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Dio ti Ama adesso!
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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 28 marzo 2008 (ore 19,00) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

Carissimi ascoltatori di Radio Mater un caloroso saluto da Giorgio e M. Assunta.

Viviamo con gioia questo tempo pasquale e ringraziamo il Signore che con la sua risurrezione ci ha ridonato una vita nuova; la Pasqua deve essere per noi cristiani, per noi credenti, non solo vissuta come una semplice festa che ogni anno, con l’arrivo della primavera si ripete, ma celebrata, perché viviamo la gioia della nostra fede, la gioia della nostra salvezza.

Dobbiamo essere una famiglia che accoglie l’amore del Signore che si è donato nell’ultima cena e che si dona a noi in ogni Eucaristia che celebriamo, una famiglia che accoglie l’amore del Signore guardando il crocifisso che perdona, una famiglia nuova che fa festa perché accoglie Cristo Risorto.

Dobbiamo imparare ad essere famiglie nuove, lasciandoci incontrare dal Signore Risorto, la Sua presenza non sia per noi un “peso” ma un motivo per rinnovare la nostra vita, i nostri rapporti. La Sua presenza sia un motivo in più per guardare con fiducia e speranza alla storia in cui viviamo.

Con la gioia della Pasqua , impariamo ad essere un dono d’amore per gli altri.

E a proposito d’amore vi ricordiamo che in qs rubrica noi trattiamo il tema della “tenerezza” e, continuando con questo argomento, vogliamo, qs sera  fare con voi delle riflessioni su come si può amare davvero e per sempre e sull’importanza dell’anello nuziale segno dell’amore coniugale.

Iniziamo col dire che :” Amare non è solamente un sentimento, ma è un impegno.”

Vogliamo semplicemente esporvi con chiarezza il contenuto nascosto nel gesto-simbolo della consegna dell’anello nuziale e nella pronuncia di alcune parole che, più che essere romantiche, rappresentano un autentico impegno

E cioè:”ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà, prometto di esserti fedele nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia…”

IMPEGNO,Che parola austera! Molti purtroppo assumono gli impegni con molta superficialità. A volte si incontrano persone che si sono promesse fedeltà e rispetto, che hanno accettato certe condizioni, ma che col tempo hanno dimenticato, totalmente o parzialmente, quelle promesse scambiate all’inizio e che danno senso all’unione.

Quando assistiamo a un matrimonio, cosa vediamo?

Molta gente, troppi addobbi, grandi aspettative.

Spesso gli sposi sono più preoccupati di posare per le fotografie e per il video, che di prendere coscienza di ciò che stanno facendo.

Perfino nel momento di scambiarsi le promesse e gli anelli nuziali, non approfittano della grandezza di quel momento: sono più preoccupati di immortalarlo in una fotografia, che poi nemmeno rivedranno con la stessa aspettativa con cui si sono avvicinati all’altare.

Dopo il matrimonio li attende il ricevimento, un ballo, una meravigliosa luna di miele. I preparativi per questo giorno, probabilmente cominciati tanto tempo prima, hanno previsto che non mancasse niente: la chiesa, il sacerdote, un buon coro, gli inviti perfettamente stampati, il salone con la pista da ballo, un bel vestito e, infine, il migliore dei menù. Si cerca l’anello nuziale che piace di più.

Disgraziatamente, anche avendo fatto un corso di preparazione al matrimonio, non tutti arrivano a quel giorno con la piena coscienza di ciò che faranno, e alcuni lo dimostrano nel giro di pochi mesi, o alcuni anni.

I preparativi portano via molto tempo, la luna di miele durerà dai quindici ai venti giorni, mentre il momento della promessa di matrimonio non ha una durata menzionabile!

Il rito del matrimonio, inclusa la Santa messa, occupa, forse, un po’ più di un’ora: Invece, il sacramento, il matrimonio, l’anello nuziale…SONO PER SEMPRE!

Siamo sicuri che molti non ricordano nemmeno ciò che hanno promesso, né ciò che hanno accettato, né ciò per cui si sono impegnati.

Pertanto vediamo dettagliatamente cosa è successo quel giorno.

L’ACCETTAZIONE . Quante cose diciamo riassunte in una formula così breve :”accolgo te”!

 

                                             STACCO MUSICALE

 

Dire “accolgo te” significa dire : ti conosco, so chi sei. Conosco le tue qualità e i tuoi difetti. So che persona sei. E’ un po’ di tempo che ti conosco e, dopo aver messo tutto sulla bilancia ho deciso che, nonostante i tuoi possibili difetti, sempre più piccoli rispetto alle tue qualità, ti scelgo tra le altre possibilità.

Dire “ti accetto” significa dire so chi sei. Pertanto, non avrò pretese. Non passerò la vita con un lamento tra le labbra per ciò che non sei. Accetto te, così come sei. Sono innamorato/a di te. “Accolgo te” significa accettare tutto ciò che potrà accadere: Tutte le cose che potranno cambiare la nostra vita.

Le prove della vita fanno breccia in noi, ma quando ci accettiamo, lo facciamo includendo queste prove e tutte le ferite della vita che, d’altra parte, ci devono migliorare.

Cambiamo fisicamente; lui non è più il ragazzo forte e robusto che hai conosciuto, lei, che era una bella donna, dopo anni di matrimonio, non conserva più quei lineamenti, di cui forse ti sei innamorato, ma quelli hanno ceduto il posto ad una nuova bellezza più grande, che hai accettato, quando ti sei assunto l’impegno. Così vi siete accettati: con passato, presente e futuro.

Cambiano tante cose e sorge una nuova bellezza, che bisogna essere in grado di percepire.

Cambiamo non solo fisicamente ma anche psicologicamente: cambia il nostro carattere, il nostro modo di agire, la nostra pazienza. Se con il passare degli anni abbiamo perso alcune qualità che prima ci appartenevano: simpatia, ottimismo, non è stato un motivo per far finire un amore. L’amore va oltre.

“Accolgo te” significa andare alla deriva con te, se fosse necessario, non scappare con un salvagente!

Significa condividere aspettative, progetti, lottare contro la stessa tempesta e gioire insieme dell’alba e del tramonto in mare aperto.

“Accetto te” affinché ci aiutiamo a salvarci. La mia più grande felicità sarebbe sapere che non solo ti ho aiutato a vivere questa vita felicemente, ma che ho anche collaborato con Dio, affinché raggiungessi l’unica, autentica e duratura felicità.

Cari ascoltatori quel giorno abbiamo anche detto: “prometto di esserti fedele”

L’importante è saper tradurre questo “prometto di esserti fedele”

Non ci riferiamo alla fedeltà solamente nel senso che non cominceremo mai una relazione sentimentale, seria o superficiale con un’altra persona. Significa molto di più.
”Prometto di cercare la tua felicità” Se hai promesso di esserle fedele, ti sei impegnato a cercare la sua felicità, visto che la felicità non può ridursi al non sbagliare, nel senso di non innamorarsi mai di un’altra persona. Questo è più che altro un obbligo, un requisito, qualcosa che dovresti dare per scontato.

“prometto di esserti fedele” significa anche curare il cuore; non permettere che niente e nessuno vi rubi la pace iniziale.

Infine, “prometto di esserti fedele” significa “che non ti cambierei per niente. Non ti voglio come un amore intermittente o occasionale, né come un amore passeggero”.

Ti voglio per sempre “nella buona e nella cattiva sorte; nella salute e nella malattia”

C’è chi crede che la buona sorte significa avere soldi, e che la cattiva si identifichi con tutti i tipi di carenze economiche. Molte coppie hanno i mezzi necessari per vivere felici e,tuttavia, non raggiungono la felicità perché essa è composta da molti altri fattori che non sono riusciti ad ottenere.

E’ importante aggiungere che nel matrimonio i problemi sono una opportunità di crescita se vengono affrontati insieme, e, insieme, donati a Gesù, che ci aiuterà a superarli.

Abbiamo inoltre promesso di essere fedele nella salute e nella malattia; però, quando hai promesso questo, non ti riferivi solo alle malattie che guariscono con una cura medica, ma ti riferivi a malattie più profonde, più complesse, con conseguenze più intense come lo sconforto, o a malattie del “cuore” o del carattere.

                                               STACCO MUSICALE

Cari ascoltatori la fedeltà si dimostra nelle prove e nel dolore e, forse, non c’è prova più grande per una persona che ama veramente.
Dobbiamo saper amare con un amore eroico, l’amore ci lascia sempre qualcosa, ci porta a qualcosa, produce qualcosa.

Il nostro cuore, infatti, è stato creato per amare.

Disgraziatamente, molti matrimoni si rompono perché non si è mai capito che la fedeltà che ci si promette all’inizio avrebbe dovuto essere come i migliori orologi “ a prova di tutto”. E’ così: a prova di tutto, perfino delle peggiori malattie e delle più tremende crisi, infatti niente è difficile per chi ama!

Dopo aver fatto le promesse veniamo ora alla consegna dell’anello nuziale e ciò che esso significa.

L’uomo ha bisogno di vedere i segni, e di fatto, essi esistono in tutti i sacramenti : parole, gesti, elementi.

Cristo ha voluto essere presente nell’Eucaristia, per essere più accessibile, tangibile, presente.

Nel battesimo si pone acqua sulla nostra testa come simbolo e segno della purificazione.

Nella cresima veniamo unti con l’olio.

Nel sacramento dell’ordinazione sacerdotale, il vescovo impone le mani a colui che sarà ordinato, come simbolo e segno della venuta dello Spirito Santo su di lui.

Nel sacramento del matrimonio, dunque, non come parte essenziale del rito che, invece, è costituita dal consenso dei coniugi, i novelli sposi si mettono vicendevolmente gli anelli al dito, mentre si dicono: “ ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà”

Come può un oggetto così piccolo- un anello- significare qualcosa di così grande : amore e fedeltà?

Gli anelli nuziali vengono realizzati su misura, non sono comprati a caso, questo è il simbolo e il segno che dal momento in cui ti sei sposato in Chiesa e Dio ha approvato e benedetto l’unione con quest’uomo, con questa donna, ti sta facendo capire che siete fatti su misura, l’uno per l’altra.

Dio vi ha benedetti, vi ha ricevuti nella sua casa e davanti a Lui avete assunto l’impegno reciproco. Con la Sua presenza, con la Sua grazia, attraverso un sacramento, che ha implicato oltre ad un buon fidanzamento, tutta una preparazione per assumere l’impegno, vi sta confermando di essere fatti l’uno per l’altro.

Che grande certezza per l’uomo e la donna che contraggono il matrimonio, aver vissuto un fidanzamento sincero, essersi preparati coscienziosamente nell’amore per presentarsi ora davanti a Dio, affinché Lui approvi la vocazione di entrambi a formare una famiglia e, considerando i vostri sentimenti di sincerità e amore, vi dica attraverso il sacerdote : “ ciò che Io unisco, nessuno mai lo potrà separare”.

Non sei più solo tu e la tua vita; siete in due, ed ognuno con le proprie peculiarità.

Non c’è dubbio che in tutti i matrimoni all’inizio ci deve essere una fase di adattamento. Questo periodo deve essere dominato dalla generosità di entrambi. La chiave sarà il saper cedere.

 

                                 STACCO  MUSICALE

 

Ci sono molti matrimoni che finiscono in meno di due anni dall’aver salpato, e distruggono così la famiglia, i sogni, i progetti.

E pensare che con un minimo sforzo avrebbero potuto superare le prove iniziali!

Quando esiste un minimo di formazione umana e quando c’è buona volontà, tutto si può superare.

Quando guardi il tuo anello nuziale e senti nelle tue mani quanto è reale, pensa che non è altro che un riflesso della realtà del tuo matrimonio, e che questo esige coerenza.

La tua realtà è questa donna, quest’uomo, questi figli; non ce n’è un’altra.

Pertanto, accetta la tua realtà, che è così evidente come il tuo anello nuziale.

Sei sposato, sei sposata; se ci metti impegno, lo sarai molto felicemente.

Guarda il tuo anello brilla. Questo scintillio deve essere per te come un simbolo e un segno dell’orgoglio che provi amando veramente e con tutto il cuore qualcuno.

L’amore s’irradia, traspare dagli occhi; colui che ama non possiede nulla, piuttosto appartiene a qualcuno.

Ti devi sentire realizzata-o nel vivere per tuo marito, o per tua moglie, e per tutta la tua famiglia. E’ la soddisfazione, pertanto, di vivere per qualcuno, cercando la sua felicità.

Il senso della vita è amare Dio e gli altri e lasciarsi amare da loro. Dobbiamo sentirci orgogliosi di amare, con un amore che è impegno, protezione, fortezza e sicurezza per i nostri cari.

Purtroppo, alcune persone si vantano più di ciò che guadagnano, del luogo dove vivono, dei vestiti che indossano o di ciò che fanno, senza tener conto che tutto questo è passeggero, mentre sfugge loro l’unico motivo di orgoglio che in realtà esiste: “ amo qualcuno, sono il suo sostegno, in me confida e a me si appoggia, dà un senso alla mia vita”.

Un’altra cosa da sottolineare è, che gli anelli sono d’oro o di platino, entrambi metalli preziosi. Questo non è altro che il simbolo e il segno di quanto è prezioso il tuo matrimonio. Per questo richiede un’attenzione e una cura non solo pari al valore, ma perfino superiori.

E’ fatto di metallo duro, simbolo e segno del materiale con cui deve essere modellato il matrimonio. La vita è difficile, gli anni passano, le persone cambiano; se il matrimonio non è così solido, resistente come l’anello che porti al dito, basterà il minimo pretesto e tutto, famiglia, anni d’amore, donazione e anche lotta, stabilità dei figli, verrà a cadere.

Amore. Questo è ciò di cui c’è bisogno; ma di un amore senza limiti come quello descritto da S. Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi 13.4-8:

“ L’amore è paziente, è benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. L’amore non avrà mai fine”.

Abbiamo sottolineato che gli anelli sono di materiale prezioso e ora aggiungiamo che sono circonferenze perfette; come un simbolo e un segno che non ci sono “ uscite di sicurezza” né altre possibilità.

Cioè una sola carne, un solo cuore, un solo progetto.

Sono perciò una cosa sola, una circonferenza che non si sa dove comincia né dove finisce; non si sa dove termina uno e comincia l’altro.

E’ un peccato che molte coppie non comprendano la profondità con la quale devono amarsi. Si limitano a volte, a relazioni puramente superficiali. Non arrivano a una fusione reale dei cuori; non si perdono l’uno nell’altra, sacrificando magari i propri gusti, né cambiano il modo di vedere le cose.

Perdersi nell’altro significa prima di tutto la pace, la sicurezza, la felicità di colui/colei che si ama; è conoscersi in maniera tale da sapere quel che l’altro desidera. E poi, naturalmente,passare da questa consapevolezza di ciò che l’altro desidera alla pratica, nel cercare di concretizzarla.

Fondersi con la persona amata è “mettersi nei suoi panni”. Soffrire e, soprattutto, gioire con l’altro; è conoscere meticolosamente il cuore dell’amato, in modo da essere sempre disposti ad amare come la persona amata vuole essere amata.

Non ti domandare perciò se sei felice, chiediti se è felice la persona che vive con te!

Cari ascoltatori per qs sera ci fermiamo qui , continueremo, nella prossima trasmissione l’approfondimento di qs argomento, in quanto c’è ancora molto da dire su questo tema.

Apriamo ora i nostri telefoni e come sempre sarà un piacere per noi avere testimonianze di vita nel vostro vissuto di coppia

 

Vi diamo appuntamento il 11 aprile con Piero e Rossana

 
 
 
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