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Cari ascoltatori di Radio Mater buona serata a tutti da Luigi e Susanna.
Anche
questo anno il nostro Dio ci dà l’opportunità di essere qui con voi a
pochi giorni dal S.Natale e per noi questo è motivo di grande gioia:
ringraziamo Maria che ci fa il dono di entrare nelle vs famiglie in un
tempo liturgico così speciale.
Questa
sera, cari amici, divideremo la nostra riflessione natalizia in due
parti.
Nella
prima parte daremo voce al messaggio che un papà desidera comunicare a
tutti i papà perché sia la meditazione della parola di Dio di questo
tempo ad indicarci quale disposizione d’animo noi genitori dobbiamo
avere per vivere in prima persona il grande mistero del Natale, visto
che i nostri figli ci chiedono di essere i primi testimoni della nostra
fede per poi trasmetterla a loro con coerenza.
Nella
seconda parte daremo voce a una mamma che ci pone alcune domande sul
Natale e ci chiede alcuni suggerimenti per viverlo bene, fin dall’inizio
della sua carriera, insieme alla sua piccola bimba e al suo sposo.
“Quand’ ero bambino , parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo
da bambino. Ma ,divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ ho
abbandonato.”(I Corinzi, 13 , 11)
Questa Parola di Dio, assieme alla domanda che Dio stesso rivolge ad
Adamo , “dove sei? “ ci dovrebbe interpellare per farci riflettere
quale strada ognuno di noi stia percorrendo ora, da chi e da che cosa
sia attratto il mio e il tuo cuore , che cammino di crescita umana e
spirituale stiamo vivendo, gioioso o a volte triste, fiducioso o a volte
presi dai nostri pensieri cosparsi di angoscia e tristezza?.
Tutto questo , per una conoscenza sempre più completa della nostra
stessa persona
Nel Natale, come dice S. Agostino, Dio si fa uomo , per dare la
possibilità a te e a me di renderci come Lui!
“E
Gesù cresceva in Sapienza età e Grazia davanti a Dio ed agli uomini”.
Gesù viene per plasmarci di Lui, e così come S. Paolo ,dopo un cammino
di conoscenza e di crescita, anche noi abbiamo la possibilità di dire ,
non sono più io che vivo ma Cristo vive in me, Gesù, sei tutto per me ,
non mi manca nulla quando ho te nel cuore, grazie Gesù !
Così il Natale , non viene atteso secondo i miei pensieri , i miei umori,
il mio giudizio sul mondo, le mie emozioni, ma diventa una occasione
unica e ripetibile che finalmente mi permette di iniziare un cammino
nuovo per conoscere sempre di più Colui che mi ha creato , che ha cura
di me a tal punto da morire oggi ,d’ amore per me .
E’
l’ oggi di Dio la mia e la tua salvezza !
“Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come
anch’ io sono conosciuto”.
Questa conoscenza “allora” comincia dal mio sì di ogni giorno.
Vieni Signore Gesù , perché sin d’ora è tanto bello il Tuo Amore che ti
voglio conoscere sempre di più, , voglio stare con te, perché sei il mio
liberatore, Colui che mi guarisce, vieni Signore Gesù !
Caro papà, Dio ti ama sempre!
Così Natale diventerà ogni attimo della nostra vita che confideremo
fiduciosi in Lui,
Natale sarà quando vivremo momenti di comunione con i nostri cari nella
nostra famiglia, quando ci relazioneremo con i nostri amici nella gioia
e anche nei dispiaceri, ma uniti in un vincolo di condivisione che
guarda a Lui fiduciosi, a Lui , nostro soccorso e nostra salvezza !
Natale sarà, quando illuminati dalla Grazia , vivremo concretamente la
nostra vita secondo la volontà di Dio su di noi e non secondo i diversi
pruriti umani,
Natale sarà quando recupereremo la nostra identità di figli Suoi , così
da non perdere il sapore di appartenergli, di essere ognuno di noi Sua
conquista a prezzo della Sua S. Croce!.
Come battezzati siamo Suo popolo e dobbiamo dargli gloria sempre!.
Nei Promessi Sposi, Lucia si rivolge all’ Innominato con queste parole:
Dio perdona tante cose per un’ opera di misericordia! E quella notte per
l’ Innominato fu molto travagliata, ma benefica!
Così il mio cuore da adulto può entrare in relazione con questo bambino
che nasce in me per ricostruirmi nel profondo, così da creare in me
progressivamente un cuore da adulto maturo .
Oggi assistiamo al proliferare di tanti cuori di uomini che sono
rimasti bambini, ma non nel senso evangelico.
Non conoscono perché dicono di vedere ma sono accecati dagli idoli che
il mondo ha creato per loro , ultimo nato il desiderio del virtuale,
uomini che dicono di sentire ma non riescono ad ascoltare perché quello
che ascoltano è solo quello che vogliono sentirsi dire .
Nonostante tutto , Gesù vuole nascere anche in questa Betlemme, chiede
solo un po’ di ospitalità per poter nascere ! Il resto lo fa Lui con
Lei, la sua mamma , Maria.
Non ha importanza se la Betlemme del tuo cuore sia povera, fredda, buia,
sola e abbandonata , è lì che la Sapienza di Dio vuole nascere, perché
Lui è venuto per darci la vita e darcela in abbondanza,una cosa sola
dobbiamo fare, lasciagli un po’ di spazio per poter nascere.
Così la Betlemme del mio cuore sarà improvvisamente illuminata e
riscaldata dalla Sua luce, vivremo il benessere dell’ accoglienza perché
incontreremo Maria,
ci
sentiremo protetti perché incontreremo Giuseppe , il custode del Dono di
Dio ,
Gesù per me, per te!.
Alla domanda che molti hanno rivolto a Gesù : “che dobbiamo fare?” Gesù
risponde allora come oggi con le Parole del profeta Isaia al Cap . 35
“Si rallegrino il tuo deserto e la tua terra arida, esulti e fiorisca
la tua steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì
, canti con gioia e con giubilo.
Le
è data la gloria del Libano,
lo
splendore del Carmelo e di Saròn.
Noi vedremo la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.”
Gesù risponde allora come oggi con le parole del profeta Baruc al Cap.
5
“Deponi o Gerusalemme ,la veste del lutto e dell’ afflizione, rivestiti
dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio , metti sul capo il diadema
di gloria dell’ eterno”
Vieni Signore Gesù, Ti attendiamo con tutto il nostro cuore! Vieni
Signore , perché crediamo che tu sei il Signore delle nostra vita,anche
per chi non ti conosce, sei il Dio fatto uomo, Amen! Grazie Gesù
Allora
nella fede io credo Signore, che i miei occhi che ora sono ciechi si
apriranno, e che le mie orecchie che ora sono sorde si schiuderanno.
Ora che sto zoppicando, salterò come un cervo, griderà di gioia la mia
lingua che ora è muta, perché scaturiranno acque nel deserto del mio
cuore, scorreranno torrenti nella steppa .La terra bruciata del mio
cuore diventerà una palude, il suolo riarso dei miei pensieri si muterà
in sorgenti d’ acqua.I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli del mondo
che mi hanno fatto tanto offrire, diventeranno canneti e giuncaie. Ci
sarà una strada appianata e la chiameremo Via santa.
Dobbiamo essere animati da tanto coraggio, come quegli “uomini che
portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e di
metterlo davanti a lui”.
Dobbiamo metterci e mettere i nostri fratelli “davanti “a Gesù , perché
è lì che avviene la guarigione ! “ Non trovando da qual parte
introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono
attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della
stanza “.
Non dobbiamo avere rispetto umano per andare a Gesù,
in
mezzo alla stanza lo misero !
Non dobbiamo avere paura di portare a Gesù le nostre infermità,
lo
calarono con il lettuccio davanti a Lui!
Quale grande insegnamento ci dona questa pagina del Vangelo di Luca !
Questo deve essere il nostro Natale, ora e per sempre !
Siamo una famiglia giovane. Con
una piccola che condivide i momenti belli della vita.
Il punto è questo: arriva il
Natale e i bambini si sa attendono i regali...ma chi li porta? Babbo
Natale (quale dei 1000 che si vedono in ogni centro commerciale?) o Gesù
Bambino che va dai bimbi buoni e quelli poveri davvero sembra che se li
dimentica?
Eppure un po’di "mistero" fa
parte della magia e della bellezza del Natale che poi resta nel ricordo
di tutta la vita...e saper donare comincia dal riconoscere la gioia del
ricevere....saper chiedere, saper attendere, saper meritare...non sono
cose che il Natale può insegnare?
Un rapporto di amicizia e
confidenza con Gesù può iniziare proprio dalla famosa "letterina" a
patto che non sia solo una lista dei desideri.....ma poi come si fa con
le domande? ( i bimbi di oggi mi sembrano un po’ diversi da noi di 30-40
anni fa....)
Il Natale è la festa per la
nascita di Gesù ....e Babbo Natale chi è, cosa c'entra?
Sono tanti i pensieri che mi
vengono e ora che Teresa capisce di più di quanto ci sembra, vorremmo
cominciare bene fin da quest'anno .....ci piacerebbe sapere come avete
risolto questa cosa, alla luce dell'esperienza con i vostri figli!
Cara mamma, ti ringraziamo,
perché hai desiderato condividere con noi i tuoi pensieri..
Come abbiamo detto tante volte,
la nascita di un bimbo ci educa e il senso di responsabilità nei suoi
confronti ci interpella in prima persona.
Grazie perché ti sta così a
cuore il bene della tua piccola e con lei il bene di tutta la tua
famiglia perché attraverso di lei anche voi possiate diventare migliori.
Quante volte abbiamo detto che
i profeti oggi sono i nostri bambini, coloro che ci suscitano domande
e che ci impongono risposte essenziali per la nostra vita.
Grazie perché con questi
interrogativi vi state occupando della parte migliore del vs servizio
di genitori che si chiama ”trasmissione della fede”.
Tutto il resto è utile, serve,
ha senso se parte da un punto ben preciso: la trasmissione della fede.
Grazie perché lo state facendo
ora che Teresa è ancora piccola e il suo cuore è aperto ad accogliere
tutti vs insegnamenti.
Il Natale è un momento bello
della nostra vita da condividere con i nostri figli.
E noi desideriamo farlo
diventare sempre più bello!
Il Natale è la nascita di un
Bambino, di Gesù Bambino.
E’ intorno a questa verità che
vogliamo costruiamo la nostra festa.
E’ Lui il datore di ogni bene.
E’ Lui che porta i suoi
genitori a Betlemme.
E’ Lui che attira i pastori
alla grotta.
E’ Lui che conduce i magi nella
sua casa .
In questo Bambino scopriamo
una forza di comunione irresistibile.
Questa è’ la forza del Natale!
Anche questo anno, nella
nostra casa, nostra figlia Chiara, insieme a Luca, hanno fatto il
presepio con largo anticipo.
Questa ricostruzione dei fatti
è una tappa fondamentale del nostro cammino di avvicinamento alla Santa
Grotta, ci permette di rendere visibile il percorso annunciato dal
vangelo e rende viva la parola di Dio che ci conduce al Lui.
Ogni personaggio del presepe ha
una storia da raccontare, un lavoro da offrire e ogni anno ripropone la
visione di una umanità in cammino verso il suo Dio.
I nostri bimbi hanno bisogno di
segni e il presepe è il segno più rappresentativo degli avvenimenti più
importanti che vanno raccontati e ri- raccontati ai nostri piccoli senza
mai stancarci perché anche loro comprendano il vero significato del
Natale.
Chiara e Luca fanno scendere
dall’alto i magi, più sotto stanno i pastori e al centro la
capanna.Sopra la capanna una grande stella che illumina la Santa
Famiglia e nella vetrina le luci che illuminano il percorso di
avvicinamento di pastori e magi.
Vicino alla vetrina a
proteggere e illuminare il presepe, il vecchio albero di Natale, che non
fa parte del nostro racconto biblico ma fa parte della tradizione e
della mitologia nordica che vede nel sempreverde un simbolo di fertilità.
Mettendo il nostro presepe alla
sua ombra desideriamo confermare il prodigio del Natale che è un’opera
di fertilità del nostro Dio nel nostro cuore.
Ci piace valorizzare la parola
di Dio, ma ci piace conoscere anche tutti quei bei racconti che fanno
parte della tradizione popolare, perché anche in questa tradizione il
Signore ha operato, servendosi di belle intuizioni che in sé permettono
di comunicare i valori importanti della nostra vita
I nostri bimbi vivono anche di
fantasia, ed hanno bisogno di questo mondo fuori dalla realtà che parla
della vita degli uomini, in questo mondo straordinario è più facile
accettare gli aspetti negativi e positivi della vita.
Le domande della nostra mamma
ci hanno fatto nascere il desiderio di rivedere alcune notizie
appartenenti alla collocazione storia del Natale e alla tradizione
natalizia e su di esse abbiamo riflettuto traendone alcuni insegnamenti
importanti.
Ad es leggiamo che il 25
dicembre è una data convenzionale che si colloca su un’antica festa
pagana, quella che celebrava l’imperatore romano Aureliano, come il Dio
Sole.
Ci piace imparare che nel
momento in cui si fa strada il cristianesimo questa data dedicata alla
celebrazione del Dio Sole è diventata la data della nascita di Gesù,
annunciato dal profeta Malachia come il Sole di Giustizia.
Ci piace tenere questa data
come un punto fermo della nostra vita cristiana, ma ci piace anche
pensare che il natale del cristiano si può vivere ogni giorno.
Per questo, quando arriva il
momento di riporre presepe e albero al loro posto un po’ ci spiace.Ci
sembrerebbe che almeno la capanna con Gesù, Maria e Giuseppe potrebbe
rimanere lì sempre come segno del nostro Natale di ogni giorno.
Ma poi comprendiamo che è
giusto così perché il percorso del Natale deve trovare posto nel nostro
cuore e il nostro vivere da cristiani non deve appoggiarsi ai segni ma
su fatti concreti della nostra vita quotidiana.
Ci piace leggere che quel
personaggio così buffo e tanto contraddittorio che è Babbo Natale è
frutto della fantasia di un grafico pubblicitario che ha sfruttato una
bellissima leggenda costruita su un Santo dell’Asia Minore,S.Nicola.
Ci piace apprendere che questo
Babbo Natale, 1, 100, 1000 raggiunge tutti i bambini della terra e porta
a tutti un dono.
Ci viene da pensare che questi
100, 1000 Babbo Natale possiamo essere noi genitori di cui Dio si serve
per raggiungere tutti i bambini del mondo per seminare nel loro cuore
la parola del Natale.
A Natale non ci sono bambini
buoni e meno buoni, ma sicuramente, nella nostra vita di tutti i giorni,
ci sono opere buone e meno buone che vanno considerate senza paura per
sapere cosa è meglio fare se ci si trova nella stessa situazione una
prossima volta.
Cari genitori, un esame di
coscienza provocato da tutta la parola della liturgia del Natale ,
insieme ai nostri figli, non ci può fare che bene, per ripartire tutti
insieme con le idee più chiare.
In questo periodo, nella nostra
casa, alla sera, prima di sederci a tavola,la nostra famiglia si
riunisce intorno al presepe e Luca, in cammino verso il sacramento
della cresima, legge per tutti noi la preghiera d’avvento.Iinsieme
cantiamo che il Signore è la luce che vince la notte, il Signore è la
vita che vince la morte.
Daniele, il nostro primogenito
ride perché a volte stoniamo o perché la mia voce e stridula, ma di
fatto siamo ben consci che Lui è veramente la nostra luce e il Signore
della nostra vita.
Lo abbiamo scoperto prima noi
genitori, circa 30 anni fa quando abbiamo incontrato Gesù leggendo la
parola di Dio che parlava della sua Resurrezione.Questa parola ci ha
folgorati e ha conquistato il nostro cuore.Da qualche anno,anche Chiara
e Daniele, lo hanno incontrato personalmente in un momento preciso della
loro vita.
Ogni tanto qualcuno di noi,
senza farsi troppo vedere dagli altri, pone sotto l’albero o davanti al
presepe un regalo.
Il regalo di Natale per noi è
importante, è un altro segno che rende speciale questa festa e valorizza
la nostra comunione familiare.
Il regalo di Natale è
un’occasione di riflessione comunitaria.
Che senso ha un regalo nella
vita?
Ha il senso di esprimere un
sentimento, quello di un affetto profondo che si manifesta nel
dimostrare di saper scegliere qualcosa che all’altro possa far piacere.
In questo modo il regalo parla,
è un mezzo di comunicazione importante e diventa una dichiarazione
d’affetto.
I nostri figli ci guardano,
vedono se papà e mamma si sono saputi fare il regalo giusto e godono del
nostro saperci conoscere nel profondo .Guardano anche cosa sappiamo
scegliere per loro e anche loro, attraverso il regalo, ci lanciano un
messaggio.
Due anni fa i nostri ragazzi ci
hanno sorpreso: ci hanno regalato un settimana di vacanza solo per
noi.Crediamo che abbiano speso tutti i loro risparmi per arrivare a
tanto.Il messaggio che ci hanno comunicato è stato forte e preciso:cari
genitori avete bisogno di stare un po’ da soli lontano da tutto e da
tutti.
I nostri ragazzi, con questo
regalo, hanno colto una nostra effettiva esigenza di cui forse neanche
noi c’eravamo accorti.
Così il regalo piccolo o grande
ANNUNCIA la cura che l’altro ha per noi.
Il regalo poi serve per esser
utilizzato e migliorare la qualità di vita dell’altro.
Il regalo ha senso se porta un
frutto e a Natale i regali hanno un sapore diverso proprio per questo,
perché tutto quello che passa da Gesù è cosa buona.
Anche la famosa letterina, che
ormai noi non scriviamo più perché siamo tutti grandi, è un mezzo di
comunicazione importante nelle mani di bimbi e genitori.
La letterina serve per
esprimere qualcosa.
Partendo da una richiesta
concreta si può arrivare ad esprimere qualcosa di profondamente
interiore.
Le richieste concrete sono
opportunità di riflessione sul valore delle cose e la comunicazione dei
sentimenti ci danno la misura degli stati d’animo.
A noi genitori è richiesta la
capacità di una lettura attenta di tutti questi messaggi.
Per costruire buone relazioni
all’interno della nostra famiglia dobbiamo sapere come orientare i
nostri interventi e su cosa lavorare per tirare fuori il meglio dai
nostri figli.E questo lo possiamo fare se incoraggiamo la
comunicazione.Solo se abbiamo le idee ben chiare della realtà, che sono
frutto della libertà del cuore, possiamo operare nella carità e nella
verità..
Il Natale ci offre un’occasione
educativa straordinaria, anche perché il tempo di vacanza ci permette di
agire con più calma.
La letterina è a Gesù perché a
Gesù si può dire a tutto, ma il messaggio passa da Lui pei arrivare a
noi, strumenti nelle sue mani per il bene dei nostri figli.
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Il Natale è una grandissima
opportunità che la famiglia ha di evangelizzare dentro e fuori di essa.
A Natale possiamo osare di più.
Possiamo provare a proporre un momento di preghiera a tutti i nostri
parenti riuniti,fare una proposta di bene, un momento di approfondimento,
uno scambio di esperienze, una condivisione utile per la nostra crescita
comunitaria.
Più noi siamo convinti che
Gesù è il Signore della nostra vita, più convinceremo anche gli altri.
A Natale possiamo anche fare
regali che facciano riflettere, accompagnati da un biglietto dove
scrivere qualcosa di particolare.
A Natale il nostro Dio parla e
annuncia la sua proposta d’amore attraverso di noi.La nascita di un
bambino commuove il cuore di ogni uomo e il racconto di come è avvenuta
ancora di più.
A volte chi non accetta Cristo
è proprio colui che non lo conosce veramente.Il nostro compito è quello
di farlo conoscere.
Questo coraggio lo ha trovato
Cristina,che ha proposto a tutta la sua famiglia di partecipare alla
S.Messa di Natale.
Questa famiglia è in difficoltà.
Cristina è separata, ma da quando ha incontrato il Signore nel suo cuore
si è riaccesa in lei la speranza e il desiderio di tenere viva la
comunione familiare.
Questo lo ha fatto Claudio che
trascorrerà il Natale con il figlio Giacomo,un figlio malato che si è
perso per le strade della vita ma che tornerà a casa proprio in questo
Natale.
E questo coraggio lo
desideriamo trovare anche noi lasciandoci guidare dal Suo Santo Spirito.
Allora, care famiglie,
all’opera: questo è il nostro Natale! Vieni Santo Spirito!
Apriamo ora i nostri telefoni
per scambiarci le nostre esperienze di vita.
Concludiamo la nostra
trasmissione con un pensiero per Teresa e tutti i bambini che attendono
con trepidazione la notte di Natale.
Per loro e per tutti noi
riproponiamo la famosa leggenda del Pettirosso…
“Un
piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra
Famiglia.La notte, mentre la famiglia dormiva, notò che il fuoco si
stava spegnendo.Così volò giù verso le braci e tenne il fuoco vivo con
il movimento delle ali per tutta la notte, per tenere al caldo Gesù
Bambino.Al mattino, era stato premiato con un bel petto rosso brillante
come simbolo del suo amore per il neonato re.
BUON
NATALE CARI AMICI, IL FUOCO DELL’AMORE BRUCI VIVO IN TUTTE LE VS
FAMIGLIE IN QUESTO SANTO NATALE!
Vi
rimandiamo alla prossima trasmissione che sarà nell’anno nuovo e
precisamente il 12 gennaio assieme a Maria Assunta e Giorgio. |