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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 23 Febbraio 2007 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

Carissimi ascoltatori di Radio Mater,  buona sera a tutti voi da Luigi e Susanna.

Dopo la riflessione natalizia del 22 dicembre, qs sera desideriamo riprendere con voi il cammino che vede protagonisti  il ns bambino e i suoi genitori.

A settembre avevamo lasciato il bambino all’ingresso della scuola elementare perchè iniziasse la sua nuova avventura in qs complesso mondo.

A febbraio lo ritroviamo a fare i conti con il ritiro della sua prima pagella  alla chiusura del primo quadrimestre, e a riflettere, insieme ai suoi insegnanti e ai suoi genitori, circa i risultati ottenuti.

Dopo quattro mesi di intenso lavoro, cominciamo a  notare in lui i primi segni di stanchezza.

Il ritmo di lavoro a cui è sottoposto è molto alto.

Nella maggior parte dei casi il ns bambino sta a scuola mediamente otto ore e quando esce da scuola spesso si dedica ad attività extra scolastiche organizzate dai suoi genitori per favorire il suo sviluppo fisico.

Un’ora alla settimana poi la dedica al catechismo per la preparazione ai sacramenti, qualcuno poi riesce a trovare anche un po’ di tempo per la musica, per affinare il proprio senso artistico e la propria capacità di ascolto.

Il suo rientro a casa è previsto quasi sempre per il tardo pomeriggio, a volte con qualche compito da completare o qualche lezione ancora da studiare.

Solo prima di cena riesce a guadagnarsi un momento di relax durante il quale si dedica a quello che più gli piace, ma quasi subito è ora della doccia, di mettersi a tavola ed infine  di una buona dormita per riprendere il giorno dopo il suo quotidiano ritmo di lavoro.

Durante la notte lo immaginiamo immerso in un sonno profondo ,in cui rivive le emozioni più importanti della giornata e sogna tutto quello che non ha potuto fare durante il giorno ma che avrebbe tanto desiderato fare.

Ci piace far corrispondere il suo sogno alle parole di qs significativa ballata irlandese dal titolo: 

Trova il tempo

Trova il tempo di riflettere,
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile,
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d'esser contento,
è la musica dell'anima.

Per qs cari genitori qs sera desideriamo  trovare il tempo, anche noi, di fermarci un attimo insieme a voi per considerare se il bambino dei giorni ns è ancora un bambino che ha il diritto di reclamare un adeguato spazio ,tutto proprio , per la riflessione, il gioco, la lettura, la gentilezza, la fantasia, un’opera buona, la gioia di vivere.

Noi crediamo di si , crediamo che abbia non solo qs diritto, ma anche quello di reclamare  genitori che riservino per lui qs momenti per aiutarlo a scoprire  quei valori che abbiamo sopra detto. Immediatamente ci vengono alla mente le parole del libro della Bibbia del Qoelet che è parola di Dio:”Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante…”Come genitori ci sentiamo fortemente interpellati da qs parole e obbligatoriamente chiamati a vegliare sul valore del tempo nella ns vita e nella vita del ns piccolo , per dargli il posto giusto e per non perdere di vista gli obiettivi primari della ns educazione: la sua crescita umana e spirituale.

Questa sera vogliamo prendere in considerazione alcuni versi della ballata irlandese:

Trova il tempo per giocare, è il segreto della giovinezza.

Al centro della vita di un bambino c’è il gioco: il gioco è la vita stessa del bambino.Nell’accezione comune il termine gioco  si discosta completamente da una qualsiasi  connotazione di “serietà”.Se però ci fermiamo su una citazione di Montaigne “ i giochi dei bambini non sono dei giochi, bisogna invece valutarli come le loro azioni più serie”notiamo come sia sinonimo di azione seria quando ci riferiamo a un bambino. Ogni bambino gioca naturalmente, perché prova una sensazione di benessere.Per i bambini che giocano per divertirsi, non c’è nessuna differenza tra gioco e ciò che un adulto potrebbe considerare un lavoro. Attraverso il gioco, infatti, il bambino comincia a comprendere come funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell’esistenza di leggi della natura, di regole di comportamento comune che vanno rispettate. L’esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello che sta al di fuori di lui, incominciando ad accettare le legittime esigenze di qs sue due realtà.“L’uomo è pienamente tale solo quando gioca”dice Schiller, perché si ritrova e si conosce:giocando, infatti, ogni individuo riesce a liberare la propria mente da contaminazioni esterne, quale può essere il giudizio altrui e ha la possibilità di scaricare il  proprio istinto e la propria  emotività. Il bimbo, quando gioca, sorprende se stesso e nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione col mondo esterno. Impara ad essere creativo, sperimenta le sue capacità cognitive, scopre se stesso, entra in relazione coi suoi coetanei e sviluppa quindi l’intera sua personalità.Il mondo del gioco deve coinvolgere in prima persona i genitori e gli educatori. Noi dobbiamo  trovare il tempo da dedicare al gioco con i nostri  figli, per dare loro l’opportunità di misurare e sviluppare le proprie risorse e le proprie potenzialità. Del resto i bambini reagiscono con entusiasmo alla disponibilità dei genitori a giocare con loro: lo scoprire che possono creare interesse ai genitori e che possono coinvolgerli in un’attività da loro stessi considerata seria, è motivo di grande felicità ed è un modo che consente loro di rafforzare il senso di sicurezza e di protezione. La capacità dei genitori di giocare coi propri figli è sicuramente un buon indice di armonia familiare, così come la capacità di giocare da parte degli educatori con i bambini, garantisce a qs ultimi una sensazione di benessere psichico oltre a costruire la condizione base per consentire loro di sviluppare una buona capacità ludica. Oggi tutti i documenti internazionali affermano il diritto al gioco del bambino.

Anche il Santo Padre, nonostante tutti i gravi problemi sociali di cui si deve occupare in qs periodo, proprio in qs giorni è riuscito a dedicare un piccolo ma significativo spazio a qs argomento.

Lunedì 22 gennaio Benedetto XVI ha dato il suo sostegno pubblico ad un’iniziativa che invita i bambini a “cambiare gioco” mettendo da parte le armi giocattolo.”“Cambia gioco” è il nome del progetto lanciato in una città italiana e che il Papa ha sostenuto domenica 21 salutando i pellegrini riuniti in piazza S.Pietro in Vaticano al termine dell’Angelus.”Mi congratulo con qs inziativa e vorrei allargare l’appello: preserviamo l’infanzia dal contagio della violenza.”I promotori dell’iniziativa hanno proposto ai bambini di abbandonare le loro armi-giocattolo:finora ne hanno raccolte 4568 su una popolazione di 83.303 abitanti.Qs iniziativa ha cominciato ad essere promossa in altre città d’Europa e il sindaco della città ha presentato una proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su norme restrittive nella vendita di armi giocattolo.

A questo riguardo, ci viene in soccorso la Parola di Gesù che dice:Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo”. “Sono le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo”.

Qs parola è un forte richiamo ai messaggi che attraverso il gioco giungono ai nostri figli, perché oggi, soprattutto in questa era della tecnologia e del tentativo del mondo di  valorizzare particolarmente l’ apparenza rispetto all’ essere, i valori che vengono ripetutamente proposti  sono quelli  di una realtà dove il male viene vinto dalla forza dell’ eroe buono, attraverso la forza fisica  o militare, dove la forza stessa non viene considerata quale  strumento di difesa, bensì  quale naturale strumento di attacco per sconfiggere il male. Il dolore che esiste , deve essere eliminato  con la forza . Il mondo  che ci circonda, non parla quasi mai di personale sofferenza di purificazione, di amore di sottomissione, di donazione della propria vita, grazie ad un Amore ,con la A maiuscola, che vive dentro di noi. Il mondo non ci parla mai del desiderio primario e del fine ultimo della nostra vita che è quello di conoscere e di amare il nostro creatore con lo stesso amore con il quale Lui ci ama .Ecco allora ,che il trovarsi a vivere in questa situazione, fa nascere progressivamente nel bambino incertezza e timore, così che anche nel gioco , il bambino trasferisce uno stato d’animo che non lo rende sempre sereno, e ciò può alimentare in lui uno stato di ansia prima e di desiderio di sopraffazione poi, così da animarlo sempre più di sentimenti di rivalsa che sono aggressivi e che possano portarlo alla contaminazione del  proprio cuore. Così , in nome della  giustizia e di un  bene  comune, rischia di fare suoi i convincimenti di morte, in  nome di un bene che  nel tempo viene idealizzato secondo il proprio sentire e non secondo quello che è veramente .   

Ringraziamo il Santo Padre che ci invita a  migliorare la qualità del gioco del nostro bambino, da qui capiamo che anche per lui qs argomento ha un posto importante per la vita del ns bambino.

STACCO MUSICALE

Trova il tempo per leggere, è la base del sapere.

“Nati per leggere”così i libri finiscono nelle ricette dei pediatri.

Numerosi studi hanno dimostrato che leggere ai bambini anche molto piccoli a voce alta ha effetti molto positivi sullo sviluppo del linguaggio, sul loro apprendimento delle lettura, sulla comprensione di un testo all’ingresso della scuola.”Se volete che vs figlio sia intelligente, raccontategli delle fiabe; se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di più”dice Albert Eistein a riguardo. La fiaba è per il bambino una specie di gioco che illumina il mondo reale, un racconto ogni sera prima di addormentarsi soddisfa il bisogno di intimità tra genitore e  bambino. Inoltre il ritmo, la rima, la trama sempre uguale gli danno sicurezza.La ripetizione lo rassicura che è tutto al suo posto. Dalla fiaba e dai racconti, il bambino trae spunto per i suoi giochi di ruolo. Quando inizia a leggere da solo, la familiarità acquisita coi libri e con la lettura, ridurrà lo scontro con le  parole sconosciute e con la fatica necessaria per impadronirsi del significato letterale del testo, consentendogli il coinvolgimento emotivo, che può scaturire da una felice esperienza di lettura. Ciò che rende la lettura allettante per il bambino è il fascino che essa esercita sui suoi genitori, il bambino è colpito dall’interesse dei suoi genitori per la lettura e dalla soddisfazione con cui lo intrattengono; è la loro conoscenza segreta quella che il bambino vuole essere in grado di condividere.

Ancora il Santo Padre è intervenuto indirettamente su qs argomento con una messaggio molto significativo rivolto a tutti coloro che operano con i mezzi di comunicazione, messaggio che fa riflettere sul  rapporto molto stretto che hanno adulti e bambini con i mass media . La riflessione su qs problematiche molto serie ci riserviamo di trattarla in un capitolo a parte della ns rubrica ,ma sin da questa sera,  desideriamo proporne qualche spunto.

Mercoledì 24 gennaio nel messaggio in preparazione per la 41 Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali 2007 che si terrà il 20 maggio, Benedetto XVI si rivolge così ai ns bambini:“Cari bambini, imparate a usare i mass-media senza lasciarvi usare da loro.E se avete bisogno di aiuto, di qualcuno che vi insegni e vi guidi davanti allo schermo della TV o del cinema, sfogliando le pagine di un libro o di un giornale, navigando in Internet o cimentandovi con videogiochi, chiedete con fiducia agli adulti, prima di tutto ai vs genitori.Quando c’è qualcosa che non capite o vi fa paura, ma anche quando c’è qualcosa che vi piace molto, chiedete ai grandi, confrontatevi, parlate con loro, prima di tutto con mamma e papà.E se i grandi vi rispondono che non hanno tempo e che, insomma, potreste anche arrangiarvi un po’ , ribattete loro:”L’ha detto il Papa.L’ha detto lui di chiedertelo, di aiutarmi, di non lasciarmi solo”.I bambini e i mezzi di comunicazione sono  una sfida per l’educazione, che non può prescindere dall’informazione.I genitori, gli educatori , l’industria dei media sono chiamati dal Santo Padre a fare la loro parte perché gli strumenti della comunicazione sociale siano al servizio dei bambini, li aiutino a crescere e li rispettino sempre. Quante volte il mass-media sfruttano i bambini con parodie poco educative?Quante volte i genitori usano i mass-media come una baby-sitter per tenere occupati i propri figli?I mass-media sono una realtà meravigliosa, scrive il Papa, fermarsi ai divieti non è sufficiente, è necessario educare i bambini al loro uso corretto e responsabile , perché li sappiano usare senza lasciarsi usare: “la bellezza, quasi specchio del divino, ispira e vivifica i cuori e le menti giovanili, mentre la bruttezza e la volgarità hanno un impatto deprimente sugli atteggiamenti ed i comportamenti”.

Io genitore, ho questo interesse di  comunicare in questo modo con mio figlio?Provo soddisfazione a stare  così, con lui?Qual è la parte più bella della mia conoscenza segreta, che attraverso il gioco e la lettura  trasmetto a mio figlio?Trasmetto fiducia o ansia, voglia di condivisione o impazienza, serenità o spirito di paura?Sono proprio questi i momenti in cui noi  poniamo le basi della  comunicazione  con nostro figlio. Sono proprio questi i momenti, in cui attraverso il gioco o la lettura della fiaba, possiamo comunicare o qualcosa di superficiale che il mondo ci propone, oppure tutto di noi stessi , come dono per lui. Per noi adulti, questi sono   momenti fondamentali, durante i quali il bambino  percepisce se lo amiamo, se desideriamo il suo bene, comunicandogli non qualcosa per sentito dire o secondo la moda o la convenienza del momento, bensì comunicandogli quanto sia “ buono” per la sua crescita umana e spirituale. 

Come sempre , anche a questo proposito la Parola di Gesù ci viene in soccorso : Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Qs parola interpella  noi genitori , circa la responsabilità che  abbiamo nei confronti di nostro figlio. Come facciamo a conoscere quali sono queste “cose buone” a cui Gesù si riferisce?”E come  facciamo a rendere” buone” le cose segrete che noi genitori abbiamo dentro di noi e che vogliamo trasmettere loro?Per far questo, io e te, caro genitore , molto spesso, quando ci rapportiamo con  nostro figlio, siamo chiamati ad un cambio di mentalità, se davvero vogliamo costruire la nostra casa fondata sulla roccia, che ora non è solo nostra ma è anche sua,  così da trasmettere a lui quelle  indicazioni  e quelle esperienze , anche dicendo  con molta semplicità quali sono stati i nostri errori,  perché un domani possa lui  stesso costruire un’ altra casa , che sarà la sua casa , ma sempre fondata sulla  stessa roccia che è Cristo Signore !L’ uomo è carne, ossia fragile, debole polvere anche quando sembra molto forte, ricco e affascinante come un dio. Riguardo al trasmettere anche nel gioco , noi stessi al nostro figlio , Geremia al Cap. 17 ci dice: “ Così dice il Signore: “ Maledetto l‘ uomo che confida nell’ uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore .Egli sarà come un tamerisco nella steppa ; quando viene il bene non lo vede. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere .Benedetto l’ uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l’ acqua, verso la corrente stende le sue radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’ anno della siccità  non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti.”Il cambio di mentalità di cui  abbiamo parlato prima, permette di vivere questa Parola di Dio, e questo si può realizzare a patto che noi , con tutte le nostre forze, diamo spazio allo  Spirito Santo perché possa agire dentro di noi, attraverso la nostra adesione con tutto il nostro cuore alla Sua  chiamata, alla quale nessuno si deve sentire escluso,  in qualunque situazione spirituale noi genitori possiamo trovarci. Attenzione!...In questo preciso istante  mettiamo in azione la capacità di relazionarci  con i nostri figli in maniera tutta nuova.

STACCO MUSICALE

Trova il tempo per riflettere,è la fonte della forza.

Cari amici, siamo entrati nel tempo di Quaresima, tempo di riflessione e di preghiera, un’occasione straordinaria per tutti noi da sfruttare a favore della ns vita spirituale e della vita spirituale del ns bambino. Un’opportunità eccezionale per lanciare degli stimoli  a tutti i componenti della ns famiglia per far gustare a tutti la bellezza e la forza dell’interiorizzazione, del silenzio, del sacrificio. 40 giorni di deserto per riportare la ns famiglia a una dimensione umana che il ritmo frenetico della vita ci fa perdere. 40 giorni per leggere e meditare ogni giorno insieme ai ns figli la parola di Dio che ha salvato tutta l’umanità. 40 giorni per spegnere qualche ora la TV, i videogiochi, il computer e dare più spazio ai giochi di fantasia, alla lettura, al disegno, alla creatività, ai giochi di società, all’ascolto di qualche brano di musica classica. 40 giorni per andare a trovare una persona che da tempo non vediamo, per telefonare a chi non abbiamo voglia di sentire, per scrivere a chi non riusciamo a raggiungere con le parole .40 giorni per guardare fuori dalla ns porta di casa e scoprire che c’è qualcuno che soffre, che non è nella gioia, che è particolarmente solo, che ha bisogno di essere ascoltato. Un’occasione per spiegare ai ns piccoli il profondo significato di qs percorso così importante per tutta la chiesa. 40 giorni per morire a noi stessi e rinascere ancora una volta a vita nuova.

E mentre il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ci invita “ a guardare a Colui che è stato trafitto” per contemplare la massima espressione dell’amore di Dio, la diocesi di Milano e tutta la chiesa ambrosiana si appresta a riflettere sull’aspetto più evidente e concreto di qs amore: la famiglia, come espressione dell’amore di Dio in mezzo a noi. E così alla sequela del ns arcivescovo Dionigi Tettamanzi, ci apprestiamo a vivere  i momenti d’ascolto che ha preparato per noi. Ogni martedì ci raggiunge in diretta nelle  ns case attraverso delle emittenti , così che possiamo ascoltare  le sue considerazioni e le testimonianze di chi sta in studio con lui.Le tematiche affrontate qs anno sono tutte a favore della famiglia e al tema dell’ascolto della parola di Dio in famiglia. Le conversazioni saranno fatte di riflessioni ma anche di testimonianze perché è la famiglia stessa che con la sua vita annuncia il Vangelo dell’Amore.Ecco i temi proposti: Parola, parole e famiglia; Scegliere il matrimonio; Il dono dei figli; La famiglia nella prova; Ogni giorno in famiglia.
Lode e gloria al Signore che, attraverso il ns Cardinale, entra nelle ns case anche così!Alleluia!

Cari amici, apriamo ora i ns telefoni per dare spazio alla condivisione del tema trattato.

Ci piacerebbe sentire le vs riflessioni riguardo il vs rapporto con i bambini di qs età che fanno parte della vs famiglia o che avete l’occasione di osservare nei vari ambienti in cui vi trovate.

Qs condivisione è aperta a tutti: ai genitori, che sono i diretti interessati, ma anche agli educatori, ai nonni, a chi è a contatto con famiglie con bambini.

Non sottovalutiamo l’importanza di parlare di qs argomenti, perché è dando importanza alla vita dei ns bambini che riconosciamo la necessità di un lavoro di prevenzione efficace per ovviare a preoccupanti problematiche future.Qs che stiamo trattando è un aspetto della pastorale familiare che va curato da tutti noi con molta attenzione.

 

Il prossimo appuntamento di qs rubrica sarà venerdì 9 marzo con Maria Grazia e Renato e il loro tema di attualità

 
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