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Carissimi amici di Radio Mater buonasera a tutti da Luigi e Susanna.
Il 4 ottobre, appena trascorso, ns figlio primogenito Daniele ha sposato
la sua fidanzata Laura e ci ha reso protagonisti di un momento molto
importante del ns cammino di fede come sposi, genitori,
educatori e figli di Dio.
Accompagnando all’altare qs figlio abbiamo provato una grande gioia,
perché ci siamo sentiti pienamente collaboratori del piano di Dio nella
costruzione del Suo Regno.
Durante la celebrazione del Sacramento del Matrimonio abbiamo affidato a
Dio il figlio primogenito che Lui ci ha donato perché diventasse un uomo
pienamente capace di amare attraverso la donna che Lui gli ha messo
accanto.
Attraverso la nascita di qs nuova famiglia una nuova creazione si è
realizzata:”Per qs l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a
sua moglie e i due saranno una sola carne.”Gn 2,24
Tornati a casa, a notte inoltrata, dopo aver celebrato qs matrimonio
anche con i gesti fraterni di una romantica cena sul lago, abbiamo
trovato una lettera di Daniele molto commuovente, nella quale abbiamo
ritrovato espressi tutti i suoi più “privati”sentimenti di riconoscenza.
Ad un certo punto Daniele scrive un pensiero tutto dedicato ai suoi due
fratelli, Chiara di 23 anni e Luca di 13, una vera e propria consegna:
“A voi fratelli lascio nella memoria qs giornata, culmine di un tempo
prezioso, quello dell’adolescenza e della giovinezza , così che possiate
vedere ciò che il Signore compie verso chi confida in Lui”.
Qs esperienza e qs pensiero ci permette di introdurre il tema della ns
conversazione di qs sera, inserita nell’argomento specifico da noi
trattato “rapporto genitori-figli”, che vorremmo intitolare Educare
all’amore. Anche qs sera per riflettere insieme su qs tema ci faremo
aiutare dal ns arcivescovo, card. Dionigi Tettamanzi e dal terzo
capitolo della sua lettera pastorale “Famiglia comunica la tua fede” dal
titolo “Rimanete nel mio amore. La famiglia e l’educazione all’amore. “
Tutto quello che il ns arcivescovo ci comunica ci sembra un notevole
aiuto per capire meglio su cosa vale veramente ri-innestare il ns
rapporto di genitori-figli, anche per noi, genitori, che vediamo
crescere e maturare tutti i giorni sotto i ns occhi ns figlio più
piccolo, adolescente e ns figlia nel pieno della sua giovinezza.
Dice l’arcivescovo: “Iniziare alla fede significa introdurre al mistero
di Dio che è amore (cfr 1
Giovanni 4,8): il
credere si realizza nell'amare. La fede dà senso e pienezza al
desiderio di amore iscritto in ogni persona. Di conseguenza
l'educazione all'amore
non è un' aggiunta, ma il
naturale compimento della trasmissione della fede.
Se questo rapporto inscindibile
tra fede e amore fosse maggiormente compreso e interiorizzato, anzitutto
da parte dei genitori e degli educatori, anche gli adolescenti e i
giovani non sentirebbero così fortemente il contrasto tra una fede
"astratta" e la concretezza del loro desiderio e bisogno di essere amati
e di amare.
Se è vero che «l'uomo non può vivere senza amore», dice Giovanni
Paolo II nella Redemptor hominis, la sua vita è priva di senso, se non
gli viene rivelato l'amore, se non si incontra con l'amore, se non lo
sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente».
Secondo il disegno di Dio l'uomo e la donna che "si sposano nel
Signore" sono chiamati a vivere ed esprimere in tutta la loro vita, non
semplicemente il proprio amore umano, ma lo stesso amore che esiste tra
Cristo e la Chiesa (cfr
Efesini 5,22-33).Nel vangelo di Giovanni al cap 15,versetto 9
leggiamo: “Come
il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio
amore.”Il termine "rimanere" indica la diffusa e continua
comunione con Dio. Anche il matrimonio è luogo in cui "rimanere"
nell'amore di Dio, abitare nel mistero della sua comunione e
sperimentare così in pienezza la gioia della fede .Ecco la missione
degli sposi e della famiglia:
essere nel mondo un segno visibile e sperimentabile dell’ amore di Dio!
Anche i genitori, che vivono situazioni matrimoniali e affettive
problematiche, devono avere la consapevolezza che, pur con le
contraddizioni e incongruenze che caratterizzano la loro esperienza ma a
partire dagli elementi di autenticità umana ed evangelica che vi sono
presenti, possono impegnarsi positivamente e con frutto nel compito di
comunicare la fede e di introdurre i figli al mistero dell' amore di
Dio. Qualunque sia il vostro passato, dice l’arcivescovo, e in parte
anche il vostro presente, continuate a credere e a scommettere nell'
amore infinito da cui trae origine ogni umano sentimento, nella sua
forza rinnovatrice e nella sua disarmante gratuità. Lasciatevi
incontrare in profondità dalla Parola che libera. La Chiesa, che ve la
offre nella sua integralità perché possiamo insieme seguirla, rimane la
famiglia di Dio e la vostra.
STACCO MISICALE
La famiglia, nel suo vissuto
quotidiano, deve essere sempre più un' autentica scuola di amore. È
nel contesto di questo amore di ogni giorno che
anche i figli vengono
introdotti a pensieri e a comportamenti di amore, ossia di
condivisione e di servizio reciproco, e imparano a superare, con il dono
di sé, forme di egoismo, di ripiegamento e di strumentalizzazione dell'
altro.
In età giovanile nascono l'esigenza e il desiderio di appropriarsi in
maniera nuova della propria libertà e del proprio corpo come linguaggi
privilegiati dell' amore. Fin dall'infanzia si impara un "alfabeto degli
affetti" che è il punto di partenza di ogni relazione interpersonale. Il
corpo acquista un'importanza tutta nuova. I giovani vogliono entrare
nella vita, apparire, essere qualcuno, e il corpo dà loro infinite
modalità per esprimere incontro, desiderio, progettualità, gioia,
identità. È con la gestione del sentimento corporeo che gli adolescenti
e i giovani esprimono spesso bisogni nascosti e si incamminano verso i
più significativi legami della vita.
La famiglia e il mondo degli adulti hanno una
grande responsabilità nell'
educazione affettiva e corporea dei giovani. Nel contesto
contemporaneo, in cui si consumano velocemente facili e intense
relazioni e nelle quali spesso si nascondono molte solitudini, è
necessario educare ad un'
autentica esperienza di amore.
L'apporto della famiglia in questo cammino
educativo è insostituibile, ma da solo non basta. Per educare ad un vero
amore che raggiunga la sua pienezza nel matrimonio è necessario che
tutti, famiglia, scuola, comunità ecclesiale e società civile, si
sentano veramente impegnati a favorire e promuovere la costruzione di
relazioni mature e responsabili tra le persone e un esercizio della
libertà che conduca tutti realmente verso il bene vero e duraturo. In
particolare, gli ambiti o "luoghi educativi" propri della comunità
cristiana non possono sottrarsi a tale compito, in vista di una
maturazione nella direzione del matrimonio cristiano: importanti, dice
il cardinale, sono agli oratori, i gruppi giovanili, le scuole
cattoliche, le associazioni giovanili e i movimenti,
in particolare quelli
caratterizzati da una forte connotazione educativa, i consultori
familiari di ispirazione cristiana. Questi ultimi possono offrire, in
collaborazione con le famiglie, un prezioso contributo sia agli
adolescenti che ai giovani nei loro problemi psicologici, sia ai
genitori che vivono situazioni familiari e affettive difficili. Occorre
riconoscere la complessità della questione affettiva così come si agita
oggi nel mondo giovanile. Devono far molto pensare le riflessioni che si
aprono circa la sessualità umana.
Consapevoli che solo amando come ha amato Gesù si trova la pienezza
dell' amore e della vita, la famiglia e la comunità cristiana possono
promuovere, con maggior investimento di energie, il loro impegno
educativo nella Chiesa e nella società, perché i ragazzi e i giovani
conoscano la bellezza dell'
amore che Gesù ha portato nel mondo e che ha consacrato nel
sacramento del matrimonio e nella professione di vita religiosa. È
significativo che nell' età dell' adolescenza la crisi dell' affettività
si presenta spesso insieme alla crisi della fede. Le due "crisi" si
possono allora superare se i giovani sono aiutati a comprendere che
aderire a Cristo in una
rinnovata e personale scelta di fede, vuol dire anche trovare la strada
per vivere autenticamente l'amore. Al riguardo è da valorizzare
l'esperienza che conduce non pochi adolescenti a interpretare con
generosità e sacrificio di sé alcuni ambiti della propria appartenenza
alla comunità cristiana: ci riferiamo, in particolare, al positivo
tirocinio di educazione all' amore verso gli altri con l'impegno, ad
esempio, di animatori negli oratori o in altre forme di volontariato.
STACCO MUSICALE
Quello che ci sta innanzi è un
cammino difficile ma nello stesso tempo affascinante per il vero
bene e per l'autentica libertà e felicità delle nuove generazioni.
Possiamo riascoltare alcune parole chiare e coraggiose che il Papa
Benedetto XVI ha rivolto direttamente ai giovani sulla bellezza dell'
amore: «Imparare ad amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che
tuttavia richiede un tirocinio impegnativo. Il periodo del fidanzamento,
fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di
preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. Ciò
permette di maturare nell' amore, nella premura e nell'attenzione verso
l'altro; aiuta ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto
dell' altro, caratteristiche tutte del vero amore che non ricerca in
primo luogo il proprio soddisfacimento, né il proprio benessere. Nella
preghiera comune chiedete al Signore che custodisca ed incrementi il
vostro amore e lo purifichi da ogni egoismo. Non esitate a rispondere
generosamente alla chiamata del Signore, perché il matrimonio cristiano
è una vera e propria vocazione nella Chiesa. Ugualmente, cari giovani e
care ragazze, siate pronti a dire "sì", se Iddio vi chiama a seguirlo
sulla via del sacerdozio ministeriale o della vita consacrata. Il vostro
esempio sarà di incoraggiamento per molti altri vostri coetanei, che
sono alla ricerca della vera felicità...».
E ancora: «Cari giovani, vorrei
invitarvi a "osare l'amore", a non desiderare cioè niente di meno per la
vostra vita che un amore forte e bello, capace di rendere l'esistenza
intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai
fratelli, ad imitazione di Colui che mediante l'amore ha vinto per
sempre l'odio e la morte (cfr
Apocalisse 5,13). L'amore è la sola forza in grado di cambiare il
cuore dell'uomo e l'umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra
uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà»
(Messaggio per la XXII
Giornata mondiale della Gioventù, 1 aprile 2007).
Come emerge dalle parole del Papa, accompagnare i giovani nel loro
cammino di ricerca e di scoperta di un' autentica relazione affettiva
esige anche la saggezza e il
coraggio di proposte qualificate e impegnative, tra le quali
il valore profondo e bello
della castità cristiana
nei vari passaggi della vita. Si tratta di un'energia morale e
spirituale che domanda anzitutto di essere chiarita nel suo vero
contenuto e insieme vissuta con serenità e vivo senso di responsabilità.
La castità «non significa affatto né rifiuto né disistima della
sessualità umana: significa piuttosto energia spirituale, che sa
difendere l'amore dai pericoli dell'egoismo e dell'aggressività e sa
promuoverlo verso la sua piena realizzazione»
(Familiaris consortio,
n. 33).
Molto significativo al riguardo è quanto scriveva il cardinale Martini:
«Il discorso della castità cristiana è in qualche modo paradossale,
rispetto a una concezione corrente e banale del vivere. Crea delle
spinte e delle aperture che sono in ordine al modello evangelico di
amore e di libertà. Per questo non sarà facilmente capito da tutti. Ma
ai giovani non dispiace una
coraggiosa proposta cristiana di castità: spesso la esigono dagli
educatori, pur nella consapevolezza delle loro contraddizioni e dei
facili compromessi. I giovani e gli adolescenti intuiscono, forse
più degli adulti, che c'è in gioco l'amore vero e l'uso corretto
dell'inestimabile patrimonio della sessualità. Temono anche di esaurire
le risorse che la natura offre per aiutarli a fare scelte di amore.
Chi non ha il coraggio di
indicare ai giovani itinerari di castità per educarli all' amore,
dimostra a sua volta di non saperli amare veramente»
(Itinerari Educativi,
Milano 1988, p. 106).
Sono molte le occasioni in cui
la famiglia può e deve favorire un'educazione affettiva dei
ragazzi, degli adolescenti e dei giovani. Sin dai primi anni di vita si
possono educare i bambini a una giusta stima della bellezza e della
santità del corpo, guidarli a un corretto rapporto con i desideri e i
bisogni della corporeità e a riconoscere e rifiutare volgarità e
banalizzazioni nel linguaggio, nei gesti e nelle immagini. Nell'età
della preadolescenza e dell' adolescenza il dialogo si fa spesso
difficile anche in famiglia; ma proprio la profonda conoscenza e la
paziente vicinanza dei genitori rendono possibile una confidenza che
nessun'altra istituzione può pretendere.
Spesso i giovani sono lasciati
più soli di quanto si possa pensare, mentre in realtà sono alla ricerca
di chi sappia loro parlare con rispetto e amore disinteressato, e quindi
con franchezza e serietà.
Da parte sua la comunità
cristiana si senta chiamata a portare un costante e accessibile
apporto formativo ai genitori, agli educatori, ai catechisti, che spesso
lamentano inadeguatezza e persino smarrimento di fronte al compito di
dover affrontare con sufficiente competenza le tematiche legate all'
affettività e alla sessualità.
La richiesta del matrimonio cristiano diventa,
perciò, sempre più un momento
della vita in cui ci si interroga sulle proprie convinzioni di fede e
sulla personale appartenenza alla Chiesa. È necessario che
la preparazione al matrimonio
prenda avvio da lontano attraverso proposte di educazione
affettiva a partire dalla fanciullezza (cfr
Mi sarete testimoni, n.
66), itinerari che non sono possibili senza la collaborazione di molte
coppie di sposi, che a diverso titolo, con generosità e competenza, si
prodighino per svolgere questo prezioso lavoro educativo. Occorre poi
che le famiglie più sensibili e soprattutto giovani , ad esempio quelle
che fanno parte di gruppi familiari , si mettano a disposizione per un
accompagnamento non solo di chi si deve sposare, ma anche dei giovani
sposi, che abbia come obiettivo la testimonianza della fede e
l'introduzione sempre più intensa alla vita della comunità cristiana,
secondo modalità nuove e stimolanti. È necessario, secondo l'immagine
evangelica del sale della terra e del lievito nella pasta, non sottrarsi
ad una presenza costruttiva
nel mondo della scuola, della cultura e delle comunicazioni
sociali, del lavoro e del tempo libero, e in tutti quegli ambienti di
vita dove il bene educativo dei figli lo richieda: “Famiglia diventa
anima del mondo, va e annuncia la buona notizia del vangelo di Gesù!”.
Dopo lo stacco musicale apriamo i ns microfoni per accogliere le vs
telefonate che ci aiuteranno a riflettere insieme sul tema trattato.
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