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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 14 marzo 2008 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

 

Gentilissimi ascoltatori,

siamo Renato e Maria Grazia ed anticipiamo ad oggi la nostra presenza a Radio Mater, nella rubrica “Famiglie che parlano ad altre famiglie” sostituendo gli amici Luigi e Susanna che salutiamo in modo particolare.

Stassera con voi vorremmo ritornare a parlare, ragionare, condividere qualcosa riguardo alla raccolta di firme lanciata dal Forum delle Associazioni Familiari a sostegno di un fisco a misura di famiglia, raccolta che si sta concludendo in questo periodo.

Ne vorremmo parlare con voi per diversi motivi: perché questa rubrica si rivolge alle famiglie; perché questa iniziativa non ha molta risonanza sui mass media; perché questa iniziativa possa arrivare capillarmente sul territorio dove le famiglie vivono, si incontrano, parlano; perché non tutti viviamo nelle grandi città o in grossi centri dove questa raccolta di firme si accompagna a manifestazioni di piazza con la presenza di personaggi noti del mondo dello sport, dello spettacolo o del sociale.

Ma ciò che maggiormente conta è che è necessario che siamo noi famiglie le protagoniste consapevoli di questo evento: informandoci siamo in grado di compiere quel passaparola che può permettere grandi risultati, ma soprattutto può creare opinione e stimolare riflessioni e impegno conseguente.

Tanto più che in ogni parrocchia sono disponibili volantini che spiegano l’iniziativa e che sono predisposti per la raccolta delle firme.

Cerchiamo di capirne di più.

Poiché questa iniziativa nasce dal Forum delle Associazioni Familiari, vediamo che cosa è questo Forum.

Il Forum nasce nel 1993 e riunisce oggi 51 associazioni a carattere nazionale presenti nella società civile.

Ha lo scopo di sostenere la famiglia in ogni suo aspetto, riconoscendone il valore insostituibile quale elemento fondante e costitutivo di ogni società civile.

Tra le sue finalità c’è la promozione e la salvaguardia dei valori e dei diritti della famiglia come ‘società naturale fondata sul matrimonio’, come specifica la Costituzione Italiana, agli art. 29, 30,31.

Il testo normativo fondamentale del nostro paese, la costituzione, ci dice quindi che il matrimonio e la famiglia sono istituzioni naturali ed originarie, che precedono la potestà normativa dello Stato e che vanno difese, tutelate, promosse, salvaguardate.

I componenti del Forum sono convinti che la questione famiglia non sia un aspetto secondario della vita degli italiani: è in larga misura nella famiglia che si costruiscono i destini degli abitanti di questo Paese che è l’Italia, è in famiglia che si formano i cittadini di domani, è la qualità della vita familiare che determina la qualità della vita dell’intera società.

La famiglia non è un mero fatto privato dei singoli individui: essa si situa al cuore della costruzione della società, la condiziona e ne è condizionata.

La presenza del Forum è importante perché la soggettività delle famiglie spesso non è colta né capita dalle istituzioni, dai poteri forti, dai mass-media e talvolta non è vissuta nemmeno dalle famiglie, le quali  si percepiscono come soggetti deboli e non come risorsa.

STACCO

Per che cosa il Forum chiede una firma?

Il Forum chiede di sottoscrivere una petizione che dice (ne riportiamo una parte):

Mantenere ed educare i propri figli è, per la famiglia, oltre che un obbligo morale e naturale anche un diritto-dovere costituzionale.

Per questo la grande questione fiscale oggi in Italia è il sistema di tassazione delle famiglie. Un fisco ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli che non nascono. Un paese che non si rinnova. Le famiglie sono penalizzate perché non si tiene conto dei carichi familiari. Va quindi introdotto un sistema fiscale non solo basato sull’equità verticale (ossia chi più ha più paga), ma anche sull’equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in pratica, le stesse tasse di chi non ne ha. Il reddito imponibile deve dunque essere calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia.

Questo è il contenuto parziale della istanza per la quale le famiglie italiane sono invitate a firmare, manifestando a livello territoriale lo stesso impegno mostrato il 12 maggio 2007 a Roma in occasione del Family Day.

La famiglia per essere un soggetto che sta al centro della realtà sociale, istituzionale e politica, deve avere un trattamento fiscale corrispondente. Il principio costituzionale dell’imposizione fiscale commisurata alla capacità contributiva (art. 53) non deve valere solo a livello individuale.

Si deve tener conto delle spese sostenute per il mantenimento e l’educazione dei figli. L’art. 30 della Costituzione prescrive che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli. Ciò significa che i doveri che gravano sulla famiglia hanno una rilevanza pubblica: i figli non sono un bene privato, ma un investimento per il futuro dell’intera società.

STACCO

Perché si chiede un ‘fisco a misura di famiglia’?

A differenza di quanto accade in gran parte dei Paesi europei, in Italia il sistema fiscale sembra ritenere che la capacità contributiva della famiglia sia influenzata in maniera irrilevante dalla presenza dei figli a carico e della eventuale scelta di uno dei coniugi di dedicare tempo alla cura e all’educazione dei figli.

All’origine sta un ideologia individualistica che nega qualsiasi soggettività sociale alla famiglia, qualsiasi rilievo pubblico alle funzioni che la famiglia svolge per il bene di tutti.

I figli sono visti come un bene privato, non come la vera risorsa del Paese e come un investimento per il futuro della società, per cui il loro costo resta praticamente tutto a carico di chi se li può o se li vuole permettere.

Sostenere la battaglia sul fisco significa riaffermare che la famiglia costituisce il bene comune, che il cittadino non è un individuo isolato ma in relazione con gli altri.

Indubbiamente il problema fiscale mette in gioco la stessa libertà di fare famiglia o di farla crescere. Quando si è sposati non è infrequente che la coppia si interroghi se può permettersi, dato il sistema fiscale vigente, di avere un figlio in più. La politica fiscale di fatto agisce come strumento di controllo o di rallentamento delle nascite.

Dopo il Family Day, dopo quella grande manifestazione, dopo tanta attenzione dei media  e tante promesse, non c’è stato un seguito di risposte adeguate. Però quella manifestazione ha dimostrato che il Forum non è solo sigle, ma sono persone, realtà vere, positive. Il Forum ha individuato nel fisco una leva cruciale, certo non l’unica, per cominciare a rivoluzionare la condizione delle famiglie nel nostro Paese.

STACCO

Il valore di questa proposta del Forum sta nell’iniziare a porre la famiglia come soggetto, assicurandogli una visibilità. Ancora oggi, lo Stato considera solo il singolo contribuente, il lavoratore, il percettore di reddito, al di là della sua condizione familiare concreta. Oggi siamo inclini  a considerare tutto in termini di diritti individuali, ovviamente legittimi, ma rischiamo di dimenticare che l’esperienza originaria di qualsiasi persona è innanzitutto quella di sentirsi figlio.

Ciò significa che l’essere umano è naturalmente relazionale e si scopre tale proprio grazie alla cura dei genitori, ossia di due soggetti che non soltanto lo mettono al mondo, ma gli rendono familiare questo mondo, proprio grazie al legame stabile e fedele che essi rappresentano.

Una tassazione più equa per la famiglia significa introdurre un nuovo sistema di tassazione che colpisca il reddito realmente disponibile delle famiglie, deducendo a monte le spese per il mantenimento dei figli.

Una tassazione più equa per la famiglia è soprattutto un investimento capace di garantire anche allo Stato un ritorno economico e sociale. Perché?

Nonostante le naturali crisi, la famiglia continua ad essere il luogo di crescita ideale del bambino, il punto cardinale per orientare la progettualità giovanile, lo spazio dove si cura al meglio l’anziano, la garanzia più autentica della solidarietà sociale, della sussidiarità e un fattore indispensabile di sviluppo economico.

Sto pensando alla famiglia come al luogo per eccellenza dove si realizza sempre un’economia del dono e non dello scambio.

Quando nel 2005 il sito web statunitense Salayt.com ha provato a calcolare un ipotetico stipendio medio di una madre casalinga con due bambini in età scolare, dall’inchiesta è risultato che bisognerebbe corrispondere circa 130000 dollari l’anno a una donna che svolge sette giorni su sette le mansioni di cuoca, infermiera, insegnante, autista, ragioniera, e così via!

Questo significa riconoscere l’enorme valore sociale ed economico che ha la cura della famiglia, con costi elevatissimi per uno stato sociale che dovesse supplire alla sua mancanza.

STACCO

La questione proposta alla nostra attenzione non è individuale: riguarda la possibilità di ripartire per l’intera società italiana. La famiglia come motore della società.

Di fronte all’inerzia della politica, che non ha avuto coraggio, il coraggio viene dalle famiglie. Una riforma fiscale amica delle famiglie avrebbe ricadute sostanziali e psicologiche: qualche euro in più nel bilancio di 20 milioni di famiglie ridarebbe slancio ai consumi e darebbe alle famiglie anche la speranza che deriva dal sentirsi considerati dallo Stato.

Questa campagna è partita ad ottobre e non si poteva certo prevedere lo scioglimento delle Camere. Nei programmi elettorali si parla di ‘bonus bebé’. Bene, peccato che riguardi solo i nuovi nati. E chi i figli ce li ha già? Non spende nulla?

Quelle proposte sono soluzioni parziali che non vanno nella direzione di operare una vera svolta.

Se ci fermiamo a riflettere cogliemo nella proposta una rivoluzione culturale, fondata sulla Costituzione: la famiglia come soggetto centrale della società in tutti i sensi, famiglia come luogo in cui è possibile risolvere tutti i problemi della società.

Succede un po’ come con le banconote che maneggiamo tutti i giorni, sapendo senz’altro quanto valgono, ma senza averne mai osservato i particolari. Ma se cominciassero a circolare biglietti falsi, l’attenzione sarebbe d’obbligo, per riuscire a distinguere bene tutti i dettagli che rendono autentica una banconota…

Applichiamo il tutto alla famiglia. Finora essa è stata la trama invisibile del tessuto sociale e godeva di un consenso implicito; oggi occorre metterla sotto osservazione per riconoscerne tutto il valore, attuale come quello di una moneta ‘in corso’ ma proprio perciò facilmente soggetta a tentativi di falsificazione.

Ci sembra sia necessaria un’azione pubblica per riaffermare il valore, anche sociale, della famiglia perché ci sono tentativi di oscurarla in tutti i modi.

Pensiamo a certo cinema o a certi servizi fatti nel corso di telegiornali che dipingono la famiglia come un covo di vipere o a quegli slogan pubblicitari che decantano i vantaggi della vita da single.

STACCO

Un’altra considerazione appare importante: ci viene chiesta un’azione da porre nel nostro vivere quotidiano e che potrà avere ripercussioni benefiche su di esso.

Ma talvolta siamo tentati di evitarla perché ci chiediamo: “A cosa può servire, così come siamo, lontani dai centri del potere o da chi conta?”

Quando parliamo di quotidianità riteniamo erroneamente di rivolgerci ad una dimensione di scarsa e minore importanza. Invece il quotidiano è l’ambito a noi più prossimo e, proprio perché coinvolge la nostra persona, maggiormente denso di significato. Il senso dell’esistere si dischiude soprattutto nelle azioni e nei rapporti quotidiani tra le persone. Il quotidiano non è il ‘privato’, esso ha una forte valenza pubblica in quanto è luogo di incontri e di progetti e interessa l’aspetto feriale dell’esistenza di tante donne e uomini.

Allora è necessario uscire dall’individualismo, dal pensare egoisticamente solo a se stessi e alla propria categoria, nella dimenticanza di tutti gli altri.

Riguardo alle ormai prossime elezioni politiche: non possiamo dire nemmeno una parola sulle scelte di schieramento politico o partitico.

Ma tutti noi cittadini, come elettori, dobbiamo capire che siamo uniti da un destino comune e che attraverso il voto siamo chiamati ad operare per individuare e realizzare il bene comune del paese. Che non è il minor male comune. Anzi!

Il bene comune si concreta nell’insieme di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri umani, nelle famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno della loro perfezione(GS 74).

STACCO

L’Italia, come dice il cardinale Angelo Bagnasco, ha bisogno di un “soprassalto d’amore per se stessa” e gli italiani devono imparare a volersi reciprocamente più bene. Solo così si può ottenere che il confronto elettorale produca, anziché lacerazioni e ferite, forme nuove di solidarietà democratica e di rispetto civile per tutti. Così il tema famiglia unitamente a quei valori ‘non negoziabili’, che sono patrimonio dell’esperienza umana dei singoli e dei popoli, sono temi che vanno difesi: chiunque si impegni nella politica deve essere consapevole che sono principi che, concernendo i diritti fondamentali della persona, vanno sottratti da confronti di carattere ideologico e partitico.

Occorre fronteggiare il rischio di scelte politiche o legislative che contraddicono valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano: a seconda della visione dell’uomo che si adotta si hanno conseguenze diverse per la convivenza civile.

Se, per esempio, si concepisce l’uomo, secondo una tendenza oggi diffusa, in modo individualistico e non come essere in relazione, come giustificare lo sforzo per la costruzione di una comunità giusta e solidale?

Vorremmo leggere qualche pensiero della Costituzione pastorale “Gaudium et spes”, del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo:

La Sacra Scrittura, con cui è d’accordo l’esperienza dei secoli, insegna agli uomini che il progresso umano, che pure è un grande bene dell’uomo, porta con sé una grande tentazione: infatti, sconvolto l’ordine dei valori e mescolando il male col bene, gli individui e i gruppi guardano solamente alle cose proprie, non a quelle degli altri; e così il mondo cessa di essere il campo di una genuina fraternità …

Il Verbo di Dio ci rivela che “Dio è amore” e insieme ci insegna che la legge fondamentale della umana perfezione, e perciò anche della trasformazione del mondo, è il nuovo comandamento della carità… Egli ammonisce a non camminare sulla strada della carità solamente nelle grandi cose, bensì e soprattutto nelle circostanze ordinarie della vita …

Ecco lo stile di vita che ci è richiesto da Gesù: fare del mondo un campo di genuina fraternità non guardando solamente alle proprie cose, camminando sulla strada della carità nelle circostanze ordinarie della nostra vita: lì dove siamo è richiesto che portiamo la novità travolgente di Gesù risorto che tra breve contempleremo.

 

A questo punto apriamo i microfoni alle vs TELEFONATE.

 

Carissimi fratelli, al termine di questa trasmissione e nella prossimità della Pasqua, con tutto il cuore vi facciamo i nostri migliori auguri: affidiamo a Gesù, tramite l’intercessione materna di Maria, le nostre famiglie perché siano trasformate dalla potenza della risurrezione.

 

La prossima trasmissione sarà venerdì 28 marzo in compagnia di Luigi e Susanna.

 
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