Home   Organismi   Gruppi   Ministeri   Formazione   Agenda  Comunicazioni  Mappa  
Dio ti Ama adesso!
Impegno Sociale

19 novembre 2006 - Giornata di Evangelizzazione aperta a tutti

Iniziative varie

presso il Centro di Spiritualità del Santuario di Caravaggio (BG)

 

"Certo ti radunerò tutto, o Giacobbe, certo ti raccoglierò, resto di Israele. Li metterò insieme come pecore in un sicuro recinto, come una mandria in mezzo al pascolo, dove muggisca lontano dagli uomini. Chi ha aperto la breccia li precederà; forzeranno e varcheranno la porta e usciranno per essa; marcerà il loro re innanzi a loro e il Signore sarà alla loro testa" (Michea 2,12-13)

IN ASCOLTO DELLO SPIRITO SANTO

 

NOI, IL LUOGO DELL’AZIONE SOCIALE DI DIO

 

Ringrazio gli organizzatori per avermi invitata a questa giornata di evangelizzazione, ho dato a questo mio intervento un titolo particolare “Noi, il luogo dell’azione sociale di Dio”.

Vi piace?

Noi oggi viviamo in un contesto culturale in crisi:

 crisi delle grandi utopie, caduta della credibilità delle grandi agenzie generatrici fino a ieri di senso: partiti, istituzioni, scuola, famiglia, chiese.

C’è il vuoto lasciato dal sogno socialista, chi non ricorda le lotte degli anni 68?

Tanti fermenti: studenti ed operai insieme per costruire un mondo migliore.

Io sono una figlia del 68:

Forse non abbiamo capito quanto fosse significativo quel periodo, tutto sembrava in cambiamento.

Oggi c’è la “filosofia” del nuovo mercato, del neo- liberalismo, viviamo nel tempo “dell’usa e getta” del “mordi e fuggi” del “tutto e subito”.

La nostra società è in continua trasformazione, ormai i cambiamenti sono talmente rapidi che bisogna guardare al mondo intero, siamo immersi in centinaia di problemi di non facile soluzione: la globalizzazione, l’inquinamento atmosferico, il terrorismo, i problemi delle migrazioni, della giustizia, milioni di bambini costretti a lavorare 15-18 ore al giorno, l’interculturazione, la mancanza di sicurezza, l’aumento della povertà, il progresso tecnico e scientifico che spinge a scelte contro l’etica.

L’11 settembre ha annullato molte sicurezze, il colosso Americano è stato messo in ginocchio, l’aggressione con atti terroristici nasce da una visione religiosa impazzita.

Quando Dio diventa politico, ha detto qualcuno, nasce il fondamentalismo.

Dopo quella data sono in molti ad affermare che la speranza è morta, morta perché se un colosso come l’America trema, niente da più sicurezza.

Tempo fa su un giornale è apparso un articolo, dal titolo particolare: “Tutto è possibile, nulla è certo” un’affermazione che ha dell’incredibile, siamo in un periodo di forte confusione, ma è anche un tempo di grande fascino, stiamo vivendo in una epoca di grandi cambiamenti sociali, assistiamo alla nascita di nuove culture, di nuovi stili di vita, stiamo vivendo il nuovo che sorge, il nuovo che verrà.

Se però leggiamo i quotidiani ci viene comunicato tutto meno che un futuro roseo: genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i genitori, violenze su violenze, pedofilia in famiglia, la maggior parte di chi viene violentato subisce questa situazione non dall’orco che abita fuori di casa, ma di chi vive nelle pareti domestiche, quasi che una cortina di aggressività abbia annebbiato la mente delle persone, le quali sanno esprimersi solo attraverso gesti di violenza.

“Il mondo - ha detto Papa Giovanni Paolo II – è entrato in un’era di sconvolgimenti profondi, davanti alla vastità stupefacente delle creazioni dell’uomo le cui produzioni rischiano di distruggerlo, se egli non le integra in una visione etica e spirituale.

Noi entriamo in un tempo nuovo della cultura umana e i cristiani sono davanti ad un’immensa fatica”(Discorso al Pontificio Consiglio per la Cultura, 1986).

Dio agisce in questa nostra storia!

L’AZIONE DELLO SPIRITO SANTO NELLA STORIA

Dio è implicato nella storia del mondo, lo Spirito Santo ha sempre agito nella storia.

Come ieri, come oggi, come domani.

C’è una riflessone di Raoul Follerau, l’apostolo dei lebbrosi, che mi aveva colpita tanti anni fa “noi siamo le mani, i piedi, il cuore di Dio nel mondo”.

Dio, noi, la storia!

È necessario capire ciò che Lui suggerisce alla Chiesa e all’umanità, e lasciarsi agire dalla sua azione.

Perciò è necessario parlare della “lettura dei segni dei tempi”.

Questa espressione la troviamo in Mt 16, 1-3.

I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose: “Quando si fa sera, voi dite: bel tempo perché il cielo rosseggia; e al mattino: oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?”.

In quel passo più che di segno dei tempi si parla di “segno del tempo” o meglio “segno dell’ora messianica”, cioè la presenza del Messia, questa formula fu usata nella Sottocommissione Conciliare, ma il taglio dato era più sociologico.

Già nel 1600 Melchiorre Cano aveva indicato la storia come “luogo teologico”, il temine era entrato ufficialmente nel documento della Chiesa “Humanae salutis” di Giovanni XXXIII nel 1961, la usò anche Paolo VI nella sua prima enciclica Ecclesiam Suam (1963).

Richiama ai segni dei tempi come metodologia permanente nella vita della Chiesa nella storia.

Questa espressione deve essere considerata come una delle tre/quattro formule più significative del Concilio.

Per svolgere questo compito (continuare l’opera di Cristo) è dovere permanente della Chiesa scrutare i segni dei tempi” e c’è l’invito ai presbiteri ad ascoltare i laici, giovandosi della loro esperienza e competenza nei diversi campi dell’attività umana, in modo da poter riconoscere i segni dei tempi. 

Come leggere allora oggi i segni dei tempi?

Non si può non parlare di storia e di tempo, il tempo entra nella vita dello Spirito, perché appartiene alla realtà umana, l’esperienza della fede si realizza nel tempo e nella storia (nel periodo storico in cui viviamo).

L’uomo è concepito come artefice vero della storia, e non come strumento in mano al fato che lo guida e lo controlla, non siamo i burattini di Dio!

L’unica predestinazione di cui alla luce della Rivelazione, è ancora lecito parlare, è la chiamata universale alla salvezza offerta a tutti, ma spesso questa non importa a nessuno, spesso l’uomo è costruttore della storia in autonomia, ma è congiunta in modo misterioso all’azione provvidente di Dio, l’incontro reale e storico di Dio con l’uomo è alla luce della fede.

La storia diventa in qualche modo segno possibile della venuta salvifica “segno del tempo”.

Perciò per noi credenti possiamo affermare “solo nella fede si può riconoscere veramente Dio nella storia”.

Il credente sa che il mondo va male, ma sa che può andare meglio, ma è compito di tutti gli uomini sperare di costruire un mondo migliore.

La fede diventa un progetto che permette all’uomo di essere libero e responsabile di sé e della storia, capace di leggere e forgiare il suo futuro.

Cosa crea il cambiamento?

La fede! Perché genera passione per il mondo, crede possibile costruire un futuro diverso, anche se sa che ci vuole pazienza, e capacità di superare gli ostacoli, di sopportare le prove e anche il coraggio di promuovere continuamente ogni germoglio di storia che nasce.

È nella fede che si hanno progetti diversi di vita.

In questo modo tutte le virtù teologiche: fede, speranza e carità, possono diventare veramente il modo cristiano di leggere e creare la storia.

Noi cristiani, noi del R.n.s., non siamo i lettori della storia, ma operatori di essa, sulla scia del nostro Fondatore: Gesù Cristo, di colui che si legge in At. 1,1

“…ha cominciato a fare e poi ad insegnare…”.

Oggi noi siamo nell’ora dello Spirito Santo (il grande allenatore come lo definiva TERTULLIANO), ma anche il GRANDE AGITATORE DELLA STORIA che suscita continuamente i profeti, i santi, i testimoni e gli apostoli, se seguiamo lo Spirito Santo noi diventiamo “agitatori nelle nostre città”.

A me piacerebbe sentir dire di noi “quelli del Rinnovamento? Sono quelli che sanno portare i cambiamenti,  sono i grandi rivoluzionari”.

Se siamo qui è perché ci siamo lasciati affascinare da Dio, ma dobbiamo portare il suo fascino fuori dai nostri cenacoli.

Perché altri siano coinvolti e sconvolti da Dio!

Il compito di Noi cristiani, e spesso ce lo dimentichiamo è “di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.” Ef.1,10.

Costruire da cristiani la città dell’uomo” diceva Giuseppe Lazzati

Chi partecipa a questa costruzione?

Tutti i cittadini, da chi ha incarichi direttivi a coloro che compiono servizi meno appariscenti.

L’uomo, rifatto in Cristo “creatura nuova” è dunque chiamato a rifare nuovo nel Cristo tutte le cose.

Ma nel rapporto Cristo - mondo dobbiamo mettere la chiesa, che è stata definita “Il Cristo continuato nel tempo e nello spazio”.

Cristo si avvale della Chiesa come di un suo strumento, animato dallo Spirito Santo è fatto capace di portare avanti nella storia il mistero di salvezza.

E noi siamo la Chiesa!

Nella “Gaudium et spes” c’è una frase bella per tutti noi: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo”.

Ed è proprio la vocazione dei laici cercare il segno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio.

Paolo vi arrivò a dire “che il mondo è il luogo teologico della santificazione dei laici”.

CRITERI DI LETTURA DEI SEGNI DEI TEMPI

Il Vat. II ha suggerito come leggere i segni dei tempi “è dovere di tutto il popolo di Dio, soprattutto dei pastori e dei teologi, con l’aiuto dello Spirito Santo, discutere

attentamente, capire ed interpretare i vari linguaggi del nostro tempo e di saperli giudicare alla luce della Parola di Dio”.

Ognuno di noi è chiamato a fare questa lettura, perciò:

- ASCOLTARE la realtà dei fatti

- DISCERNERE, entrare in empatia con l’evento. Non può capire l’evento-segno chi non si mette in gioco, chi non sa mai buttarsi nella mischia.

Per capire il mondo bisogna fare come ha fatto Dio “che tanto ha amato da dare suo Figlio”.

Bisogna sporcarsi le mani e lasciarsi coinvolgere nella sua storia.

Parlare di mondo, parlare di storia significa parlare della gente, chi non condivide la sorte con gli uomini e le donne del nostro tempo non può capire e leggere cristianamente la storia, anche se è battezzato, anche se è consacrato, anche se è presbitero.

 

I FATTI ATTRAVERSO LA PAROLA DI DIO

E’ importante giudicare gli avvenimenti attraverso la parola di Dio.

Solo nella fede si può riconoscere veramente Dio nella storia, senza la fede i fatti salvifici della nostra storia diventano avvenimenti casuali e senza significato salvifico.

Paolo VI riguardo a questo tema ha affermato “…la lettura deve essere fatta alla luce del Vangelo, la scoperta dei segni dei tempi è un fatto di coscienza cristiana; risulta da un confronto della fede con la vita”, risuona nel nostro cuore la parola detta da Gesù ai suoi “siate vigilanti” (Lc 21,36).

Questa vigilanza deve esserci di aiuto per vedere i veri segni di Dio, perché se è vero che nel mondo opera lo Spirito creatore, è anche vero che vi opera il mistero del male.

Ed è necessario capire se una determinata teoria sia uscita dallo Spirito Santo o dallo spirito del male.

Ci sono situazioni in cui è difficile capire, ma noi, il luogo sociale dell’azione di Dio siamo chiamati a farlo es. una rivoluzione politica, a sett.2006 siamo venuti a conoscenza della lotta a Budapest, in un lander tedesco ha vinto un partito nazista.

Queste cose sono buone o cattive?

 

Devo saper discernere ci dicono continuamente!

Ci dicono che è necessario essere solidali con gli uomini, ma attenzione, faccio un esempio, se per essere solidale con gli zingari mi lasciassi coinvolgere con coloro che svolgono attività illegali, non agirei con lo spirito di Dio!

Il discernimento, il giudizio sugli avvenimenti deve avere dei criteri che possono essere letti solo alla luce della Parola, guardando a tutto l’insegnamento biblico/morale.

Il discernimento è guardare ciò che contribuisce all’edificazione del regno e ciò che ne ostacola l’espansione.

E’necessario guardare ai vari problemi dell’oggi come segno dei tempi: la socializzazione, la secolarizzazione, la promozione della donna, la decolonizzazione, l’emergenza dei popoli giovani, la nuova cultura della sessualità umana, la crisi dell’autorità e molti altri. Non dimentichiamo che oggi vediamo nuove modalità di incarnare la fede (la ricchezza dei movimenti), l’esigenza di una maggiore trasparenza evangelica di tutto ciò che porta il nome cristiano: il ritorno alla contemplazione, l’interesse per la vita mistica attraverso la grande tradizione spirituale di Oriente e d’Occidente, il movimento ecumenico.

Tutta questa ricchezza di stimoli e di suggerimenti ci fa

capire come diventino per noi provocazioni al regno e ci interpellino per una risposta personale (G. Gennari “I segni dei tempi”).

Tutta la nostra speranza inizia dalla Resurrezione di Gesù e dall’evento della Pentecoste.

Noi siamo le donne e gli uomini della Pentecoste, se viviamo bene la nostra spiritualità noi siamo “il luogo teologico”il luogo di Dio dove Lui si esprime.

Spesso noi siamo l’unico luogo dove Dio passa e si incontra con gli altri, a volte penso a quante brutte figure facciamo fare allo Spirito Santo con i nostri atteggiamenti, le nostre indifferenze, le nostre critiche negative, le nostre parole che pungono e feriscono.

Da questo capiamo la responsabilità che abbiamo come credenti, una responsabilità che si esprime in tutti i luoghi della nostra vita.

IL GRUPPO, LUOGO DELLE STRATEGIE COSTRUTTIVE

Il gruppo è uno dei luoghi del nostro incontro con Dio (non il luogo unico dell’incontro con Lui), dove crescono e si sviluppano le strategie costruttive per diventare insieme allo Spirito Santo “gli agitatori della storia”, il gruppo è il sostegno nelle nostre difficoltà, è il trampolino di lancio per vivere la vita nuova.

Per reggere il peso di essere il cuore di Dio NOI DOBBIAMO DIVENTARE DONNE E UOMINI DI PREGHIERA!

Dobbiamo essere appassionati della preghiera carismatica, oserei dire INCARNARE la preghiera carismatica, questa preghiera che è alla base del nostro movimento è una grande forza, ma non solo per noi, per consolare il nostro cuore, anche!

Ma ci deve lanciare fuori dal cenacolo.

Ci deve sbattere fuori!

Ma vedrei nel gruppo che si incontra una forza profetica di annuncio di una parola che inquieta e trasforma (inquieta per trasformare) comunica a chi partecipa l’esperienza di una vita vissuta in Dio.

Nel nostro DNA c’è la potenza del nostro Fondatore, lo Spirito Santo, e dei suoi primi seguaci, quei fratelli e sorelle che nel 1968 in Pennylvania hanno detto di si a ciò che Dio faceva intravedere loro: la nascita di un movimento che avrebbe portato una ventata d’aria fresca nella Chiesa.

La ventata di primavera augurata da Giovanni XXIII sino a noi.

Solo diventando ogni giorno donne e uomini che sanno vivere la preghiera, vivere ciò che proclamiamo nel gruppo, solo allora  permettiamo che Dio si esprima attraverso di noi. Diventiamo l’azione sociale di Dio. E dove esprimiamo questa sua azione sociale?

Ovunque negli ambiti del nostro vivere: famiglia, tempo libero, lavoro, quando vedremo il lavoro come il luogo della nostra santità?

Tra le varie modalità della preghiera carismatica c’è la preghiera di domanda che dovremo vedere come “la dimensione politica” della preghiera di intercessione.

Perché questo titolo?

Perché ogni attività umana tesa a promuovere il bene comune è politica (polis, città), e la preghiera di intercessione è chiedere che Dio promuova il bene comune dell’uomo.

I teologi dicono che ogni uomo che prega, sia che lo faccia personalmente, sia che reciti la preghiera ufficiale della chiesa fa intercessione.

Se è vero che il rapporto tra uomo e Dio ha un carattere essenzialmente personale, è anche vero che tale rapporto per essere autentico deve tradursi in una dimensione sociale e comunitaria.

L’intercessione nella Scrittura

Nel Vecchio Testamento sono presentate diverse figure di intercessori. Nell’esodo (cfr. 18,9) c’è un episodio particolarmente significativo sulla preghiera di intercessione che può essere di aiuto al cammino spirituale di persone immerse nelle attività del mondo.

Ietro, suocero di Mosè, vedendo la grande attività che travolgeva il genero (giudice, condottiero, capo…) un giorno gli dice in tono profetico “Ora ascoltami, ti voglio dare un consiglio, e Dio sia con te! Tu stai davanti a Dio in nome del popolo e presenta le questioni a Dio”.

Ciò che è scritto nella Bibbia è scritto anche per noi: perciò siamo invitati a intercedere e a ricoprire continuamente il ruolo di Mosè. Ma, per intercedere, il nostro cuore deve essere mosso dall’amore, dalla compassione. Il Samaritano, quando vide l’uomo per terra picchiato dai briganti, “si commosse dentro” (cfr. Lc 10,33). Solo in questo modo saremo capaci di chiedere che Dio intervenga spandendo olio sulle ferite dell’umanità.

P. Raniero Cantalamessa, in una catechesi sulla fede suggeriva che “fare preghiera di intercessione significa unirsi nella fede a Gesù Risorto che vive in perenne stato di intercessione per il mondo” (cfr. Rm 8,34; Eb 7,25).

La preghiera di intercessione è un servizio d’amore che ogni cristiano può offrire a Dio attraverso il Cristo e con la potenza dello Spirito Santo, sia che viva in un monastero o che sia immerso nelle attività del mondo; ed è un impegno dal quale non può esonerarsi.

Vi voglio suggerire un modo nuovo di fare intercessione. Imparare a “pregare” il quotidiano e il telegiornale. Quando accendiamo la tv o leggiamo il giornale compiamo un gesto meccanico, ma attraverso queti strumenti noi entriamo in contatto con tutto il mondo. Imparare ad accogliere ed educare nel nostro cuore tutto ciò che scopriamo: un fatto di cronaca, di economia, di sport, o qualsiasi altra notizia, anche la più catastrofica, impariamo a parlare a Dio dei problemi dei suoi figli, gli chiediamo di intervenire. Realizziamo una parte del secondo precetto datoci da Cristo, che è appunto amare il prossimo.

Intercedere significa accettare il disagio per tutto il mondo, accogliere con amore tutti, in modo particolare gli emarginati (la prostituta, il drogato, l’omosessuale…) tutti coloro che il mondo rifiuta.

Accettarli senza giudicarli in questo modo, non divideremo più le persone in buoni o cattivi.

Non ci saranno più i mafiosi, i ladri, i criminali, i rapinatori, ma solo fratelli d’amare, per i quali intercedere, perché anche loro scoprano Cristo! Lo scopriranno come lo abbiamo scoperto noi: il Vivente, il Risorto, il Dio vivo oggi nel mondo!

Voglio terminare  con cosa hanno detto durante l’incontro del 31 maggio – 2 giugno a Rocca di Pega c’è stato il II Conegno Mediale di movimenti ecclesiali, Benedetto XVI, in linea con Giovanni Paolo II vede nei movimenti:

a)      scuole di comunione, compagnie in cammino in cui si impara a vivere nella verità che Cristo ha rivelato e comunicato per mezzo della testimonianza degli apostoli;

b)      spazio di testimoni della libertà di Cristo:

c)      laboratori di un mondo migliore, in cui si manifesta la bellezza della vita umana

d)     segni della bellezza della Chiesa.

Nel messaggio iniziale ha evidenziato gli obiettivi perché ciascuno come la bussola sicura rimane il magistero del Vaticano II, di cui proprio i movimenti costituiscono uno dei frutti  più preziosi. I movimenti hanno pertanto la responsabilità di non deformare e non falsificare, ma di far brillare la bellezza di Cristo.

Oggi c’è bisogno di scelte coraggiose a livello personale e di continuo per essere segni luminosi del Vangelo, senza lasciarci fermare alla mentalità del mondo, ma trasformandoci continuamente, eccoci allora pronti per ripetere il nostro sia a Dio per permettergli di essere presente attraverso di noi, la sua azione sociale, come dice un noto autore spirituale Nathan Soderblom, “i santi sono quelle persone che rendono più facile agli altri credere in Dio”.

 Carla Osella

e-mail: carlaosella@hotmail.it

 
 
Carla Osella appartiene all'Istituto delle Figlie di Sant'Angela Merci. Sociologa, dal 1971 opera con il popolo di rom e sinto per la difesa dei suoi diritti civili e culturali.
Dal 1977 fa parte del Rinnovamento nello Spirito Santo.
E' autrice di numerose pubblicazione di carattere spirituale e sociale, attualmente è referente dell' impegno sociale del CRS della regione Piemonte
 
 
Accedi alla libreria online... Segreteria Regionale
RnS Lombardia

scrivici Scrivici...