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Carissimi amici
di Radio Mater buonasera a tutti da Luigi e Susanna.
Qs sera serata speciale per la ns rubrica Famiglie
che parlano ad altre famiglie.
Il ns studio è particolarmente affollato infatti
qui, insieme a noi, ci sono i ns fratelli conduttori della stessa
rubrica Franco e Rita e Daniele e Laura, una giovane coppia, che tra
poco ci donerà la loro testimonianza di fidanzamento cristiano. Inoltre
in collegamento telefonico abbiamo gli altri conduttori della ns
rubrica, nonché fratelli nella fede, Maria Grazia e Renato.
Lode al Signore e grazie ancora una volta a radio
Mater che ci dona qs opportunità di parlare di famiglia.
Qualche mese fa in un’altra serata speciale Maria
Grazia e Renato e Franco e Rita avevano trattato il tema della
sessualità. Ascoltando alcune telefonate abbiamo colto la difficoltà di
realizzare nella vita di ogni giorno quelli che sono gli insegnamenti
della Madre Chiesa, ci è nato così il desiderio di comunicare,
attraverso qualche testimonianza, lo sforzo che molti fanno per cercare
di vivere tutto qs e la necessità di mettere sempre più in luce quella
parte di Chiesa, che nel silenzio, lavora per costruire il regno di Dio.
di cui troppo pochi ancora sono a conoscenza perchè di solito non fa
parlare di sé, perché, in genere, quello che dice non fa notizia.
Ecco allora perché in qs serata abbiamo desiderato
condividere con voi la testimonianza di Daniele e Laura due giovani
fidanzati che ci racconteranno la loro storia insieme nel tempo del
fidanzamento e di Franco e Rita che da molti anni lavorano nella loro
parrocchia tenendo i corsi per fidanzati.
Chiederemo poi a Maria Grazia e Renato di
raccontarci la loro testimonianza nell’ambito della loro esperienza con
tutte quelle coppie che chiedono di conoscere, approfondire e mettere in
pratica i metodi naturali per poter vivere la loro sessualità come
espressione dell’amore di Dio.
Dice padre Raimondo Bardelli nel suo libro “Amare
per completarsi” utilizzato per i corsi di preparazione al Matrimonio:
La provvisorietà è una caratteristica fondamentale
dell’amore del fidanzamento.
Essa consiste nella piena consapevolezza dei
fidanzati di vivere un amore sincero, ma finalizzato ad accertare la
possibilità di un dono totale reciproco.In qs verifica la loro unione
può infrangersi o raggiungere la certezza di essere fatti l’uno per
l’altra.I fidanzati, fin dall’inizio del loro rapporto devono tenere
presente qs provvisorietà intrinseca al loro amore.Qs realtà
coscientemente vissuta, li impegna in un cammino sincero di amore
sovente difficile, perché esige un costante impegno per eliminarla,
anche quando sarebbe più facile adagiarsi su sentimentalismi passeggeri
e lusinghieri, tanto di moda nel mondo attuale!
La consapevolezza del provvisorio sollecita infatti
i fidanzati ad impegnarsi in un dialogo capace di aiutarli a realizzare
progressivamente una conoscenza reciproca sempre più intensa e profonda,
per raggiungere la certezza morale di essere realmente complementari
l’uno all’altra.
Qs certezza consiste infatti nella convinzione
reciproca di potere stipulare il patto nuziale, perché dalla loro
relazione è emerso chiaramente, nonostante la presenza di difetti, la
complementarietà armonica dei caratteri, l’intesa sui valori
fondamentali della vita e della famiglia ed un’autentica attrazione
fisica, per cui prudentemente possono accedere alle nozze.
Il raggiungimento di qs certezza morale è lo scopo
primario del fidanzamento.Qs fine non va mai dimenticato!Esso può essere
realmente raggiunto attraverso una conoscenza totale dell’altro/a, che
abbraccia tutto il suo mondo psicologico ed affettivo, sociale e
religioso.
Solo qs conoscenza globale dell’altro/a può
garantire la realizzazione piena dell’esigenza fondamentale dell’amore
matrimoniale: vivere totalmente e per sempre per l’amato, nell’amato e
perdersi in esso per ritrovarsi realizzati. L’amore sponsale infatti
esige una totalità di dono che esclude ogni calcolo dettato
dall’incertezza o dalla convenienza: incarna in sé, in un certo senso,
l’esigenza di eternità dell’amore: il per sempre!Per qs gli sposi per
proteggersi, salvarsi dalla fragilità ed incostanza, si giurano fedeltà
senza limiti: mettono così al sicuro nella fede il loro amore!
Riflessione di Franco e Rita
Iniziamo il nostro
breve intervento con un interrogativo
“E’
POSSIBILE AMARSI OGGI?
Benedetto XVI in
occasione della giornata mondiale della gioventù disse:
Ogni persona avverte
il desiderio di amare e di essere amata. Eppure quant’è difficile amare,
quanti errori e fallimenti devono registrarsi nell’amore! C’è persino
chi giunge a dubitare che l’amore sia possibile. Ma se carenze affettive
o delusioni sentimentali possono far pensare che amare è un utopia, un
sogno irraggiungibile, bisogna forse rassegnarsi? No! L’amore è
possibile e scopo di questo mio messaggio è di contribuire
a ravvivare in
ciascuno di voi, che siete il futuro e la speranza dell’umanità, la
fiducia nell’amore vero, fedele e forte; un amore che genera pace e
gioia; un amore che lega le persone, facendole sentire libere nel
reciproco rispetto.
Dunque l’amore tra
un uomo e una donna che si concretizza nell’annuncio della buona notizia
del matrimonio, è possibile, ma il punto di partenza di questa
affermazione rimane la FC al n° 3 Il matrimonio è già di per
sé buona notizia ma solo in riferimento al Vangelo di Gesù. Per
maggiore chiarezza la buona notizia, per quanto ci daremo da fare non
siamo noi a costruirla ma ci viene data per iniziativa pienamente
gratuita di Dio ed è il vincolo permanente è un atto questo che
testimonia la vicinanza di Dio la sua paternità provvidente e
misericordiosa che si manifesta nella fedeltà all’alleanza con il suo
popolo. L’uomo in se stesso non ha la capacità di esprimere consensi
incondizionati “per sempre” ma la “pretesa” di Dio è invece che, coloro
che credono possano riconoscere nella morte e risurrezione di Gesù una
promessa che fa nascere il SI incondizionato, la fedeltà che supera i nostri limiti, il per sempre. Per questo è
necessario che il matrimonio sia sempre evangelizzato e riportato alle
sue radici Mc. 10,6.
Possiamo capire alla
luce di queste affermazioni quanto sia importante accrescere i contenuti
di fede specie nei giovani che si incamminano verso il matrimonio,
perché possano acquisire gli strumenti necessari per fare del loro amore
la buona notizia.
Ecco che allora la
stessa preparazione al matrimonio cristiano si qualifica come itinerario
di fede: si pone, infatti come privilegiata occasione perché i fidanzati
riscoprano e approfondiscano la fede ricevuta col Battesimo e nutrita
con l’educazione cristiana. In tal modo riconoscono e liberamente
accolgono la vocazione a vivere la sequela di Cristo e il servizio del
Regno di Dio nello stato matrimoniale.
La nostra esperienza
in merito ai corsi fidanzati è proprio indirizzata su questo modalità,
insieme al nostro Parroco abbiamo pensato di fare una proposta, diremmo
diversa dai soliti percorsi, ma che nasce anche da esigenze reali e
l’abbiamo chiamata: “Itinerario
di Fede in preparazione al Matrimonio Cristiano” articolata in circa
22 incontri a scadenza quindicinale, praticamente un intero anno di
cammino, a questa proposta itinerario vi partecipano certamente, coppie
di fidanzati “normali” conviventi e coppie già sposate civilmente, fino
ad oggi, dopo un po’ di
tempo dall’ inizio di questa esperienza
la partecipazione non è stata molto alta, in media solo 5-6
coppie ogni anno, anche perché occorre da parte loro una buona dose di
coraggio per affrontare la scelta, ma l’importante non è il numero, ma
sono i risultati. Per questo vogliamo soprattutto ringraziare il Signore
per questa opportunità di evangelizzazione e per come ci ha sempre
assistito, le coppie che hanno partecipato hanno dimostrato di aver
molto gradito la proposta offerta loro che si è tra l’altro manifestata
nella fedeltà agli incontri.
Siamo certi che alla
base della buona riuscita ci deve essere
l’accoglienza, sottolineo accoglienza nel vero senso della parola.
Piano piano che gli incontri si succedono vediamo in loro un interesse
che cresce, il clima che si instaura è un clima famigliare, questo
coppie sono si desiderose di sapere ma anche una presenza di buona
testimonianza, hanno bisogno di vedere e toccare con mano che il per
sempre, lo sposarsi nel Signore, non è fantascienza. Sappiamo bene che
il mondo con la sua mentalità corrente non aiuta i giovani a costruire
una vita di sposi solida, perciò la proposta di un tempo più lungo
favorisce l’approfondimento delle tematiche e il loro consolidamento dal
quale poi partiranno con il piede giusto verso il futuro che li attende
come sposi.
La realtà che stiamo
vivendo, purtroppo, ci fa toccare con mano l’estrema povertà di
contenuti di fede, in verità non generalizzata, ecco perché iniziamo
sempre con una evangelizzazione terra terra a partire dal significato
dell’amore umano, alla scoperta del loro incontro voluto da Dio e dal
progetto che Lui ha per gli sposi, quanto sia presente nella loro vita e
quanto gli stia a cuore la loro felicità, in pratica la buona notizia
del Sacramento del matrimonio come abbiamo detto all’inizio, ma vengono
poste in campo anche altre tematiche delicate come la sessualità e la
procreazione responsabile, l’aborto. Le occasioni poi non mancano per
momenti di convivialità tanto necessari per creare comunione. Da questo
cammino di tipo esperienziale noi stiamo vedendo frutti positivi con la
nascita di gruppi famigliari che dopo le nozze sono tanto importanti per
crescere come coppia e sostegno per la famiglia giovane. Per noi questa
esperienza ci ha certamente arricchito, ha allargato i paletti della
nostra tenda perché questi ragazzi li accogliamo nel nostro cuore, li
amiamo come se fossero nostri figli, ci sta a cuore il loro futuro di
famiglia. Loro percepiscono tutto questo e ci dimostrano stima e
affetto, ma quello che conta di più e che insieme con il Parroco
desideriamo che Gesù regni nella loro vita di coppia e di famiglia.
Testimonianza Daniele e Laura
(LAURA)
Buonasera a tutti.
Siamo Laura e Daniele.
Vogliamo iniziare ringraziando le persone che ci
hanno invitato a partecipare a quest’incontro (Franco, Rita, Luigi e
Susanna, Maria Grazia e Renato) e vogliamo condividere con voi da subito
il perché del nostro “Sì” a questa serata e alla chiamata del Signore
nella nostra vita.
La risposta è contenuta in un passo che ci è stato
donato in un momento particolare del nostro fidanzamento, dove avevamo
chiesto al Signore luce sul progetto di vita che stava preparando per
noi e che per noi è diventato linea guida:
“Temete dunque il Signore e servitelo con integrità
e fedeltà, eliminate gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume
e in Egitto e servite il Signore. Se vi dispiace di servire il Signore,
scegliete voi chi volete servire: se gli dei che i vostri padri
servirono oltre il fiume oppure gli dei degli Amorrei, nel paese dei
quali abitate. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il
Signore.” (Giosuè 24, versetti 14-15)
Per noi, infatti, è da sempre stato fondamentale
dare un senso alla nostra vita individuale e di coppia e capire quale
fosse realmente la volontà del Signore per noi.
Sia chiaro che ciò che vogliamo dirvi in
quest’occasione non vuole essere un insegnamento o una lezione di vita,
né tanto meno un compiacimento di quanto fatto sinora di buono
nonostante la nostra profonda umanità, ma semplicemente una
testimonianza, una condivisione di quello che di meraviglioso abbiamo
ricevuto ed abbiamo provato a costruire in questo tempo, partendo dal
presupposto che siamo due semplici ragazzi innamorati l’uno dell’altra e
con la voglia di continuare a crescere nell’amore vero.
Permetteteci una confidenza: se ce l’abbiamo fatta
noi possono farcela in tanti.
Il segreto è fare profonda verità dentro se stessi e con l’altro,
essere autentici amare la verità, anche se a volte è molto difficile,
senza avere paura del giudizio degli altri.
Il segreto è anche affidare la nostra vita
individuale e di coppia al Signore, lui deve tenere le redini di tutto.
“Se il Signore non costruisce la casa invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode” (dal
Salmo 127). Questo è ciò che abbiamo capito camminando insieme e lo
condividiamo con voi lasciandovi il passo che per noi rappresenta la
strada da percorrere da Matteo 7, versetti 24-25:
“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le
mette in pratica è simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa
sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti
e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perchè era fondata
sopra la roccia.”
(DANIELE)
Io e Laura ci siamo conosciuti 5 anni fa alle
famose (almeno per noi) porte scorrevoli della nostra università.
E’ stato da subito colpo di fulmine e dopo due
giorni eravamo insieme.
La consapevolezza che abbiamo avuto fin da subito è
stato quella che avevamo appena ricevuto un grande dono reciproco: lei
per me, io per lei eravamo quello che avevamo sempre desiderato di
incontrare, quello che sognavamo da bambini e ciò di cui avevamo bisogno
l’uno per l’altra.
Un dono sì, un dono gratuito, un prezioso regalo
del Signore Gesù.
La gratuità del dono non significa, però, che lo
stesso sia cosa dovuta per chi lo riceve, ma comporta cura, attenzione,
preoccupazione affinché possa crescere ed essere custodito e preservato.
Il dono di cui stiamo parlando è sì il dono della
persona amata, ma è qualcosa di ancora più grande: è l’AMORE.
La naturalezza con la quale è avvenuto il tutto è
stata disarmante, ma solo a posteriori abbiamo compreso fino in fondo e
possiamo testimoniare quanto sia stata fondamentale la preparazione ad
accogliersi.
Io prima di incontrare Laura, come non mai, ho
passato un anno in assoluta fede, pieno di richieste, di suppliche e di
ringraziamenti a Dio e proprio in questo tempo il Signore mi ha fatto la
grazia della guarigione da profonde ferite del passato.
“Non ci sarà più per gli Israeliti un aculeo
pungente, una spina dolorosa tra tutti i suoi vicini che la disprezzano;
sapranno che io sono il Signore.” (Ezechiele 28, versetto 24).
Ora potevo sì, continuare a vedere le cicatrici, ma
che gioia la scoperta che non facevano più male! Ora sì che ero libero.
Ora sì che potevo donarmi ed essere dono autentico.
La storia di Laura, invece, non era stata
particolarmente segnata da ferite, ma anche lei era da tempo che in cuor
suo desiderava ardentemente di incontrare la persona giusta.
Inizialmente Laura non era praticante ma a stupirmi
è sempre stato il suo forte senso della giustizia, del dovere e la
consapevolezza che avevo di fronte un terreno fertile sul quale poter
costruire qualcosa di autentico, saldo e duraturo.
Non ho mai preteso di cambiarla.
L’ho accolta.
Sarei un bugiardo se dicessi che in fondo al mio cuore
non desideravo che si avvicinasse ad un cammino di fede tanto
fondamentale per la mia conversione, ma rispettavo il suo essere e mi
limitavo a ricordarla nelle preghiere certo che i tempi non erano i miei
ma del Signore. Ricordo quando andavamo a messa e lei non si
inginocchiava al momento della consacrazione e io pensavo al giorno in
cui il Signore le avrebbe piegato le ginocchia e vi confesso sentivo in
fondo al mio cuore che non sarebbe stato lontano.
Il Signore ha agito nel suo cuore ancor prima di
quanto pensassi e il 17 giugno 2003 (circa sei mesi dopo il nostro
incontro) una sera in auto mi ha detto “Dani, sai, oggi sono andata a
confessarmi dopo 10 anni” ed è scoppiata in lacrime.
Era il primo di una lunga serie di segni che il
Signore vegliava su di noi, che aveva steso il suo braccio santo e che
era vivo nella nostra coppia.
(LAURA)
Questo, infatti, è stato un passaggio fondamentale
per la nostra unione: adesso ci sentivamo come avvolti, da qualcosa di
più grande di noi, in un grande abbraccio.
Abbiamo sempre ritenuto fondamentale accompagnare
al nostro percorso un cammino spirituale individuale e di coppia
concreto. Frequentiamo insieme settimanalmente il Gruppo del
Rinnovamento nello Spirito di San Cristoforo a Milano, nel tempo libero
e altri impegni della vita quotidiana permettendo, serviamo
nell’evangelizzazione attraverso l’associazione Cristomorfosis Italia ed
abbiamo frequentato per tre anni, oltre al corso introduttivo, i Corsi
Fidanzati di Padre Raimondo Bardelli, su consiglio di un nostro
carissimo amico sacerdote, don Luca.
Abbiamo frequentato questi corsi non perché questi
ci insegnassero ad amare, ma perché ci aiutassero a comprendere il
significato più profondo del donarsi, ci aiutassero ad amare la castità,
a ricercare la sincerità sopra ogni cosa e a condividere con altre
coppie le problematiche che si vivono nella quotidianità di persone
diverse che però hanno il sogno e il desiderio di voler costruire una
famiglia insieme.
(DANIELE)
Tutto ciò non è stato facile.
Abbiamo affrontato numerose difficoltà. Ne stiamo
affrontando ancora e ne affronteremo senz’altro altre ma è importante
essere umili, venirsi incontro, dialogare e confrontarsi quotidianamente
con sincerità sia all’interno che all’esterno della coppia per crescere
insieme senza cedere alla tentazione della paura “Il Signore è mia luce
e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?” (Salmo 27 versetto 1).
È importante perseverare pur nella diversità dei
caratteri, pur nelle prove che la vita riserva ma soprattutto è
importante avere fiducia, fede e speranza in Colui che ha promesso:
“Così dice il Signore Dio: quando avrò radunato
gli Israeliti di mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi, io
manifesterò in essi la mia santità davanti alle genti: abiteranno
tranquilli, costruiranno case e pianteranno vigne; vi abiteranno
tranquilli, quando avrò eseguito i miei giudizi su tutti coloro che
intorno li disprezzano: e sapranno che io sono il Signore loro Dio.”
(Ezechiele 28, versetti 25-26)
È proprio grazie a questo percorso che oggi abbiamo
deciso di sposarci per poter dare un senso concreto a ciò che abbiamo
costruito, perché una casa non può avere solo salde fondamenta ma anche
pareti, luci, mobili che l’arredino.
Ora è giunto il momento di dare maggior forma alla
nostra casa e di continuare il progetto di vita che il Signore ha
predisposto per noi con forza e perseveranza e mai come in questo
periodo abbiamo voglia di ripeterti insieme da Isaia 25 versetto 1:
“Signore, tu sei il mio Dio; voglio esaltarti e
lodare il tuo nome, perché hai eseguito progetti meravigliosi, concepiti
da lungo tempo, fedeli e veri” e mai come in questo tempo viviamo
della certezza che, come spesso ci ricorda la nostra guida spirituale,
don Mirko “i legami più forti non sono fatti né da corde né da nodi
eppure nessuno li scioglie”.
Amen
Alleluia
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