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La guarigione della Famiglia: “Il
rapporto con i nostri figli”
Carissimi ascoltatori di Radio Mater. Siamo veramente
felici di essere qui ancora una volta con voi dopo le trasmissione dello
scorso anno. Confessiamo che abbiamo iniziato con titubanza e con tanta
emozione (che ancora un poco persiste) ma vogliamo testimoniare che il
piacere di parlare con voi, di ascoltare le vostre voci e soprattutto le
vostre esperienze, ci hanno fatto tanto desiderare questa ora con voi,
per conoscervi ancora meglio e vorremmo tanto trasmettervi questo nostro
profondo sentimento di gratitudine per ognuno di voi .
Siamo Rossana e Piero ed anche quest’anno, ancora per
alcuni incontri, riprendiamo a
trattare la “Guarigione
della Famiglia”.
In passato abbiamo analizzato l’importanza della
guarigione interiore con il rivivere l’esperienza personale: nell’amare
noi stessi, nell’amare Dio e il prossimo, nella accettazione di noi
stessi, del coniuge e della sua famiglia.
Oggi tratteremo, inizialmente, come accettare sempre
e in ogni situazione i figli.
Dopo aver pregato, come sempre, lo Spirito Santo
affinché ci aiuti a predisporre questo tema di oggi, ci siamo posti
subito una domanda, pur banale ma semplice: noi amiamo i
nostri figli? (.. cosa vuol dire
amare..) e ci sembra di
vedere i volti di molti genitori con i loro sguardi perplessi e come
reazione ci dicessero:
-
Ma cosa vi viene in
mente, noi amiamo tutti i nostri figli allo stesso modo…
-
Come facciamo a non
amarli se sono nostri
figli?...
-
Per noi sono tutti
uguali…
Ma siamo così sicuri che è sempre così?
Molti figli non sono
d’accordo con queste affermazioni!
Dalla esperienza di alcuni
consacrati, di missionari e di laici che conosciamo e che vivono a
contatto con realtà non tanto poi diverse dalle nostre, hanno purtroppo
rilevato che molti sposi per immaturità e mancanza di preparazione al
matrimonio, mettono al mondo dei figli diciamo “sfortunati”. E la cosa
più triste è che scaricano su di loro tutti i problemi personali
e poi ingiustamente li fanno sentire colpevoli.
I nostri figli non hanno chiesto di nascere, né hanno
desiderato di essere come sono. Quando nacquero non sapevano niente e
crescendo hanno subito influenze a volte negative.
Quello che portano dentro, anche se a livello
inconscio, è il risultato
di tutto ciò che hanno assorbito dal concepimento sino all’età attuale.
Dobbiamo allora chiederci:
dov’è la loro colpa?
Chi viene rifiutato sin dal ventre della madre o dal
giorno della sua nascita o nei suoi primi anni di vita, non farà altro
che rifiutare e ricevere nuovi rifiuti!
Questi sacerdoti, laici, volontari,
hanno ascoltato dalla bocca dei
bambini, dei giovani e da adulti di diversa età, frasi come queste:
-
mio padre e mia
madre non mi amano…
-
mio padre mi
rifiuta perché non gli somiglio o non la penso come lui…
-
mi hanno dato in affidamento per una
situazione difficile in famiglia…
-
da piccolo mi picchiavano perchè non mi
volevano perché secondo loro ero
stupido, poco
intelligente
-
da piccolo non mi volevano perchè quando
nacqui, la mia mamma morì e
dicevano che la colpa era la mia se la
mamma è morta… ecc. ecc.
E’ molto importante riconoscere e comprendere che
accettare l’altro, con i suoi limiti, non è facile, se non a volte
addirittura impossibile.
Però ascoltiamo a tal proposito
la Parola di Dio, attraverso san Paolo:
“Tutto
posso in Colui che mi dà la forza”
(Fil. 4,13)
Ci sono delle persone che vivono a stretto contatto
con alcolizzati, drogati, adulteri, insoddisfatti sessualmente, avari o
con cattive abitudini, che mettendosi nelle mani del Signore si rendono
conto che anche loro hanno difetti ed hanno imparato, loro per primi, ad
essere pazienti, a pregare
per loro o meglio ancora a pregare
con loro.
Costoro hanno rimesso tutta la loro speranza e
fiducia in Dio: le difficoltà hanno rafforzato la loro fede. Quando Dio
vuole, i loro cari, amici, conoscenti riacquisteranno la salute
spirituale e fisica: risultato di tanta preghiera e di paziente
attesa. Queste stesse persone sono ora piene di tenerezza e vivono
non solo in armonia e in pace, cosa che solo il Signore Gesù può donare,
ma sanno anche trasmettere queste gioiose realtà, a loro volta, a coloro
che sono attorno a loro o che avvicinano
Nostra esperienza con una coppia di amici.
Insieme abbiamo accompagnato per un lungo tratto, la
vita di una coppia di amici con un figlio schiavo di un grande disagio.
La loro sofferenza era enorme e sembrava che tutto
fosse perduto, irrecuperabile.
Ma Dio ascolta sempre il grido di aiuto e insieme a
questa coppia iniziammo a pregare con perseveranza e con tanta fiducia e
ad implorare il Signore: per primi loro stessi, genitori, riconobbero i
loro sbagli, ebbero il coraggio di chiedersi reciprocamente
perdono, ed anche al figlio.
Lo accompagnarono in un lungo
periodo di recupero cercando sempre conforto e forza dalla preghiera e
dalla Parola di Dio, attorniati da veri amici che pregavano ed
intercedevano per loro per questo miracolo.
Con l’amore di una mamma forte e pronta ad ogni sacrificio e di un padre
che oramai condivideva tutto, ottennero il miracolo stupendo della sua
guarigione
STACCO
MUSICALE
Molti credono che il denaro sia la cosa più
importante e necessaria da portare in un matrimonio, perché questo
riesca felicemente e duri nel tempo.
Spesso si incontrano donne stanche di portare da sole
sulle spalle il peso della famiglia: sono responsabili di tutto, dalle
cose più grandi a quelle più piccole.
Il marito apertamente le dice “occupati tu di tutto,
dato che non lavori…hai più tempo ecc.”
Alcuni mariti trascorrono
il loro tempo libero nella pratica dello sport, con amici ma molto poco
in seno alla famiglia e si dimenticano che la responsabilità è di
entrambi. Quando sono a casa sono presenti solo materialmente, ma sono
spiritualmente lontani.
Spesso alcuni genitori sono duri e difficili e
perdono l’affetto e il rispetto tra loro ed anche con i loro figli.
Come abbiamo detto la
formazione dei figli sarebbe responsabilità di entrambi i coniugi, ma
quando non c’è equilibrio in questo, ci troviamo dinanzi a bambini
insicuri, paurosi, pieni di complessi o, per reazione, violenti.
Da adolescenti e poi da adulti rifletteranno nelle
differenti tappe della loro vita, una educazione piena di vuoti che i
genitori non seppero riempire compiendo bene la loro missione. Saranno
persone immature affettivamente e impreparate verso la
vita. Sarà molto difficile che un domani accettino
una cura per una guarigione interiore.
Se siamo malati interiormente contageremo, purtroppo,
anche la nostra famiglia!
Ma quando gli sposi sono consapevoli dei loro errori
e decidono di cambiare, cioè, atteggiamento e di rivedere la loro vita,
il Signore non fa mancare la grazia necessaria e viene sempre in loro
aiuto.
Fortunatamente ci sono anche tante e tante felici
realtà familiari, (e sono la maggioranza) che danno entusiasmo, gioia e
speranza nella vita; quando ambedue i genitori sono coscienti delle
proprie responsabilità dinanzi a Dio, alla società e alla loro famiglia.
Di fronte a questa panoramica è necessario che gli
sposi:
-
chiedano ogni
giorno la grazia concessa dal Sacramento del Matrimonio;
-
approfondiscano la
dottrina della Chiesa relativa a questo Sacramento (per esempio tramite la Familiaris Consortio);
-
abbiano scambi
di idee con altri sposi cristiani che già hanno superato questa
situazione;
-
partecipino
attivamente in comunità coniugali, gruppi familiari
-
chiedano, in quanto
coppie, nella forza della preghiera, nella santa Messa,
nelle Adorazioni Eucaristiche, la guarigione interiore.
Breve esperienza con i nostri figli
Anche a noi, carissimi ascoltatori, non sono mancate
le amarezze, le fatiche, le incomprensioni, i disagi, tra noi come
coppia e di conseguenza con tutti i nostri figli. Ma Dio nella sua
grande bontà e misericordia, sa scrivere diritto anche sulle nostre
righe storte!
Ha ascoltato il nostro grido di aiuto e ci ha presi
per mano e noi ci siamo lasciati prendere, insieme, per mano e abbiamo
iniziato a camminare in un modo nuovo.
Il perdono reciproco è stato il primo passo poi, con
pazienza, sono arrivati momenti stupendi di dialogo, di ascolto, di
scoperta nuova di stare bene insieme, di desiderare con tutto il cuore
la vicinanza dell’altro, come un grande dono.
I figli vedevano, ascoltavano e ricominciavano a
stare bene in casa, tra loro e con noi.
Sono diversi, ognuno risponde all’Amore di Dio con
tempi propri.
In noi genitori c’è una grande speranza: la
preghiera! Questa grande forza che ci rende fiduciosi e certi che Dio ha
preso per mano ognuno di loro e li conduce sui suoi sentieri di perdono
e di amore.
Un pensiero di forza, di sostegno, di speranza e di
aiuto ci viene dalla Chiesa, attenta al problema della famiglia,
attraverso
la Familiaris Consortio al n. 3:
“In un momento storico nel quale la famiglia è
oggetto di molte forze che cercano di distruggerla o deformarla, la Chiesa, cosciente che il
bene della società e di se stessa è profondamente vincolato al bene
della famiglia, sente in un modo più vivo e più forte la sua missione
di mostrare a tutti il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia,
assicurando la sua piena vitalità, così come il suo progresso umano
e
cristiano,
contribuendo in questo modo al rinnovamento della società e dello stesso
Popolo
di
Dio”
Ed ancora con un pensiero di Papa Giovanni Paolo II°
ci è di grande aiuto:
“…Matrimonio e famiglia hanno bisogno della grazia
di Cristo per essere guariti dalle ferite del peccato ed essere
restituiti a “suo principio”, vale a dire alla conoscenza piena e alla
realizzazione integrale del disegno di Dio…”
BREVE
STACCO
MUSICALE
Analizziamo ora insieme a voi, cari ascoltatori di
Radio Mater, un altro campo della Guarigione delle Famiglia, un capitolo
che potremmo intitolare:
Il matrimonio, una conquista
felice di ogni giorno.
Una persona un giorno ha definito così il matrimonio:
E’ come un investimento,
è come se acquistassimo una proprietà, è un compromesso nel quale noi
diamo il 100%, ossia tutto, ma in cambio riceviamo tutto. O meglio,
quando vogliamo comprare qualcosa, fissiamo lo sguardo su quello che ci
farà felici e per ottenerlo facciamo tutto ciò che è necessario. Quando
lo abbiamo ottenuto, (per esempio una casa) con molto affetto la
miglioriamo, la rendiamo più nostra, ci doniamo di più ad essa e ben
presto gli altri noteranno il cambiamento. Con il trascorrere del tempo,
questa proprietà aumenta di valore, con l’ammirazione da parte di tutti:
produce cioè i suoi frutti perché l’abbiamo trattata con attenzione …….
In realtà chi decide di
unirsi in matrimonio, deve prima dedicare un certo periodo per
condividere, osservare, conoscere bene la persona con la quale desidera
formare una nuova famiglia. Quando ne è sicura, che si disponga a
pagarne il prezzo, cioè di
abbandonare tutto, persino padre, madre… i nuovi sposi inizieranno da
soli una vita
nuova.
Con il loro sacrificio, sforzo, con il donarsi reciprocamente
attenzione, affetto, amore, questa nuova vita acquista un maggior prezzo
e prestigio; essa acquisterà valore nel tempo e tutti l’apprezzeranno e
ne vedranno riflessi i frutti nei figli.
E’ questa la realtà come è intesa da Dio:
“Per questo
l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due
saranno una sola carne”. (Gen. 2, 24)
-
Ma quando una
persona non è stata allevata in una famiglia dove non ha ricevuto nessun
principio morale, né insegnamento spirituale, che cosa potrebbe
trasmettere alla sua futura famiglia?
Se
un coniuge non ha niente in comune con
l’altro, come potranno intendersi?
-
Come potranno
educare i loro figli?
-
Che ambiente si
respirerà in questa famiglia se gli sposi stanno male psicologicamente,
cosa potranno offrire ai loro figli?
-
Se in una famiglia,
in una casa non regna l’armonia, la gioia, la pace, saranno i loro figli
persone equilibrate e positive?
Molte volte crediamo, erroneamente, che dopo il
matrimonio tutto sui aggiusterà. Noi
pensiamo che non sia la stessa cosa comprare una casa nuova dove tutto è
più o meno ben distribuito, che comprarne invece una in rovina, per poi
ricostruirla di nuovo: demolire le rovine e ricostruirla richiede molto
più tempo e denaro.
Nel matrimonio accade la stessa cosa: spenderemmo
troppo tempo e troppo denaro e non avremmo la pazienza di vedere
l’edificio costruito. Per questo è necessario cominciare bene e
cercare di trovare la soluzione ai problemi prima del matrimonio o man
mano che questi si presentano. Così non solo guariremo noi, ma
diventeremo strumenti di guarigione.
All’interno di ogni famiglia dobbiamo imparare, tra
di noi, a manifestare ogni problema che sorge. Oggi giorno le famiglie
devono affrontare una infinità di difficoltà per mancanza di
comunicazione. Ognuno cerca di trovare risposte da solo.
Non comunica con l’altro e tanto meno con Dio!
Tuttavia, la preghiera in famiglia è
una fonte sicura e inesauribile di guarigione per la
stessa famiglia!
-
Oggi sappiamo
ascoltare?
-
Facciamo quello che
Gesù suggerisce al nostro cuore?
Gesù dalle cose impossibili (è anche la nostra
personale esperienza, di Rossana ed io)
tira fuori delle belle e stupende realtà. Dalle
nostre realtà spesso cariche di liti e di risentimenti, se in Lui
confidiamo e a Lui ci affidiamo, Gesù ci dona la pace, il perdono,
l’amore, la fiducia, la bontà, l’allegria, la gioia e il desiderio di
continuare a vivere intensamente ogni giorno.
Dalle rovine di un fallimento matrimoniale, dalla
separazione, dal divorzio, per chi rimane fedele, Gesù ricava una vita
nuova, una unione coniugale piena di intimità con Lui e con Maria, sua
madre.
L’acqua delle lacrime diventa vino del sorriso, della
felicità e della pace.
Oggi, ci sono tanti problemi e tante difficoltà nelle
famiglie, ma ora, in questo momento, cari ascoltatori, il Signore Gesù
vuole trasformare il nostro matrimonio, il
matrimonio di ognuno di noi, nessuno escluso, se ci
crediamo, in un “acquisto” meraviglioso, in un “miracolo continuo di
amore”. Ci crediamo?
“Nulla
è impossibile a Dio”
(LC. 1,37). “Egli
fa nuove tutte le cose” (AP. 21,5).
Nella Bibbia, nel libro di Tobia, non solo si trovano
sposi pieni dell’ amore di Dio, ma anche genitori che si identificano
con le loro figlie e con i loro generi:
li consigliano, li benedicono e
augurano loro tanta prosperità e tanta felicità.
Accade lo stesso anche nella nostra famiglia?
Interroghiamoci,
carissimi ascoltatori, umilmente ma con serenità:
-
benediciamo Dio per
il dono reciproco del marito e della moglie?
-
Siamo coscienti che
i figli sono il prodotto dell’amore di Dio e che come tali li dobbiamo
custodire, proteggere, aiutare?
-
Desideriamo il
meglio per loro e li benediciamo certi che la gloria e l’amore del
Signore li accompagni?
Chiudiamo qui, carissimi ascoltatori tutti, questa
prima parte della trasmissione
“Famiglie che parlano ad altre famiglie”.
Siamo certi che le vostre telefonate integreranno,
con le esperienze personali, consigli e proposte, questo
programma che vuole solo essere un piccolo aiuto a tante coppie e
a tante famiglie in difficoltà, ma soprattutto vuole dare la speranza in
questo nostro mondo (che ne ha un estremo ed assoluto bisogno) che il
Signore non ci abbandonerà mai se in Lui, tutti, confidiamo.
Grazie ad ognuno di voi.
Il Signore vi benedica e vi colmi di ogni grazia.
STACCO
MUSICALE
In attesa
delle telefonate dai radioascoltatori
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