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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 22 dicembre 2006 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

         Cari ascoltatori di Radio Mater buona serata a tutti da Luigi e Susanna.

Anche questo anno il nostro Dio ci dà l’opportunità di essere qui con voi a pochi giorni dal S.Natale e per noi questo è motivo di grande gioia: ringraziamo Maria che ci fa il dono di entrare nelle vs famiglie in un tempo liturgico così speciale.

Questa sera, cari amici, divideremo la nostra riflessione natalizia in due parti.

Nella prima parte daremo voce al messaggio che un papà desidera comunicare a tutti i papà perché sia la meditazione della parola di Dio di questo tempo ad  indicarci quale disposizione d’animo noi genitori dobbiamo avere per vivere in prima persona il grande mistero del Natale, visto che i nostri figli ci chiedono di essere i primi testimoni della nostra fede per poi trasmetterla a loro con coerenza.

Nella seconda parte daremo voce a una mamma che ci pone alcune domande sul Natale e ci chiede alcuni suggerimenti per viverlo bene, fin dall’inizio della sua carriera, insieme alla sua piccola bimba e al suo sposo.

 

“Quand’ ero bambino , parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma ,divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ ho abbandonato.”(I Corinzi, 13 , 11)

Questa Parola di Dio, assieme  alla domanda  che Dio stesso rivolge ad Adamo , “dove sei? “  ci dovrebbe interpellare per  farci riflettere quale strada ognuno di noi  stia percorrendo ora, da chi e da che cosa sia attratto il mio e il tuo cuore , che cammino di crescita umana e spirituale stiamo vivendo, gioioso o a volte triste, fiducioso o a volte presi dai nostri pensieri cosparsi di angoscia e tristezza?.

Tutto questo , per una conoscenza sempre più completa della nostra stessa persona

Nel Natale, come dice S. Agostino, Dio si fa uomo , per dare la possibilità a te e a me di renderci come Lui!

“E Gesù cresceva in Sapienza età e Grazia davanti a Dio ed agli uomini”.

Gesù viene per plasmarci di Lui, e  così come  S. Paolo ,dopo un cammino di conoscenza e di crescita, anche noi abbiamo la possibilità di  dire , non sono più io che vivo ma Cristo vive in me,  Gesù, sei tutto per me , non mi manca nulla quando ho te nel cuore, grazie Gesù !

Così il Natale , non viene atteso secondo i miei pensieri , i miei umori, il mio giudizio sul mondo, le mie emozioni, ma diventa una occasione unica e ripetibile che finalmente mi permette di iniziare un cammino nuovo  per conoscere sempre di più Colui che mi ha creato , che ha cura di me a tal punto da morire oggi ,d’ amore  per me .

E’ l’ oggi di Dio la mia e la tua salvezza !

“Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’ io sono conosciuto”.

Questa conoscenza “allora” comincia dal mio sì di ogni giorno.

Vieni Signore Gesù , perché sin d’ora è tanto bello il Tuo Amore che ti voglio conoscere sempre di più, , voglio stare con te, perché sei il mio liberatore, Colui che mi guarisce, vieni Signore Gesù !

Caro papà, Dio ti ama sempre! 

Così Natale diventerà ogni attimo della nostra vita che confideremo fiduciosi in Lui,

Natale sarà quando vivremo momenti di comunione con i nostri cari nella nostra famiglia, quando ci relazioneremo  con i nostri amici nella gioia e anche nei dispiaceri, ma  uniti in un vincolo di condivisione che guarda a Lui fiduciosi, a Lui , nostro soccorso e  nostra salvezza !

Natale sarà, quando illuminati dalla Grazia , vivremo concretamente la nostra vita secondo la  volontà di Dio su di noi e non secondo i diversi pruriti umani,

Natale sarà quando recupereremo  la nostra identità di figli Suoi , così da non perdere il sapore di appartenergli, di essere ognuno di noi Sua conquista a prezzo della Sua S. Croce!.

Come battezzati siamo Suo popolo e dobbiamo dargli gloria sempre!.

Nei Promessi Sposi, Lucia si rivolge all’ Innominato con queste parole: Dio perdona tante cose per un’ opera di misericordia! E quella notte per l’ Innominato fu molto travagliata, ma benefica!

Così il mio cuore da adulto può entrare in relazione con questo bambino che nasce in me per ricostruirmi nel profondo, così da creare in me progressivamente un cuore da adulto maturo .

Oggi assistiamo al proliferare  di tanti cuori di uomini che sono rimasti bambini, ma non nel senso evangelico.

Non conoscono  perché dicono di vedere ma sono accecati dagli idoli che il mondo ha creato per loro  , ultimo nato il desiderio del virtuale, uomini che dicono di sentire ma non riescono ad ascoltare perché quello che ascoltano è solo quello che vogliono sentirsi dire . 

Nonostante tutto , Gesù vuole nascere anche in questa Betlemme, chiede solo un po’ di ospitalità per poter nascere !  Il resto lo fa Lui  con Lei, la sua mamma , Maria.

Non ha importanza se la Betlemme del tuo cuore sia povera, fredda, buia, sola e abbandonata , è lì che la Sapienza di Dio vuole nascere, perché Lui è venuto per darci la vita e darcela in abbondanza,una cosa sola dobbiamo fare, lasciagli un po’ di spazio per poter nascere.

Così la Betlemme del mio cuore sarà improvvisamente illuminata e riscaldata dalla Sua luce, vivremo il benessere dell’ accoglienza perché incontreremo Maria,

ci sentiremo protetti perché incontreremo Giuseppe , il custode del Dono di Dio ,

Gesù per me,  per te!.

Alla domanda che molti hanno rivolto a Gesù : “che dobbiamo fare?” Gesù risponde allora come oggi con le Parole del profeta Isaia al Cap . 35

“Si  rallegrino il tuo deserto e la tua terra arida, esulti e fiorisca la tua steppa.

Come fiore di narciso fiorisca;

sì , canti con gioia e con giubilo.

Le è data la gloria del Libano,

lo splendore del Carmelo e di Saròn.

Noi vedremo la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.”

Gesù  risponde allora come oggi con le parole del profeta Baruc  al Cap. 5

“Deponi o Gerusalemme ,la  veste del lutto e dell’ afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.

Avvolgiti nel manto della  giustizia di Dio , metti sul capo il diadema di gloria dell’ eterno”

Vieni Signore Gesù, Ti attendiamo con tutto il nostro cuore! Vieni Signore , perché crediamo che tu sei il Signore delle nostra vita,anche per chi non ti conosce, sei il Dio fatto uomo, Amen! Grazie Gesù

 Allora nella  fede  io credo  Signore, che i miei occhi che ora sono ciechi si apriranno, e che le  mie orecchie che ora sono sorde  si schiuderanno. Ora che sto zoppicando, salterò come un cervo, griderà di gioia la mia lingua che ora è  muta, perché scaturiranno acque nel deserto del mio cuore, scorreranno torrenti nella steppa .La terra bruciata del mio cuore diventerà una palude, il suolo riarso dei miei pensieri si muterà in sorgenti d’ acqua.I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli del mondo che mi hanno fatto tanto offrire, diventeranno canneti e giuncaie. Ci sarà una strada appianata e la chiameremo Via santa.

Dobbiamo essere animati da tanto coraggio, come quegli  “uomini che portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e di metterlo davanti a lui”.

Dobbiamo metterci e mettere i nostri fratelli “davanti “a Gesù , perché è lì che avviene la guarigione ! “ Non trovando da qual parte  introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza “.

Non dobbiamo avere rispetto umano per andare a Gesù,

in mezzo alla stanza lo misero !

Non dobbiamo avere paura di portare a Gesù le nostre infermità,

lo calarono con il lettuccio davanti a Lui!

Quale grande insegnamento ci dona questa pagina del Vangelo di Luca !

Questo deve essere il nostro Natale, ora e per sempre !

 

Siamo una famiglia giovane. Con una piccola che condivide i momenti belli della vita.

Il punto è questo: arriva il Natale e i bambini si sa attendono i regali...ma chi li porta? Babbo Natale (quale dei 1000 che si vedono in ogni centro commerciale?) o Gesù Bambino che va dai bimbi buoni e quelli poveri davvero sembra che se li dimentica?

Eppure un po’di "mistero" fa parte della magia e della bellezza del Natale che poi resta nel ricordo di tutta la vita...e saper donare comincia dal riconoscere la gioia del ricevere....saper chiedere, saper attendere, saper meritare...non sono cose che il Natale può insegnare?  

Un rapporto di amicizia e confidenza con Gesù può iniziare proprio dalla famosa "letterina" a patto che non sia solo una lista dei desideri.....ma poi come si fa con le domande? ( i bimbi di oggi mi sembrano un po’ diversi da noi di 30-40 anni fa....)

Il Natale è la festa per la nascita di Gesù ....e Babbo Natale chi è, cosa c'entra?

Sono tanti i pensieri che mi vengono e ora che Teresa capisce di più di quanto ci sembra, vorremmo cominciare bene fin da quest'anno .....ci piacerebbe sapere come avete risolto questa cosa, alla luce dell'esperienza con i vostri figli!

 

Cara mamma, ti ringraziamo, perché hai desiderato condividere con noi i tuoi pensieri..

Come abbiamo detto tante volte, la nascita di un bimbo ci educa e il senso di responsabilità nei suoi confronti ci interpella in prima persona.

Grazie perché ti sta così a cuore il bene della tua piccola  e con lei il bene di tutta la tua famiglia perché attraverso di lei anche voi possiate diventare  migliori.

Quante volte abbiamo detto che i  profeti oggi  sono i nostri  bambini, coloro che ci suscitano domande e  che ci impongono risposte essenziali per la nostra vita.

Grazie perché con questi interrogativi  vi state occupando della parte migliore del vs servizio di genitori  che si chiama ”trasmissione della fede”.

Tutto il resto è utile, serve, ha senso se parte da un punto ben preciso: la trasmissione della fede.

Grazie perché lo state facendo ora che Teresa è ancora piccola e il suo cuore è aperto ad accogliere tutti vs insegnamenti.

 

Il Natale è un momento bello della nostra vita da condividere con i nostri figli.

E noi desideriamo farlo diventare sempre più bello!

Il Natale è la nascita di un Bambino, di Gesù Bambino.

 E’ intorno a questa verità che vogliamo  costruiamo la nostra festa.

E’ Lui il datore di ogni bene.

E’ Lui che porta i suoi genitori a Betlemme.

E’ Lui che attira i pastori alla grotta.

E’ Lui che conduce i magi nella sua casa .

In questo  Bambino scopriamo una forza di comunione irresistibile.

Questa è’ la forza del Natale!

 

Anche questo anno,  nella nostra casa, nostra figlia Chiara, insieme a Luca, hanno fatto il presepio con largo anticipo.

Questa ricostruzione dei fatti  è una tappa fondamentale del nostro cammino di avvicinamento alla Santa Grotta, ci permette di rendere visibile il percorso annunciato dal vangelo  e rende viva la parola di Dio che ci conduce al Lui.

Ogni personaggio del presepe ha una storia da raccontare, un lavoro da offrire e ogni anno ripropone la visione di una umanità in cammino verso il suo Dio.

I nostri bimbi hanno bisogno di segni e il presepe è il segno più rappresentativo degli avvenimenti più importanti che vanno raccontati e ri- raccontati ai nostri piccoli senza mai stancarci perché anche loro comprendano il vero significato del Natale.

Chiara e Luca fanno scendere dall’alto i magi, più sotto stanno i pastori  e al centro la capanna.Sopra la capanna una grande stella  che illumina la Santa Famiglia e nella vetrina le luci che illuminano il percorso di avvicinamento di pastori e magi.

Vicino alla vetrina a proteggere e illuminare il presepe, il vecchio albero di Natale, che non fa parte del nostro racconto biblico ma fa parte della  tradizione e della mitologia nordica che vede nel sempreverde un simbolo di fertilità.

Mettendo il nostro presepe alla sua ombra desideriamo confermare il prodigio del Natale che è un’opera di fertilità del nostro Dio nel nostro cuore.

Ci piace valorizzare la parola di Dio, ma ci piace conoscere anche  tutti quei bei racconti che fanno parte della tradizione popolare, perché anche in questa tradizione il Signore ha operato, servendosi di belle intuizioni che in sé permettono di  comunicare i  valori importanti della nostra vita

I nostri bimbi  vivono anche di fantasia, ed hanno bisogno di questo mondo fuori dalla realtà che parla  della  vita degli uomini, in questo mondo straordinario è più facile accettare gli aspetti negativi e positivi della vita.

Le domande della nostra mamma ci hanno fatto nascere il desiderio di rivedere alcune notizie appartenenti alla collocazione storia del Natale e alla tradizione natalizia e su di esse abbiamo riflettuto traendone alcuni insegnamenti importanti.

Ad es leggiamo che il 25 dicembre è una data convenzionale che si colloca su un’antica festa pagana, quella che celebrava l’imperatore romano Aureliano, come il Dio Sole.

Ci piace imparare che nel  momento in cui si fa strada il cristianesimo questa data dedicata alla celebrazione del  Dio Sole è diventata la data della nascita di Gesù, annunciato dal profeta Malachia come il Sole di Giustizia.

Ci piace tenere questa data come un punto fermo della nostra vita cristiana, ma ci piace anche pensare che il natale del cristiano si può vivere ogni giorno.

Per questo, quando arriva il momento di riporre presepe e albero al loro posto un po’ ci spiace.Ci sembrerebbe che almeno la capanna con Gesù, Maria e Giuseppe potrebbe rimanere lì sempre come segno del nostro Natale di ogni giorno.

Ma poi comprendiamo che è giusto così perché il percorso del Natale deve trovare posto nel nostro cuore e il nostro vivere da cristiani non deve appoggiarsi ai  segni ma su  fatti concreti della nostra vita quotidiana.

Ci piace leggere che quel personaggio così buffo e tanto contraddittorio che è   Babbo Natale è frutto della fantasia di un grafico  pubblicitario che ha sfruttato una bellissima leggenda costruita su un Santo dell’Asia Minore,S.Nicola.

Ci piace apprendere che questo Babbo Natale, 1, 100, 1000 raggiunge tutti i bambini della terra e porta a tutti un dono.

Ci viene da pensare che questi 100, 1000 Babbo Natale possiamo essere noi genitori di cui Dio si serve per raggiungere tutti i bambini del mondo per  seminare nel loro cuore la parola del Natale.

 

A Natale non ci sono bambini buoni e meno buoni, ma sicuramente, nella nostra vita di tutti i giorni, ci sono opere buone e meno buone che vanno considerate senza paura per sapere cosa è meglio fare se ci si trova nella stessa situazione una prossima volta.

Cari genitori, un esame di coscienza provocato da tutta la parola della  liturgia del Natale , insieme ai nostri figli, non ci può fare che bene, per ripartire tutti insieme con le idee più chiare.

In questo periodo, nella nostra casa, alla  sera, prima di sederci a tavola,la nostra famiglia si riunisce intorno al presepe e Luca,  in cammino verso il sacramento della cresima, legge per tutti noi la preghiera d’avvento.Iinsieme cantiamo che il Signore è la luce che vince la notte, il Signore è la vita che vince la morte.

Daniele, il nostro primogenito ride perché a volte stoniamo o perché la mia voce e stridula, ma di fatto siamo ben consci che Lui è veramente la nostra luce e il Signore della nostra vita.

Lo abbiamo scoperto prima noi genitori, circa 30 anni fa quando abbiamo incontrato Gesù leggendo la parola di Dio che parlava della sua Resurrezione.Questa parola ci ha folgorati e ha conquistato il nostro cuore.Da qualche anno,anche Chiara e Daniele, lo hanno incontrato personalmente in un momento preciso della loro vita.

Ogni tanto qualcuno di noi, senza farsi troppo vedere dagli altri, pone sotto l’albero o davanti al presepe un regalo.

Il  regalo di Natale per noi è importante, è un altro segno che rende speciale questa festa e valorizza la nostra comunione familiare.

Il regalo di Natale è un’occasione di riflessione comunitaria.

Che senso ha un regalo nella  vita?

 Ha il senso di esprimere un sentimento, quello di un affetto profondo che si manifesta nel dimostrare di saper scegliere qualcosa che all’altro possa far piacere.

In questo modo il regalo parla, è un mezzo di comunicazione importante e diventa una dichiarazione d’affetto.

I nostri figli ci guardano, vedono se papà e mamma si sono saputi fare il regalo giusto e godono del nostro saperci conoscere nel profondo .Guardano anche cosa sappiamo scegliere per loro e anche loro, attraverso il regalo, ci lanciano un messaggio.

Due anni fa i nostri ragazzi ci hanno sorpreso: ci hanno regalato un settimana di vacanza solo per noi.Crediamo che abbiano speso tutti i loro risparmi per arrivare a tanto.Il messaggio che ci hanno comunicato è stato forte e preciso:cari genitori avete bisogno di stare un po’ da soli lontano da tutto e da tutti.

I nostri ragazzi, con questo regalo, hanno colto una nostra effettiva esigenza di cui forse neanche noi c’eravamo accorti.

Così il regalo piccolo o grande ANNUNCIA la cura che l’altro ha per noi.

Il regalo poi serve per esser utilizzato e migliorare la qualità di vita dell’altro.

Il regalo ha senso se porta un frutto e  a Natale i regali  hanno un  sapore diverso proprio per questo, perché tutto quello che passa da Gesù è cosa buona.

Anche la famosa letterina, che ormai noi non scriviamo più perché siamo tutti grandi, è un mezzo di comunicazione importante nelle mani di bimbi e genitori.

La letterina serve per esprimere qualcosa.

Partendo da una richiesta concreta si può arrivare ad esprimere qualcosa di profondamente interiore.

Le richieste concrete sono opportunità di riflessione sul valore delle cose e la comunicazione dei sentimenti ci danno la misura  degli stati d’animo.

A noi genitori è richiesta la capacità di una lettura attenta di  tutti questi messaggi.

Per costruire buone relazioni all’interno della nostra famiglia dobbiamo sapere come orientare i nostri interventi e su cosa lavorare per tirare fuori il meglio dai nostri figli.E questo lo possiamo fare se incoraggiamo la comunicazione.Solo se abbiamo le idee ben chiare della realtà, che sono frutto della libertà del cuore, possiamo operare nella carità e nella verità..

Il Natale ci offre un’occasione educativa straordinaria, anche perché il tempo di vacanza ci permette di agire  con più calma.

La letterina è a Gesù perché a Gesù si può dire a tutto, ma il messaggio passa da Lui pei arrivare a noi, strumenti nelle sue mani per il bene dei nostri figli.

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Il Natale è una grandissima opportunità che la famiglia ha di evangelizzare dentro e fuori di essa.

A Natale possiamo osare di più. Possiamo provare a proporre un momento di preghiera a tutti i nostri parenti riuniti,fare una proposta di bene, un momento di approfondimento, uno scambio di esperienze, una condivisione utile per la nostra crescita comunitaria.

Più noi siamo convinti  che Gesù è il Signore della nostra vita, più convinceremo anche gli altri.

A Natale possiamo anche fare regali che facciano riflettere, accompagnati da un biglietto dove scrivere qualcosa di particolare.

A Natale il nostro Dio  parla e annuncia la sua proposta d’amore attraverso di noi.La nascita di un bambino commuove il cuore di ogni uomo e il racconto di come è avvenuta ancora di più.

A volte chi non accetta Cristo è proprio colui che non lo conosce veramente.Il nostro compito è quello di farlo conoscere.

 Questo coraggio lo ha trovato Cristina,che ha proposto a tutta la sua famiglia di partecipare alla S.Messa di Natale.

Questa famiglia è in difficoltà. Cristina è separata, ma da quando ha incontrato il Signore nel suo cuore si è riaccesa in lei la speranza e il desiderio di tenere viva la comunione familiare.

Questo lo ha fatto Claudio che trascorrerà il Natale con il figlio Giacomo,un figlio malato che si è perso per le strade della vita  ma che  tornerà a casa proprio in questo Natale.

E questo coraggio lo desideriamo trovare anche noi lasciandoci guidare dal Suo Santo Spirito.

Allora, care famiglie, all’opera: questo è il nostro  Natale! Vieni Santo Spirito!

 

Apriamo ora i nostri telefoni per scambiarci le nostre esperienze di vita.

 

Concludiamo la nostra trasmissione con un pensiero per Teresa e tutti i bambini che attendono con trepidazione la notte di Natale.

Per loro e per tutti noi riproponiamo la famosa leggenda del Pettirosso…

 

Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra Famiglia.La notte, mentre la famiglia dormiva, notò che il fuoco si stava spegnendo.Così volò giù verso le braci e tenne il fuoco vivo con il movimento delle ali per tutta la notte, per tenere al caldo Gesù Bambino.Al mattino, era stato premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per il neonato re.

 

BUON NATALE CARI AMICI, IL FUOCO DELL’AMORE BRUCI VIVO IN TUTTE LE VS FAMIGLIE IN QUESTO SANTO NATALE!

 

Vi rimandiamo alla prossima trasmissione che sarà nell’anno nuovo e precisamente il 12 gennaio assieme a Maria Assunta e Giorgio.

 
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