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Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 28 Novembre 2008 (ore 17,45) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 
EDUCARE ALL’AMORE

 

Carissimi amici di Radio Mater buonasera a tutti da Luigi e Susanna.

 

Il 4 ottobre, appena trascorso, ns figlio primogenito Daniele ha sposato la sua fidanzata Laura e ci ha reso protagonisti di un momento molto importante del ns cammino di fede come sposi, genitori,  educatori e figli di Dio.

Accompagnando all’altare qs figlio abbiamo provato una grande gioia, perché ci siamo sentiti pienamente collaboratori del piano di Dio nella costruzione del Suo Regno.

Durante la celebrazione del Sacramento del Matrimonio abbiamo affidato a Dio il figlio primogenito che Lui ci ha donato perché diventasse un uomo pienamente capace di amare attraverso la donna che Lui gli ha messo accanto.

Attraverso la nascita di qs nuova famiglia una nuova creazione si è realizzata:”Per qs l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.”Gn 2,24

Tornati a casa, a notte inoltrata, dopo aver celebrato qs matrimonio anche con i gesti fraterni di una romantica cena sul lago, abbiamo trovato una lettera di Daniele molto commuovente, nella quale abbiamo ritrovato espressi tutti i suoi più “privati”sentimenti di riconoscenza. Ad un certo punto Daniele scrive un pensiero tutto dedicato ai suoi due fratelli, Chiara di 23 anni e Luca di 13, una vera e propria consegna: “A voi fratelli lascio nella memoria qs giornata, culmine di un tempo prezioso, quello dell’adolescenza e della giovinezza , così che possiate vedere ciò che il Signore compie verso chi confida in Lui”.

Qs esperienza e qs pensiero ci permette di introdurre il tema della ns conversazione di qs sera, inserita nell’argomento specifico da noi trattato “rapporto genitori-figli”, che vorremmo intitolare Educare all’amore. Anche qs sera per riflettere insieme su qs tema ci faremo aiutare dal ns arcivescovo, card. Dionigi Tettamanzi e dal terzo capitolo della sua lettera pastorale “Famiglia comunica la tua fede” dal titolo “Rimanete nel mio amore. La famiglia e l’educazione all’amore. “

Tutto quello che il ns arcivescovo ci comunica ci sembra un notevole aiuto per capire meglio su cosa vale veramente ri-innestare il ns rapporto di genitori-figli, anche per noi, genitori, che vediamo crescere e maturare tutti i giorni sotto i ns occhi ns figlio più piccolo, adolescente e ns figlia nel pieno della sua giovinezza.

Dice l’arcivescovo: “Iniziare alla fede significa introdurre al mistero di Dio che è amore (cfr 1 Giovanni 4,8): il credere si realizza nell'amare. La fede dà senso e pienezza al desiderio di amore iscritto in ogni persona. Di conseguenza l'educazione all'amore non è un' aggiunta, ma il naturale compimento della trasmissione della fede. Se questo rapporto inscindibile tra fede e amore fosse maggiormente compreso e interiorizzato, anzitutto da parte dei genitori e degli educatori, anche gli adolescenti e i giovani non sentirebbero così fortemente il contrasto tra una fede "astratta" e la concretezza del loro desiderio e bisogno di essere amati e di amare.

Se è vero che «l'uomo non può vivere senza amore», dice Giovanni Paolo II nella Redemptor hominis, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non si incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente».

Secondo il disegno di Dio l'uomo e la donna che "si sposano nel Signore" sono chiamati a vivere ed esprimere in tutta la loro vita, non semplicemente il proprio amore umano, ma lo stesso amore che esiste tra Cristo e la Chiesa (cfr Efesini 5,22-33).Nel vangelo di Giovanni al cap 15,versetto 9 leggiamo: “Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.”Il termine "rimanere" indica la diffusa e continua comunione con Dio. Anche il matrimonio è luogo in cui "rimanere" nell'amore di Dio, abitare nel mistero della sua comunione e sperimentare così in pienezza la gioia della fede .Ecco la missione degli sposi e della famiglia: essere nel mondo un segno visibile e sperimentabile dell’ amore di Dio!

Anche i genitori, che vivono situazioni matrimoniali e affettive problematiche, devono avere la consapevolezza che, pur con le contraddizioni e incongruenze che caratterizzano la loro esperienza ma a partire dagli elementi di autenticità umana ed evangelica che vi sono presenti, possono impegnarsi positivamente e con frutto nel compito di comunicare la fede e di introdurre i figli al mistero dell' amore di Dio. Qualunque sia il vostro passato, dice l’arcivescovo, e in parte anche il vostro presente, continuate a credere e a scommettere nell' amore infinito da cui trae origine ogni umano sentimento, nella sua forza rinnovatrice e nella sua disarmante gratuità. Lasciatevi incontrare in profondità dalla Parola che libera. La Chiesa, che ve la offre nella sua integralità perché possiamo insieme seguirla, rimane la famiglia di Dio e la vostra.

STACCO MISICALE

La famiglia, nel suo vissuto quotidiano, deve essere sempre più un' autentica scuola di amore. È nel contesto di questo amore di ogni giorno che anche i figli vengono introdotti a pensieri e a comportamenti di amore, ossia di condivisione e di servizio reciproco, e imparano a superare, con il dono di sé, forme di egoismo, di ripiegamento e di strumentalizzazione dell' altro.

In età giovanile nascono l'esigenza e il desiderio di appropriarsi in maniera nuova della propria libertà e del proprio corpo come linguaggi privilegiati dell' amore. Fin dall'infanzia si impara un "alfabeto degli affetti" che è il punto di partenza di ogni relazione interpersonale. Il corpo acquista un'importanza tutta nuova. I giovani vogliono entrare nella vita, apparire, essere qualcuno, e il corpo dà loro infinite modalità per esprimere incontro, desiderio, progettualità, gioia, identità. È con la gestione del sentimento corporeo che gli adolescenti e i giovani esprimono spesso bisogni nascosti e si incamminano verso i più significativi legami della vita. La famiglia e il mondo degli adulti hanno una grande responsabilità nell' educazione affettiva e corporea dei giovani. Nel contesto contemporaneo, in cui si consumano velocemente facili e intense relazioni e nelle quali spesso si nascondono molte solitudini, è necessario educare ad un' autentica esperienza di amore.

L'apporto della famiglia in questo cammino educativo è insostituibile, ma da solo non basta. Per educare ad un vero amore che raggiunga la sua pienezza nel matrimonio è necessario che tutti, famiglia, scuola, comunità ecclesiale e società civile, si sentano veramente impegnati a favorire e promuovere la costruzione di relazioni mature e responsabili tra le persone e un esercizio della libertà che conduca tutti realmente verso il bene vero e duraturo. In particolare, gli ambiti o "luoghi educativi" propri della comunità cristiana non possono sottrarsi a tale compito, in vista di una maturazione nella direzione del matrimonio cristiano: importanti, dice il cardinale, sono agli oratori, i gruppi giovanili, le scuole cattoliche, le associazioni giovanili e i movimenti,  in particolare quelli caratterizzati da una forte connotazione educativa, i consultori familiari di ispirazione cristiana. Questi ultimi possono offrire, in collaborazione con le famiglie, un prezioso contributo sia agli adolescenti che ai giovani nei loro problemi psicologici, sia ai genitori che vivono situazioni familiari e affettive difficili. Occorre riconoscere la complessità della questione affettiva così come si agita oggi nel mondo giovanile. Devono far molto pensare le riflessioni che si aprono circa la sessualità umana.

Consapevoli che solo amando come ha amato Gesù si trova la pienezza dell' amore e della vita, la famiglia e la comunità cristiana possono promuovere, con maggior investimento di energie, il loro impegno educativo nella Chiesa e nella società, perché i ragazzi e i giovani conoscano la bellezza dell' amore che Gesù ha portato nel mondo e che ha consacrato nel sacramento del matrimonio e nella professione di vita religiosa. È significativo che nell' età dell' adolescenza la crisi dell' affettività si presenta spesso insieme alla crisi della fede. Le due "crisi" si possono allora superare se i giovani sono aiutati a comprendere che aderire a Cristo in una rinnovata e personale scelta di fede, vuol dire anche trovare la strada per vivere autenticamente l'amore. Al riguardo è da valorizzare l'esperienza che conduce non pochi adolescenti a interpretare con generosità e sacrificio di sé alcuni ambiti della propria appartenenza alla comunità cristiana: ci riferiamo, in particolare, al positivo tirocinio di educazione all' amore verso gli altri con l'impegno, ad esempio, di animatori negli oratori o in altre forme di volontariato.

STACCO MUSICALE

Quello che ci sta innanzi è un cammino difficile ma nello stesso tempo affascinante per il vero bene e per l'autentica libertà e felicità delle nuove generazioni. Possiamo riascoltare alcune parole chiare e coraggiose che il Papa Benedetto XVI ha rivolto direttamente ai giovani sulla bellezza dell' amore: «Imparare ad amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che tuttavia richiede un tirocinio impegnativo. Il periodo del fidanzamento, fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. Ciò permette di maturare nell' amore, nella premura e nell'attenzione verso l'altro; aiuta ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto dell' altro, caratteristiche tutte del vero amore che non ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento, né il proprio benessere. Nella preghiera comune chiedete al Signore che custodisca ed incrementi il vostro amore e lo purifichi da ogni egoismo. Non esitate a rispondere generosamente alla chiamata del Signore, perché il matrimonio cristiano è una vera e propria vocazione nella Chiesa. Ugualmente, cari giovani e care ragazze, siate pronti a dire "sì", se Iddio vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio ministeriale o della vita consacrata. Il vostro esempio sarà di incoraggiamento per molti altri vostri coetanei, che sono alla ricerca della vera felicità...».

E ancora: «Cari giovani, vorrei invitarvi a "osare l'amore", a non desiderare cioè niente di meno per la vostra vita che un amore forte e bello, capace di rendere l'esistenza intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai fratelli, ad imitazione di Colui che mediante l'amore ha vinto per sempre l'odio e la morte (cfr Apocalisse 5,13). L'amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell'uomo e l'umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà» (Messaggio per la XXII Giornata mondiale della Gioventù, 1 aprile 2007).

Come emerge dalle parole del Papa, accompagnare i giovani nel loro cammino di ricerca e di scoperta di un' autentica relazione affettiva esige anche la saggezza e il coraggio di proposte qualificate e impegnative, tra le quali il valore profondo e bello della castità cristiana nei vari passaggi della vita. Si tratta di un'energia morale e spirituale che domanda anzitutto di essere chiarita nel suo vero contenuto e insieme vissuta con serenità e vivo senso di responsabilità. La castità «non significa affatto né rifiuto né disistima della sessualità umana: significa piuttosto energia spirituale, che sa difendere l'amore dai pericoli dell'egoismo e dell'aggressività e sa promuoverlo verso la sua piena realizzazione» (Familiaris consortio, n. 33).

Molto significativo al riguardo è quanto scriveva il cardinale Martini: «Il discorso della castità cristiana è in qualche modo paradossale, rispetto a una concezione corrente e banale del vivere. Crea delle spinte e delle aperture che sono in ordine al modello evangelico di amore e di libertà. Per questo non sarà facilmente capito da tutti. Ma ai giovani non dispiace una coraggiosa proposta cristiana di castità: spesso la esigono dagli educatori, pur nella consapevolezza delle loro contraddizioni e dei facili compromessi. I giovani e gli adolescenti intuiscono, forse più degli adulti, che c'è in gioco l'amore vero e l'uso corretto dell'inestimabile patrimonio della sessualità. Temono anche di esaurire le risorse che la natura offre per aiutarli a fare scelte di amore. Chi non ha il coraggio di indicare ai giovani itinerari di castità per educarli all' amore, dimostra a sua volta di non saperli amare veramente» (Itinerari Educativi, Milano 1988, p. 106).

Sono molte le occasioni in cui la famiglia può e deve favorire un'educazione affettiva dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani. Sin dai primi anni di vita si possono educare i bambini a una giusta stima della bellezza e della santità del corpo, guidarli a un corretto rapporto con i desideri e i bisogni della corporeità e a riconoscere e rifiutare volgarità e banalizzazioni nel linguaggio, nei gesti e nelle immagini. Nell'età della preadolescenza e dell' adolescenza il dialogo si fa spesso difficile anche in famiglia; ma proprio la profonda conoscenza e la paziente vicinanza dei genitori rendono possibile una confidenza che nessun'altra istituzione può pretendere. Spesso i giovani sono lasciati più soli di quanto si possa pensare, mentre in realtà sono alla ricerca di chi sappia loro parlare con rispetto e amore disinteressato, e quindi con franchezza e serietà.

Da parte sua la comunità cristiana si senta chiamata a portare un costante e accessibile apporto formativo ai genitori, agli educatori, ai catechisti, che spesso lamentano inadeguatezza e persino smarrimento di fronte al compito di dover affrontare con sufficiente competenza le tematiche legate all' affettività e alla sessualità.

La richiesta del matrimonio cristiano diventa, perciò, sempre più un momento della vita in cui ci si interroga sulle proprie convinzioni di fede e sulla personale appartenenza alla Chiesa. È necessario che la preparazione al matrimonio prenda avvio da lontano attraverso proposte di educazione affettiva a partire dalla fanciullezza (cfr Mi sarete testimoni, n. 66), itinerari che non sono possibili senza la collaborazione di molte coppie di sposi, che a diverso titolo, con generosità e competenza, si prodighino per svolgere questo prezioso lavoro educativo. Occorre poi che le famiglie più sensibili e soprattutto giovani , ad esempio quelle che fanno parte di gruppi familiari , si mettano a disposizione per un accompagnamento non solo di chi si deve sposare, ma anche dei giovani sposi, che abbia come obiettivo la testimonianza della fede e l'introduzione sempre più intensa alla vita della comunità cristiana, secondo modalità nuove e stimolanti. È necessario, secondo l'immagine evangelica del sale della terra e del lievito nella pasta, non sottrarsi ad una presenza costruttiva nel mondo della scuola, della cultura e delle comunicazioni sociali, del lavoro e del tempo libero, e in tutti quegli ambienti di vita dove il bene educativo dei figli lo richieda: “Famiglia diventa anima del mondo, va e annuncia la buona notizia del vangelo di Gesù!”.

Dopo lo stacco musicale apriamo i ns microfoni per accogliere le vs telefonate che ci aiuteranno a riflettere insieme sul tema trattato.

    

 
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