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Carissimi ascoltatori di
Radio Mater un caloroso saluto da Giorgio e M. Assunta.
Viviamo con gioia questo
tempo pasquale e ringraziamo il Signore che con la sua risurrezione ci
ha ridonato una vita nuova; la Pasqua deve essere per noi cristiani, per
noi credenti, non solo vissuta come una semplice festa che ogni anno,
con l’arrivo della primavera si ripete, ma celebrata, perché viviamo la
gioia della nostra fede, la gioia della nostra salvezza.
Dobbiamo essere una
famiglia che accoglie l’amore del Signore che si è donato nell’ultima
cena e che si dona a noi in ogni Eucaristia che celebriamo, una famiglia
che accoglie l’amore del Signore guardando il crocifisso che perdona,
una famiglia nuova che fa festa perché accoglie Cristo Risorto.
Dobbiamo imparare ad
essere famiglie nuove, lasciandoci incontrare dal Signore Risorto, la Sua presenza non sia per noi un “peso” ma un
motivo per rinnovare la nostra vita, i nostri rapporti. La Sua presenza sia un motivo in
più per guardare con fiducia e speranza alla storia in cui viviamo.
Con la gioia della Pasqua
, impariamo ad essere un dono d’amore per gli altri.
E a proposito d’amore vi
ricordiamo che in qs rubrica noi trattiamo il tema della “tenerezza” e,
continuando con questo argomento, vogliamo, qs sera
fare con voi delle riflessioni su
come si può amare davvero e per sempre e sull’importanza dell’anello
nuziale segno dell’amore coniugale.
Iniziamo col dire che :”
Amare non è solamente un sentimento, ma è un impegno.”
Vogliamo semplicemente
esporvi con chiarezza il contenuto nascosto nel gesto-simbolo della
consegna dell’anello nuziale e nella pronuncia di alcune parole che, più
che essere romantiche, rappresentano un autentico
impegno
E cioè:”ricevi questo
anello, segno del mio amore e della mia fedeltà, prometto di esserti
fedele nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia…”
IMPEGNO,Che
parola austera! Molti purtroppo assumono gli impegni con molta
superficialità. A volte si incontrano persone che si sono promesse
fedeltà e rispetto, che hanno accettato certe condizioni, ma che col
tempo hanno dimenticato, totalmente o parzialmente, quelle promesse
scambiate all’inizio e che danno senso all’unione.
Quando assistiamo a un
matrimonio, cosa vediamo?
Molta gente, troppi
addobbi, grandi aspettative.
Spesso gli sposi sono più
preoccupati di posare per le fotografie e per il video, che di prendere
coscienza di ciò che stanno facendo.
Perfino nel momento di
scambiarsi le promesse e gli anelli nuziali, non approfittano della
grandezza di quel momento: sono più preoccupati di immortalarlo in una
fotografia, che poi nemmeno rivedranno con la stessa aspettativa con cui
si sono avvicinati all’altare.
Dopo il matrimonio li
attende il ricevimento, un ballo, una meravigliosa luna di miele. I
preparativi per questo giorno, probabilmente cominciati tanto tempo
prima, hanno previsto che non mancasse niente: la chiesa, il sacerdote,
un buon coro, gli inviti perfettamente stampati, il salone con la pista
da ballo, un bel vestito e, infine, il migliore dei menù. Si cerca
l’anello nuziale che piace di più.
Disgraziatamente, anche
avendo fatto un corso di preparazione al matrimonio, non tutti arrivano
a quel giorno con la piena coscienza di ciò che faranno, e alcuni lo
dimostrano nel giro di pochi mesi, o alcuni anni.
I preparativi portano via
molto tempo, la luna di miele durerà dai quindici ai venti giorni,
mentre il momento della promessa di matrimonio non ha una durata
menzionabile!
Il rito del matrimonio,
inclusa la Santa messa, occupa, forse,
un po’ più di un’ora: Invece, il sacramento, il matrimonio, l’anello
nuziale…SONO PER SEMPRE!
Siamo sicuri che molti non
ricordano nemmeno ciò che hanno promesso, né ciò che hanno accettato, né
ciò per cui si sono impegnati.
Pertanto vediamo
dettagliatamente cosa è successo quel giorno.
L’ACCETTAZIONE
. Quante cose diciamo riassunte in una formula così breve :”accolgo te”!
STACCO MUSICALE
Dire “accolgo te”
significa dire : ti conosco, so chi sei. Conosco le tue qualità e i tuoi
difetti. So che persona sei. E’ un po’ di tempo che ti conosco e, dopo
aver messo tutto sulla bilancia ho deciso che, nonostante i tuoi
possibili difetti, sempre più piccoli rispetto alle tue qualità, ti
scelgo tra le altre possibilità.
Dire “ti accetto”
significa dire so chi sei. Pertanto, non avrò pretese. Non passerò la
vita con un lamento tra le labbra per ciò che non sei. Accetto te, così
come sei. Sono innamorato/a di te. “Accolgo te” significa accettare
tutto ciò che potrà accadere: Tutte le cose che potranno cambiare la
nostra vita.
Le prove della vita fanno
breccia in noi, ma quando ci accettiamo, lo facciamo includendo queste
prove e tutte le ferite della vita che, d’altra parte, ci devono
migliorare.
Cambiamo fisicamente; lui
non è più il ragazzo forte e robusto che hai conosciuto, lei, che era
una bella donna, dopo anni di matrimonio, non conserva più quei
lineamenti, di cui forse ti sei innamorato, ma quelli hanno ceduto il
posto ad una nuova bellezza più grande, che hai accettato, quando ti sei
assunto l’impegno. Così vi siete accettati: con passato, presente e
futuro.
Cambiano tante cose e
sorge una nuova bellezza, che bisogna essere in grado di percepire.
Cambiamo non solo
fisicamente ma anche psicologicamente: cambia il nostro carattere, il
nostro modo di agire, la nostra pazienza. Se con il passare degli anni
abbiamo perso alcune qualità che prima ci appartenevano: simpatia,
ottimismo, non è stato un motivo per far finire un amore. L’amore va
oltre.
“Accolgo te” significa
andare alla deriva con te, se fosse necessario, non scappare con un
salvagente!
Significa condividere
aspettative, progetti, lottare contro la stessa tempesta e gioire
insieme dell’alba e del tramonto in mare aperto.
“Accetto te” affinché ci
aiutiamo a salvarci. La mia più grande felicità sarebbe sapere che non
solo ti ho aiutato a vivere questa vita felicemente, ma che ho anche
collaborato con Dio, affinché raggiungessi l’unica, autentica e duratura
felicità.
Cari ascoltatori quel
giorno abbiamo anche detto: “prometto di esserti fedele”
L’importante è saper
tradurre questo “prometto di esserti fedele”
Non ci riferiamo alla
fedeltà solamente nel senso che non cominceremo mai una relazione
sentimentale, seria o superficiale con un’altra persona. Significa molto
di più.
”Prometto di cercare la tua felicità” Se hai promesso di esserle fedele,
ti sei impegnato a cercare la sua felicità, visto che la felicità non
può ridursi al non sbagliare, nel senso di non innamorarsi mai di
un’altra persona. Questo è più che altro un obbligo, un requisito,
qualcosa che dovresti dare per scontato.
“prometto di esserti
fedele” significa anche curare il cuore; non permettere che niente e
nessuno vi rubi la pace iniziale.
Infine, “prometto di
esserti fedele” significa “che non ti cambierei per niente. Non ti
voglio come un amore intermittente o occasionale, né come un amore
passeggero”.
Ti voglio per sempre
“nella buona e nella cattiva sorte; nella salute e nella malattia”
C’è chi crede che la buona
sorte significa avere soldi, e che la cattiva si identifichi con tutti i
tipi di carenze economiche. Molte coppie hanno i mezzi necessari per
vivere felici e,tuttavia, non raggiungono la felicità perché essa è
composta da molti altri fattori che non sono riusciti ad ottenere.
E’ importante aggiungere
che nel matrimonio i problemi sono una opportunità di crescita se
vengono affrontati insieme, e, insieme, donati a Gesù, che ci aiuterà a
superarli.
Abbiamo inoltre promesso
di essere fedele nella salute e nella malattia; però, quando hai
promesso questo, non ti riferivi solo alle malattie che guariscono con
una cura medica, ma ti riferivi a malattie più profonde, più complesse,
con conseguenze più intense come lo sconforto, o a malattie del “cuore”
o del carattere.
STACCO MUSICALE
Cari ascoltatori la
fedeltà si dimostra nelle prove e nel dolore e, forse, non c’è prova più
grande per una persona che ama veramente.
Dobbiamo saper amare con un amore eroico, l’amore ci lascia sempre
qualcosa, ci porta a qualcosa, produce qualcosa.
Il nostro cuore, infatti,
è stato creato per amare.
Disgraziatamente, molti
matrimoni si rompono perché non si è mai capito che la fedeltà che ci si
promette all’inizio avrebbe dovuto essere come i migliori orologi “ a
prova di tutto”. E’ così: a prova di tutto, perfino delle peggiori
malattie e delle più tremende crisi, infatti niente è difficile per chi
ama!
Dopo aver fatto le
promesse veniamo ora alla consegna dell’anello nuziale e ciò che esso
significa.
L’uomo ha bisogno di
vedere i segni, e di fatto, essi esistono in tutti i sacramenti :
parole, gesti, elementi.
Cristo ha voluto essere
presente nell’Eucaristia, per essere più accessibile, tangibile,
presente.
Nel battesimo si pone
acqua sulla nostra testa come simbolo e segno della purificazione.
Nella cresima veniamo unti
con l’olio.
Nel sacramento
dell’ordinazione sacerdotale, il vescovo impone le mani a colui che sarà
ordinato, come simbolo e segno della venuta dello Spirito Santo su di
lui.
Nel sacramento del
matrimonio, dunque, non come parte essenziale del rito che, invece, è
costituita dal consenso dei coniugi, i novelli sposi si mettono
vicendevolmente gli anelli al dito, mentre si dicono: “ ricevi questo
anello, segno del mio amore e della mia fedeltà”
Come può un oggetto così
piccolo- un anello- significare qualcosa di così grande : amore e
fedeltà?
Gli anelli nuziali vengono
realizzati su misura, non sono comprati a caso, questo è il simbolo e il
segno che dal momento in cui ti sei sposato in Chiesa e Dio ha approvato
e benedetto l’unione con quest’uomo, con questa donna, ti sta facendo
capire che siete fatti su misura, l’uno per l’altra.
Dio vi ha benedetti, vi ha
ricevuti nella sua casa e davanti a Lui avete assunto l’impegno
reciproco. Con la Sua presenza, con la Sua grazia, attraverso un
sacramento, che ha implicato oltre ad un buon fidanzamento, tutta una
preparazione per assumere l’impegno, vi sta confermando di essere fatti
l’uno per l’altro.
Che grande certezza per
l’uomo e la donna che contraggono il matrimonio, aver vissuto un
fidanzamento sincero, essersi preparati coscienziosamente nell’amore per
presentarsi ora davanti a Dio, affinché Lui approvi la vocazione di
entrambi a formare una famiglia e, considerando i vostri sentimenti di
sincerità e amore, vi dica attraverso il sacerdote : “ ciò che Io
unisco, nessuno mai lo potrà separare”.
Non sei più solo tu e la
tua vita; siete in due, ed ognuno con le proprie peculiarità.
Non c’è dubbio che in
tutti i matrimoni all’inizio ci deve essere una fase di adattamento.
Questo periodo deve essere dominato dalla generosità di entrambi. La
chiave sarà il saper cedere.
STACCO
MUSICALE
Ci sono molti matrimoni
che finiscono in meno di due anni dall’aver salpato, e distruggono così
la famiglia, i sogni, i progetti.
E pensare che con un
minimo sforzo avrebbero potuto superare le prove iniziali!
Quando esiste un minimo di
formazione umana e quando c’è buona volontà, tutto si può superare.
Quando guardi il tuo
anello nuziale e senti nelle tue mani quanto è reale, pensa che non è
altro che un riflesso della realtà del tuo matrimonio, e che questo
esige coerenza.
La tua realtà è questa
donna, quest’uomo, questi figli; non ce n’è un’altra.
Pertanto, accetta la tua
realtà, che è così evidente come il tuo anello nuziale.
Sei sposato, sei sposata;
se ci metti impegno, lo sarai molto felicemente.
Guarda il tuo anello
brilla. Questo scintillio deve essere per te come un simbolo e un segno
dell’orgoglio che provi amando veramente e con tutto il cuore qualcuno.
L’amore s’irradia,
traspare dagli occhi; colui che ama non possiede nulla, piuttosto
appartiene a qualcuno.
Ti devi sentire
realizzata-o nel vivere per tuo marito, o per tua moglie, e per tutta la
tua famiglia. E’ la soddisfazione, pertanto, di vivere per qualcuno,
cercando la sua felicità.
Il senso della vita è
amare Dio e gli altri e lasciarsi amare da loro. Dobbiamo sentirci
orgogliosi di amare, con un amore che è impegno, protezione, fortezza e
sicurezza per i nostri cari.
Purtroppo, alcune persone
si vantano più di ciò che guadagnano, del luogo dove vivono, dei vestiti
che indossano o di ciò che fanno, senza tener conto che tutto questo è
passeggero, mentre sfugge loro l’unico motivo di orgoglio che in realtà
esiste: “ amo qualcuno, sono il suo sostegno, in me confida e a me si
appoggia, dà un senso alla mia vita”.
Un’altra cosa da
sottolineare è, che gli anelli sono d’oro o di platino, entrambi metalli
preziosi. Questo non è altro che il simbolo e il segno di quanto è
prezioso il tuo matrimonio. Per questo richiede un’attenzione e una cura
non solo pari al valore, ma perfino superiori.
E’ fatto di metallo duro,
simbolo e segno del materiale con cui deve essere modellato il
matrimonio. La vita è difficile, gli anni passano, le persone cambiano;
se il matrimonio non è così solido, resistente come l’anello che porti
al dito, basterà il minimo pretesto e tutto, famiglia, anni d’amore,
donazione e anche lotta, stabilità dei figli, verrà a cadere.
Amore. Questo è ciò di cui
c’è bisogno; ma di un amore senza limiti come quello descritto da S.
Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi 13.4-8:
“ L’amore è paziente, è
benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia,
non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non
tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace
della verità. L’amore non avrà mai fine”.
Abbiamo sottolineato che
gli anelli sono di materiale prezioso e ora aggiungiamo che sono
circonferenze perfette; come un simbolo e un segno che non ci sono “
uscite di sicurezza” né altre possibilità.
Cioè una sola carne, un
solo cuore, un solo progetto.
Sono perciò una cosa sola,
una circonferenza che non si sa dove comincia né dove finisce; non si sa
dove termina uno e comincia l’altro.
E’ un peccato che molte
coppie non comprendano la profondità con la quale devono amarsi. Si
limitano a volte, a relazioni puramente superficiali. Non arrivano a una
fusione reale dei cuori; non si perdono l’uno nell’altra, sacrificando
magari i propri gusti, né cambiano il modo di vedere le cose.
Perdersi nell’altro
significa prima di tutto la pace, la sicurezza, la felicità di
colui/colei che si ama; è conoscersi in maniera tale da sapere quel che
l’altro desidera. E poi, naturalmente,passare da questa consapevolezza
di ciò che l’altro desidera alla pratica, nel cercare di concretizzarla.
Fondersi con la persona
amata è “mettersi nei suoi panni”. Soffrire e, soprattutto, gioire con
l’altro; è conoscere meticolosamente il cuore dell’amato, in modo da
essere sempre disposti ad amare come la persona amata vuole essere
amata.
Non ti domandare perciò se
sei felice, chiediti se è felice la persona che vive con te!
Cari ascoltatori per qs
sera ci fermiamo qui , continueremo, nella prossima trasmissione
l’approfondimento di qs argomento, in quanto c’è ancora molto da dire su
questo tema.
Apriamo ora i nostri
telefoni e come sempre sarà un piacere per noi avere testimonianze di
vita nel vostro vissuto di coppia
Vi diamo appuntamento il
11 aprile con Piero e Rossana
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