresti causato. Non sono venuto a
rimproverarti, sono venuto a chiederti di avere fiducia in Me. Donami
tutti i tuoi problemi, perché voglio donarti con il mio perdono, la mia
pace e il mio amore. Ti perdono di esserti allontanato da Me e di aver
cercato altrove una soluzione ai tuoi problemi, alla tua sofferenza,
alla tua solitudine. Mi accetti nella tua vita? Insieme compiremo
prodigi che non sai immaginare”
Solo così se saremo capaci di accettare Gesù nella
nostra vita, guariremo fino al profondo del nostro essere e saremo
capaci di condividere tutto con nostra moglie e ricominciare a
riscoprire l’importanza reciproca dell’uno per l’altra.
Quando Gesù viene, se fermamente invocato, ci perdona
sempre, cancella tutti gli errori e guarisce tutte le ferite che ci
siamo o abbiamo procurato.
Ma ci chiede anche di avere pazienza e che lo
lasciamo operare nella nostra vita.
Qualunque cosa accada, se siamo con Gesù, il
matrimonio è una felicità che giorno dopo giorno possiamo costruire.
Nelle nostre difficoltà di marito e di moglie,
rivolgiamoci con fiducia prima e sempre a Gesù. In Lui tutto si
ricostruisce, con Lui possiamo transitare per tutti i cammini per quanto
difficili siano. Egli è l’unico che ci concilia interiormente e
rasserena le nostre
relazioni.
STACCO
MUSICALE
FIGLIO
Questa parola di San Paolo: “figli, obbedite ai
vostri genitori in tutto” ci interpella.
Non importa a quale vocazione sei stato chiamato.
Domandati oggi:
-
Ho messo in pratica
questa Parola del Signore?
-
Da singolo/a ho
rispettato e obbedito ai miei genitori?
-
Li ho apprezzati ed
amati?
-
Ho pensato quanto
sia difficile per loro darmi la vita e aiutarmi a crescere?
-
Ho mai pensato
quali difficoltà hanno dovuto affrontare (problemi/malattie)?
-
Forse non hanno
ricevuto né affetto né amore e per questo ebbero
molto poco da darmi
-
Ho preteso l’amore
che loro non hanno mai ricevuto? Ho dato loro la colpa per tutto ciò che
mi è successo? Provo risentimento nei loro confronti?
-
Mi rendo conto che
posso renderli felici attraverso il perdono e donargli la pace di Gesù?
-
Come figlio, cosa
debbo fare per ricevere la pace e per poterla trasmettere?
Pensa a Gesù: come Figlio si dimenticò di tutto
quanto gli apparteneva. Pur essendo Dio, si umiliò, si fece uomo in
tutto, perché sapeva che tu avresti sofferto, che il tuo peccato ti
avrebbe allontanato dal Padre.
Conosceva tutta la tua situazione familiare e non fu
capace di lasciarti soffrire e di permettere che ti allontanassi da Lui.
Venne a morire per te, per me, per i tuoi, per tutti. Perché? Per
perdonarti e perdonarci, per risollevarti da questa solitudine e da
questa angoscia nella quale sei sommerso.
Oggi ti cerca, ti vuole e ti dice:
“Vieni tra le mie braccia, affida tutto a Me. Io
ti comprendo, conosco la tua storia, ti credo, affidami tutto, non
temere. Accettami come io ti ho accettato, credi in Me come io ti ho
creduto e ricevi la mia pace, come io mi sono fatto carico del tuo peso.
Ti amo molto. Più di quanto tu possa immaginare”
Fermati un attimo, o figlio carissimo, e pensa come
il Signore, tuo vero Padre, ti tiene fra le sua braccia e lì ti da il
suo Amore, ti accarezza come fa una madre con il suo bambino. Chiudi gli
occhi un momento e gioisci del suo Amore.
GENITORI
Quante famiglie vivono nell’amarezza perché i figli
stanno pagando le conseguenze degli errori di coloro che gli hanno dato
la vita!
Ma “niente è impossibile a Dio” (LC. 1,37) “Egli fa
nuove tutte le cose” (AP. 21,5)
La riconciliazione dei genitori con i figli e di
costoro con i loro genitori, è bellissima…! Noi siamo sicuri che se come
padre/madre ti umili dinanzi ai tuoi figli, gli chiedi perdono e a tua
volta li perdoni, tutto si risolverà felicemente come la parabola del
figlio prodigo.
Chiediamo a Dio Padre che in unione con Gesù e con il
potere dello Spirito Santo, ci aiuti ad andare incontro a questo figlio
o figlia che erano perduti…
Gesù non si fa aspettare.
Sarà Lui a dare al figlio la grazia di riconoscere il suo errore
di pentirsi e di ritornare a casa.
Tu padre o madre, avrai la gioia di perdonare, di
andare incontro, di abbracciare, di festeggiare tuo figlio che, come
dice la parabola, “era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è
stato ritrovato”. (LC. 15,11-32)
E’ straordinario incontrare mogli, che prima
disperate, dopo aver incontrato il Signore ed aver posto le loro vite e
quelle dei loro mariti in Cristo, hanno visto diventare realtà il
consiglio di San Pietro nella sua 1° lettera (cap. 3, 1-2):
“Voi, mogli, state sottomesse ai mariti perché,
anche se alcuni si rifiutano di credere alla Parola, vengano dalla
condotta delle mogli, senza bisogno di parole, conquistati considerando
la vostra condotta casta e rispettosa….”
In molte famiglie, quando la moglie comincia a
cambiare, la maggior parte delle volte si scatena un’ondata di
aggressività da parte del marito e c’è una grande battaglia.
Ci sarebbe di aspettarsi che la lotta fosse cruenta e
senza quartiere, invece, è il contrario. Quelle che hanno vissuto il
consiglio ispirato da san Pietro con la “parola di Dio come spada” hanno
ottenuto il trionfo.
Ma anche per i mariti
la stessa parola di San Pietro li richiama con forza, ma con
altrettanta certezza di un bene ancora più grande:
“E ugualmente voi mariti trattate con riguardo le
vostre mogli perché il loro corpo è più debole e rendete loro onore
perché partecipano con voi della grazia della vita e siate tutti
concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da
affetto fraterno, misericordiosi e umili”
Conosciamo più di una coppia, ma una in particolare,
dove il loro matrimonio era un disastro: entrambi si ferivano senza
compassione. Ma quando la moglie fece sue le parole dal Vangelo di
Matteo, 5, 39 “Non resistete ai violenti”, smise di rispondere in modo
implacabile, anche se spesso a giusto motivo. Al principio sembrava che
questo suo atteggiamento scatenasse più ira, ma oggi, per bontà del
Signore, entrambi sono
molto vicini al cuore di Gesù.
In questa famiglia (ci siamo dentro anche noi!) ci
sono ancora lotte ma non più battaglie: entrambi lottano per la pace con
Gesù che vince sempre e non c’è nessun sconfitto e nessun nemico.
Con Gesù il trionfo è totale e la vittoria è sempre
sua.
Decidiamoci, cominciamo oggi, ora!
STACCO
MUSICALE
Ci verifichiamo e insieme
approfondiamo, ora, un altro capitolo di questo incontro con voi,
carissimi ascoltatori di Radio Mater:
La difesa dei figli e della
famiglia.
*Accoglierli
non cacciarli via (che siano o no dello stesso sangue)
Molte famiglie sono ferite per ragioni diverse. Una
delle ferite più forti è rappresentata dalla scoperta, da parte dei
figli, del rifiuto dei loro genitori.
Leggiamo nelle Scritture che i figli sono un regalo
del cielo. Sono come un seme piantato nel ventre della madre, che deve
crescere e dare frutti abbondanti (Sl 127,3)
Alcuni genitori credono che i loro figli sono nati
per errore: che siano degli intrusi e che siano venuti al mondo nel
momento meno opportuno.
Dimenticano che i figli sono un dono di Dio e che
nell’unirsi in matrimonio (religioso) promisero di generare figli per il
cielo.I figli non chiesero di voler nascere!
A volte i genitori pensando di pianificare la loro
vita, sbagliano i loro piani e dimenticano che tutti veniamo da Dio e a
Lui dobbiamo ritornare. Nasciamo da un uomo e da una donna, ma solo per
il volere di Dio, poiché senza di Lui non c’è vita.
A volte per errori di gioventù, per inesperienza o
per altri problemi, un uomo e una donna, mettono al mondo i figli in
circostanze difficili. Questi figli dovranno affrontare dolorosamente la
vita e soffrirne le conseguenze, senza aiuto da parte dei loro genitori.
Infine non dobbiamo dimenticare che il padre e la
madre devono sempre accogliere i figli anche nel caso in cui non abbiano
loro trasmesso la vita materiale.
Spieghiamo: a volte si incontrano sposi che non hanno
potuto avere dei figli e si
domandano il perché senza trovare alcuna risposta.
Quando si sposarono, avere dei figli era il loro più
grande desiderio: avevano tanto amore da dare, una buona situazione
economica ecc. ecc. Al contrario, ci sono altre famiglie dove vi sono
tanti bambini che è quasi impossibile educarli, soffrono, manca
l’indispensabile. Perché? e ci chiediamo, perchè Dio non li distribuisce
meglio, se non gli costa niente?
A questo punto potremmo porci molte altre domande, ma
siamo sicuri che mai riusciremo a trovare delle esaurienti risposte
senza la fede. Gli eventi si realizzano come Lui, il Signore, li
permette. Perché quindi non pensare ad una adozione?
*Lasciare
liberi di essere, donare, non rendere prigionieri.
Molti sono gli spunti presi dalla Familiaris
Consortio per questa trasmissione,, cari ascoltatori, ma un punto
particolare, al N.ro 14, lo
riportiamo:
“Nel momento in cui diventano genitori, gli sposi
ricevono da Dio il dono di una nuova responsabilità. L’amore dei
genitori è chiamato ad essere per i figli il segno visibile dello stesso
amore di Dio, dal quale proviene tutta la paternità nel cielo e sulla
terra”
Se prendiamo coscienza e pensiamo seriamente,
arriviamo alla conclusione che i figli sono di Dio. Egli nella sua bontà
immensa ci ha permesso che l’aiutassimo a dargli la vita, a curarli,
allevarli per Lui, perché un giorno arrivino al cielo.
Purtroppo l’idea che i figli sono di Dio è
sconosciuta per molti genitori!
Molti credono che i figli sono una proprietà e che
unicamente essi hanno il dominio e la autorità su di loro e, purtroppo,
anche per questo motivo i genitori spesso sono angosciati per la
situazione dei loro figli, piangono, si disperano e non si rendono conto
che per quanto possano insistere non fanno altro che arrecare danno a
loro stessi e a quanti li circondano.
Si dice spesso che quando un albero cresce storto è
molto difficile da raddrizzare; noi diciamo che è impossibile senza
l’aiuto di Dio!
Purtroppo molti genitori non sanno educare i loro
figli: i bambini crescono, i giovani si allontanano dalle loro famiglie
e iniziano una loro vita; sono padroni di se stessi e come persone
esigono rispetto.
Ci sono genitori possessivi: iperproteggono i loro
figli, pensando così di educarli bene, gli stanno sempre addosso, per
questo i figli non imparano ad essere responsabili, ad agire da soli, ne
a prendere decisioni. In breve, non li lasciano vivere.
Ma se siamo convinti che i figli sono di Dio, perché
ci angosciamo e non diamo invece
veramente la possibilità al Padre celeste: chiamandolo, tenendolo
al corrente, consultandolo, chiedendogli il necessario per la cura del
figlio?
Per esperienza vi confermiamo che quando un padre o
una madre comprendono di dover rimettere al Signore i loro figli, questi
terminano di essere l’incubo della casa e diventano benedizioni.
E’ normale che una persona in età di sviluppo
attraversi tappe difficili. Sarebbe strano che non la lasciassimo vivere
le proprie esperienze e chiedessimo di vivere al posto suo: l’esperienza
è personale!
La cosa migliore che puoi fare come padre o madre è
quella di affidare a Dio ciò che Lui ti ha dato e chiedergli umilmente
di aiutarti a vivere ogni cosa al momento opportuno. Sperare in Dio è la
cosa più saggia. Nella sua saggezza divina Egli ha la giusta soluzione
per ogni problema. Solo coloro che sperano in Lui, trionfano.
Impariamo a ringraziare Dio per le benedizioni che
abbiamo ricevuto. Ognuno dei nostri figli è prezioso davanti ai suoi
occhi ed è stato creato a sua immagine e somiglianza. Accettiamolo come
un regalo. Cerchiamo di comprenderlo e
incoraggiamolo nei momenti di prova e insegniamogli che Dio può
tutto e che è sempre disposto ad accompagnarlo e ad aiutarlo.
Alcuni genitori sono perseguitati dal ricordo dei
figli assenti, tanto più se attraversano pesanti difficoltà: carcere,
droga, vita spericolata ecc. Alcuni genitori, invece, hanno imparato ad
affidarli a Dio, allora:
-
il loro ricordo si
converte in benedizione;
-
sono guariti dalle loro
ferite;
-
apprendono a sperare in
Dio;
-
riscoprono la loro pace e
quella delle loro famiglie;
-
fermi nella fede sanno che
il Signore Gesù, nella sua misericordia, trasformerà quegli esseri quasi
distrutti, in figli del suo amore e in esseri felici.
Siamo certi perché questo è quanto fa il Signore, un
vero e ripetuto miracolo, oggi e per sempre, perché la sua fedeltà e la
sua alleanza con noi, dura in eterno
Ricordiamo: “Nulla è impossibile a Dio” (LC. 1, 37)
Dopo lo stacco musicale apriremo i telefoni alle
vostre chiamate e già da ora vi ringraziamo, carissimi ascoltatori, per
il contributo che darete con le vostre proposte e testimonianze per
arricchire questo momento di condivisione.
Il Signore Gesù vi benedica!
STACCO
MUSICALE
Arrivederci, carissimi ascoltatori; vi diamo
appuntamento al prossimo incontro di “Famiglie che parlano ad altre
famiglie” il 27 aprile, insieme con Franco e Rita.
|