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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 28 dicembre 2007 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 

24° TRASMISSIONE

 Ancora un buon Natale e un caloroso benvenuto a tutte voi  carissime famiglie che siete all’ascolto, da Franco e Rita, la Solennità del Natale è da poco passata ma le luci dei presepi sono ancora accese, per ricordarci che questo tempo liturgico, dove la sacra famiglia è posta al centro della storia, possiamo contemplarla fino al Battesimo di Gesù.  

In questo tempo di gioia e di pace come famiglie cristiane siamo chiamate a confrontare il nostro cammino alla  luce  della Santa Famiglia e riflettere ancora una volta se dentro il nostro vissuto quotidiano di coppia e di famiglia c’è lo spazio adeguato per fare posto a Gesù che è venuto di nuovo a visitarci.

Ogni Natale porta con se la novità di uno svolgersi inarrestabile del tempo e di un evoluzione che sovente ci supera. Abbiamo bisogno di incarnare sempre di più il Vangelo in un mondo che cambia, ma allo stesso tempo non dobbiamo lasciarci travolgere dal circo massmediatico e consumista che ci sta intorno, ma cercare di scoprire quale è il vero bene. Il profeta Isaia al Cap.48 verso 18 ci ricorda: “Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume”.

Per preparare questo incontro un’ idea l’avevamo di già, grazie alla nostra ultima trasmissione, ma come sempre abbiamo chiesto conferma nella preghiera e il Signore ci ha donato una parola tratta dal secondo capitolo della lettera di Tito che a stabilito  di fatto il titolo: “E’ apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo

Vale a dire:

Sobrietà = il giusto rapporto con le cose;

Giustizia = il giusto rapporto con le persone;

Pietà = il giusto rapporto con Dio;

Parlare di sobrietà del vivere nel bel mezzo delle festività natalizie non era forse l’argomento adatto, ma per noi che vi stiamo parlando, per la nostra generazione potrebbe in qualche modo essere facile ma proporlo come stile di vita alle giovani coppie e famiglie è un impresa piuttosto difficile, ma prima di tutto cosa vuol dire <Sobrietà del vivere> L’atteggiamento di fondo è questo “Usiamo del mondo come se non ne usassimo appieno” (1 Cor. 7,31) Perché passa la scena di questo mondo.

La parola di Dio, come sempre, indica l’itinerario essenziale, ciò che è bene per l’uomo,  e se è bene per l’uomo a maggior ragione per noi coppie e famiglie, in altre parole, le cose sulla faccia della terra sono create per l’uomo, perché lo aiutino a conseguire il fine per cui è stato creato, quale sia questo fine lo scopriremo strada facendo.

Detto questo proviamo ad entrare nel merito di questo primo argomento.

Come possiamo applicare le indicazioni della Parola di Dio alla nostra vita di coppia e di famiglia in merito alla sobrietà del vivere?  Per prima cosa tutto ciò che vediamo intorno a noi: animali, piante, acqua, la terra in cui viviamo, tutto questo è stato voluto direttamente da Dio, dunque il primo atteggiamento che ci viene suggerito è la gratuità verso i beni messi a nostra disposizione, nulla ci appartiene e questo diventa la chiave di lettura per trarre le indicazione necessarie per una vita sobria, che in altre parole significa rispetto di tutto quello che ci circonda e nella realtà farne un uso appropriato evitando possibilmente gli sprechi.

Ma ci sono cose che, sembrano solo permesse da Dio: Denaro, cibo, stati del corpo e dell’anima, tristezza e gioia, successo e insuccesso, situazioni professionali e famigliari etc. Domanda: perché, sembrano solo permesse da Dio? In questo variegato complesso di realtà terrene il compito principale di noi credenti è quello di stabilire delle relazioni ordinate in funzione del piano di Dio che vuole per tutte le sue creature un mondo prospero felice e giusto, questo ci riconduce al brano evangelico di Marta e Maria il quale ci apre la mente ad una prospettiva reale ed attuale, il trovare il giusto equilibrio nelle cose per conseguire il bene promesso.

Per operare un buon discernimento sul come usare i beni che Dio permette, è necessario che all’interno della vita famigliare si ponga una scala di valori, il primo è certamente la stabilità della coppia, adoperarsi perché l’amore tra i coniugi diventi sempre più forte e maturo, poi ci sono la famiglia, la vita, l’educazione dei figli, Benedetto XVI di questi ultimi dice addirittura non negoziabili, poi c’è la casa, il lavoro, per tutto queste cose come ben sappiamo occorrono delle risorse sia fisiche che economiche, e qui tocchiamo il primo argomento, il denaro, che sta diventando la cosa a cui si aspira di più, indipendentemente dalle reali necessità, generando confusione tra il desiderio e il bisogno.  

Il Signore non proibisce di diventare ricchi ma ci mette in guardia, se per produrre più risorse per soddisfare le esigenze viene meno il tempo e lo spazio necessari per curare il matrimonio e la famiglia costruiamo la casa sulla sabbia e alla prima scossettina va in crisi, oggi diremmo è facile che crolli, visto il numero esagerato di fallimenti matrimoniali.

Fa parte della sobrietà anche il non rincorrere ricchezze effimere provenienti dalle molteplici opportunità date dai vari giochi d’azzardo e lotterie varie, che sovente mettono le famiglie in condizioni economiche precarie per non dire peggio.

Così è anche per quanto riguarda la casa il lavoro, è sempre necessario trovare la giusta armonia per non far venir meno il bene primario al quale siamo chiamati a risponderne, senza parlare della salute che non è certamente un bene secondario. Un altro aspetto non meno importante riguarda anche gli impegni fuori casa, magari giustificati nel servizio alla comunità, se la coppia è troppo impegnata fuori casa viene a impoverirsi la loro relazione, vengono meno al compito primo che è quello di essere segno dell’amore di Dio attraverso il loro essere coppia. Certamente le giovani famiglie oggi si trovano a doversi confrontare con delle difficoltà oggettive alle quali non è facile trovare il giusto equilibrio, ma le difficoltà non possono comunque giustificare il venir meno della responsabilità assunta e sottoscritta davanti al Signore il giorno del matrimonio, se crediamo che la famiglia è quella cosa buona creata da Dio.

La sobrietà del vivere non riguarda solo i beni materiali ma anche il nostro corpo, ne abbiamo rispetto come tempio dello Spirito, ne facciamo oggetto di idolatria o gli diamo la giusta importanza, il rapporto con il cibo è in funzione del giusto sostentamento……… . Un vivere sobrio riguarda anche, oggi più che mai attuale, il saper usare la macchina, per non dire le moto, nel rispetto della propria vita e di quella altrui, quante lacrime di meno nelle famiglie. Alla luce di quanto abbiamo detto fin qui riusciamo a capire quanto sia importante il giusto rapporto con le cose  perché la famiglia davvero edifichi la casa sulla roccia, in altre parole saper coniugare nella giusta misura l’umano con lo spirituale, non dimentichiamo che la dimensione spirituale ha una grande importanza per il bene della coppia e della famiglia. Capiamoci bene non è nostra intenzione innescare automatismi: Sobrietà = vita lunga e felice, non dipende certamente da noi, tanto meno del nostro darsi da fare, ma osservare un minimo di regole non può far che bene. Certamente sappiamo che non è facile resistere agli attacchi del mondo che ci circonda ma se poniamo la preghiera e la Parola di Dio  come luce sul nostro cammino sicuramente avremo un forte aiuto. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia dice il Vangelo e tutto il resto vi viene dato in aggiunta Mt. 6, 33 In altre parole il Sacramento del matrimonio abilita i coniugi e i genitori cristiani a vivere la loro vocazione di laici, e pertanto “Cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” FC47 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

 

STACCO MUSICALE

 

La parola di Dio che ha concluso la prima parte ci introduce nel secondo argomento che è la “Giustizia  il giusto rapporto con le persone, cosa significa all’interno della vita di coppia, primo:, il rispetto della fedeltà reciproca su questo non c’è alcun dubbio, e la fedeltà non riguarda solo l’aspetto sessuale, ma su questo ci ritorneremo magari con le telefonate. Giustizia vuol dire sapere fare verità, non giustizialismo ne il puntare il dito, ma con comprensione e misericordia nel rispetto della persona, perché la misericordia dona la capacità di vedere il positivo anche nella sofferenza. Vuol dire sapersi mettere all’ ascolto non solo delle parole, ma della persona, nei suoi gesti, nella sua dignità, questo riguarda soprattutto le situazioni di conflitto nella coppia nelle quali è facile erigersi dalla parte della ragione, è sempre l’altro-a che sbaglia, ma la ragione è figlia della legge, il perdono invece è figlio dell’amore di Dio e se l’amore di Dio dimora in noi il nostro amore sarà perfetto. La FC al n° 25 descrive molto bene il senso alto di giustizia all’interno della comunione-comunità coniugale, cioè, che lo sposo possa vedere nella sposa il compiersi del disegno di Dio: Non è bene che l’uomo sia solo, gli farò un aiuto che gli sia simile, e la sposa che fa sua l’esclamazione delle sposo, questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa, questo stabilisce di fatto un rispetto di pari dignità necessario per un rapporto duraturo.

La giustizia si esprime anche attraverso una sana educazione dei figli dedicando loro il tempo che occorre perchè acquisiscano tutti quei valori di riferimento nei quali crediamo necessari per la loro maturità umana e cristiana. Perchè ciò che è stato seminato di bene a suo tempo germoglierà e porterà frutto. Un esempio: un giovane finito il periodo di recupero chiede a don Benzi: ora voglio essere una persona a modo, però spiegami perché devo essere onesto serio e giusto, gli rispose: Tu sei amore perché creato ad immagine di Dio che è amore dunque amando ti manifesti per quello che sei Amore e Giustizia.

Detto questo vorremmo soffermarci sul senso della giustizia a riguardo dei più deboli e qui il nostro pensiero si volge alla vita nascente, il concepito, il bambino non ancora nato. A questo punto però dobbiamo chiederci: Il figlio è un diritto o un dono?

A seconda delle risposta derivano tutta una serie di comportamenti che oggi ne constatiamo tutte le conseguenze drammatiche, il figlio ad ogni costo, attraverso procedure di PMA che dal punto di vista cristiano non sono lecite, che sottopongono la donna a rischi non indifferenti per la sua salute, senza parlare della percentuale di tentativi che non giungono a buon fine, dato anche l’esiguo numero di strutture in grado di offrire una totale garanzia, senza parlare  poi dei costi piuttosto elevati per ogni ciclo fecondativo. Se da una parte ci si accanisce per il figlio ad ogni costo dall’altra la grande facilità con cui si decide per l’aborto, come si potrà costruire un mondo di giustizia e di pace, diceva Madre Teresa di Calcutta, quando una madre arriva ad uccidere il suo bambino come ci potrà essere pace nel mondo? in Italia ogni anno più di 130000 bambini vengono abortiti, questi dati dovrebbero veramente farci riflettere perché è proprio nell’ambito famigliare che queste scelte di morte vengono fatte, i Santi Innocenti che domani la liturgia ricorda non sono per niente un fatto legato ad avvenimenti del passato ma terribilmente e drammaticamente attuale. Questi sono segnali di smarrimento molto preoccupanti, in altre parole il declino di Dio nella coscienza collettiva, c’è proprio da domandarsi quando Gesù tornerà troverà ancora la fede sulla terra? Ma se il figlio è un dono, ci saranno si preoccupazioni e fatiche, ma la pace e l’armonia non mancheranno perché quando Gesù disse: lasciate che i bambini vengano a me certamente non dimenticava le necessità della famiglia. Ma la giustizia riguarda anche il compiersi del nostro pellegrinaggio terreno, fino all’ultimo istante della nostra vita Dio si manifesta attraverso di essa, interrompendola, oggi la definiscono la dolce morte, si compie in ogni caso un grave peccato, il rifiuto della speranza cristiana e non permettiamo al Signore il compiersi a pieno della Sua volontà.

 

STACCO MUSICALE

 

Il terzo e ultimo argomento e la Pietà, il giusto rapporto con Dio, dopo quanto è stato detto si percepisce la necessità di dare il giusto posto al Dio in cui crediamo perché ciò che abbiamo detto acquisti senso, forza e motivazione, all’antico popolo dell’alleanza il libro del Deuteronomio dice: Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo, si riferisce al Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, aggiunge non seguirete altri dei, o divinità dei popoli che vi staranno attorno Dt. 6, noi credenti della nuova alleanza non crediamo in un Dio che potrebbe sembrare lontano ma nel Dio che si è fatto vicino tanto da farsi uomo per la nostra salvezza, cioè nella persona di Gesù di Nazareth.  Ecco allora la domanda che ricorre continuamente e che la cultura moderna fatta di consumismo e di desideri immediati pone : Quale è veramente il dio a cui crediamo, un dio fatto su misura, quale posto occupa nelle nostre scelte? A volte ci domandiamo il perché di tanti fatti luttuosi, di dove fosse Dio in quei momenti precisi, ma a questo riguardo dovremmo anche chiederci perché è stato sfrattato da tante famiglie, i Crocefissi che vengono tolti dalle scuole, dagli ospedali, addirittura si è tolto Giuseppe e Maria dal presepio ponendo al loro posto personaggi dello spettacolo, per ottemperare un mal riposto rispetto ai non cristiani, e la nostra identità di credenti in Cristo dove l’abbiamo lasciata? Non è che forse il Signore ci lascia alla nostra libertà, al nostro consiglio?

Il brano del Deuteronomio che abbiamo citato interpellava la gente di quel tempo, ma non di meno anche oggi interpella noi famiglie e ci chiede di rinnegare l’empietà, vale a dire estromettere dalle nostre abitudini di vita il consultare maghi, chiromanti e cartomanti per non dire degli oroscopi che sono il primo gradino per dirigersi al piano di sotto, tutte queste cose portano inevitabilmente al disordine delle relazioni famigliari e aprono uno spiraglio per non dire, spalancano la porta all’azione malefica del nemico della famiglia……….. tutto ciò che riguarda la salute, la malattia, la longevità della vita, il futuro per capirci, come abbiamo già detto all’inizio, non dipende assolutamente da noi perché anche se ci diamo da fare non potremo aggiungere un solo minuto alla nostra vita, ma allo stesso tempo la Parola di Dio ravviva la nostra fede e la speranza infatti il Signore attraverso il libro dei Proverbi al Cap. 3 verso 1ss ci esorta: Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e pace ti porteranno. Questo ci fa comprendere che il nostro Dio non può essere rinchiuso nei nostri schemi umani ma è semplicemente il Dio dell’amore, della vita e della pace, e dove c’è Dio c’è ordine e giustizia, ma la comprensione di Dio non nasce dal nulla, bisogna farla crescere con il dimorare presso di Lui come fecero gli Apostoli Gv. 1,39 ecco allora la necessità di recuperare la preghiera nella famiglia e il senso vero del giorno del Signore, la  domenica, dedicandolo all’ascolto e alla cura dei rapporti famigliari, sicuramente ne avremmo beneficio sia economico che spirituale. La Madonna lo sta ripetendo da sempre.

Carissimi famiglie la fede che noi professiamo passa necessariamente attraverso gli atti concreti del nostro vivere quotidiano, questo fa supporre il nostro impegno e la nostra testimonianza senza aspettarsi nulla in cambio, ricapitolando in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, per Sua maggiore gloria.

Dopo lo stacco musicale attendiamo le vostre telefonate per condividere e ampliare la nostra chiacchierata di questa sera.

Con questa sera si conclude il terzo anno di questa rubrica, vogliamo ringraziare Gesù Signore e Mamma Maria che ci hanno guidati e protetti in questo tempo non che un grande grazie a don Mario per la sua ospitalità e il suo immancabile incoraggiamento.

Giunga a voi famiglie e ascoltatori tutti il nostro augurio di buon anno sereno e felice vogliamo lasciarci questa sera  con l’antica  benedizione biblica :

Ci benedica il signore e ci protegga.

Il Signore faccia brillare il suo volto su di noi e ci sia propizio.

Il signore rivolga su di noi il suo volto e ci conceda pace.

Famiglie che parlano ad altre famiglie termina qui, Franco e Rita vi salutano e vi danno appuntamento a venerdì 11 Gennaio 2008 con Renato e Maria Grazia, di nuovo buon anno a tutti

 

 
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