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Ancora un buon
Natale e un caloroso benvenuto a tutte voi
carissime famiglie che siete
all’ascolto, da Franco e Rita, la Solennità del Natale è da poco passata
ma le luci dei presepi sono ancora accese, per ricordarci che questo
tempo liturgico, dove la sacra famiglia è posta al centro della storia,
possiamo contemplarla fino al Battesimo di Gesù.
In questo tempo di
gioia e di pace come famiglie cristiane siamo chiamate a confrontare il
nostro cammino alla luce
della Santa Famiglia e riflettere
ancora una volta se dentro il nostro vissuto quotidiano di coppia e di
famiglia c’è lo spazio adeguato per fare posto a Gesù che è venuto di
nuovo a visitarci.
Ogni Natale porta
con se la novità di uno svolgersi inarrestabile del tempo e di un
evoluzione che sovente ci supera. Abbiamo
bisogno di incarnare sempre di più il Vangelo in un mondo che cambia, ma
allo stesso tempo non dobbiamo lasciarci travolgere dal circo
massmediatico e consumista che ci sta intorno, ma cercare di scoprire
quale è il vero bene. Il profeta Isaia al Cap.48 verso 18 ci ricorda: “Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe
come un fiume”.
Per preparare questo
incontro un’ idea l’avevamo di già, grazie alla nostra ultima
trasmissione, ma come sempre abbiamo chiesto conferma nella preghiera e
il Signore ci ha donato una parola tratta dal secondo capitolo della
lettera di Tito che a stabilito di
fatto il titolo: “E’ apparsa
infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti
gli uomini, che ci insegna a
rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a
vivere con sobrietà, giustizia e
pietà in questo mondo ”
Vale a dire:
Sobrietà = il giusto
rapporto con le cose;
Giustizia = il
giusto rapporto con le persone;
Pietà = il giusto
rapporto con Dio;
Parlare di sobrietà
del vivere nel bel mezzo delle festività natalizie non era forse
l’argomento adatto, ma per noi che vi stiamo parlando, per la nostra
generazione potrebbe in qualche modo essere facile ma proporlo come
stile di vita alle giovani coppie e famiglie è un impresa piuttosto
difficile, ma prima di tutto cosa vuol dire <Sobrietà
del vivere> L’atteggiamento di fondo è questo “Usiamo del mondo come
se non ne usassimo appieno” (1 Cor. 7,31) Perché passa la scena di
questo mondo.
La parola di Dio,
come sempre, indica l’itinerario essenziale, ciò che è bene per l’uomo,
e se è bene per l’uomo a maggior ragione per noi coppie e
famiglie, in altre parole, le cose sulla faccia della terra sono create
per l’uomo, perché lo aiutino a conseguire il fine per cui è stato
creato, quale sia questo fine lo scopriremo strada facendo.
Detto questo
proviamo ad entrare nel merito di questo primo argomento.
Come possiamo
applicare le indicazioni della Parola di Dio alla nostra vita di coppia
e di famiglia in merito alla sobrietà del vivere?
Per prima cosa tutto ciò che vediamo intorno a noi: animali,
piante, acqua, la terra in cui viviamo, tutto questo è stato voluto
direttamente da Dio, dunque il primo atteggiamento che ci viene
suggerito è la gratuità verso i beni messi a nostra disposizione, nulla
ci appartiene e questo diventa la chiave di lettura per trarre le
indicazione necessarie per una vita sobria, che in altre parole
significa rispetto di tutto quello che ci circonda e nella realtà farne
un uso appropriato evitando possibilmente gli sprechi.
Ma ci sono cose che,
sembrano solo permesse da Dio: Denaro, cibo, stati del corpo e
dell’anima, tristezza e gioia, successo e insuccesso, situazioni
professionali e famigliari etc. Domanda: perché, sembrano solo permesse
da Dio? In questo variegato complesso di realtà terrene il compito
principale di noi credenti è quello di stabilire delle relazioni
ordinate in funzione del piano di Dio che vuole per tutte le sue
creature un mondo prospero felice e giusto, questo ci riconduce al brano
evangelico di Marta e Maria il quale ci apre la mente ad una prospettiva
reale ed attuale, il trovare il giusto equilibrio nelle cose per
conseguire il bene promesso.
Per operare un buon
discernimento sul come usare i beni che Dio permette, è necessario che
all’interno della vita famigliare si ponga una scala di valori, il primo
è certamente la stabilità della coppia, adoperarsi perché l’amore tra i
coniugi diventi sempre più forte e maturo, poi ci sono la famiglia, la
vita, l’educazione dei figli, Benedetto XVI di questi ultimi dice
addirittura non negoziabili, poi c’è la casa, il lavoro, per tutto
queste cose come ben sappiamo occorrono delle risorse sia fisiche che
economiche, e qui tocchiamo il primo argomento, il denaro, che sta
diventando la cosa a cui si aspira di più, indipendentemente dalle reali
necessità, generando confusione tra il desiderio e il bisogno.
Il Signore non
proibisce di diventare ricchi ma ci mette in guardia, se per produrre
più risorse per soddisfare le esigenze viene meno il tempo e lo spazio
necessari per curare il matrimonio e la famiglia costruiamo la casa
sulla sabbia e alla prima scossettina va in crisi, oggi diremmo è facile
che crolli, visto il numero esagerato di fallimenti matrimoniali.
Fa parte della
sobrietà anche il non rincorrere ricchezze effimere provenienti dalle
molteplici opportunità date dai vari giochi d’azzardo e lotterie varie,
che sovente mettono le famiglie in condizioni economiche precarie per
non dire peggio.
Così è anche per
quanto riguarda la casa il lavoro, è sempre necessario trovare la giusta
armonia per non far venir meno il bene primario al quale siamo chiamati
a risponderne, senza parlare della salute che non è certamente un bene
secondario. Un altro aspetto non meno importante riguarda anche gli
impegni fuori casa, magari giustificati nel servizio alla comunità, se
la coppia è troppo impegnata fuori casa viene a impoverirsi la loro
relazione, vengono meno al compito primo che è quello di essere segno
dell’amore di Dio attraverso il loro essere coppia. Certamente le
giovani famiglie oggi si trovano a doversi confrontare con delle
difficoltà oggettive alle quali non è facile trovare il giusto
equilibrio, ma le difficoltà non possono comunque giustificare il venir
meno della responsabilità assunta e sottoscritta davanti al Signore il
giorno del matrimonio, se crediamo che la famiglia è quella cosa buona
creata da Dio.
La sobrietà del
vivere non riguarda solo i beni materiali ma anche il nostro corpo, ne
abbiamo rispetto come tempio dello Spirito, ne facciamo oggetto di
idolatria o gli diamo la giusta importanza, il rapporto con il cibo è in
funzione del giusto sostentamento……… . Un vivere sobrio riguarda anche,
oggi più che mai attuale, il saper usare la macchina, per non dire le
moto, nel rispetto della propria vita e di quella altrui, quante lacrime
di meno nelle famiglie. Alla luce di quanto abbiamo detto fin qui
riusciamo a capire quanto sia importante il giusto rapporto con le cose
perché la famiglia davvero
edifichi la casa sulla roccia, in altre parole saper coniugare nella
giusta misura l’umano con lo spirituale, non dimentichiamo che la
dimensione spirituale ha una grande importanza per il bene della coppia
e della famiglia. Capiamoci bene non è nostra intenzione innescare
automatismi: Sobrietà = vita lunga e felice, non dipende certamente da
noi, tanto meno del nostro darsi da fare, ma osservare un minimo di
regole non può far che bene. Certamente sappiamo che non è facile
resistere agli attacchi del mondo che ci circonda ma se poniamo la
preghiera e la Parola di Dio come
luce sul nostro cammino sicuramente avremo un forte aiuto. Cercate prima
il regno di Dio e la sua giustizia dice il Vangelo e tutto il resto vi
viene dato in aggiunta Mt. 6,
33 In
altre parole il Sacramento del matrimonio abilita i coniugi e i genitori
cristiani a vivere la loro vocazione di laici, e pertanto “Cercare il
regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” FC47
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue
inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
STACCO MUSICALE
La parola di Dio che
ha concluso la prima parte ci introduce nel secondo argomento che è
la “Giustizia”
il giusto rapporto con le persone, cosa significa all’interno
della vita di coppia, primo:, il rispetto della fedeltà reciproca su
questo non c’è alcun dubbio, e la fedeltà non riguarda solo l’aspetto
sessuale, ma su questo ci ritorneremo magari con le telefonate.
Giustizia vuol dire sapere fare verità, non giustizialismo ne il puntare
il dito, ma con comprensione e misericordia nel rispetto della persona,
perché la misericordia dona la capacità di vedere il positivo anche
nella sofferenza. Vuol dire sapersi mettere all’ ascolto non solo delle
parole, ma della persona, nei suoi gesti, nella sua dignità, questo
riguarda soprattutto le situazioni di conflitto nella coppia nelle quali
è facile erigersi dalla parte della ragione, è sempre l’altro-a che
sbaglia, ma la ragione è figlia della legge, il perdono invece è figlio
dell’amore di Dio e se l’amore di Dio dimora in noi il nostro amore sarà
perfetto. La FC al n° 25 descrive molto bene il senso alto di giustizia
all’interno della comunione-comunità coniugale, cioè, che lo sposo possa
vedere nella sposa il compiersi del disegno di Dio: Non è bene che
l’uomo sia solo, gli farò un aiuto che gli sia simile, e la sposa che fa
sua l’esclamazione delle sposo, questa volta essa è carne
della mia carne e osso delle mie ossa, questo stabilisce di fatto un
rispetto di pari dignità necessario per un rapporto duraturo.
La giustizia si
esprime anche attraverso una sana educazione dei figli dedicando loro il
tempo che occorre perchè acquisiscano tutti quei valori di riferimento
nei quali crediamo necessari per la loro maturità umana e cristiana.
Perchè ciò che è stato seminato di bene a suo tempo germoglierà e
porterà frutto. Un esempio: un giovane finito il periodo di recupero
chiede a don Benzi: ora voglio essere una persona a modo, però spiegami
perché devo essere onesto serio e giusto, gli rispose: Tu sei amore
perché creato ad immagine di Dio che è amore dunque amando ti manifesti
per quello che sei Amore e Giustizia.
Detto questo
vorremmo soffermarci sul senso della giustizia a riguardo dei più deboli
e qui il nostro pensiero si volge alla vita nascente, il concepito, il
bambino non ancora nato. A questo punto però dobbiamo chiederci: Il
figlio è un diritto o un dono?
A seconda delle
risposta derivano tutta una serie di comportamenti che oggi ne
constatiamo tutte le conseguenze drammatiche, il figlio ad ogni costo,
attraverso procedure di PMA che dal punto di vista cristiano non sono
lecite, che sottopongono la donna a rischi non indifferenti per la sua
salute, senza parlare della percentuale di tentativi che non giungono a
buon fine, dato anche l’esiguo numero di strutture in grado di offrire
una totale garanzia, senza parlare poi
dei costi piuttosto elevati per ogni ciclo fecondativo. Se da una parte
ci si accanisce per il figlio ad ogni costo dall’altra la grande
facilità con cui si decide per l’aborto, come si potrà costruire un
mondo di giustizia e di pace, diceva Madre Teresa di Calcutta, quando
una madre arriva ad uccidere il suo bambino come ci potrà essere pace
nel mondo? in Italia ogni anno più di 130000 bambini vengono abortiti,
questi dati dovrebbero veramente farci riflettere perché è proprio
nell’ambito famigliare che queste scelte di morte vengono fatte, i Santi
Innocenti che domani la liturgia ricorda non sono per niente un fatto
legato ad avvenimenti del passato ma terribilmente e drammaticamente
attuale. Questi sono segnali di smarrimento molto preoccupanti, in altre
parole il declino di Dio nella coscienza collettiva, c’è proprio da
domandarsi quando Gesù tornerà troverà ancora la fede sulla terra? Ma se
il figlio è un dono, ci saranno si preoccupazioni e fatiche, ma la pace
e l’armonia non mancheranno perché quando Gesù disse: lasciate che i
bambini vengano a me certamente non dimenticava le necessità della
famiglia. Ma la giustizia riguarda anche il compiersi del nostro
pellegrinaggio terreno, fino all’ultimo istante della nostra vita Dio si
manifesta attraverso di essa, interrompendola, oggi la definiscono la
dolce morte, si compie in ogni caso un grave peccato, il rifiuto della
speranza cristiana e non permettiamo al Signore il compiersi a pieno
della Sua volontà.
STACCO MUSICALE
Il terzo e ultimo
argomento e la Pietà, il giusto rapporto con Dio, dopo quanto è stato
detto si percepisce la necessità di dare il giusto posto al Dio in cui
crediamo perché ciò che abbiamo detto acquisti senso, forza e
motivazione, all’antico popolo dell’alleanza il libro del Deuteronomio
dice: Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno
solo, si riferisce al Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, aggiunge
non seguirete altri dei, o divinità dei popoli che vi staranno attorno
Dt. 6, noi credenti della nuova alleanza non crediamo in un Dio che
potrebbe sembrare lontano ma nel Dio che si è fatto vicino tanto da
farsi uomo per la nostra salvezza, cioè nella persona di Gesù di
Nazareth. Ecco allora la
domanda che ricorre continuamente e che la cultura moderna fatta di
consumismo e di desideri immediati pone : Quale è veramente il dio a cui
crediamo, un dio fatto su misura, quale posto occupa nelle nostre
scelte? A volte ci domandiamo il perché di tanti fatti luttuosi, di dove
fosse Dio in quei momenti precisi, ma a questo riguardo dovremmo anche
chiederci perché è stato sfrattato da tante famiglie, i Crocefissi che
vengono tolti dalle scuole, dagli ospedali, addirittura si è tolto
Giuseppe e Maria dal presepio ponendo al loro posto personaggi dello
spettacolo, per ottemperare un mal riposto rispetto ai non cristiani, e
la nostra identità di credenti in Cristo dove l’abbiamo lasciata? Non è
che forse il Signore ci lascia alla nostra libertà, al nostro consiglio?
Il brano del
Deuteronomio che abbiamo citato interpellava la gente di quel tempo, ma
non di meno anche oggi interpella noi famiglie e ci chiede di rinnegare
l’empietà, vale a dire estromettere dalle nostre abitudini di vita il
consultare maghi, chiromanti e cartomanti per non dire degli oroscopi
che sono il primo gradino per dirigersi al piano di sotto, tutte queste
cose portano inevitabilmente al disordine delle relazioni famigliari e
aprono uno spiraglio per non dire, spalancano la porta all’azione
malefica del nemico della famiglia……….. tutto ciò che riguarda la
salute, la malattia, la longevità della vita, il futuro per capirci,
come abbiamo già detto all’inizio, non dipende assolutamente da noi
perché anche se ci diamo da fare non potremo aggiungere un solo minuto
alla nostra vita, ma allo stesso tempo la Parola di Dio ravviva la
nostra fede e la speranza infatti il Signore attraverso il libro dei
Proverbi al Cap. 3 verso 1ss ci esorta: Figlio mio, non dimenticare il
mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché
lunghi giorni e anni di vita e pace ti porteranno. Questo ci fa
comprendere che il nostro Dio non può essere rinchiuso nei nostri schemi
umani ma è semplicemente il Dio dell’amore, della vita e della pace, e
dove c’è Dio c’è ordine e giustizia, ma la comprensione di Dio non nasce
dal nulla, bisogna farla crescere con il dimorare presso di Lui come
fecero gli Apostoli Gv. 1,39 ecco allora la necessità di recuperare la
preghiera nella famiglia e il senso vero del giorno del Signore, la
domenica, dedicandolo all’ascolto e alla cura dei rapporti
famigliari, sicuramente ne avremmo beneficio sia economico che
spirituale. La Madonna lo sta ripetendo da sempre.
Carissimi famiglie
la fede che noi professiamo passa necessariamente attraverso gli atti
concreti del nostro vivere quotidiano, questo fa supporre il nostro
impegno e la nostra testimonianza senza aspettarsi nulla in cambio,
ricapitolando in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e quelle della
terra, per Sua maggiore gloria.
Dopo lo stacco
musicale attendiamo le vostre telefonate per condividere e ampliare la
nostra chiacchierata di questa sera.
Con questa sera si
conclude il terzo anno di questa rubrica, vogliamo ringraziare Gesù
Signore e Mamma Maria che ci hanno guidati e protetti in questo tempo
non che un grande grazie a
don Mario per la sua ospitalità e il suo immancabile
incoraggiamento.
Giunga a voi
famiglie e ascoltatori tutti il nostro augurio di buon anno sereno e
felice vogliamo lasciarci questa sera con
l’antica benedizione biblica :
Ci benedica il
signore e ci protegga.
Il Signore faccia
brillare il suo volto su di noi e ci sia propizio.
Il signore rivolga
su di noi il suo volto e ci conceda pace.
Famiglie che parlano
ad altre famiglie termina qui, Franco e Rita vi salutano e vi danno
appuntamento a venerdì 11 Gennaio 2008 con Renato e Maria Grazia, di
nuovo buon anno a tutti
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