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Dalle onde di questa
meravigliosa radio della Mamma, che si può ascoltare anche attraverso
internet (Sul sito
www.radiomater.com) giunga a tutti voi carissime famiglie,
ascoltatori e ascoltatrici, l’augurio di una rinnovata gioia Pasquale,
“Gesù è risorto” E’ con queste parole che Franco e Rita vi danno il
benvenuto e auguriamo a tutti buon ascolto.
Il mese di maggio è
tradizionalmente dedicato alla Madonna, oggi in particolare la Chiesa
ricorda la Madonna di Pompei, ancora una volta il nostro turno cade
proprio nella cara ricorrenza della festa della Mamma quale miglior
auspicio per questo incontro essere accompagnati da questa presenza
attente e discreta, confidando nella Sua intercessione invochiamo lo
Spirito Santo perché susciti nella nostra mente e sulle nostre labbra le
parole giuste che possano toccare i nostri cuori.
Con questa sera
iniziamo una serie di trasmissioni che vedranno la famiglia, la coppia i
fidanzati, inserite all’interno di un nuovo modo di essere e di
testimoniare chiamato “La cultura di Pentecoste”
Ma prima di
inoltrarci nei vari argomenti cerchiamo di capire brevemente di che cosa
si tratta, poi proseguendo il cammino avremo modo di approfondire.
Quello che andremo a
dire vuole essere un tentativo di delineare un percorso spirituale con i
piedi ben saldi per terra perché possiamo diventare protagonisti come
famiglie di questa nuova cultura invocata dal Santo Padre Giovanni Paolo
II “Fate conoscere e amare lo Spirito Santo, aiuterete a far si che si
pongano le basi per realizzare una cultura della Pentecoste, perché
senza di essa non sarà possibile la civiltà dell’amore e la convivenza
pacifica” Ma voi direte come? Ebbene il sacramento del matrimonio che
abbiamo ricevuto e specialmente nel nuovo rito viene invocato sui
nubendi lo Spirito Santo e in quel preciso momento avviene una cosa
stupenda per i novelli sposi che possiamo chiamare “La Pentecoste
coniugale” E come i discepoli dopo aver ricevuto lo Spirito Santo
uscirono dal cenacolo e annunciavano con franchezza e senza paura al
popolo ciò che era avvenuto e ne erano testimoni cioè che “Quel Gesù che
voi avete crocifisso è risorto” Così anche noi famiglie cristiane siamo
chiamate nel nostro tempo a proclamare con coraggio e a dare buona
testimonianza di quei valori che ci sono propri, la salvaguardia della
vita dal suo concepimento al suo fine naturale, l’educazione cristiana
dei figli e la trasmissione della fede che fanno della comunità un luogo
di speranza e di risurrezione, per il futuro dei nostri figli in un
mondo nel quale tutto viene relativizzato svuotato di significato,
questo impegno si fonda su un cammino di conversione alimentato dalla
preghiera perseverante, sulla formazione e l’evangelizzazione.
Detto questo iniziamo
con alcune premesse bibliche:
1°“Siamo opera
Sua, creati
in cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi la
praticassimo” (Ef. 2,10)……..e li udiamo annunziare nelle
nostre lingue le grandi opere di Dio” (At.2,11b)
Da questo possiamo
già intuire quale sia il compito primario della famiglia cristiana,
rispondere con il nostro si all’invito di Gesù che vuol dire essere al
servizio nella famiglia e per la famiglia secondo il progetto di Dio che
nell’atto della creazione disse della famiglia “E’ cosa molto buona”
siate dunque testimoni credibili della speranza che è in voi che
credete.
Ma vuol dire anche
uscire dal cenacolo, che si traduce nella chiamata alla missionarietà
della famiglia, all’annuncio, il primo passo verso la trasmissione della
fede, ad intra e ad extra, dunque la famiglia che si apre alla comunità.
Tutto questo lascia
intendere la necessità di una formazione continuata nel tempo,
attenzione però, non un apprendere la lezione come a scuola (imparare a
memoria) ma una formazione calata nel vissuto quotidiano che diventa
stile di vita, nella semplicità dei gesti quotidiani, la preghiera che
si fa vita, oggi è più che mai urgente i tempi che viviamo lo reclamano,
dobbiamo diventare “Cultori dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto”
capaci di offrire le ragioni della nostra fede in un mondo che cambia e
che in realtà sono “Le ragioni stesse dello Spirito” ma a chi dunque, a
quelli che non credono a coloro che si sono adeguati al secolarismo e
hanno perso lo slancio della testimonianza della propria fede,
proclamando con forza: Svegliati o tu che dormi e Cristo ti illuminerà.
STACCO
MUSICALE
Riprendiamo con
l’evangelista Luca che ci riporta il pensiero di Gesù 2°“Sono venuto
a portare il fuoco sulla terra e come vorrei fosse gia acceso” (Lc.
12,49) Luca, si rivolgeva ai credenti di quel tempo ma non di meno a noi
oggi, ma di quale fuoco parlava?
Il fuoco generato
dalla fede nel Dio di Gesù Cristo alimentata dallo Spirito che nel
cenacolo si manifesta agli Apostoli sottoforma di lingue di fuoco
/At.2,1ss)
Il desiderio di Gesù
di vedere un fuoco già acceso come si realizza? Con l’impegno, a partire
proprio dalla famiglia cristiana, attraverso l’azione che lo Spirito
Santo ricevuto come coppia nel matrimonio, che chiamiamo la
Pentecoste coniugale. Dunque chiamati a incendiare il mondo prima
di tutto nel contesto della propria famiglia attraverso la testimonianza
coraggiosa a partire dalla verità rivelata nel vissuto quotidiano,
ponendo così in evidenza la vocazione ricevuta ad essere quel lievito
che fa fermentare tutta la pasta.
Ma cosa si intende in
pratica?
La spiritualità
famigliare è sempre stata considerata come un cammino legato all’ambito
ristretto della famiglia, la pratica dei sacramenti in modo vivo e
attuale,la preghiera, le antiche tradizioni come il Santo Rosario,
l’adorazione eucaristica, l’amore alla Parola,
la Sacra Bibbia, l’accoglienza del catechismo,tutte
queste forme sono e rimangono necessarie perché sono le vie nelle quali
lo Spirito si manifesta interiormente, ma ora è arrivato il tempo di
uscire dal cenacolo, per così dire, dal luogo protetto che può essere
l’ambiente famigliare e rivolgersi ad extra, aprirsi al mondo che ci
circonda, dare ragione della nostra fede con maggiore responsabilità nei
vari ambienti nei quali siamo chiamati a confrontarsi, con un impegno
non solo personale ma comunitario perché la fede in Cristo sia
maggiormente incarnata nel tessuto sociale, fermo restando l’attenzione
verso la persona perché, dove c’è un istituzione li ci sono uomini e
donne che hanno bisogno di rinnovarsi nello Spirito, perché cambiando il
cuore dell’uomo che opera nelle istituzioni anche il cuore delle
istituzioni cambia.
Questo vuol dire
rispondere alla chiamata a fecondare la storia con i semi dello Spirito,
spargere i semi dello Spirito la dove il Signore chiama attraverso e
nelle varie tappe che contraddistinguono l’evoluzione temporale della
famiglia cristiana in quanto tale.
3°”Dio non fa
preferenza di persone” (At.10,34)
A questo punto è bene
togliere di mezzo un luogo comune, si sente spesso dire: sono sempre le
stesse persone, sono sempre quelli, non lasciano spazio a nessuno, non
sarebbe meglio chiederci invece: Ma la mia risposta
al Signore qual è?
Non si nasconde forse l’atteggiamento dei due figli
della parabola
dell’evangelista Matteo, uno disse di si ma non se ne fregò più di tanto
e l’altro non aveva voglia e poi a malincuore
andò al lavoro, non citiamo la risposta di Gesù perché siamo
certi che tutti la conosciamo, poi ci sono anche quelli che non si
sentono all‘altezza e lasciano che siano gli altri a fare.
Verrebbe da dire, ma
allora quali sono le persone che il Signore chiama?
Gli intelligenti, i
sapienti, certamente anche loro ma se vogliamo essere veritieri Dio
chiama tutti coloro che nel cuore si rendono disponibili a servire per
il regno, per essere precisi, chi lo teme e pratica la giustizia, è a
Lui bene accetto At.10,35.
Ma il Si,
carissimi, si dice come Maria e Giuseppe, ecco che allora tutti troviamo
il posto adatto al nostro carisma, il livello culturale è importante ma
non indispensabile, a volte è molto più importante la saggezza che è
cosa diversa dalla cultura, ma di certo il Signore non fa preferenze, e
questa è anche la nostra esperienza, perché il Signore non chiama i
capaci ma rende capaci chi chiama.
Detto questo, la
domanda di fondo che ci interpella come famiglie, e che ha attraversato
i tempi, e che ancora oggi è di forte attualità nel mondo in cui viviamo
è sempre la stessa: Come trasmettere il messaggio cristiano in modo
credibile, come tradurre nella storia e nella cultura degli uomini la
verità del Vangelo?
La collocazione della
famiglia cristiana nella società con la sua sensibilità spirituale può
offrire certamente una grande opportunità, ma occorre essere convinti di
ciò che la famiglia rappresenta come valore insostituibile dalla quale
può nascere una convivenza bene ordinata e pacifica, l’urgenza
dell’impegno educativo, già da questo può nascere una comunità civile
dove la vita e la persona sono riconosciute e rispettate.
A questo punto non
vogliamo puntare il dito contro nessuno ma ciò che intendiamo come
valore primario della famiglia è quello originato dall’unione di un uomo
e una donna uniti nel vincolo matrimoniale, da questo nasce la
convinzione che attraverso la nostra testimonianza possiamo contagiare
ogni cosa e ogni persona a cominciare dai fidanzati i quali non si
aspettano altro che il nostro esempio. Certamente tutto questo passa
attraverso il sacrificio del mantenere gli impegni assunti e
sottoscritti,la parola data al Signore, nella buona e cattiva sorte,
nella salute e nella malattia, ma anche nella consapevolezza che nel “Si”
gli sposi acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri.
Se questo contagio
avviene è il segno evidente che siamo sotto il regime nuovo dello
Spirito, quella forza a volte inspiegabile e misteriosa che è
l’effusione dello Spirito ricevuto nel Sacramento, che genera passione e
dedizione, se ciò non avviene probabilmente siamo dei buoni cristiani ma
non ancora famiglie missionarie dello Spirito di cui Dio ha bisogno per
salvare il mondo.
Allora carissime
famiglie è necessario porsi all’ascolto della Parola e
riscoprire la nostra vocazione primaria, cioè la vocazione alla
santità che per noi in particolare si realizza nel matrimonio,
delineando così un vero e proprio percorso formativo per essere educati
a vivere la Pentecoste in modo pieno, totale, coinvolgente e contagioso,
senza lasciarci prendere dalla tentazione di rimettere mano all’aratro e
volgersi in dietro, a commemorare o peggio a lasciarci prendere dalla
nostalgia del tempo passato, si stava meglio quando si stava peggio.
Dunque occorre diventare piano piano sempre di più cristiani autentici e
lasciarci interrogare continuamente dalla Spirito per essere disponibili
e pronti a nuove assunzioni di responsabilità, ad affrontare nuove
povertà che il mondo moderno inevitabilmente produce, esempio: tutto ciò
che ruota attorno al mondo dei separati e divorziati e figli lacerati,
la crisi economica che produce dubbi e crisi del senso cristiano del
vivere, senza dimenticare tutto quello che riguarda la salvaguardia
della vita dal suo inizio fino al suo termine naturale. Dunque la
pratica cristiana, la preghiera sono necessari per ben disporre gli
animi, ma oggi e ora non bastano più, occorre mettersi in gioco.
4°
“Perché
non comprendete il mio linguaggio? Perché non date ascolto alle mie
parole,voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri
del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha
perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui”
(Gv. 8,43-44)
Questo ultimo
approfondimento biblico che fa riferimento alla cultura di Pentecoste
mette in evidenza l’inconciliabilità di fondo esistente, in altre parole
l’eterna dualità tra il
bene e il male, la cupidigia dell’avere tutto e subito oppure, se mi
piace lo faccio se non mi piace non è morale che lo faccia, la coscienza
su misura, questo è lo spirito del mondo con la sua cultura di morte
avversa a Cristo, che si scontra con la cultura evangelica tramandata
dagli Apostoli attraverso la testimonianza del loro sacrificio giunto
fino al martirio e che la Chiesa nella sua azione liturgica ne fa
memoria.
Questo ultimo
passaggio rappresenta il nucleo centrale del discorso di questa sera e
nel quale risiede la difficoltà e la sofferenza maggiore cioè “Il
distacco” dove occorre il
nostro atto di fede quotidiano, in realtà cosa significa? La risposta è
ancora una volta mettersi all’ascolto della Parola che ci spinge a
uscire da noi stessi per seguire Cristo, che tradotto vuol dire essere
del mondo ma non appartenergli, significa anche, proporre alternative
percorribili contrarie alle logiche di questo mondo opposte al Vangelo
(falsità, menzogna)ma che si racchiudono in “sobrietà,giustizia
e pietà” rimanendo nella misura del possibile cordiali, aperti,
dialoganti e affabili con tutti.
In sintesi possiamo
dire che la cultura di Pentecoste racconta di uomini e donne che hanno
fatto proprio questo percorso spirituale (combattimento interiore) per
dare ragione della propria fede senza arrendersi alla fatica e al
sacrificio quotidiano perché profondamente convinti “di
Cristo e da Cristo”
Confortati dalla
presenza dello Spirito Santo, spirito di Cristo, che si fa di volta in
volta Consolatore e Ispiratore per portare l’annuncio di salvezza e
diffondere il bene e portare gli uomini e le donne all’esperienza
dell’amore del Padre che cambia la vita.
STACCO
MUSICALE
In questa ultima
parte cercheremo di capire il perché di una cultura di Pentecoste nel
nostro mondo contemporaneo, la risposta nasce dal Concilio il quale si
interrogò sul bene dell’umanità e attraverso “La Gaudium et spes” giunse
ad affermare che <Il futuro dell’umanità è riposto nelle mani di chi è
capace di trasmettere alle generazioni future le ragioni di vita e
speranza> GS n°31. Questo a maggior ragione per noi famiglie cristiane.
Così anche le Chiese d’Italia radunate in convegno a Verona lo hanno
confermato che è necessario
prepararsi a dire al mondo che i cristiani sono “Testimoni
di Gesù Risorto, speranza del mondo” Un programma questo che non
lascia spazio a titubanze o ripensamenti, la verità va annunciata senza
sconti e con la presenza e sotto l’azione dello Spirito Santo, il Papa
stesso, Benedetto XVI ne dava ragione di questo e ne sottolineava
l’importanza, quel “di” in
mezzo al titolo va capito
bene, vuol dire che il testimone è “di”
Gesù risorto, cioè appartiene a
Lui e proprio in quanto tale può rendergli valida testimonianza, può
parlare di Lui, farLo conoscere, condurre a Lui, trasmettere la sua
presenza.
A questo punto vale
la pena di riportare il pensiero di Benedetto XVI espresso fin
dall’inizio del suo Pontificato, il Santo Padre afferma che la Storia
non è stata scritta da chissà quali potenze oscure o dal caso o
semplicemente dalle scelte umane, su ciò che succede di cattivo e
malvagio che potremmo chiamare, irruzione di satana nelle vicende umane,
sugli sconvolgimenti umani del tipo: Guerre, carestie, crisi economiche,
terremoti (In questo momento il nostro pensiero va alle vittime e ai
sopravissuti della tragedia dell’Aquila)su tutti questi mali e flagelli
si innalza nostro Signore che non è un Dio indifferente alle vicende
umane, ma è presente in esse, dentro ogni situazione realizzando
misteriosamente i suoi progetti e le Sue opere efficaci.
A fronte di questo,
come credenti, non possiamo non affermare che la storia umana non è ne
confusa ne senza significato ne tanto meno senza speranza perché in mano
ai potenti che controllano il suo evolversi, come tante volte potrebbe
sembrarlo, ma all’interno di questo potere che potremmo chiamare
apparentemente inarrestabile e senza via di ritorno esiste la
possibilità di riconoscere l’agire del divino Spirito nella storia, che
è da sempre,
<Il Guardiano della
porta della storia, dalla venuta di Gesù, è lo Spirito Santo.
Il custode delle
promesse di Gesù nella vita della chiesa è lo spirito Santo.
La sentinella armata
di sapienza che grida l’allarme e indica agli uomini come fronteggiare
il male è lo Spirito Santo.>
A prima vista queste
affermazioni sembrano non trovare riscontro reale, ma facciamo un
esempio pratico: Proviamo brevemente a fare memoria andando un po’
indietro nel tempo, rivisitando i vari passaggi che hanno caratterizzato
l’evolversi della nostra vita di sposi e di famiglia, includendo anche
le nostre famiglie di origine, e gli avvenimenti che hanno attraversato
il nostro tempo, siamo certi che se ci lasciamo guidare dallo Spirito in
questa retrospettiva non potremo che stupirci, porte che si sono aperte,
situazioni che si sono risolte, paure superate, etc. etc.
Una nostra semplice
testimonianza: Stiamo vivendo la difficoltà di rimanere in questo
servizio, siamo sottoposti ad impedimenti di ogni tipo, non gravi grazie
a Dio, ma possiamo veramente dire che lo Spirito Santo ci sostiene e ci
aiuta ad impegnarsi costantemente donandoci la forza di non lasciarci
prendere dallo sconforto e a camminare fiduciosi perché dove non
arrivano le nostre limitate capacità arriva Lui, questa certezza fa
fruire dentro di noi serenità e pace e in certi momenti è veramente una
meraviglia rendendoci pieni di stupore e gratitudine. Ciò che emerge
fortemente da ciò che abbiamo detto finora è la virtù della
PAZIENZA attendere con
fiducia e operosi i tempi di Dio, la pazienza è il letto di Cristo.
Concludiamo dicendo,
a Pentecoste lo Spirito “dimostra” l’amicizia di Cristo verso gli
uomini. Ed è proprio questa amicizia, questa solidarietà con gli uomini
specie i più deboli che ci dona il criterio di discernimento tra il vero
e il falso, tra inganno e verità.
Questo carissimi
ascoltatori e ascoltatrici è il nostro compito come famiglie e come
singoli, cioè diffondere la cultura di Pentecoste, in pratica inoculare
nel cuore dell’uomo e della storia questa antica e sempre nuova amicizia
che noi definiamo vitale, questo genera un sistema di vita e di
relazioni sociali che permettono allo Spirito Santo di includere ma non
escludere Cristo dal destino umano.
Concludiamo qui per
questa sera, riprenderemo lo stesso tema nel nostro prossimo
incontro,dopo lo stacco musicale apriamo i telefoni per la diretta
invitando coloro che interverranno ad essere brevi in modo da lasciare
spazio a più persone, grazie
Il nostro incontro
volge al termine ma prima di lasciarci vogliamo invocare su tutti voi,
ascoltatrici e ascoltatori, per intercessione della Mamma, una nuova
effusione dello spirito:
O Maria, prega per
noi lo spirito Santo, perché effonda su di noi tutti una abbondante
pioggia di carismi e di benedizioni,causa di un nuovo servizio alla
Chiesa e al mondo, O Maria vogliamo vivere ogni insegnamento di Gesù con
cuore libero, semplice, umile e disponibile ed essere pagina viva di
Vangelo per chi si farà nostro prossimo nel cammino della vita.
Famiglie che
parlano ad altre famiglie termina qui e vi da appuntamento a venerdì 22
maggio con Susanna e Luigi
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