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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 27 giugno 2008 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

12° TRASMISSIONE – RADIO MATER – 27/06/2008

Carissime famiglie di Radio Mater siamo giunti quasi al termine del mese  di giugno dedicato particolarmente al cuore divino di Gesù dal quale è scaturito grazia e misericordia che si è riversata su tutti senza distinzione, alziamo ancora una volta questa sera i nostri occhi e lasciamoci inondare da questo oceano di amore, carissimi ascoltatori e ascoltatrici  è con queste parole che Franco e Rita vi danno il benvenuto nella trasmissione.

Continuiamo allora il nostro viaggio, intrapreso la volta scorsa, attraverso le diverse età dell’amore coniugale e anche  questa sera ci farà da guida la FC. al n°51 “Per questo, come la grande Chiesa, così anche la piccola Chiesa domestica ha bisogno di essere continuamente e intensamente evangelizzata: Da qui il suo dovere di educazione permanente nella fede, Che come l’amore coniugale ha bisogno di essere continuamente rinnovato e rigenerato durante lo scorrere del tempo della vita degli sposi.

Nel nostro ultimo incontro ci siamo lasciati con le parole di Gesù “Amatevi gli uni e gli altri come io vi ho amato” ma ricordiamo anche brevemente alcuni  passaggi così da facilitare il percorso di questa sera: Abbiamo parlato di alcuni parametri che determinano la crescita in positivo o in negativo dell’amore coniugale, che sono, il livello individuale di maturità e di coppia, ciò che dipende dalla coppia, cose previste o impreviste, la diversità di età che potrebbe condizionare i rapporti e l’evoluzione psicofisica personale e di coppia, i vari cambiamenti nell’ambito famigliare che determinano il terreno sul quale l’amore coniugale si evolve, nell’aspetto dottrinale abbiamo parlato delle dinamiche che lo costituiscono attraverso le parabole evangeliche del seme, l’importanza delle verifiche periodiche per cogliere eventuali malesseri e correre ai ripari. Il sacramento del matrimonio come dono di grazia che si specifica nella relazione, nel consenso espresso dagli sposi, il SI per sempre, e per ultimo l’amore coniugale innestato in Gesù, rappresentato in Gv. 15 come la vera vite, dunque l’amore degli sposi alimentato dall’amore di Cristo. Nella nostra esposizione abbiamo voluto sottolineare, e questa sera cercheremo di capire ancora meglio, ciò che lo Spirito santo compie nei coniugi a partire dal momento del consenso nel quale a  inizio la sua azione che non si interromperà e rimarrà sempre attiva nel matrimonio suscitando negli sposi il volere e l’operare quel fare memoria per coglierne i suoi passaggi.

Iniziamo allora prendendo spunto dalla trasmissione precedente dove un ascoltatore ha chiesto se lo Spirito Santo ci difende dal male, questo ha suscitato in noi la necessità di approfondire l’argomento per poter dare una risposta che possa essere abbastanza esauriente e poi continueremo il nostro percorso.

Chi è dunque lo Spirito Santo e qual è il suo agire in noi? (Sposi) tutti sappiamo che è la terza persona della SS. Trinità colui che procede dal Padre e dal Figlio, il tramite tra il Padre e i Figlio e che Gesù ha donato a tutta l’umanità nella sua passione, morte e resurrezione, il Vangelo di Gv. ci ricorda la promessa di Gesù fatta ai discepoli, quando me ne sarò andato verrà a voi il consolatore, l’avvocato, (dunque ecco il difensore), colui che vi guiderà alla verità e che rimarrà con voi per sempre ma ad una condizione specifica perché questa parola possa realizzarsi, ecco che ricorrono ancora le parole di Gesù con le quali ci siamo lasciati: Rimanete nel mio amore, amatevi gli uni e gli altri come io vi ho amato, possiamo notare anche come questo versetto sia il live motiv della vita degli sposi, la parola che si fa vita. Se rimanete nel mio amore porterete molto frutto e ancora: Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. Dunque lo Spirito Santo ci difende, in primis da noi stessi, donandoci la libertà interiore e la capacità di moderare le impulsività con la pazienza e la mitezza tanto importanti per il cammino di coppia, suscita nel cuore il perdono, illumina le scelte ci istruisce, ottiene quei doni spirituali e materiali che crede opportuno per il nostro bene, e pone la Parola e la preghiera come strumenti diretti per comprendere meglio la volontà di Dio e alimento fondamentale  nel cammino di vita di sposi.

L’unzione dello Spirito, è bene ricordarlo, l’abbiamo ricevuta nel Battesimo e confermata nella Cresima, che per noi cristiani rappresenta appartenenza a Dio, la figliolanza divina, membri a pieno titolo della grande famiglia che è la Chiesa. S. Paolo ai Romani spiega così: Lo Spirito Santo attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli siamo anche eredi, eredi di Dio coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze  per partecipare alla sua gloria.

Tutto questo come si traduce nella vita quotidiana dei coniugi, magari si pensa a chissà quali cose straordinarie, no cari fratelli e sorelle, ma nella semplicità del quotidiano, fare bene ciò che siamo chiamati a fare come mariti e mogli e come genitori, tutti i giorni, cercare sempre la comunione all’interno della famiglia e soprattutto prendersi il tempo di stare in comunione con Lui. Questo è l’atteggiamento da porre in essere, la ricerca continua della verità, adottando uno stile di vita e un comportamento coerente al credo che professiamo, per essere sempre pronti a rispondere alla Sua chiamata la dove ci ha posti perché il regno di Dio ha proprio il suo inizio all’interno dei rapporti famigliari. Dunque lo Spirito ci difende attraverso la nostra collaborazione. Un eminente patrologo lo definisce come una sorgente di grazia che non finisce mai e aggiunge che la presenza dello Spirito nell’anima attenua gli affanni che rallentano il cammino di perfezione verso il Padre, non esistono ostacoli perché tutto scorre come l’acqua di un fiume che segue sicura il suo corso. Ma torniamo alla nostra coppia, il primo dono di grazia che lo Spirito infonde negli sposi il giorno delle nozze è il vincolo permanente in altre parole la capacità di amarsi come Cristo ci ha amati, ma come ci ha amati Cristo? Fino a dare la Sua vita per la Chiesa e così anche per gli sposi cristiani. In termini reali vuol dire vivere secondo il progetto di Dio = vivere secondo lo Spirito. Essere dono l’uno per l’altra aperti alla vita, l’amore umano che diventa amore divino e genera la vita e non solo fisica. Un altro aspetto importante dell’azione dello Spirito è la capacità di contemplare il mistero di Dio nelle due persone diverse quali siamo, uomo e donna, uniti in matrimonio che si amano per sempre, lo stupore di scoprire che lo spazio che separa la relazione dei coniugi è quella terra santa dove ci si avvicina con rispetto togliendoci i calzari, perché è il luogo dove il Signore parla agli sposi lungo le varie età del loro amore, Io sarò sempre con voi e mi manifesterò a voi attraverso i vostri gesti d’amore.

SPAZIO MUSICALE

Dopo questa lunga parentesi sull’azione dello Spirito la quale ha messo in evidenza la Parola di fedeltà del Padre sugli sposi, che permane sicura e costante lungo tutto lo scorrere del tempo, riprendiamo il discorso da dove eravamo rimasti cioè al dono sacramentale in riferimento agli sposi che nel Sacramento del matrimonio vengono innestati nell’amore Trinitario, certamente questo inserimento, questa articolazione dell’amore umano sull’amore Trinitario non avviene in modo indolore o automatico ma passa inevitabilmente dentro e attraverso un vissuto concreto, lo possiamo constatare attraverso delle istanze psicologiche, sociali e religiose.

Tutti sappiamo che la persona che cresce ha il desiderio di realizzazione del se, se questo non avviene probabilmente potrebbero esserci dei disturbi della personalità, o immaturità, nell’amore coniugale l’identificazione del se avviene nella relazione con l’altro coniuge o con gli altri (figli) questo determina anche la maturità nella coppia. Dunque raggiungo la realizzazione di me stesso nella misura in cui mi gioco bene l’incontro con l’altro o gli altri, nella misura in cui mi apro all’altro, ancora di più, mi dono all’altro. Se guardiamo un po’ più in profondità questa è anche una legge evangelica nella quale questa istanza psicologica trova riscontro, chi non perderà la sua vita per Me non la otterrà, la vita si guadagna perdendola dice Gesù, ma è anche vero il contrario perché se difendo me stesso (individualismo) non ci guadagno ci perdo, questa è anche una delle cause principali di tante separazioni.

L’evoluzione dell’amore coniugale può essere determinato positivamente, ma anche in modo negativo, dal contesto sociale in cui si vive, il nucleo famigliare è inserito in questo contesto: parentale, amicale, civile. La coppia non vive isolatamente, ma dentro una comunità dalla quale può percepire degli imput a favore o contro, dove possono esserci delle esigenze che vengono da questo contesto e che vanno a interferire, certamente anche questi aspetti devono essere fatti oggetto di verifica all’interno della coppia. Ora la testimonianza di un amore coniugale, buono e possibile, viene trasmesso nella comunità, ecco che allora guardando e mettendosi in relazione con la comunità, attraverso questi esempi possiamo accogliere la promessa di cosa buona che c’è dentro l’amore coniugale. Questa testimonianza fa della comunità una comunità profetica (ricordiamo il passo di Genesi dopo aver creato l’uomo e la donna, Dio disse è cosa molto buona) o parimenti il contrario come si è detto, se nella comunità si vedono più negatività più crisi, questo potrà influire sulla fiducia in quel seme, di cui abbiamo parlato la volta scorsa, che il Signore ha gettato nella vita dell’uomo e della donna. Questo è il compito, la  missione della comunità e a maggior ragione la comunità di Gesù, sarete davvero miei discepoli se avrete amore gli uni per gli altri, se quella promessa di amore è buona e possibile lo vedo proprio nei rapporti di carità tra i membri della Chiesa.

Un altro aspetto non di meno importante che viene a costituire l’amore coniugale è il bagaglio religioso che gli sposi singolarmente hanno ricevuto dalle loro famiglie, dalla comunità, dalla Parrocchia di appartenenza, dal contesto sociale in cui hanno vissuto prima di sposarsi, dalla scuola, e che nel matrimonio assume una valenza  diversa, i due arrivano nel rapporto di coppia con questo bagaglio religioso, il quale può essere più o meno robusto o problematico o addirittura inesistente. Cosa determina? La fede non è più una questione individuale dell’uno o dell’altra ma assume una connotazione diversa, il proprio bagaglio religioso viene riversato dentro la relazione perché nel matrimonio Dio ci chiama alla salvezza non più da singoli ma come sposi, diventa un mandato nuovo per la mia fede, dunque questo bagaglio personale si trova ad essere messo in gioco dentro il rapporto di coppia, la mia fede entra a far parte della fede dell’altro e dei figli e qui potremmo dire che c’è una duplice valenza, a volte sono proprio i figli grazie ai sacramenti dell’iniziazione cristiana a far risvegliare la fede nei genitori magari messa da parte a causa dello stress che il mondo moderno impone.

Detto questo possiamo affermare che l’amore coniugale cresce come dono dato dal Signore dentro e attraverso delle situazione esistenziali concrete di vita.

SPAZIO MUSICALE

Facciamo ora un passo ulteriore nel nostro viaggio e consideriamo l’amore coniugale dal punto di vista della sua origine creaturale e la finalità escatologica, l’amore coniugale non è una realtà che dipende dall’uomo o meglio inventata dall’uomo ma è una realtà che ci precede è gia presente nell’uomo, è un dono “dato” che ci viene offerto che ha in se dei meccanismi, delle regole create da Dio per noi, dentro di noi, che hanno bisogno di essere accolte, recepite, riconosciute, non sono regole legate alla discrezionalità o agli umori momentanei delle persone, ma al contrario siamo chiamati  a capirne i meccanismi interni che qualcun altro ha pensato che ha creato, il nostro compito se mai è quello di interpretarle. Dio ha creato l’uomo e la donna, ha creato l’amore coniugale ma ha messo delle regole, delle norme di comportamento perché sia quella cosa buona di cui ci parla il libro della Genesi che sono fedeltà, indissolubilità, apertura alla vita, il bene dei coniugi, se queste norme non vengono accolte evidentemente si ha un idea diversa dell’amore coniugale. Se l’amore coniugale viene accolto in questi termini, creato da Dio, allora la nostra risposta non può essere che duplice: da una parte la gratitudine verso il dono ricevuto che si trasforma in una preghiera riconoscente a colui che ne ha posto le fondamenta e dall’altra l’impegno che comporta e che ci interpella moralmente specialmente per quanto riguarda la castità coniugale che non è astinenza ma è vivere bene la sessualità nella coppia nelle sue componenti Eros e Agape così l’amore da una parte diventa generativo (figli)  procreazione responsabile, ma dall’altra è generativo d’amore che rende attuale il sacramento del matrimonio celebrato, che diventa un bene per coniugi per i figli e della intera famiglia e si trasmette nella comunità.

Il secondo passaggio in questo punto  è la finalità escatologica, cosa si intende?  Per fare un esempio molto semplice tratto dalla nostra esperienza, ma potrebbe essere quella di tanti sposi che si amano, quando dico a mia moglie ti amo e lei a me, non ci scambiamo solo delle semplici espressioni di affetto ma ci trasmettiamo qualcosa di ben più grande che va oltre, è un anelito di eternità perché vorremmo che il nostro amore non avesse mai fine è come se dicessimo: “tu non morirai mai perché ti amo”

Questo anelito è dentro quel seme che Dio ha posto nel cuore dell’uomo e della donna il CC lo definisce come una fiamma del Signore, che si traduce nel bisogno di amare e di essere amati, l’innamoramento è la scintilla che lo fa accendere, ne scandisce il suo manifestarsi concretamente, tutto ciò ci fa intuire che, attingendo o fermandosi alla semplice realtà umana e pur profondo che sia l’amore coniugale, non ha compiutezza su questa terra, ma va oltre, diviene simbolo di qualcosa che ci supera che trascende la nostra dimensione storica. Se voglio salvare, se voglio realizzare il mio amore coniugale lo devo aprire ad un amore più grande, è la stessa legge divina che dice: se cerco di salvare la mia vita la perdo, ma se la perdo la troverò dice Gesù e così è lo stesso per l’amore coniugale se cerco una realizzazione solo umana mi sfugge, lo perdo. Ma se siamo capaci dentro di esso ad andare oltre allora lo compio. Riusciamo a capire allora che senza nulla togliere al valore della dimensione umana dell’amore, allo stesso tempo questa esperienza d’amore viene relativizzata perché, pur amandosi profondamente, e pur importante che sia l’amore coniugale non è il tutto, la sua compiutezza si compie nella misura in cui questa esperienza viene superata ecco questa è la finalità escatologica, in altre parole l’origine creaturale dell’amore tende ad una trascendenza di se per perdersi nella sua origine, nell’ amore infinito di Dio Trinità.

Abbiamo visto attraverso queste istanze psicologiche sociali e religiose quale sia il terreno dove l’amore coniugale matura, cresce si evolve, potremmo dire che all’interno di questa realtà umana,  che ha in se qualcosa di divino, ci sia come una forza, un programma che la fa tendere ad uno sviluppo lineare progressivo indipendente dalla volontà dei coniugi, come abbiamo detto di quel seme che germoglia e si sviluppa indipendentemente dal contadino che l’ha seminato, dunque e vero ci sono dei dinamismi positivi, buoni, che favoriscono la sua evoluzione questo ci fa ben sperare anche oggi, induce ad un atteggiamento ottimista nei riguardi del matrimonio, la Parola lo conferma “Dio disse che era cosa buona….., molto buona!! E ancora “Ciò che Dio ha unito l’uomo non osi separare”. 

Ma come ben sappiamo non è sempre così, sia l’amore coniugale come la realtà umana sono intaccati da forze negative, come il peccato, il male che è dentro di noi, che sviano il percorso, che fanno si che il cammino non sia sempre lineare, ma fatto di fatiche, di recuperi. Necessita così di verifiche con un continuo dialogo, di purificazioni attraverso il sacramento della riconciliazione frequente dei coniugi, di perdono come ci è stato spiegato da Piero e Rossana nella precedente trasmissione, non che di misericordia e in fine di redenzione, cosa vuol dire redenzione? Lasciare che la nostra relazione di coppia e il vissuto sia sempre guarito da Gesù Signore, siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo, Ef.5 in altre parole essere sottomessi alla Sua Signoria,. Tutto questo fa parte dell’amore coniugale. Quindi lungi da noi l’essere pessimisti il germe che è stato seminato è buono ha in se un programma buono. Detto questo ci sentiamo di affermare che l’ottimismo cristiano non è ingenuità o fondamentalismo, ma è un umile affidamento ad una grazia che salva.

SPAZIO MUSICALE

Gli argomenti che abbiamo trattato fin’ ora sono stati di tipo dottrinale, in sintesi  l’amore coniugale vive tra: dono sacramentale, istanze esistenziali, origine creaturale, finalità escatologica, il progresso di compimento e in fine il cammino redentivo. Ora cerchiamo di approfondire un po’ di più l’aspetto spirituale, quali risvolti presenta, per trarne delle direttive delle indicazioni utili, per capire su quali binari scorre l’amore coniugale. Per fare questo teniamo in considerazione alcuni punti di vista non necessariamente che seguono una scaletta ma che offrano dei possibili sviluppi.

Per esempio dal punto di vista esistenziale: L’innamoramento-passione-complicità-tenerezza, il momento dell’innamoramento che non è ancora l’amore vero, ma che diventa il momento della  passione, dalla quale nasce la complicità che diventa comunicazione, dialogo tra i due, il comunicarsi ciò che si stà vivendo e che genera una evoluzione di tenerezza.

Punto di vista morale, cosa vuol dire? quando si prende in mano il proprio amore dal punto di vista morale entra in campo il discernimento, nell’innamoramento può esserci una preoccupazione legittima, un voler capire se quell’amore avrà un futuro, allora si fa una verifica se è la persona giusta, se è quella che il Signore ha scelto per me, (discernimento) poi il momento del coinvolgimento, l’espressione del consenso, (matrimonio) il si per sempre. La collaborazione, i due che si mettono insieme collaborano fanno dei  progetti li portano avanti insieme. La pazienza che vuol dire sapersi attendere l’un l’altro, venirsi incontro, fa nascere una simpatia tale tra i due che si sanno compatire per il bene comune.

Potremmo anche rivedere l’amore da un punto di vista più religioso, l’amore coniugale che corrisponde alla chiamata, la vocazione inscritta, quel seme che Dio ha seminato nei cuori, questo esige una risposta che diventa celebrazione di una alleanza, è il momento delle nozze, l’’instaurarsi tra i due di una comunione spirituale profonda. Potremmo leggere questo passaggio anche in una proiezione più prettamente spirituale, la dignità dell’amore con i suoi dinamismi interni: Volontà-Amore-Carita-Sapienza che tradotti in parole più semplici significano: Volonta, che  vuol dire: all’ interno dell’ amore coniugale si sprigionano delle energie, delle forze, per meglio dire  una vitalità sempre nuova, un motore che spinge dentro, volontà in questo senso. Amore, cioè affetto che si manifesta nell’ attrazione reciproca, un legame, è anche questa la dimensione dell’amore coniugale. Carita, che è espressione di fecondità, di generosità, espressione di altro da se. Infine Sapienza, che tradotto significa ordine, dentro l’amore coniugale c’è un ordine uno stile di vita improntato alla sobrietà, giustizia e pietà, in sintesi è un dono che se accolto diventa fruttuoso e pacificante porta in se una pace interiore.

Un ultimo aspetto prima di concludere sono i risvolti pastorali, il matrimonio e la famiglia vivono all’interno di un contesto sociale ed ecclesiale nel quale nasce necessariamente un rapporto di scambio o di sostegno reciproco, è in questo humus in questo terreno che l’amore coniugale si trova a confrontarsi, il che può diventare una risorsa ma anche il suo contrario, può favorirlo o condizionarlo nel suo sviluppo, quindi questo humus, questa rete del sociale, non sono indifferenti alla buon andamento famigliare e di coppia e certamente di questo bisogna tenerne conto.

Ma cerchiamo di capirne un po’ di più, va sottolineato che il matrimonio e la famiglia sono due realtà che debbono essere fatte oggetto di cura ma sono anche soggetto di azione nelle diverse età o situazioni, soggetto di cura specialmente verso le coppie giovani, ma non solo, le quali hanno bisogno di consolidare il loro rapporto attraverso una azione pastorale attenta ai veri bisogni e al vero bene e dalle istituzioni perché promuovano iniziative adatte a favorirne lo sviluppo nel rispetto del valore che rappresentano. Altresì l’amore coniugale deve essere fatto oggetto di cura nelle sue varie età, abbiamo menzionato le coppie giovani ma anche le coppie più mature hanno bisogno di cura, a volte, quando l’età lavorativa volge al termine e i figli se ne sono andati verso il loro futuro si deve ritrovare un nuovo equilibrio riorganizzare in qualche modo la vita da coniugi, che noi diremmo a tempo pieno, è qui che si possono annidare delle difficoltà oggettive, ecco che allora un amore coniugale stabile solido diventa soggetto di azione nella Chiesa come testimonianza fedele del Dio-Amore contribuisce di fatto a costruire il Regno, allo stesso tempo una famiglia stabile e sana contribuisce alla costruzione di una società più sana e più giusta.

Questa interazione tra chiesa e società non deve essere imposta ma deve essere sostenuta in modo rispettoso e costruttivo nel rispetto delle persone, perché pone al centro l’amore che diventa reciprocità, la chiesa-società sostenendo la famiglia e il matrimonio in realtà ha cura di sé stessa, parimenti le famiglie che si attivano per la Chiesa-società è come si prendessero cura di sé stesse.

In conclusione possiamo dire che l’amore coniugale ha bisogno di un identità (Habitus) che non scada nell’abitudine ma che acquisisca un sempre nuovo e fedele stile di vita, aperto alla novità (Novitas) che non sia un luogo per fare esperimenti ma che abbia una continua rigenerazione al suo interno reso possibile dalla grazia del sacramento e dall’ ininterrotta azione dello spirito.

Tutto questo pone al di sopra di tutto il compito di una cura continua dell’amore, nel vero senso del termine, che è l’ unico e sommo bene che scaturisce da una fonte inesauribile,  Dio Trinità.

Carissimi coppie e famiglie questa nostra esposizione in due puntate ha voluto mettere in evidenza gli aspetti positivi dell’amore coniugale non tralasciando le fatiche e i rischi legati alla libertà della persona perché ciò che abbiamo detto possa diventare oggetto di riflessione per cogliere eventuali  punti di riferimento sui quali fare delle verifiche al fine di consolidare il proprio cammino di coppia e per trasmettere una testimonianza credibile, la famiglia è cosa molto buona ed è un bene per la comunità e per tutta la società civile.

Dopo lo stacco musicale aspettiamo numerose le vostre telefonate per arricchire e approfondire il teme trattato

 

Grazie per le vostre telefonate Franco e Rita risalutano e vi danno appuntamento a venerdì 11 Luglio con Maria Grazia e Renato

 
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