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Carissimi ascoltatori di Radio Mater, buona sera a tutti voi da Luigi e
Susanna.
Dopo la
riflessione natalizia del 22 dicembre, qs sera desideriamo riprendere
con voi il cammino che vede protagonisti il ns bambino e i suoi
genitori.
A
settembre avevamo lasciato il bambino all’ingresso della scuola
elementare perchè iniziasse la sua nuova avventura in qs complesso mondo.
A
febbraio lo ritroviamo a fare i conti con il ritiro della sua prima
pagella alla chiusura del primo quadrimestre, e a riflettere, insieme
ai suoi insegnanti e ai suoi genitori, circa i risultati ottenuti.
Dopo
quattro mesi di intenso lavoro, cominciamo a notare in lui i primi
segni di stanchezza.
Il ritmo
di lavoro a cui è sottoposto è molto alto.
Nella
maggior parte dei casi il ns bambino sta a scuola mediamente otto ore e
quando esce da scuola spesso si dedica ad attività extra scolastiche
organizzate dai suoi genitori per favorire il suo sviluppo fisico.
Un’ora
alla settimana poi la dedica al catechismo per la preparazione ai
sacramenti, qualcuno poi riesce a trovare anche un po’ di tempo per la
musica, per affinare il proprio senso artistico e la propria capacità di
ascolto.
Il suo
rientro a casa è previsto quasi sempre per il tardo pomeriggio, a volte
con qualche compito da completare o qualche lezione ancora da studiare.
Solo
prima di cena riesce a guadagnarsi un momento di relax durante il quale
si dedica a quello che più gli piace, ma quasi subito è ora della doccia,
di mettersi a tavola ed infine di una buona dormita per riprendere il
giorno dopo il suo quotidiano ritmo di lavoro.
Durante
la notte lo immaginiamo immerso in un sonno profondo ,in cui rivive le
emozioni più importanti della giornata e sogna tutto quello che non ha
potuto fare durante il giorno ma che avrebbe tanto desiderato fare.
Ci piace
far corrispondere il suo sogno alle parole di qs significativa ballata
irlandese dal titolo:
Trova il
tempo
Trova il
tempo di riflettere,
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile,
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d'esser contento,
è la musica dell'anima.
Per qs
cari genitori qs sera desideriamo trovare il tempo, anche noi, di
fermarci un attimo insieme a voi per considerare se il bambino dei
giorni ns è ancora un bambino che ha il diritto di reclamare un adeguato
spazio ,tutto proprio , per la riflessione, il gioco, la lettura, la
gentilezza, la fantasia, un’opera buona, la gioia di vivere.
Noi
crediamo di si , crediamo che abbia non solo qs diritto, ma anche quello
di reclamare genitori che riservino per lui qs momenti per aiutarlo a
scoprire quei valori che abbiamo sopra detto. Immediatamente ci vengono
alla mente le parole del libro della Bibbia del Qoelet che è parola di
Dio:”Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda
sotto il cielo.C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo
per piantare e un tempo per sradicare le piante…”Come genitori ci
sentiamo fortemente interpellati da qs parole e obbligatoriamente
chiamati a vegliare sul valore del tempo nella ns vita e nella vita del
ns piccolo , per dargli il posto giusto e per non perdere di vista gli
obiettivi primari della ns educazione: la sua crescita umana e
spirituale.
Questa
sera vogliamo prendere in considerazione alcuni versi della ballata
irlandese:
Trova il
tempo per giocare, è il segreto della giovinezza.
Al
centro della vita di un bambino c’è il gioco: il gioco è la vita stessa
del bambino.Nell’accezione comune il termine gioco si discosta
completamente da una qualsiasi connotazione di “serietà”.Se però ci
fermiamo su una citazione di Montaigne “ i giochi dei bambini non sono
dei giochi, bisogna invece valutarli come le loro azioni più
serie”notiamo come sia sinonimo di azione seria quando ci riferiamo a un
bambino. Ogni bambino gioca naturalmente, perché prova una sensazione di
benessere.Per i bambini che giocano per divertirsi, non c’è nessuna
differenza tra gioco e ciò che un adulto potrebbe considerare un lavoro.
Attraverso il gioco, infatti, il bambino comincia a comprendere come
funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati
oggetti, si rende conto dell’esistenza di leggi della natura, di regole
di comportamento comune che vanno rispettate. L’esperienza del gioco
insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle
proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole
del proprio mondo interiore e di quello che sta al di fuori di lui,
incominciando ad accettare le legittime esigenze di qs sue due
realtà.“L’uomo è pienamente tale solo quando gioca”dice Schiller, perché
si ritrova e si conosce:giocando, infatti, ogni individuo riesce a
liberare la propria mente da contaminazioni esterne, quale può essere il
giudizio altrui e ha la possibilità di scaricare il proprio istinto e
la propria emotività. Il bimbo, quando gioca, sorprende se stesso e
nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione col
mondo esterno. Impara ad essere creativo, sperimenta le sue capacità
cognitive, scopre se stesso, entra in relazione coi suoi coetanei e
sviluppa quindi l’intera sua personalità.Il mondo del gioco deve
coinvolgere in prima persona i genitori e gli educatori. Noi dobbiamo
trovare il tempo da dedicare al gioco con i nostri figli, per dare
loro l’opportunità di misurare e sviluppare le proprie risorse e le
proprie potenzialità. Del resto i bambini reagiscono con entusiasmo alla
disponibilità dei genitori a giocare con loro: lo scoprire che possono
creare interesse ai genitori e che possono coinvolgerli in un’attività
da loro stessi considerata seria, è motivo di grande felicità ed è un
modo che consente loro di rafforzare il senso di sicurezza e di
protezione. La capacità dei genitori di giocare coi propri figli è
sicuramente un buon indice di armonia familiare, così come la capacità
di giocare da parte degli educatori con i bambini, garantisce a qs
ultimi una sensazione di benessere psichico oltre a costruire la
condizione base per consentire loro di sviluppare una buona capacità
ludica. Oggi tutti i documenti internazionali affermano il diritto al
gioco del bambino.
Anche il
Santo Padre, nonostante tutti i gravi problemi sociali di cui si deve
occupare in qs periodo, proprio in qs giorni è riuscito a dedicare un
piccolo ma significativo spazio a qs argomento.
Lunedì
22 gennaio Benedetto XVI ha dato il suo sostegno pubblico ad
un’iniziativa che invita i bambini a “cambiare gioco” mettendo da parte
le armi giocattolo.”“Cambia gioco” è il nome del progetto lanciato in
una città italiana e che il Papa ha sostenuto domenica 21 salutando i
pellegrini riuniti in piazza S.Pietro in Vaticano al termine
dell’Angelus.”Mi congratulo con qs inziativa e vorrei allargare
l’appello: preserviamo l’infanzia dal contagio della violenza.”I
promotori dell’iniziativa hanno proposto ai bambini di abbandonare le
loro armi-giocattolo:finora ne hanno raccolte 4568 su una popolazione di
83.303 abitanti.Qs iniziativa ha cominciato ad essere promossa in altre
città d’Europa e il sindaco della città ha presentato una proposta di
risoluzione del Parlamento Europeo su norme restrittive nella vendita di
armi giocattolo.
A questo
riguardo, ci viene in soccorso la Parola di Gesù che dice:
“Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è
nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo”. “Sono
le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Dal di dentro infatti, cioè
dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni,
furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia,
invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive
vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo”.
Qs
parola è un forte richiamo ai messaggi che attraverso il gioco giungono
ai nostri figli, perché oggi, soprattutto in questa era della tecnologia
e del tentativo del mondo di valorizzare particolarmente l’ apparenza
rispetto all’ essere, i valori che vengono ripetutamente proposti sono
quelli di una realtà dove il male viene vinto dalla forza dell’ eroe
buono, attraverso la forza fisica o militare, dove la forza stessa non
viene considerata quale strumento di difesa, bensì quale naturale
strumento di attacco per sconfiggere il male. Il dolore che esiste ,
deve essere eliminato con la forza . Il mondo che ci circonda, non
parla quasi mai di personale sofferenza di purificazione, di amore di
sottomissione, di donazione della propria vita, grazie ad un Amore ,con
la A maiuscola, che vive dentro di noi. Il mondo non ci parla mai del
desiderio primario e del fine ultimo della nostra vita che è quello di
conoscere e di amare il nostro creatore con lo stesso amore con il quale
Lui ci ama .Ecco allora ,che il trovarsi a vivere in questa situazione,
fa nascere progressivamente nel bambino incertezza e timore, così che
anche nel gioco , il bambino trasferisce uno stato d’animo che non lo
rende sempre sereno, e ciò può alimentare in lui uno stato di ansia
prima e di desiderio di sopraffazione poi, così da animarlo sempre più
di sentimenti di rivalsa che sono aggressivi e che possano portarlo alla
contaminazione del proprio cuore. Così , in nome della giustizia e di
un bene comune, rischia di fare suoi i convincimenti di morte, in
nome di un bene che nel tempo viene idealizzato secondo il proprio
sentire e non secondo quello che è veramente .
Ringraziamo il Santo Padre che ci invita a migliorare la qualità del
gioco del nostro bambino, da qui capiamo che anche per lui qs argomento
ha un posto importante per la vita del ns bambino.
STACCO
MUSICALE
Trova il
tempo per leggere, è la base del sapere.
“Nati
per leggere”così i libri finiscono nelle ricette dei pediatri.
Numerosi
studi hanno dimostrato che leggere ai bambini anche molto piccoli a voce
alta ha effetti molto positivi sullo sviluppo del linguaggio, sul loro
apprendimento delle lettura, sulla comprensione di un testo all’ingresso
della scuola.”Se volete che vs figlio sia intelligente, raccontategli
delle fiabe; se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di
più”dice Albert Eistein a riguardo. La fiaba è per il bambino una specie
di gioco che illumina il mondo reale, un racconto ogni sera prima di
addormentarsi soddisfa il bisogno di intimità tra genitore e bambino.
Inoltre il ritmo, la rima, la trama sempre uguale gli danno sicurezza.La
ripetizione lo rassicura che è tutto al suo posto. Dalla fiaba e dai
racconti, il bambino trae spunto per i suoi giochi di ruolo. Quando
inizia a leggere da solo, la familiarità acquisita coi libri e con la
lettura, ridurrà lo scontro con le parole sconosciute e con la fatica
necessaria per impadronirsi del significato letterale del testo,
consentendogli il coinvolgimento emotivo, che può scaturire da una
felice esperienza di lettura. Ciò che rende la lettura allettante per il
bambino è il fascino che essa esercita sui suoi genitori, il bambino è
colpito dall’interesse dei suoi genitori per la lettura e dalla
soddisfazione con cui lo intrattengono; è la loro conoscenza segreta
quella che il bambino vuole essere in grado di condividere.
Ancora
il Santo Padre è intervenuto indirettamente su qs argomento con una
messaggio molto significativo rivolto a tutti coloro che operano con i
mezzi di comunicazione, messaggio che fa riflettere sul rapporto molto
stretto che hanno adulti e bambini con i mass media . La riflessione su
qs problematiche molto serie ci riserviamo di trattarla in un capitolo a
parte della ns rubrica ,ma sin da questa sera, desideriamo proporne
qualche spunto.
Mercoledì 24 gennaio nel messaggio in preparazione per la 41 Giornata
Mondiale delle comunicazioni sociali 2007 che si terrà il 20 maggio,
Benedetto XVI si rivolge così ai ns bambini:“Cari bambini, imparate a
usare i mass-media senza lasciarvi usare da loro.E se avete bisogno di
aiuto, di qualcuno che vi insegni e vi guidi davanti allo schermo della
TV o del cinema, sfogliando le pagine di un libro o di un giornale,
navigando in Internet o cimentandovi con videogiochi, chiedete con
fiducia agli adulti, prima di tutto ai vs genitori.Quando c’è qualcosa
che non capite o vi fa paura, ma anche quando c’è qualcosa che vi piace
molto, chiedete ai grandi, confrontatevi, parlate con loro, prima di
tutto con mamma e papà.E se i grandi vi rispondono che non hanno tempo e
che, insomma, potreste anche arrangiarvi un po’ , ribattete loro:”L’ha
detto il Papa.L’ha detto lui di chiedertelo, di aiutarmi, di non
lasciarmi solo”.I bambini e i mezzi di comunicazione sono una sfida per
l’educazione, che non può prescindere dall’informazione.I genitori, gli
educatori , l’industria dei media sono chiamati dal Santo Padre a fare
la loro parte perché gli strumenti della comunicazione sociale siano al
servizio dei bambini, li aiutino a crescere e li rispettino sempre.
Quante volte il mass-media sfruttano i bambini con parodie poco
educative?Quante volte i genitori usano i mass-media come una
baby-sitter per tenere occupati i propri figli?I mass-media sono una
realtà meravigliosa, scrive il Papa, fermarsi ai divieti non è
sufficiente, è necessario educare i bambini al loro uso corretto e
responsabile , perché li sappiano usare senza lasciarsi usare: “la
bellezza, quasi specchio del divino, ispira e vivifica i cuori e le
menti giovanili, mentre la bruttezza e la volgarità hanno un impatto
deprimente sugli atteggiamenti ed i comportamenti”.
Io
genitore, ho questo interesse di comunicare in questo modo con mio
figlio?Provo soddisfazione a stare così, con lui?Qual è la parte più
bella della mia conoscenza segreta, che attraverso il gioco e la
lettura trasmetto a mio figlio?Trasmetto fiducia o ansia, voglia di
condivisione o impazienza, serenità o spirito di paura?Sono proprio
questi i momenti in cui noi poniamo le basi della comunicazione con
nostro figlio. Sono proprio questi i momenti, in cui attraverso il gioco
o la lettura della fiaba, possiamo comunicare o qualcosa di superficiale
che il mondo ci propone, oppure tutto di noi stessi , come dono per lui.
Per noi adulti, questi sono momenti fondamentali, durante i quali il
bambino percepisce se lo amiamo, se desideriamo il suo bene,
comunicandogli non qualcosa per sentito dire o secondo la moda o la
convenienza del momento, bensì comunicandogli quanto sia “ buono” per la
sua crescita umana e spirituale.
Come
sempre , anche a questo proposito la Parola di Gesù ci viene in soccorso
: Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri
figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a
quelli che gliele domandano!…
Qs parola interpella noi genitori , circa la responsabilità che
abbiamo nei confronti di nostro figlio. Come facciamo a conoscere quali
sono queste “cose buone” a cui Gesù si riferisce?”E come facciamo a
rendere” buone” le cose segrete che noi genitori abbiamo dentro
di noi e che vogliamo trasmettere loro?Per far questo, io e te, caro
genitore , molto spesso, quando ci rapportiamo con nostro figlio, siamo
chiamati ad un cambio di mentalità, se davvero vogliamo costruire la
nostra casa fondata sulla roccia, che ora non è solo nostra ma è anche
sua, così da trasmettere a lui quelle indicazioni e quelle esperienze
, anche dicendo con molta semplicità quali sono stati i nostri errori,
perché un domani possa lui stesso costruire un’ altra casa , che sarà
la sua casa , ma sempre fondata sulla stessa roccia che è Cristo
Signore !L’ uomo è carne, ossia fragile, debole polvere anche quando
sembra molto forte, ricco e affascinante come un dio. Riguardo al
trasmettere anche nel gioco , noi stessi al nostro figlio , Geremia al
Cap. 17 ci dice: “ Così dice il Signore: “ Maledetto l‘ uomo che confida
nell’ uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana
il suo cuore .Egli sarà come un tamerisco nella steppa ; quando viene il
bene non lo vede. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di
salsedine, dove nessuno può vivere .Benedetto l’ uomo che confida nel
Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo
l’ acqua, verso la corrente stende le sue radici; non teme quando viene
il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’ anno della siccità non
intristisce, non smette di produrre i suoi frutti.”Il cambio di
mentalità di cui abbiamo parlato prima, permette di vivere questa
Parola di Dio, e questo si può realizzare a patto che noi , con tutte le
nostre forze, diamo spazio allo Spirito Santo perché possa agire dentro
di noi, attraverso la nostra adesione con tutto il nostro cuore alla Sua
chiamata, alla quale nessuno si deve sentire escluso, in qualunque
situazione spirituale noi genitori possiamo trovarci. Attenzione!...In
questo preciso istante mettiamo in azione la capacità di relazionarci
con i nostri figli in maniera tutta nuova.
STACCO MUSICALE
Trova il tempo per
riflettere,è la fonte della forza.
Cari amici, siamo
entrati nel tempo di Quaresima, tempo di riflessione e di preghiera,
un’occasione straordinaria per tutti noi da sfruttare a favore della ns
vita spirituale e della vita spirituale del ns bambino. Un’opportunità
eccezionale per lanciare degli stimoli a tutti i componenti della ns
famiglia per far gustare a tutti la bellezza e la forza
dell’interiorizzazione, del silenzio, del sacrificio. 40 giorni di
deserto per riportare la ns famiglia a una dimensione umana che il ritmo
frenetico della vita ci fa perdere. 40 giorni per leggere e meditare
ogni giorno insieme ai ns figli la parola di Dio che ha salvato tutta
l’umanità. 40 giorni per spegnere qualche ora la TV, i videogiochi, il
computer e dare più spazio ai giochi di fantasia, alla lettura, al
disegno, alla creatività, ai giochi di società, all’ascolto di qualche
brano di musica classica. 40 giorni per andare a trovare una persona che
da tempo non vediamo, per telefonare a chi non abbiamo voglia di sentire,
per scrivere a chi non riusciamo a raggiungere con le parole .40 giorni
per guardare fuori dalla ns porta di casa e scoprire che c’è qualcuno
che soffre, che non è nella gioia, che è particolarmente solo, che ha
bisogno di essere ascoltato. Un’occasione per spiegare ai ns piccoli il
profondo significato di qs percorso così importante per tutta la chiesa.
40 giorni per morire a noi stessi e rinascere ancora una volta a vita
nuova.
E mentre il messaggio del Santo Padre
Benedetto XVI ci invita “ a guardare a Colui che è stato trafitto” per
contemplare la massima espressione dell’amore di Dio, la diocesi di
Milano e tutta la chiesa ambrosiana si appresta a riflettere
sull’aspetto più evidente e concreto di qs amore: la famiglia, come
espressione dell’amore di Dio in mezzo a noi. E così alla sequela del ns
arcivescovo Dionigi Tettamanzi, ci apprestiamo a vivere i momenti
d’ascolto che ha preparato per noi. Ogni martedì ci raggiunge in diretta
nelle ns case attraverso delle emittenti , così che possiamo ascoltare
le sue considerazioni e le testimonianze di chi sta in studio con
lui.Le tematiche affrontate qs anno sono tutte a favore della famiglia e
al tema dell’ascolto della parola di Dio in famiglia. Le conversazioni
saranno fatte di riflessioni ma anche di testimonianze perché è la
famiglia stessa che con la sua vita annuncia il Vangelo dell’Amore.Ecco
i temi proposti: Parola, parole e famiglia; Scegliere il matrimonio; Il
dono dei figli; La famiglia nella prova; Ogni giorno in famiglia.
Lode e gloria al Signore che, attraverso il ns Cardinale, entra
nelle ns case anche così!Alleluia!
Cari amici, apriamo ora i ns telefoni per
dare spazio alla condivisione del tema trattato.
Ci piacerebbe sentire le vs riflessioni
riguardo il vs rapporto con i bambini di qs età che fanno parte della vs
famiglia o che avete l’occasione di osservare nei vari ambienti in cui
vi trovate.
Qs condivisione è aperta a tutti: ai
genitori, che sono i diretti interessati, ma anche agli educatori, ai
nonni, a chi è a contatto con famiglie con bambini.
Non sottovalutiamo l’importanza di parlare
di qs argomenti, perché è dando importanza alla vita dei ns bambini che
riconosciamo la necessità di un lavoro di prevenzione efficace per
ovviare a preoccupanti problematiche future.Qs che stiamo trattando è un
aspetto della pastorale familiare che va curato da tutti noi con molta
attenzione.
Il prossimo appuntamento di qs rubrica
sarà venerdì 9 marzo con Maria Grazia e Renato e il loro tema di
attualità |