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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 26 gennaio 2007 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS:Famiglia Canziani

 

La guarigione della Famiglia: “Il rapporto con i nostri figli”

 

Carissimi ascoltatori di Radio Mater. Siamo veramente felici di essere qui ancora una volta con voi dopo le trasmissione dello scorso anno. Confessiamo che abbiamo iniziato con titubanza e con tanta emozione (che ancora un poco persiste) ma vogliamo testimoniare che il piacere di parlare con voi, di ascoltare le vostre voci e soprattutto le vostre esperienze, ci hanno fatto tanto desiderare questa ora con voi, per conoscervi ancora meglio e vorremmo tanto trasmettervi questo nostro profondo sentimento di gratitudine per ognuno di voi .

Siamo Rossana e Piero ed anche quest’anno, ancora per alcuni incontri,  riprendiamo a trattare la “Guarigione  della Famiglia”.

In passato abbiamo analizzato l’importanza della guarigione interiore con il rivivere l’esperienza personale: nell’amare noi stessi, nell’amare Dio e il prossimo, nella accettazione di noi stessi, del coniuge e della sua famiglia. 

Oggi tratteremo, inizialmente, come accettare sempre e in ogni situazione i figli.

Dopo aver pregato, come sempre, lo Spirito Santo affinché ci aiuti a predisporre questo tema di oggi, ci siamo posti subito una domanda, pur banale ma semplice: noi amiamo i nostri figli? (.. cosa vuol dire amare..) e ci sembra di vedere i volti di molti genitori con i loro sguardi perplessi e come reazione ci dicessero:

-          Ma cosa vi viene in mente, noi amiamo tutti i nostri figli allo stesso modo…

-         Come facciamo a non amarli se sono  nostri figli?...

-         Per noi sono tutti uguali…

Ma siamo così sicuri che è sempre così?

Molti figli non sono d’accordo con queste affermazioni!

Dalla esperienza di alcuni consacrati, di missionari e di laici che conosciamo e che vivono a contatto con realtà non tanto poi diverse dalle nostre, hanno purtroppo rilevato che molti sposi per immaturità e mancanza di preparazione al matrimonio, mettono al mondo dei figli diciamo “sfortunati”. E la cosa più triste è che scaricano su di loro tutti i problemi personali e poi ingiustamente li fanno sentire colpevoli.

I nostri figli non hanno chiesto di nascere, né hanno desiderato di essere come sono. Quando nacquero non sapevano niente e crescendo hanno subito influenze a volte negative.

Quello che portano dentro, anche se a livello inconscio, è il  risultato di tutto ciò che hanno assorbito dal concepimento sino all’età attuale.

Dobbiamo allora chiederci: dov’è la loro colpa?

Chi viene rifiutato sin dal ventre della madre o dal giorno della sua nascita o nei suoi primi anni di vita, non farà altro che rifiutare e ricevere nuovi rifiuti!

Questi sacerdoti, laici, volontari,  hanno ascoltato dalla bocca dei bambini, dei giovani e da adulti di diversa età, frasi come queste:

-         mio padre e mia madre non mi amano…

-         mio padre mi rifiuta perché non gli somiglio o non la penso come lui…

-   mi hanno dato in affidamento per una situazione difficile in famiglia…

-   da piccolo mi picchiavano perchè non mi volevano perché secondo loro ero     stupido,  poco intelligente

-    da piccolo non mi volevano perchè quando nacqui, la mia mamma morì e

     dicevano che la colpa era la mia se la mamma è morta… ecc. ecc.

 

E’ molto importante riconoscere e comprendere che accettare l’altro, con i suoi limiti, non è facile, se non a volte addirittura impossibile.

Però ascoltiamo a tal proposito la Parola di Dio, attraverso san Paolo:

“Tutto posso in Colui che mi dà la forza” (Fil. 4,13)

Ci sono delle persone che vivono a stretto contatto con alcolizzati, drogati, adulteri, insoddisfatti sessualmente, avari o con cattive abitudini, che mettendosi nelle mani del Signore si rendono conto che anche loro hanno difetti ed hanno imparato, loro per primi, ad essere pazienti, a pregare per loro o meglio ancora a pregare con loro.

Costoro hanno rimesso tutta la loro speranza e fiducia in Dio: le difficoltà hanno rafforzato la loro fede. Quando Dio vuole, i loro cari, amici, conoscenti riacquisteranno la salute spirituale e fisica: risultato di tanta preghiera e di paziente attesa. Queste stesse persone sono ora piene di tenerezza e vivono non solo in armonia e in pace, cosa che solo il Signore Gesù può donare, ma sanno anche trasmettere queste gioiose realtà, a loro volta, a coloro che sono attorno a loro o che avvicinano

 

Nostra esperienza con una coppia di amici.

Insieme abbiamo accompagnato per un lungo tratto, la vita di una coppia di amici con un figlio schiavo di un grande disagio.

La loro sofferenza era enorme e sembrava che tutto fosse perduto, irrecuperabile.

Ma Dio ascolta sempre il grido di aiuto e insieme a questa coppia iniziammo a pregare con perseveranza e con tanta fiducia e ad implorare il Signore: per primi loro stessi, genitori, riconobbero i loro sbagli, ebbero il coraggio di chiedersi reciprocamente  perdono, ed anche al figlio.

Lo accompagnarono in un lungo periodo di recupero cercando sempre conforto e forza dalla preghiera e dalla Parola di Dio, attorniati da veri amici che pregavano ed intercedevano per loro per questo miracolo.
Con l’amore di una mamma forte e pronta ad ogni sacrificio e di un padre che oramai condivideva tutto, ottennero il miracolo stupendo della sua guarigione

 

STACCO   MUSICALE

Molti credono che il denaro sia la cosa più importante e necessaria da portare in un matrimonio, perché questo riesca felicemente e duri nel tempo.

Spesso si incontrano donne stanche di portare da sole sulle spalle il peso della famiglia: sono responsabili di tutto, dalle cose più grandi a quelle più piccole.

Il marito apertamente le dice “occupati tu di tutto, dato che non lavori…hai più tempo ecc.”

Alcuni mariti  trascorrono il loro tempo libero nella pratica dello sport, con amici ma molto poco in seno alla famiglia e si dimenticano che la responsabilità è di entrambi. Quando sono a casa sono presenti solo materialmente, ma sono spiritualmente lontani.

Spesso alcuni genitori sono duri e difficili e perdono l’affetto e il rispetto tra loro ed anche con i loro figli.

Come abbiamo detto la formazione dei figli sarebbe responsabilità di entrambi i coniugi, ma quando non c’è equilibrio in questo, ci troviamo dinanzi a bambini insicuri, paurosi, pieni di complessi o, per reazione, violenti.

Da adolescenti e poi da adulti rifletteranno nelle differenti tappe della loro vita, una educazione piena di vuoti che i genitori non seppero riempire compiendo bene la loro missione. Saranno persone immature affettivamente e impreparate verso la

vita. Sarà molto difficile che un domani accettino una cura per una guarigione interiore.

Se siamo malati interiormente contageremo, purtroppo, anche la nostra famiglia!

Ma quando gli sposi sono consapevoli dei loro errori e decidono di cambiare, cioè, atteggiamento e di rivedere la loro vita, il Signore non fa mancare la grazia necessaria e viene sempre in loro aiuto.

Fortunatamente ci sono anche tante e tante felici realtà familiari, (e sono la maggioranza) che danno entusiasmo, gioia e speranza nella vita; quando ambedue i genitori sono coscienti delle proprie responsabilità dinanzi a Dio, alla società e alla loro famiglia.

Di fronte a questa panoramica è necessario che gli sposi:

-         chiedano ogni giorno la grazia concessa dal Sacramento del Matrimonio;

-         approfondiscano la dottrina della Chiesa relativa a questo Sacramento (per esempio tramite la Familiaris Consortio);

-         abbiano scambi di idee con altri sposi cristiani che già hanno superato questa situazione;

-         partecipino attivamente in comunità coniugali, gruppi familiari

-         chiedano, in quanto coppie, nella forza della preghiera, nella santa Messa, nelle Adorazioni Eucaristiche, la guarigione interiore.

 

Breve esperienza con i nostri figli

 

Anche a noi, carissimi ascoltatori, non sono mancate le amarezze, le fatiche, le incomprensioni, i disagi, tra noi come coppia e di conseguenza con tutti i nostri figli. Ma Dio nella sua grande bontà e misericordia, sa scrivere diritto anche sulle nostre righe storte!

Ha ascoltato il nostro grido di aiuto e ci ha presi per mano e noi ci siamo lasciati prendere, insieme, per mano e abbiamo iniziato a camminare in un modo nuovo.

Il perdono reciproco è stato il primo passo poi, con pazienza, sono arrivati momenti stupendi di dialogo, di ascolto, di scoperta nuova di stare bene insieme, di desiderare con tutto il cuore la vicinanza dell’altro, come un grande dono.

I figli vedevano, ascoltavano e ricominciavano a stare bene in casa, tra loro e con noi.

Sono diversi, ognuno risponde all’Amore di Dio con tempi propri.

In noi genitori c’è una grande speranza: la preghiera! Questa grande forza che ci rende fiduciosi e certi che Dio ha preso per mano ognuno di loro e li conduce sui suoi sentieri di perdono e di amore.

Un pensiero di forza, di sostegno, di speranza e di aiuto ci viene dalla Chiesa, attenta al problema della famiglia, attraverso la Familiaris Consortio al n. 3:

“In un momento storico nel quale la famiglia è oggetto di molte forze che cercano di distruggerla o deformarla, la Chiesa, cosciente che il bene della società e di se stessa è profondamente vincolato al bene della famiglia, sente in un modo più vivo e più forte la sua missione di mostrare a tutti il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia, assicurando la sua piena vitalità, così come il suo progresso umano e

 cristiano, contribuendo in questo modo al rinnovamento della società e dello stesso Popolo di Dio

Ed ancora con un pensiero di Papa Giovanni Paolo II° ci è di grande aiuto:

“…Matrimonio e famiglia hanno bisogno della grazia di Cristo per essere guariti dalle ferite del peccato ed essere restituiti a “suo principio”, vale a dire alla conoscenza piena e alla realizzazione integrale del disegno di Dio…”

 

BREVE   STACCO   MUSICALE

Analizziamo ora insieme a voi, cari ascoltatori di Radio Mater, un altro campo della Guarigione delle Famiglia, un capitolo che potremmo intitolare:

Il matrimonio, una conquista felice di ogni giorno.

Una persona un giorno ha definito così il matrimonio:

E’ come un investimento, è come se acquistassimo una proprietà, è un compromesso nel quale noi diamo il 100%, ossia tutto, ma in cambio riceviamo tutto. O meglio, quando vogliamo comprare qualcosa, fissiamo lo sguardo su quello che ci farà felici e per ottenerlo facciamo tutto ciò che è necessario. Quando lo abbiamo ottenuto, (per esempio una casa) con molto affetto la miglioriamo, la rendiamo più nostra, ci doniamo di più ad essa e ben presto gli altri noteranno il cambiamento. Con il trascorrere del tempo, questa proprietà aumenta di valore, con l’ammirazione da parte di tutti: produce cioè i suoi frutti perché l’abbiamo trattata con attenzione …….

In realtà chi decide di unirsi in matrimonio, deve prima dedicare un certo periodo per condividere, osservare, conoscere bene la persona con la quale desidera formare una nuova famiglia. Quando ne è sicura, che si disponga a pagarne il prezzo, cioè di  abbandonare tutto, persino padre, madre… i nuovi sposi inizieranno da soli una vita

nuova. Con il loro sacrificio, sforzo, con il donarsi reciprocamente attenzione, affetto, amore, questa nuova vita acquista un maggior prezzo e prestigio; essa acquisterà valore nel tempo e tutti l’apprezzeranno e ne vedranno riflessi i frutti nei figli.

E’ questa la realtà come è intesa da Dio:

“Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne”. (Gen. 2, 24)

-         Ma quando una persona non è stata allevata in una famiglia dove non ha ricevuto nessun principio morale, né insegnamento spirituale, che cosa potrebbe trasmettere alla sua futura famiglia?                                                                                                                         Se un coniuge non ha niente in comune con  l’altro, come potranno intendersi?

-         Come potranno educare i loro figli?

-         Che ambiente si respirerà in questa famiglia se gli sposi stanno male psicologicamente, cosa potranno offrire ai loro figli?

-         Se in una famiglia, in una casa non regna l’armonia, la gioia, la pace, saranno i loro figli persone equilibrate e positive?

Molte volte crediamo, erroneamente, che dopo il matrimonio tutto sui aggiusterà.   Noi pensiamo che non sia la stessa cosa comprare una casa nuova dove tutto è più o meno ben distribuito, che comprarne invece una in rovina, per poi ricostruirla di nuovo: demolire le rovine e ricostruirla richiede molto più tempo e denaro.

Nel matrimonio accade la stessa cosa: spenderemmo troppo tempo e troppo denaro e non avremmo la pazienza di vedere l’edificio costruito. Per questo è necessario cominciare bene e cercare di trovare la soluzione ai problemi prima del matrimonio o man mano che questi si presentano. Così non solo guariremo noi, ma diventeremo strumenti di guarigione.

All’interno di ogni famiglia dobbiamo imparare, tra di noi, a manifestare ogni problema che sorge. Oggi giorno le famiglie devono affrontare una infinità di difficoltà per mancanza di comunicazione. Ognuno cerca di trovare risposte da solo.

Non comunica con l’altro e tanto meno con Dio! Tuttavia, la preghiera in famiglia è   

una fonte sicura e inesauribile di guarigione per la stessa famiglia!                                                                                               

-         Oggi sappiamo ascoltare?

-         Facciamo quello che Gesù suggerisce al nostro cuore?

Gesù dalle cose impossibili (è anche la nostra personale esperienza, di Rossana ed io)

tira fuori delle belle e stupende realtà. Dalle nostre realtà spesso cariche di liti e di risentimenti, se in Lui confidiamo e a Lui ci affidiamo, Gesù ci dona la pace, il perdono, l’amore, la fiducia, la bontà, l’allegria, la gioia e il desiderio di continuare a vivere intensamente ogni giorno.

Dalle rovine di un fallimento matrimoniale, dalla separazione, dal divorzio, per chi rimane fedele, Gesù ricava una vita nuova, una unione coniugale piena di intimità con Lui e con Maria, sua madre.

L’acqua delle lacrime diventa vino del sorriso, della felicità e della pace.

Oggi, ci sono tanti problemi e tante difficoltà nelle famiglie, ma ora, in questo momento, cari ascoltatori, il Signore Gesù vuole trasformare il nostro matrimonio, il

matrimonio di ognuno di noi, nessuno escluso, se ci crediamo, in un “acquisto” meraviglioso, in un “miracolo continuo di amore”. Ci crediamo?

 

Nulla è impossibile a Dio” (LC. 1,37). “Egli fa nuove tutte le cose” (AP. 21,5).

 

Nella Bibbia, nel libro di Tobia, non solo si trovano sposi pieni dell’ amore di Dio, ma anche genitori che si identificano con le loro figlie e con i loro generi:

li consigliano, li benedicono e augurano loro tanta prosperità e tanta felicità.

Accade lo stesso anche nella nostra famiglia?

Interroghiamoci, carissimi ascoltatori, umilmente ma con serenità:

-         benediciamo Dio per il dono reciproco del marito e della moglie?

-         Siamo coscienti che i figli sono il prodotto dell’amore di Dio e che come tali li dobbiamo custodire, proteggere, aiutare?

-         Desideriamo il meglio per loro e li benediciamo certi che la gloria e l’amore del Signore li accompagni?

Chiudiamo qui, carissimi ascoltatori tutti, questa prima parte della trasmissione  “Famiglie che parlano ad altre famiglie”.

Siamo certi che le vostre telefonate integreranno, con le esperienze personali, consigli e proposte, questo  programma che vuole solo essere un piccolo aiuto a tante coppie e a tante famiglie in difficoltà, ma soprattutto vuole dare la speranza in questo nostro mondo (che ne ha un estremo ed assoluto bisogno) che il Signore non ci abbandonerà mai se in Lui, tutti, confidiamo.

Grazie ad ognuno di voi.

Il Signore vi benedica e vi colmi di ogni grazia.

 

STACCO   MUSICALE

 

In attesa delle telefonate dai radioascoltatori

 

 
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