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Cari ascoltatori di Radio Mater buonasera a tutti da Giorgio, M.
Assunta, Piero e Rossana.
Abbiamo accolto con immenso piacere l’invito fattoci,
straordinariamente, questa sera per poter continuare le riflessioni
iniziate nella nostra trasmissione precedente del 28/03/2008 dove
avevamo trattato l’importanza delle promesse nuziali e del valore delle
fedi portate al dito.
Abbiamo detto che amare davvero e per sempre si può.
Gli anelli sono un segno di amore e di fedeltà e per il fatto che sono
realizzati su misura
capiamo che anche noi come loro siamo fatti l’uno per l’altra, essi
brillano come i nostri occhi dai quali traspare l’amore, sono fatti di
un metallo prezioso come prezioso deve essere il nostro matrimonio.
Inoltre hanno una circonferenza perfetta: non si sa dove termina l’uno e
comincia l’altro perché i due sono un solo cuore e un solo progetto.
Vediamo ora che gli anelli sono uguali e sono
un paio.
Come sarebbero brutti diversi! Uno d’oro e l’altro di platino, uno con
le iniziali e l’altro senza.
Vi immaginate uno sottile e l’altro più largo? No! Qs anelli devono
essere uguali.
Il caro Papa Giovanni Paolo II scrisse, nel 1960, un libro molto
interessante sul matrimonio dal titolo “La bottega dell’orefice”.
In esso racconta come una coppia di sposi stesse attraversando un
momento difficile. Ad un certo punto alla moglie venne in mente di
vendere l’anello
nuziale ad un orefice perchè le
sembrava che tutto fosse perduto.
Il testo dice, attraverso le parole della moglie, proprio così:
“ L’orefice guardò la vera, la soppesò a lungo sul palmo e mi fissò
negli occhi. E poi decifrò la data scritta dentro la fede. Mi guardò
nuovamente negli occhi e la pose sulla bilancia… poi mi disse: questa
fede non ha peso, la lancetta sta sempre sullo zero e non posso
ricavarne nemmeno un milligrammo d’oro. Suo marito deve essere vivo, in
tal caso nessuna delle due fedi ha peso da sola, pesano solo tutte due
insieme. La mia bilancia d’orefice ha questa particolarità che non pesa
il metallo in sé ma tutto l’essere umano e il suo destino”. Ripresi
l’anello e senza una parola fuggii dal negozio.
Cari amici, un anello nuziale da solo “ non ha peso”, una persona
separata dal proprio coniuge “ non ha peso”, ve lo ricordano gli anelli,
che sono due e sono uguali.
Ci sono cose in questa vita che non
possono essere separate: scarpe, guanti, orecchini, gemelli, fedi…
Un uomo e una donna che si sposano sono una di queste “cose” che non si
devono rompere e separare, perché sono un paio.
Se guardiamo bene allo stesso tempo però sono diverse : una è più grande
dell’altra.
Con il passare del tempo sorgono alcune differenze, dovute al buono o al
cattivo uso che se ne fa. Pur essendo uguali, una sarà più graffiata o
opaca dell’altra. Questo è come un segno che dobbiamo essere identici
nella diversità e essendo diversi tendere all’identità.
Quanto sono autentiche quelle coppie che cercano di trovare dei punti
d’incontro. Per esempio , coppie in cui, a lui piace giocare a tennis ma
lei non ha mai visto una racchetta e, ciononostante, si mette a giocare
per divertirsi con lui!
Se oggi dovessimo dare un piccolo consiglio sarebbe questo:
invece di discutere per le
differenze, proviamo a costruire l’unità facendo un passo l’uno verso
l’altra.
Non ci riferiamo ai sani confronti necessari prima di prendere certe
decisioni. Ci riferiamo alla continua discussione per l’ansia di
discutere , alla discussione accesa che tante volte termina in sterile
litigio. Queste discussioni producono attriti che logorano l’armonia
coniugale.
Tendere all’identità attraverso un cedere per amore, lubrifica, rende
scorrevole quelle parti del cuore che altrimenti comincerebbero a
cigolare.
Se solo sapessimo pensare agli attriti prima che a noi stessi, non
passeremmo la vita a discutere inutilmente, perciò non ti domandare se
sei felice, è meglio se ti domandi continuamente, con serietà, se stai
facendo felici quelli che vivono con te.
Domandati se ti stai dedicando all’altro, se tendi a lui/lei o se “
preferisci che si faccia secondo il tuo modo di essere”.
STACCO MUSICALE
Passiamo ora a un’altra considerazione.
Solitamente l’anello nuziale ha una data: alcuni vorrebbero che fosse
“di scadenza” come per le medicine!
Ma non è così!
E’ una data che indica semplicemente il giorno in cui tutto terminò , e
allo stesso tempo, tutto ebbe inizio.
Cosa termina? La tua vita passata, la tua relazione, per così dire,
stretta coi tuoi genitori: prima dormivi, facevi colazione, pranzavi
cenavi nella loro casa e ora non più. Ha fine la tua vita “libertina”,
prima passavi il fine settimana con amici o amiche, in una parola, ti
divertivi…
Prima si poteva fare perché non eri sposato/a ora non più.
Ecco perché esistono gli addii al celibato e al nubilato.
Proprio per dire addio a un ritmo di vita che non si addice al
matrimonio.
In qs senso tutto è finito.
Ma è anche vero che qualcosa ha inizio. Inizia la tua tenera dedizione a
tuo marito, a tua moglie.
Ha inizio l’esclusività! In una famiglia ognuno ha il suo posto. Che
belle quelle famiglie che si riuniscono per celebrare il Natale insieme!
O i compleanni , o l’anno nuovo, etc. ma tua moglie è tua moglie, tuo
marito è tuo marito.
E’ bene che ci siano dei buoni rapporti con i genitori, con tutta la
famiglia o con un gruppo di amici. Ma tua moglie è tua moglie, tuo
marito è tuo marito.
E’ bello viaggiare insieme, tre o quattro coppie. Ma tua moglie è tua
moglie, tuo marito è tuo marito, e deve avere non un posto, ma il suo
posto.
Non ci sono dubbi che è necessaria la reciprocità dei dettagli. Quando i
valori, le attenzioni e la cura non sono reciproche, la relazione non
esiste.
L’anello nuziale è discreto. Non è una cintura, né una collana, E’ così
piccolo che passerebbe inosservato, se non lo mostrassimo noi alla
gente. E’ anche un simbolo e un segno della discrezione, del silenzio e
dell’umiltà che si deve avere nel matrimonio. E’ come un segno del
rispetto che entrambi devono avere l’uno per l’altra.
Che tristezza hanno quei matrimoni in cui uno dei due domina sull’altro.
Dove si impongono gusti e preferenze, dove si fa sempre quello che dice
uno. Coppie in cui ormai non si chiede o non si propone all’altro, ma
semplicemente si ordina. Molte coppie soffrono di questo dominio da
parte di uno dei coniugi, questo atteggiamento logora la relazione
perché origina paure, diffidenze, insicurezze.
Il matrimonio come Dio lo ha pensato e come la logica più stringente ci
impone, implica fedeltà, indissolubilità, impegno a cercare ogni giorno
e come programma di vita vari progetti: far piacere al coniuge, lavorare
duramente per la sua felicità, usare il garbo e le buone maniere,
sforzarsi di garantire l’uguaglianza tra i due, e badare alle mille
attenzioni che sono come tessere nel grande mosaico della felicità. Ciò
si ottiene solo quando il matrimonio è radicato in Dio, e quando si
adottano i mezzi più elementari e cioè il vivere insieme quotidiano, la
preghiera nella coppia e poi in famiglia.
STACCO MUSICALE
Cari amici non ci sono vie per l’amore: l’amore è la via.
Come abbiamo più volte detto il matrimonio è indissolubile e perciò
implica un impegno, un sacrificio, amare è un’esigenza:è camminare
sempre insieme per tutta la vita e donarsi con totalità, anche a costo
della propria vita.
L’amore, se è tale, passa attraverso il dolore, ma qs percorso è una
fonte di felicità, di gioia e di pace.
Logicamente ciò richiede che l’uomo e la donna siano educati all’amore.
Oggi si educa a tutto, meno che all’amore, che è la materia di cui
abbiamo maggiormente bisogno.
Amare significa accogliere la persona amata nella sua integrità e,
pertanto, prima bisogna conoscerla e capirla, per poi accettarla.
L’amore è, in questo modo, un voler bene ad una persona di cui
desideriamo la felicità in questa vita e, ancor di più, in quella
eterna.
L’amore e la felicità, quindi, si costruiscono con Dio, di fronte a Lui,
essendo entrambi i coniugi letteralmente “complici” del Signore nella
ricerca della felicità dell’altro.
S. Agostino ci dice che :” la misura dell’amore è amare senza misura”
Come tutti i buoni metalli: forti, duri, resistenti,l’amore è stato
fuso, come “ saggiato nel crogiolo”. Allo stesso modo, tutti i matrimoni
devono essere preparati con un buon e autentico fidanzamento.
Oggi, purtroppo, si chiama fidanzamento una qualsiasi relazione
superficiale, senza grandi mete od obiettivi che preparano a tutta una
vita d’amore e di donazione.
Quanto è importante, in questo senso, ricevere un buon corso di
preparazione al matrimonio!
Qs è il miglior investimento che possano fare i fidanzati: cercare di
capire che cos’è il matrimonio, quali sono i possibili pericoli che lo
insidiano, gli ostacoli per una felice vita di coppia e, soprattutto, i
mezzi per perseverare nell’amore.
Lì, inoltre si impara a conoscere meglio il futuro coniuge, così da
capire che quando si dirà “ prendo te” significa ti accetto così come
sei perché ti ho conosciuto bene!
Preoccupano quei fidanzati in cui la coppia non si conosce realmente; il
loro rapporto è fatto di divertimento. Non cercano i mezzi per
assicurare perseveranza nel
caso in cui si concretizzi il matrimonio. Un autentico fidanzamento
esige una conoscenza molto profonda da parte di entrambi, non
superficiale.
Negli ultimi anni, molti dei fallimenti in amore si devono al fatto che
i fidanzati non si sono conosciuti bene, perché i giovani danno molta
importanza a ciò che è superficiale: per loro è importante che la
compagna sappia ballare, che sia molto bella, che abbia i soldi, che
appartenga all’alta società, che abbia un bel fisico per provare poi una
profonda delusione nel rapporto gomito-gomito di tutti i giorni.
Durante il fidanzamento ci si dimentica di scoprire se il fidanzato ha
un buon carattere,se è emotivamente equilibrato, se ha la capacità di
soffrire nelle avversità, se è semplicemente una brava persona,nobile di
cuore, coerente nel momento di affrontare gli impegni. Senza contare che
spesso il piacere sessuale acceca!
STACCO
MUSICALE
L’ultima caratteristica dell’anello nuziale è che è stato consegnato
alla presenza di Dio. Lì davanti a Lui, hai consegnato l’anello nuziale
che ti accompagnerà tutta la vita.
Sposarsi in chiesa non significa semplicemente entrare in un luogo, ma
cercare la Sua presenza. Non si tratta di affittare la casa
di Dio per mezz’ora né di compiere un dovere familiare o sociale. Andare
in chiesa è ascoltarLo e
apprendere da Lui, che è l’amore, come si costruisce un matrimonio.
edificandolo sull’amore.
“ Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i
costruttori” Sal.127.1
Non sappiamo se si potranno sopportare le diverse difficoltà; se ci
saranno grandi sofferenze, se sarà una famiglia come l’avete pensata, o
se sarà diversa c’è però qualcosa di cui siamo sicuri ed è
importantissimo: “ Dio si prende cura di voi”, perché di fronte a Lui,
in Sua presenza vi siete consegnati.
Com’è importante la parte spirituale nel matrimonio!
Un uomo e una donna che vivono vicini a Dio, con Dio al centro della
loro vita, che si avvicinano con frequenza ai sacramenti, sono una
garanzia di fedeltà e felicità. Quando essi pregano insieme, Dio li
ascolta, li pone al centro della Sua attenzione, si prende cura di loro.
Che tristezza ma, soprattutto, che angoscia vedere sposi per i quali Dio
non conta!
Se non curiamo la parte spirituale, come potremmo affrontare i momenti
di pericolo, situazioni complicate che, oltretutto sono normali in un
matrimonio.
Ricorda, l’anello l’hai consegnato in presenza di Dio. Il Signore ti ha
benedetto e vuole continuare a favorirti, ma potrà essere così solo se
continuerai a ricercare la Sua presenza.
Siamo arrivati al termine di queste riflessioni; osserva con noi ora il
tuo anello nuziale, toccalo e controlla se brilla, se si sta consumando,
se è di metallo prezioso, con una data e un particolare.
Forse il tuo anello che stai guardando si è consumato con il tempo, è
logico!
Gli oggetti non sono per sempre. Per questo c’è il cielo!
Il tuo anello nuziale può perdere e, di fatto, perde la sua
brillantezza; ma anche così quante cose rappresenta! Si potrebbe
addirittura dire che è più bello segnato, usato, maltrattato
involontariamente dai movimenti di una mano che, per amore non ha mai
voluto toglierselo, nemmeno per proteggerlo.
Ha perso la brillantezza del metallo, ma conserva quella dell’affetto e
dei mille ricordi che ti uniscono ad esso. E’ lo scintillìo della
maturità, il luccichio di mille esperienze difficili e dolorose, ma
condivise, vissute insieme,lo splendore delle soddisfazioni più
profonde, dei sogni iniziali, la luminosità di una fedeltà sottomessa
alla prova del tempo, la più dura di tutte le prove.
E’ meraviglioso vedere due persone che si guardano con occhi stanchi e
accarezzano una pelle rugosa ma tenera, degli anziani che si prendono
per mano, due vite che camminano insieme, labbra che non smettono mai di
ringraziare, cuori che non si sono mai stancati di amare.
Di quanti spettacoli come questi ha bisogno il mondo!
La società ha bisogno della testimonianza di un uomo e di una donna che
si amano, c’è bisogno di vedere gente che arriva alla fine della propria
vita mano nella mano!
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