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Gentilissimi
ascoltatori,
siamo Renato e
Maria Grazia ed anticipiamo ad oggi la nostra presenza a Radio Mater,
nella rubrica “Famiglie che parlano ad altre famiglie” sostituendo gli
amici Luigi e Susanna che salutiamo in modo particolare.
Stassera con voi
vorremmo ritornare a parlare, ragionare, condividere qualcosa riguardo
alla raccolta di firme lanciata dal Forum delle Associazioni Familiari a
sostegno di un fisco a misura di famiglia, raccolta che si sta
concludendo in questo periodo.
Ne vorremmo parlare
con voi per diversi motivi: perché questa rubrica si rivolge alle
famiglie; perché questa iniziativa non ha molta risonanza sui mass
media; perché questa iniziativa possa arrivare capillarmente sul
territorio dove le famiglie vivono, si incontrano, parlano; perché non
tutti viviamo nelle grandi città o in grossi centri dove questa raccolta
di firme si accompagna a manifestazioni di piazza con la presenza di
personaggi noti del mondo dello sport, dello spettacolo o del sociale.
Ma ciò che
maggiormente conta è che è necessario che siamo noi famiglie le
protagoniste consapevoli di questo evento: informandoci siamo in grado
di compiere quel passaparola che può permettere grandi risultati, ma
soprattutto può creare opinione e stimolare riflessioni e impegno
conseguente.
Tanto più che in
ogni parrocchia sono disponibili volantini che spiegano l’iniziativa e
che sono predisposti per la raccolta delle firme.
Cerchiamo di
capirne di più.
Poiché questa
iniziativa nasce dal Forum delle Associazioni Familiari, vediamo che
cosa è questo Forum.
Il Forum nasce nel
1993 e riunisce oggi 51 associazioni a carattere nazionale presenti
nella società civile.
Ha lo scopo di
sostenere la famiglia in ogni suo aspetto, riconoscendone il valore
insostituibile quale elemento fondante e costitutivo di ogni società
civile.
Tra le sue finalità
c’è la promozione e la salvaguardia dei valori e dei diritti della
famiglia come ‘società naturale fondata sul matrimonio’, come specifica la Costituzione Italiana,
agli art. 29, 30,31.
Il testo normativo
fondamentale del nostro paese, la costituzione, ci dice quindi che il
matrimonio e la famiglia sono istituzioni naturali ed originarie, che
precedono la potestà normativa dello Stato e che vanno difese, tutelate,
promosse, salvaguardate.
I componenti del
Forum sono convinti che la questione famiglia non sia un aspetto
secondario della vita degli italiani: è in larga misura nella famiglia
che si costruiscono i destini degli abitanti di questo Paese che è
l’Italia, è in famiglia che si formano i cittadini di domani, è la
qualità della vita familiare che determina la qualità della vita
dell’intera società.
La famiglia non è
un mero fatto privato dei singoli individui: essa si situa al cuore
della costruzione della società, la condiziona e ne è condizionata.
La presenza del
Forum è importante perché la soggettività delle famiglie spesso non è
colta né capita dalle istituzioni, dai poteri forti, dai mass-media e
talvolta non è vissuta nemmeno dalle famiglie, le quali
si percepiscono come soggetti
deboli e non come risorsa.
STACCO
Per che cosa il Forum chiede una firma?
Il Forum chiede di
sottoscrivere una petizione che dice (ne riportiamo una parte):
Mantenere ed educare i propri figli è,
per la famiglia, oltre che un obbligo morale e naturale anche un
diritto-dovere costituzionale.
Per questo la grande questione fiscale
oggi in Italia è il sistema di tassazione delle famiglie. Un fisco
ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli
che non nascono. Un paese che non si rinnova. Le famiglie sono
penalizzate perché non si tiene conto dei carichi familiari. Va quindi
introdotto un sistema fiscale non solo basato sull’equità verticale
(ossia chi più ha più paga), ma anche sull’equità orizzontale per cui, a
parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in
pratica, le stesse tasse di chi non ne ha. Il reddito imponibile deve
dunque essere calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche
in base al numero dei componenti della famiglia.
Questo è il
contenuto parziale della istanza per la quale le famiglie italiane sono
invitate a firmare, manifestando a livello territoriale lo stesso
impegno mostrato il 12 maggio
2007 a
Roma in occasione del Family Day.
La famiglia per
essere un soggetto che sta al centro della realtà sociale, istituzionale
e politica, deve avere un trattamento fiscale corrispondente. Il
principio costituzionale dell’imposizione fiscale commisurata alla
capacità contributiva (art. 53) non deve valere solo a livello
individuale.
Si deve tener conto
delle spese sostenute per il mantenimento e l’educazione dei figli.
L’art. 30 della Costituzione prescrive che è dovere e diritto dei
genitori mantenere, istruire ed educare i figli. Ciò significa che i
doveri che gravano sulla famiglia hanno una rilevanza pubblica: i figli
non sono un bene privato, ma un investimento per il futuro dell’intera
società.
STACCO
Perché si chiede un
‘fisco a misura di famiglia’?
A differenza di
quanto accade in gran parte dei Paesi europei, in Italia il sistema
fiscale sembra ritenere che la capacità contributiva della famiglia sia
influenzata in maniera irrilevante dalla presenza dei figli a carico e
della eventuale scelta di uno dei coniugi di dedicare tempo alla cura e
all’educazione dei figli.
All’origine sta un
ideologia individualistica che nega qualsiasi soggettività sociale alla
famiglia, qualsiasi rilievo pubblico alle funzioni che la famiglia
svolge per il bene di tutti.
I figli sono visti
come un bene privato, non come la vera risorsa del Paese e come un
investimento per il futuro della società, per cui il loro costo resta
praticamente tutto a carico di chi se li può o se li vuole permettere.
Sostenere la
battaglia sul fisco significa riaffermare che la famiglia costituisce il
bene comune, che il cittadino non è un individuo isolato ma in relazione
con gli altri.
Indubbiamente il
problema fiscale mette in gioco la stessa libertà di fare famiglia o di
farla crescere. Quando si è sposati non è infrequente che la coppia si
interroghi se può permettersi, dato il sistema fiscale vigente, di avere
un figlio in più. La politica fiscale di fatto agisce come strumento di
controllo o di rallentamento delle nascite.
Dopo il Family Day,
dopo quella grande manifestazione, dopo tanta attenzione dei media
e tante promesse, non c’è stato un seguito di risposte adeguate.
Però quella manifestazione ha dimostrato che il Forum non è solo sigle,
ma sono persone, realtà vere, positive. Il Forum ha individuato nel
fisco una leva cruciale, certo non l’unica, per cominciare a
rivoluzionare la condizione delle famiglie nel nostro Paese.
STACCO
Il valore di questa
proposta del Forum sta nell’iniziare a porre la famiglia come soggetto,
assicurandogli una visibilità. Ancora oggi, lo Stato considera solo il
singolo contribuente, il lavoratore, il percettore di reddito, al di là
della sua condizione familiare concreta. Oggi siamo inclini
a considerare tutto in termini di diritti individuali, ovviamente
legittimi, ma rischiamo di dimenticare che l’esperienza originaria di
qualsiasi persona è innanzitutto quella di sentirsi figlio.
Ciò significa che
l’essere umano è naturalmente relazionale e si scopre tale proprio
grazie alla cura dei genitori, ossia di due soggetti che non soltanto lo
mettono al mondo, ma gli rendono familiare questo mondo, proprio grazie
al legame stabile e fedele che essi rappresentano.
Una tassazione più
equa per la famiglia significa introdurre un nuovo sistema di tassazione
che colpisca il reddito realmente disponibile delle famiglie, deducendo
a monte le spese per il mantenimento dei figli.
Una tassazione più
equa per la famiglia è soprattutto un investimento capace di garantire
anche allo Stato un ritorno economico e sociale. Perché?
Nonostante le
naturali crisi, la famiglia continua ad essere il luogo di crescita
ideale del bambino, il punto cardinale per orientare la progettualità
giovanile, lo spazio dove si cura al meglio l’anziano, la garanzia più
autentica della solidarietà sociale, della sussidiarità e un fattore
indispensabile di sviluppo economico.
Sto pensando alla
famiglia come al luogo per eccellenza dove si realizza sempre
un’economia del dono e non dello scambio.
Quando nel 2005 il
sito web statunitense Salayt.com ha provato a calcolare un ipotetico
stipendio medio di una madre casalinga con due bambini in età scolare,
dall’inchiesta è risultato che bisognerebbe corrispondere circa 130000
dollari l’anno a una donna che svolge sette giorni su sette le mansioni
di cuoca, infermiera, insegnante, autista, ragioniera, e così via!
Questo significa
riconoscere l’enorme valore sociale ed economico che ha la cura della
famiglia, con costi elevatissimi per uno stato sociale che dovesse
supplire alla sua mancanza.
STACCO
La questione
proposta alla nostra attenzione non è individuale: riguarda la
possibilità di ripartire per l’intera società italiana. La famiglia come
motore della società.
Di fronte
all’inerzia della politica, che non ha avuto coraggio, il coraggio viene
dalle famiglie. Una riforma fiscale amica delle famiglie avrebbe
ricadute sostanziali e psicologiche: qualche euro in più nel bilancio di
20 milioni di famiglie ridarebbe slancio ai consumi e darebbe alle
famiglie anche la speranza che deriva dal sentirsi considerati dallo
Stato.
Questa campagna è
partita ad ottobre e non si poteva certo prevedere lo scioglimento delle
Camere. Nei programmi elettorali si parla di ‘bonus bebé’. Bene, peccato
che riguardi solo i nuovi nati. E chi i figli ce li ha già? Non spende
nulla?
Quelle proposte
sono soluzioni parziali che non vanno nella direzione di operare una
vera svolta.
Se ci fermiamo a
riflettere cogliemo nella proposta una rivoluzione culturale, fondata
sulla Costituzione: la famiglia come soggetto centrale della società in
tutti i sensi, famiglia come luogo in cui è possibile risolvere tutti i
problemi della società.
Succede un po’ come
con le banconote che maneggiamo tutti i giorni, sapendo senz’altro
quanto valgono, ma senza averne mai osservato i particolari. Ma se
cominciassero a circolare biglietti falsi, l’attenzione sarebbe
d’obbligo, per riuscire a distinguere bene tutti i dettagli che rendono
autentica una banconota…
Applichiamo il
tutto alla famiglia. Finora essa è stata la trama invisibile del tessuto
sociale e godeva di un consenso implicito; oggi occorre metterla sotto
osservazione per riconoscerne tutto il valore, attuale come quello di
una moneta ‘in corso’ ma proprio perciò facilmente soggetta a tentativi
di falsificazione.
Ci sembra sia
necessaria un’azione pubblica per riaffermare il valore, anche sociale,
della famiglia perché ci sono tentativi di oscurarla in tutti i modi.
Pensiamo a certo
cinema o a certi servizi fatti nel corso di telegiornali che dipingono
la famiglia come un covo di vipere o a quegli slogan pubblicitari che
decantano i vantaggi della vita da single.
STACCO
Un’altra
considerazione appare importante: ci viene chiesta un’azione da porre
nel nostro vivere quotidiano e che potrà avere ripercussioni benefiche
su di esso.
Ma talvolta siamo
tentati di evitarla perché ci chiediamo: “A cosa può servire, così come
siamo, lontani dai centri del potere o da chi conta?”
Quando parliamo di
quotidianità riteniamo erroneamente di rivolgerci ad una dimensione di
scarsa e minore importanza. Invece il quotidiano è l’ambito a noi più
prossimo e, proprio perché coinvolge la nostra persona, maggiormente
denso di significato. Il senso dell’esistere si dischiude soprattutto
nelle azioni e nei rapporti quotidiani tra le persone. Il quotidiano non
è il ‘privato’, esso ha una forte valenza pubblica in quanto è luogo di
incontri e di progetti e interessa l’aspetto feriale dell’esistenza di
tante donne e uomini.
Allora è necessario
uscire dall’individualismo, dal pensare egoisticamente solo a se stessi
e alla propria categoria, nella dimenticanza di tutti gli altri.
Riguardo alle ormai
prossime elezioni politiche: non possiamo dire nemmeno una parola sulle
scelte di schieramento politico o partitico.
Ma tutti noi
cittadini, come elettori, dobbiamo capire che siamo uniti da un destino
comune e che attraverso il voto siamo chiamati ad operare per
individuare e realizzare il bene comune del paese. Che non è il minor
male comune. Anzi!
Il bene comune si concreta nell’insieme
di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri
umani, nelle famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno
della loro perfezione(GS 74).
STACCO
L’Italia, come dice
il cardinale Angelo Bagnasco, ha bisogno di un “soprassalto d’amore per
se stessa” e gli italiani devono imparare a volersi reciprocamente più
bene. Solo così si può ottenere che il confronto elettorale produca,
anziché lacerazioni e ferite, forme nuove di solidarietà democratica e
di rispetto civile per tutti. Così il tema famiglia unitamente a quei
valori ‘non negoziabili’, che sono patrimonio dell’esperienza umana dei
singoli e dei popoli, sono temi che vanno difesi: chiunque si impegni
nella politica deve essere consapevole che sono principi che,
concernendo i diritti fondamentali della persona, vanno sottratti da
confronti di carattere ideologico e partitico.
Occorre
fronteggiare il rischio di scelte politiche o legislative che
contraddicono valori e principi antropologici ed etici radicati nella
natura dell’essere umano: a seconda della visione dell’uomo che si
adotta si hanno conseguenze diverse per la convivenza civile.
Se, per esempio, si
concepisce l’uomo, secondo una tendenza oggi diffusa, in modo
individualistico e non come essere in relazione, come giustificare lo
sforzo per la costruzione di una comunità giusta e solidale?
Vorremmo leggere
qualche pensiero della Costituzione pastorale “Gaudium et spes”, del
Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo:
La Sacra
Scrittura,
con cui è d’accordo l’esperienza dei secoli, insegna agli uomini che il
progresso umano, che pure è un grande bene dell’uomo, porta con sé una
grande tentazione: infatti, sconvolto l’ordine dei valori e mescolando
il male col bene, gli individui e i gruppi guardano solamente alle cose
proprie, non a quelle degli altri; e così il mondo cessa di essere il
campo di una genuina fraternità …
Il Verbo di Dio ci rivela che “Dio è
amore” e insieme ci insegna che la legge fondamentale della umana
perfezione, e perciò anche della trasformazione del mondo, è il nuovo
comandamento della carità… Egli ammonisce a non camminare sulla strada
della carità solamente nelle grandi cose, bensì e soprattutto nelle
circostanze ordinarie della vita …
Ecco lo stile di
vita che ci è richiesto da Gesù: fare del mondo un campo di genuina
fraternità non guardando solamente alle proprie cose, camminando sulla
strada della carità nelle circostanze ordinarie della nostra vita: lì
dove siamo è richiesto che portiamo la novità travolgente di Gesù
risorto che tra breve contempleremo.
A questo punto
apriamo i microfoni alle vs
TELEFONATE.
Carissimi fratelli,
al termine di questa trasmissione e nella prossimità della Pasqua, con
tutto il cuore vi facciamo i nostri migliori auguri: affidiamo a Gesù,
tramite l’intercessione materna di Maria, le nostre famiglie perché
siano trasformate dalla potenza della risurrezione.
La prossima
trasmissione sarà venerdì 28 marzo in compagnia di Luigi e Susanna.
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