Home   Organismi   Gruppi   Ministeri   Formazione   Agenda  Comunicazioni  Mappa  
Dio ti Ama adesso!
Ministero Famiglia


Link alla radio

Radio Mater

Rubrica tenuta a Radio Mater il 5 Aprile 2008 (ore 19,00) da una coppia del Ministero della famiglia del RnS

 
 

 

Cari ascoltatori di Radio Mater buonasera a tutti da Giorgio, M. Assunta, Piero e Rossana.

Abbiamo accolto con immenso piacere l’invito fattoci, straordinariamente, questa sera per poter continuare le riflessioni iniziate nella nostra trasmissione precedente del 28/03/2008 dove avevamo trattato l’importanza delle promesse nuziali e del valore delle fedi portate al dito.

Abbiamo detto che amare davvero e per sempre si può.

Gli anelli sono un segno di amore e di fedeltà e per il fatto che sono realizzati su misura  capiamo che anche noi come loro siamo fatti l’uno per l’altra, essi brillano come i nostri occhi dai quali traspare l’amore, sono fatti di un metallo prezioso come prezioso deve essere il nostro matrimonio.

Inoltre hanno una circonferenza perfetta: non si sa dove termina l’uno e comincia l’altro perché i due sono un solo cuore e un solo progetto.

Vediamo ora che gli anelli sono uguali e sono  un paio.

Come sarebbero brutti diversi! Uno d’oro e l’altro di platino, uno con le iniziali e l’altro senza.

Vi immaginate uno sottile e l’altro più largo? No! Qs anelli devono essere uguali.

Il caro Papa Giovanni Paolo II scrisse, nel 1960, un libro molto interessante sul matrimonio dal titolo “La bottega dell’orefice”.

In esso racconta come una coppia di sposi stesse attraversando un momento difficile. Ad un certo punto alla moglie venne in mente di vendere l’anello

nuziale ad un orefice perchè  le sembrava che tutto fosse perduto.

Il testo dice, attraverso le parole della moglie, proprio così:

 

“ L’orefice guardò la vera, la soppesò a lungo sul palmo e mi fissò negli occhi. E poi decifrò la data scritta dentro la fede. Mi guardò nuovamente negli occhi e la pose sulla bilancia… poi mi disse: questa fede non ha peso, la lancetta sta sempre sullo zero e non posso ricavarne nemmeno un milligrammo d’oro. Suo marito deve essere vivo, in tal caso nessuna delle due fedi ha peso da sola, pesano solo tutte due insieme. La mia bilancia d’orefice ha questa particolarità che non pesa il metallo in sé ma tutto l’essere umano e il suo destino”. Ripresi l’anello e senza una parola fuggii dal negozio.

 

Cari amici, un anello nuziale da solo “ non ha peso”, una persona separata dal proprio coniuge “ non ha peso”, ve lo ricordano gli anelli, che sono due e sono uguali.

Ci sono cose in questa vita che  non possono essere separate: scarpe, guanti, orecchini, gemelli, fedi…

Un uomo e una donna che si sposano sono una di queste “cose” che non si devono rompere e separare, perché sono un paio.

Se guardiamo bene allo stesso tempo però sono diverse : una è più grande dell’altra.

Con il passare del tempo sorgono alcune differenze, dovute al buono o al cattivo uso che se ne fa. Pur essendo uguali, una sarà più graffiata o opaca dell’altra. Questo è come un segno che dobbiamo essere identici nella diversità e essendo diversi tendere all’identità.

Quanto sono autentiche quelle coppie che cercano di trovare dei punti d’incontro. Per esempio , coppie in cui, a lui piace giocare a tennis ma lei non ha mai visto una racchetta e, ciononostante, si mette a giocare per divertirsi con lui!

Se oggi dovessimo dare un piccolo consiglio sarebbe questo: invece di discutere per le differenze, proviamo a costruire l’unità facendo un passo l’uno verso l’altra.

Non ci riferiamo ai sani confronti necessari prima di prendere certe decisioni. Ci riferiamo alla continua discussione per l’ansia di discutere , alla discussione accesa che tante volte termina in sterile litigio. Queste discussioni producono attriti che logorano l’armonia coniugale.

Tendere all’identità attraverso un cedere per amore, lubrifica, rende scorrevole quelle parti del cuore che altrimenti comincerebbero a cigolare.

Se solo sapessimo pensare agli attriti prima che a noi stessi, non passeremmo la vita a discutere inutilmente, perciò non ti domandare se sei felice, è meglio se ti domandi continuamente, con serietà, se stai facendo felici quelli che vivono con te.

Domandati se ti stai dedicando all’altro, se tendi a lui/lei o se “ preferisci che si faccia secondo il tuo modo di essere”.

                                              

                                                      STACCO MUSICALE

 

Passiamo ora a un’altra considerazione.

Solitamente l’anello nuziale ha una data: alcuni vorrebbero che fosse “di scadenza” come per le medicine!

Ma non è così!

E’ una data che indica semplicemente il giorno in cui tutto terminò , e allo stesso tempo, tutto ebbe inizio.

Cosa termina? La tua vita passata, la tua relazione, per così dire, stretta coi tuoi genitori: prima dormivi, facevi colazione, pranzavi cenavi nella loro casa e ora non più. Ha fine la tua vita “libertina”, prima passavi il fine settimana con amici o amiche, in una parola, ti divertivi…
Prima si poteva fare perché non eri sposato/a ora non più.

Ecco perché esistono gli addii al celibato e al nubilato.

Proprio per dire addio a un ritmo di vita che non si addice al matrimonio.

In qs senso tutto è finito.

Ma è anche vero che qualcosa ha inizio. Inizia la tua tenera dedizione a tuo marito, a tua moglie.

Ha inizio l’esclusività! In una famiglia ognuno ha il suo posto. Che belle quelle famiglie che si riuniscono per celebrare il Natale insieme! O i compleanni , o l’anno nuovo, etc. ma tua moglie è tua moglie, tuo marito è tuo marito.

E’ bene che ci siano dei buoni rapporti con i genitori, con tutta la famiglia o con un gruppo di amici. Ma tua moglie è tua moglie, tuo marito è tuo marito.

E’ bello viaggiare insieme, tre o quattro coppie. Ma tua moglie è tua moglie, tuo marito è tuo marito, e deve avere non un posto, ma il suo posto.

Non ci sono dubbi che è necessaria la reciprocità dei dettagli. Quando i valori, le attenzioni e la cura non sono reciproche, la relazione non esiste.

L’anello nuziale è discreto. Non è una cintura, né una collana, E’ così piccolo che passerebbe inosservato, se non lo mostrassimo noi alla gente. E’ anche un simbolo e un segno della discrezione, del silenzio e dell’umiltà che si deve avere nel matrimonio. E’ come un segno del rispetto che entrambi devono avere l’uno per l’altra.

Che tristezza hanno quei matrimoni in cui uno dei due domina sull’altro. Dove si impongono gusti e preferenze, dove si fa sempre quello che dice uno. Coppie in cui ormai non si chiede o non si propone all’altro, ma semplicemente si ordina. Molte coppie soffrono di questo dominio da parte di uno dei coniugi, questo atteggiamento logora la relazione perché origina paure, diffidenze, insicurezze.

Il matrimonio come Dio lo ha pensato e come la logica più stringente ci impone, implica fedeltà, indissolubilità, impegno a cercare ogni giorno e come programma di vita vari progetti: far piacere al coniuge, lavorare duramente per la sua felicità, usare il garbo e le buone maniere, sforzarsi di garantire l’uguaglianza tra i due, e badare alle mille attenzioni che sono come tessere nel grande mosaico della felicità. Ciò si ottiene solo quando il matrimonio è radicato in Dio, e quando si adottano i mezzi più elementari e cioè il vivere insieme quotidiano, la preghiera nella coppia e poi in famiglia.

 

                                             STACCO MUSICALE

 

Cari amici non ci sono vie per l’amore: l’amore è la via.

Come abbiamo più volte detto il matrimonio è indissolubile e perciò implica un impegno, un sacrificio, amare è un’esigenza:è camminare sempre insieme per tutta la vita e donarsi con totalità, anche a costo della propria vita.

L’amore, se è tale, passa attraverso il dolore, ma qs percorso è una fonte di felicità, di gioia e di pace.

Logicamente ciò richiede che l’uomo e la donna siano educati all’amore. Oggi si educa a tutto, meno che all’amore, che è la materia di cui abbiamo maggiormente bisogno.

Amare significa accogliere la persona amata nella sua integrità e, pertanto, prima bisogna conoscerla e capirla, per poi accettarla. L’amore è, in questo modo, un voler bene ad una persona di cui desideriamo la felicità in questa vita e, ancor di più, in quella eterna.

L’amore e la felicità, quindi, si costruiscono con Dio, di fronte a Lui, essendo entrambi i coniugi letteralmente “complici” del Signore nella ricerca della felicità dell’altro.

S. Agostino ci dice che :” la misura dell’amore è amare senza misura”

Come tutti i buoni metalli: forti, duri, resistenti,l’amore è stato fuso, come “ saggiato nel crogiolo”. Allo stesso modo, tutti i matrimoni devono essere preparati con un buon e autentico fidanzamento.

Oggi, purtroppo, si chiama fidanzamento una qualsiasi relazione superficiale, senza grandi mete od obiettivi che preparano a tutta una vita d’amore e di donazione.

Quanto è importante, in questo senso, ricevere un buon corso di preparazione al matrimonio!

Qs è il miglior investimento che possano fare i fidanzati: cercare di capire che cos’è il matrimonio, quali sono i possibili pericoli che lo insidiano, gli ostacoli per una felice vita di coppia e, soprattutto, i mezzi per perseverare nell’amore.

Lì, inoltre si impara a conoscere meglio il futuro coniuge, così da capire che quando si dirà “ prendo te” significa ti accetto così come sei perché ti ho conosciuto bene!

Preoccupano quei fidanzati in cui la coppia non si conosce realmente; il loro rapporto è fatto di divertimento. Non cercano i mezzi per assicurare  perseveranza nel caso in cui si concretizzi il matrimonio. Un autentico fidanzamento esige una conoscenza molto profonda da parte di entrambi, non superficiale.

Negli ultimi anni, molti dei fallimenti in amore si devono al fatto che i fidanzati non si sono conosciuti bene, perché i giovani danno molta importanza a ciò che è superficiale: per loro è importante che la compagna sappia ballare, che sia molto bella, che abbia i soldi, che appartenga all’alta società, che abbia un bel fisico per provare poi una profonda delusione nel rapporto gomito-gomito di tutti i giorni.

Durante il fidanzamento ci si dimentica di scoprire se il fidanzato ha un buon carattere,se è emotivamente equilibrato, se ha la capacità di soffrire nelle avversità, se è semplicemente una brava persona,nobile di cuore, coerente nel momento di affrontare gli impegni. Senza contare che spesso il piacere sessuale  acceca!

 

                                                STACCO MUSICALE

 

L’ultima caratteristica dell’anello nuziale è che è stato consegnato alla presenza di Dio. Lì davanti a Lui, hai consegnato l’anello nuziale che ti accompagnerà tutta la vita.

Sposarsi in chiesa non significa semplicemente entrare in un luogo, ma cercare la Sua presenza. Non si tratta di affittare la casa di Dio per mezz’ora né di compiere un dovere familiare o sociale. Andare in chiesa è  ascoltarLo e apprendere da Lui, che è l’amore, come si costruisce un matrimonio. edificandolo sull’amore.

“ Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” Sal.127.1

Non sappiamo se si potranno sopportare le diverse difficoltà; se ci saranno grandi sofferenze, se sarà una famiglia come l’avete pensata, o se sarà diversa c’è però qualcosa di cui siamo sicuri ed è importantissimo: “ Dio si prende cura di voi”, perché di fronte a Lui, in Sua presenza vi siete consegnati.

Com’è importante la parte spirituale nel matrimonio!

Un uomo e una donna che vivono vicini a Dio, con Dio al centro della loro vita, che si avvicinano con frequenza ai sacramenti, sono una garanzia di fedeltà e felicità. Quando essi pregano insieme, Dio li ascolta, li pone al centro della Sua attenzione, si prende cura di loro.

Che tristezza ma, soprattutto, che angoscia vedere sposi per i quali Dio non conta!

Se non curiamo la parte spirituale, come potremmo affrontare i momenti di pericolo, situazioni complicate che, oltretutto sono normali in un matrimonio.

Ricorda, l’anello l’hai consegnato in presenza di Dio. Il Signore ti ha benedetto e vuole continuare a favorirti, ma potrà essere così solo se continuerai a ricercare la Sua presenza.

Siamo arrivati al termine di queste riflessioni; osserva con noi ora il tuo anello nuziale, toccalo e controlla se brilla, se si sta consumando, se è di metallo prezioso, con una data e un particolare.

Forse il tuo anello che stai guardando si è consumato con il tempo, è logico!

Gli oggetti non sono per sempre. Per questo c’è il cielo!

Il tuo anello nuziale può perdere e, di fatto, perde la sua brillantezza; ma anche così quante cose rappresenta! Si potrebbe addirittura dire che è più bello segnato, usato, maltrattato involontariamente dai movimenti di una mano che, per amore non ha mai voluto toglierselo, nemmeno per proteggerlo.

Ha perso la brillantezza del metallo, ma conserva quella dell’affetto e dei mille ricordi che ti uniscono ad esso. E’ lo scintillìo della maturità, il luccichio di mille esperienze difficili e dolorose, ma condivise, vissute insieme,lo splendore delle soddisfazioni più profonde, dei sogni iniziali, la luminosità di una fedeltà sottomessa alla prova del tempo, la più dura di tutte le prove.

E’ meraviglioso vedere due persone che si guardano con occhi stanchi e accarezzano una pelle rugosa ma tenera, degli anziani che si prendono per mano, due vite che camminano insieme, labbra che non smettono mai di ringraziare, cuori che non si sono mai stancati di amare.

Di quanti spettacoli come questi ha bisogno il mondo!

La società ha bisogno della testimonianza di un uomo e di una donna che si amano, c’è bisogno di vedere gente che arriva alla fine della propria vita mano nella mano!

 
 
 
Accedi alla libreria online... Segreteria Regionale
RnS Lombardia

scrivici Scrivici...