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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 14 dicembre 2007 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS: famiglia Antoniol

 

…di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono…

 

Carissimi ascoltatori di Radio Mater buona sera a tutti da Luigi e Susanna.

Dopo la serata speciale della ns rubrica di venerdì 30 novembre dove, insieme agli altri fratelli della ns equipe, abbiamo condotto una trasmissione sulla famiglia, sviluppando in particolare il tema del fidanzamento, qs sera riprendiamo il ns incontro quindicinale ritornando al ns argomento specifico: rapporto genitori-figli.

Dalle ns parti c’è ancora aria di festa: il 3 novembre è nato Riccardo, nipotino, tanto atteso, di una coppia di ns carissimi amici.

Riccardo il nome del piccolo nato, Riccardo il nome del nonno.

Qs fatto ci ha colpiti particolarmente perché oggi, a differenza di un tempo, è praticamente scomparsa la tradizione, soprattutto nel nord d’Italia, che vuole  il figlio primogenito con il nome dell’anziano genitore.

Di fatto Riccardo non si chiama come il nonno per seguire la tradizione, ma semplicemente perché qs nome piaceva ai suoi genitori. Sulla carta però il suo nome e il suo cognome sono quelli del nonno e così entrerà nella storia della famiglia e tutte le volte che si pronuncerà il suo nome e il suo cognome non si potrà evitare di pensare al nome e al cognome del suo progenitore.

Qs fatto ha suscitato in noi alcune domande.

Chissà se qs  giovani genitori ci hanno voluto lanciare un messaggio e in tutto qs non c’è la voglia di ripercorrere un passato con gli occhi della maturità?

Chissà se nei genitori di oggi non si affaccia il desiderio di continuare una tradizione di famiglia e dietro a tutta qs voglia di essere diversi e alternativi non nascondono il bisogno di rafforzare i legami familiari con la famiglia d’origine?

Da Riccardo a Riccardo, in nome di una continuità che dà ancora più valore a una vita che prende le ali e risveglia il senso di una vita già ampiamente vissuta.

E tutto qs, proprio in qs tempo di Avvento, a undici giorni dal Santo Natale ,ci riporta a un messaggio di continuità che ogni anno si ripete.

Ci viene così alla mente il brano del vangelo di Matteo, riproposto anche da Luca, della genealogia di Gesù, dove la venuta di Gesù si incarna in una storia fatta di uomini che trasmettono la vita. Dove si legge che anche Gesù ha una discendenza, ha degli antenati e un cammino ben preciso alle spalle.

Qs è il senso di una discendenza.

Dal vangelo secondo Matteo:

1 Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2 Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3 Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4 Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, 5 Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6 Iesse generò il re Davide.
    Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,
7 Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, 8 Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9 Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10 Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11 Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. 12 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabele, 13 Zorobabele generò Abiud, Abiud generò Elìacim, Elìacim generò Azor, 14 Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliud, 15 Eliud generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16 Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. 17 La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

Leggiamo dal commento dei quattro vangeli della Elle Di Ci:

Quando si vogliono ritrovare le proprie origini e con esse, un po’ della propria identità, si stila una genealogia. Si rilegge, cioè, la storia, per ricercare nei registri i molti nomi di coloro che sono stati gli antenati.

Per genealogia s’intende libro della Genesi.

La storia degli uomini prolunga qs genesi e si unisce direttamente all’opera creatrice di Dio.

L’evangelista Matteo desidera unire così Gesù alla creazione: per mezzo di Gesù, Dio continua a portare a compimento la genesi, Egli genera Gesù , così da manifestarsi nella forma visibile in aspetto  d’uomo. In questo modo dà inizio  ad  una nuova creazione, ad un’umanità nuova. Per mezzo di Lui tutto rimane in genesi: unire Gesù a tutta la storia sacra, rileggere tutte le scritture alla luce della resurrezione, aggiungere e mettere qs vangelo in linea con gli altri libri, nella continuità e nel compimento.

Il suo nome specifico di uomo è Gesù. Cristo è il suo titolo che definisce non soltanto la sua funzione ma anche la sua natura profonda: Gesù Cristo è il Messia promesso agli uomini.

Gesù Cristo Figlio di Davide, figlio di Abramo: Abramo e Davide rappresentano, infatti, i due punti di riferimento di qs storia, sono stati chiamati da Dio per essere fondatori di un popolo e di una dinastia.

Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe…:la genesi si realizza attraverso una successione di generazioni. Tutti  gli uomini qui elencati sono presentati solamente sotto l’aspetto della loro paternità. Quello che essi trasmettono ai loro figli non è soltanto la vita, ma la legittimità di un’eredità, quella della promessa divina. Mediante qs trasmissione, Dio manifesta la continuità del suo disegno e la fedeltà della sua parola. Qs albero cresce dritto, nonostante non pochi inaspettati innesti.

La storia della salvezza, infatti,  passa anche attraverso fatti inaspettati.

“ Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria “.

Davide, scelto da Dio come re d’Israele, unto e benedetto da Lui, da cui discende direttamente la famiglia di Gesù, durante il suo regno, cade in una forte tentazione e commette un grave peccato.

A qs punto Davide attraversa una profonda crisi spirituale. Dio non lo abbandona, lo accompagna,lo fa riflettere e Davide, attraverso questo fatto, percorre la via della  purificazione del cuore,questa  parte così dolorosa della sua vita  diventa  l’occasione per  vivere un  momento di crescita,così da poter riconoscere Dio in maniera nuova, proprio   attraverso la regalità che gli era stata donata. Dio permette che noi ci salviamo con i doni che Lui stesso ci dà!La paternità di Davide è stata purificata dagli eventi della vita. Lui è rimasto fedele alla promessa, e attraverso tanta sofferenza, ha potuto riconoscere la gloria di Dio!

Anche noi, papà, in questo S. Natale, siamo chiamati a riconoscere la nostra paternità, rigenerata dal dono di Gesù, che anche quest’anno viene e permette che noi facciamo memoria dell’importanza  della  nostra chiamata, nonostante tutti i nostri limiti, i nostri insuccessi, le nostre miserie  ed i nostri errori.

Se come il re Davide, in questo S.Natale, con tutta la nostra vita, intelligenza ,forza  e cuore,  sapremo dare  gloria a Dio, se ci rallegreremo ed esulteremo per la salvezza che Lui viene a donarci,  anche noi permetteremo che Gesù possa ancora nascere nei tempi futuri anche se non li vedremo e così potremo dare oggi  un contributo alla storia della salvezza  della famiglia umana, oltre che , noi per primi, riscoprire con gioia indicibile la nostra chiamata.

Come i discepoli, dobbiamo dare a Gesù quel poco che abbiamo; magari possono essere quei sette pani e pochi pesciolini del Vangelo. Gesù li potrà così ricevere e ci ridonerà proprio quelli, anche nel numero, ma pieni del Suo Santo Spirito , così che noi potremo  distribuirli in grande abbondanza  e raccogliere anche i pezzi avanzati !  

Nella serie dei nomi maschili Matteo introduce quattro nomi di donna che diventando madri sono entrate nel piano di Dio e hanno fatto sì che la stirpe si perpetuasse. Così si è manifestata la sovrana libertà di Dio che porta a compimento quanto ha previsto e si è preparato, un caso eccezionale di ben altra importanza: l’entrata di Maria, la quinta donna, nell’albero genealogico.

L’anello che apre la terza sequenza non è un nome , ma un avvenimento drammatico, la deportazione in Babilonia. Qs avvenimento fu però il crogiuolo di un rinnovamento della speranza messianica.

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo.

Giuseppe è citato come sposo, non come padre. Di lui non si dice generò, ma fu detto sposo, dando così a Maria, attraverso il suo matrimonio, di inserirsi nell’albero genealogico di Davide. La concezione verginale di Maria è l’ultima tappa. Con essa Dio innova e la creazione si rinnova. Maria è la nuova Eva che dà alla luce l’umanità nuova.

Maria dalla quale e’ nato Gesù,o meglio fu generato: dopo aver usato per trentanove volte qs verbo all’attivo, ecco un passivo pieno di senso. Gesù è stato generato per opera dello Spirito Santo. Con qs verbo al  passivo Matteo indica che Gesù è opera di Dio.

Qs è la grande novità indicata dall’albero genealogico mediante qs brusca interruzione della normale generazione e con l’entrata meravigliosa di una donna, Maria, che pur rimanendo vergine darà alla luce un figlio, di cui solo Dio è Padre.

Gesù è quindi  il frutto di qs albero della vita e della grazia!

La somma di tutte le generazioni da Abramo a Davide è di quattordici…con la parola somma viene riassunta perfettamente l’intera storia sacra.

Con Gesù qs storia trabocca per estendersi a quanto precede Abramo e a quanto segue Gesù!

Così la via discendente delle generazioni appare come un’ascesa verso Gesù e come un’inarrestabile ascesa dell’umanità verso il suo Messia, un cammino reale che finisce ai piedi di Gesù-re.

La genealogia di Matteo non è una lista monotona e fastidiosa di nomi arcaici, ma è soprattutto una celebrazione delle meraviglie di Dio, che per ondate successive confluiscono verso il Cristo e che da lui rifluiscono verso la fine del mondo.

…di generazione in generazione la sua misericordia si stende su coloro che lo temono…

 

STACCO MUSICALE

 

Ma qual è il rapporto del ns ragazzo adolescente nei confronti del Natale e della fede in genere in qs periodo della sua vita?

Lo avevamo lasciato, nella ns trasmissione precedente, in fase di trasformazione: voce, piedi,stati d’animo, sentimenti.

Ma anche per lui e per i suoi genitori viene il Natale, la S.Messa, i parenti, la festa, le luci, i regali, qualche rituale di troppo da assolvere… in certi momenti lo sentiamo borbottare: che noia!Dove sono i miei amici? Cosa staranno facendo?

Anche di fronte al problema religioso il ns ragazzo è in trasformazione e si avvia a mettere tutto in discussione: l’esistenza di Dio, della fede, del soprannaturale, dello spirito, di quello che fino ad ora il genitore gli ha trasmesso.

E’ il momento di riconsiderare tutto qs vissuto coi propri occhi, col proprio cuore, con il proprio spirito. E’ il momento, per ogni genitore, di confermare con forza la propria fede, ma di lasciare che il ns ragazzo ne recuperi da solo tutto il senso più profondo, accompagnandolo con la nostra presenza.

E’il momento di scegliere per lui dei percorsi efficaci che lo aiutino a riscoprire Dio e la sua esistenza partendo dalla sua esperienza , non lo dobbiamo lasciare solo e in balia del proprio sentire!

Dice una catechista di un gruppo di adolescenti:

Spesso durante la settimana il pensiero è rivolto a loro.

Chissà se Marta ha superato l’esame di pianoforte?

E la temutissima versione di latino avrà dato del filo da torcere a Marco?

E Stefano avrà segnato il gol contro la prima del girone?

Di che cosa parlerò sabato con loro?

Si parla spesso di lezione di catechismo. In realtà, a qs età, non si tratta di insegnare o di comunicare delle conoscenze, non c’è un sapere da trasmettere, né una lista di regole da far imparare a memoria. Con i ragazzi non servono trucchi, non vale fare sfoggio di chissà quali qualità e neppure appellarsi all’oratoria. Sarebbe partita persa in partenza. Per qs è più corretto parlare d’incontro di catechismo perché quell’appuntamento settimanale è il momento dell’ascolto reciproco e dell’ ascolto della Parola, è il tempo della conoscenza dell’altro e della preghiera. Per loro l’esperienza del gruppo è fondamentale, è il luogo in cui si confrontano e crescono ogni giorno. Me ne rendo conto anche oggi che è sabato e siamo seduti attorno allo stesso tavolo, riuniti nel suo nome. Sta per cominciare l’incontro di catechismo che vogliamo intitolare: vi ho presi a cuore.”

Leggiamo sul mensile familiare supplemento ad Avvenire “Noi, genitori e figli” che la catechesi oggi sta cambiando, non è più la stessa: trecentomila educatori al lavoro nelle parrocchie d’Italia, famiglie protagoniste, sussidi-karaoke, animatori più giovani e motivati.

Tutto qs ci fa ben sperare e ci fa continuare a cercare per i ns ragazzi un aiuto valido fuori dalla famiglia che sostenga i principi e i valori della famiglia come Dio l’ ha pensata.

Anche senza parlare specificatamente di Dio si può trovare Dio attraverso un percorso di maturazione intellettuale che porta l’adolescente a scoprire se stesso e la vera libertà frutto di qs ricerca perché è proprio qs verità che ci fa liberi.

L’adolescente, a differenza del fanciullo, è capace di penetrare più spesso  nel suo mondo interiore, di riflettere con più passione sulla propria vita, di sperimentare il bisogno di autonomia e di libertà per cercare una propria specifica strada.

-L’educatore ha il compito di aiutarlo nel creargli occasioni per esercitare qs esigenza, magari dandogli la possibilità di rafforzare la fiducia in se stesso, proponendogli, all’interno della comunità, degli incarichi personalizzati, favorendo così la formazione di atteggiamenti di speranza e di perseveranza contro la naturale tendenza all’incostanza.

-Oppure invogliandolo a seguire cammini di formazione dove possa sviluppare la sua capacità critica,cercando di promuovere una pastorale vocazionale per confrontarsi con le diverse chiamate alla vita, alla vita di fede, chiamando in causa il dono spirituale dell’intelletto per comprendere il disegno di Dio su di lui.

-Standogli vicino nell’aiutarlo a comprendere il rapporto che intercorre tra il  modo di leggere solo con l’intelligenza umana la propria vita e come qs stessa vita possa  essere letta alla luce del dono dello Spirito Santo ricevuto nel sacramento della cresima, così che il Signore possa “strappare il velo” e  “ la coltre “ della resistenza all’ amicizia sincera con Dio.

L’adolescente va aiutato perciò a  coltivare  il dono dell’intelligenza: l’intelligenza infatti sviluppa la capacità razionale , come pure l’intelligenza della fede che nasce dall’ascolto della parola di Dio, così che viene portato a conoscere i fatti con una coscienza sempre più illuminata.

L’intelletto è un dono prezioso che può aiutare a superare la superficialità nell’approccio alla vita, alla realtà e al mondo;  fa evitare al nostro ragazzo il «mordi e fuggi»;  lo invita a non accontentarsi né di quello che si dice, né dei risultati dei sondaggi dei media , né del primo commento ascoltato, né delle   immagini provocatorie che offre la televisione...

-I media spesso riportano notizie travisate per fare scoop senza preoccuparsi di verificarne le fonti autentiche.

-La società propone un modello d’uomo imperniato sul senso dell’apparire più che dell’essere e costruisce  intorno a sè un’industria per migliorare l’aspetto esterno.

-La forza plagiante del gruppo  gli impedisce di esprimere le proprie distinzioni, imponendogli un adeguamento che tende a renderlo uguale a tutti gli altri nel modo di parlare, di vestirsi, di comportarsi.

Da pochi giorni siamo venuti a conoscenza di una situazione sconcertante verificatasi in una classe di una scuola media: una ragazza per comprarsi l’amicizia dei compagni ha portato a scuola 1000 euro che piano piano cercava di distribuire per acquisire la loro simpatia e forse qualcosa d’altro..

Dell’altro giorno è la scoperta che da quando Giuseppe porta i jeans firmati Levis e mette un giubbotto della North-sails finalmente le ragazzine lo degnano di una particolare attenzione  e si dichiarano molto disponibili nei suoi confronti.

Non ci vogliamo addentrare nelle motivazioni  che hanno spinto questi ragazzini a comportarsi in questo modo,  ma sottolineiamo a qs punto che è estremamente necessario che il ns ragazzo adolescente si rafforzi nell’uso dell’intelligenza per non cadere in  condizionamenti di gruppo che possono lasciare segni traumatici nella propria esistenza.

…e Maria disse: come è possibile? NON CONOSCO UOMO!

Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato figlio di Dio…

Anche Maria, prima di dire il suo incondizionato si, compie un percorso interiore utilizzando il dono dell’intelligenza: si pone delle domande. riflette su cosa sta succedendo, pensa alla sua situazione, desidera sapere e si mette così nelle condizioni di accettare una proposta che si fa sempre più “possibile” e che l’avvicina sempre di più al concepimento  dell’uomo vero: Gesù!

Grazie al suo sì convinto e al dono dello Spirito Santo, Maria ha conosciuto e  ha dato a noi  la possibilità di conoscere qs uomo.

Gesù è Colui, che ancora oggi viene concepito, che nasce, cresce e si sviluppa e si fa modello di uomo dentro di noi

Nell’uomo che siamo così riconosciamo l’impronta di Dio, scopriamo la ns mortalità che si perde nella sua immortalità, in un atteggiamento di fiducioso abbandono.

Come è possibile?

Come è possibile che il mistero del Natale si ripeta e si realizzi ancora oggi nella ns vita proprio di qs tempi dove tutto fa pensare che il Natale di Gesù è scomparso?”Non conosco uomo!” potremmo dire anche noi oggi!

Come è possibile che anche noi siamo innestati nella genealogia di Gesù?Che da Riccardo è generato ancora Riccardo?

Anche noi in qs S. Natale desideriamo riflettere sui segni dei tempi e insieme a Maria e al ns ragazzo adolescente, desideriamo farci delle domande per poi fermarci in silenzio ad ascoltare Colui che è dentro di noi , ci sta visitando e ci dona delle risposte fondamentali per la ns vita..

Anche noi in qs Natale desideriamo testimoniare al mondo che 1000 euro e dei jeans Levis non occorrono per dimostrare quello che siamo, perché quello che noi siamo ed abbiamo ereditato è molto, molto di più:siamo figli di Dio ed eredi della sua immagine per essere sempre più simili a lui.

 

Questa speranza di scoprirci oggi sempre più così,  è l’ augurio di buon Natale che qs sera da questi microfoni desideriamo giunga  a tutti voi che ci ascoltate  e a tutte le famiglie. Per realizzare  questo desiderio San Paolo ci indica la  via della speranza nella lettera ai Romani 15, 4

Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza “.

L’ evangelista Matteo al Cap. 11,28-30  ci dice: “venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi , ed io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me , perché io sono mansueto e umile di cuore ; e voi troverete riposo alle vostre anime; perché il mio giogo è dolce e il mio carico  è leggero.”

Dobbiamo alimentare la nostra speranza tuffandoci nell’ Amore di Dio ! Così potremo vivere sicuramente la Parola che il profeta Isaia  al Cap. 40 ,31 ci dice:”  quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano “.

Amen! Alleluia!

 

Apriamo ora i ns microfoni per dare spazio alle vs domande e alle vs riflessioni.

Sicuramente anche voi avete una storia di famiglia sulla quale riflettere e una testimonianza di incontro con Gesù da raccontarci

Senz’altro anche voi avete nella vs famiglia un ragazzo adolescente che è alla ricerca della sua identità.

Certamente anche voi vivete una realtà parrocchiale dove si vivono esperienze di catechesi di tutti i tipi.

Vi invitiamo a condividere per arricchirci insieme, vi ascoltiamo.

 

 

 
Segreteria Regionale
RnS Lombardia

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